Racconto Inedito – “Fidati di Me” – #1 Life Secrets Series By Samy – Prologo – 1° e 2° Capitolo

Come promesso la settimana scorsa, si ricomincia da capo, l’archivio con i racconti va sistemato ed aggiornato così, approfittando del periodo di pausa della nostra Samy, mi metto in pari, ripubblicando tutti i capitoli mancanti delle sue storie.

Il venerdì, quindi, per i prossimi due mesi circa, sarà in sua compagnia sempre con i personaggi della “Life Secrets Series” che molte di voi già conoscono.

Si ritorna agli inizi della storia, con l’affascinante e tenebroso Adam e la dolce Amelia, per proseguire poi con Nick e Michelle che abbiamo appena lasciato settimana scorsa. Sarà per la maggior parte di voi una non stop di ripasso in attesa di nuove avventure, mentre per altre, le nuove leve che si sono aggiunte strada facendo, una nuova scoperta.

Anche se, le ultime arrivate, saranno le più fortunelle perchè, per accelerare i tempi, non pubblicherò un solo capitolo ogni settimane, ma ben tre. Qualche sofferenza di meno per qualcuna. Del resto, è quasi Natale, siamo tutti più buoni ;)

Quindi, di seguito, troverete il prologo, completo dei primi due capitoli di “Fidati di Me“, il primo racconto Romantic Suspense scritto dalla nostra Samy che, smessi i panni della romanticona, ha scoperto questa sua vena perfida che le ha dato immense soddisfazioni, regalando a noi lettrici, invece, emozioni a non finire.

Non vi resta che gustarvi il piccolissimo assaggio con il prologo, per poi entrare subito nel vivo della storia e conoscere meglio, così, i suoi personaggi e la complicata relazione tra Adam e Amelia.

Ricordate vero, ne vedrete delle belle ;)

A questo punto non mi rimane che augurarvi…

Buona Lettura

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-PLAYLIST-

Capitolo 1-A sky full of stars– Coldplay

Capitolo 2-Mambo n. 5 – Lou Bega

Capitolo 3-Left outside alone – Anastasia

Capitolo 4- Set fire to the rain – Adele

Capitolo 5-Madness – Muse

Capitolo 6-La Flacha – Jarabe de Palo

Capitolo 7-Change the world – Eric Clapton

Capitolo 8-The Chamber – Lenny Kravitz

Capitolo 9-Money for nothing – Dire Straits

Capitolo 10-Jammin – Bob Marley

Capitolo 11-Everything – Michael Bublé

Capitolo 12-Somebody that I use to Know – Gotye feat. Kimbra

Capitolo 13-Trouble – Coldplay

Capitolo 14-In the air tonight – Nonpoint

EPILOGO-Back in black – AC/DC

 

-PERSONAGGI-

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-AMELIA CAMPBELL 28 anni, Presidente della CAMPBELL CORPORATION, impresa di Import/Export

-ADAM JACKSON 32 anni, di Washington, da poco trasferito a Miami.

-MARCUS WALKER 39 anni, Direttore Commerciale della CAMPBELL CORPORATION.

-MICHELLE BROWN 32 anni, segretaria di Amelia

-JESSICA WILSON 28 anni, migliore amica di Amelia. Agente immobiliare.

 

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-FIDATI DI ME-

-PROLOGO-

Arriva al porto leggermente in anticipo, la zona è buia e deserta.

“Certo che ha scelto un bel luogo per l’appuntamento” pensa Marcus, nervosamente.

Si accende una sigaretta per ingannare l’attesa.

Gli hanno garantito che quell’uomo è dannatamente bravo nel suo lavoro, è spietato e professionale, ed è proprio quello che gli serve.

– Guardi che il fumo uccide – dice una voce profonda, alle sue spalle.

Marcus si volta ed osserva l’uomo che avanza verso di lui, silenziosamente, emergendo dal buio.

– Il signor… Smith? – gli chiede.

– Sono io – gli risponde l’uomo – Mi hanno detto che mi stava cercando.

Marcus lo osserva, di sottecchi. Incute timore, ha due occhi neri come la pece che lo fissano duramente e la mascella serrata, come se fosse in stato di allerta.

– Sì, la cercavo – risponde Marcus, gettando la sigaretta a terra e spegnendola con un piede – Ho bisogno dei suoi servizi.

– Cosa le serve?

Marcus infila la mano nel taschino della giacca di Armani, estrae una foto e la porge all’uomo.

– Questa è mia moglie, Amelia… Devo entrare in possesso di alcune password che lei ha nascosto, mi servono per accedere a dei conti correnti in Svizzera. Lei deve entrare nelle sue “grazie” ed ottenere quelle password… – si interrompe un attimo, fissandolo – Faccia quello che vuole, per entrarne in possesso, se la scopi pure, se necessario… tanto le annuncio già che non sarà un gran divertimento.

– Una volta ottenute quelle password? – gli chiede l’uomo incurante del suo ultimo commento.

– Le deve dare a me, subito. Dopodiché voglio che la elimini.

L’uomo stringe gli occhi e guarda la foto della giovane donna, a lungo. E’ bella, dannatamente bella, in un modo quasi imbarazzante. Ha lunghi capelli rosso mogano, occhi azzurri chiarissimi ed una bocca carnosa.

– Io cosa ci guadagno? – chiede a Marcus.

– Un milione di dollari – gli risponde secco – Duecentocinquantamila se accetta l’incarico, ed altri duecentocinquantamila non appena mi consegnerà le password. I rimanenti cinquecentomila li riceverà non appena avrò il cadavere.

L’uomo inarca un sopracciglio.

– E’ una bella somma – risponde – Immagino che lei otterrà molto di più, da questa operazione.

Marcus lo osserva, con un sorriso perfido.

– Io? Io otterrò il suo impero.

L’uomo studia di nuovo la foto della donna, imprimendosela bene nella mente.

Estrae un accendino dalla tasca dei pantaloni e la brucia lentamente, lasciando cadere a terra gli ultimi pezzi di cenere rimasti, poi solleva lo sguardo verso Marcus.

– Lo consideri pure già fatto – gli risponde con voce piatta.

Il sorriso perfido di Marcus diventa immediatamente un sorriso di trionfo.

– Qui ci sono le coordinate per il mio compenso – gli dice l’uomo porgendogli un cartoncino.

– Le assicuro che domani mattina avrà i soldi.

– Bene. Un’altra cosa – dice gelido, con voce bassa – Non provi MAI a contattarmi, in nessun modo. Sarò io a contattarla, solamente quando lo riterrò necessario.

– E come saprò che sta svolgendo bene il suo lavoro?

– Sono un professionista, si fidi di me. Non ho mai deluso nessuno e credo che lei lo sappia già. Le assicuro che avrà quello che vuole, prima di quanto creda.

– Bene, allora siamo d’accordo – gli dice Marcus, accendendosi un’altra sigaretta.

– Sarebbe meglio che smettesse, sa… il fumo uccide, sul serio – gli dice l’uomo, con un tono sarcastico.

Marcus si lascia sfuggire una risata ironica.

– Curiosa frase, detta da uno come lei – commenta, poi si gira sui tacchi e se ne va.

Dopo pochi passi si volta indietro, e l’uomo è già sparito nell’ombra silenziosamente, nello stesso modo in cui era arrivato.

“Che inquietante” pensa “Mai visti occhi così, nemmeno nei miei incubi più peggiori. Spero comunque che sappia fare bene il suo lavoro e mi liberi in fretta di quella stronza schifosa, o sarò costretto ad intervenire io.”

 

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-1°CAPITOLO-

– Allora, che ne dici?

– Amelia sei uno schianto! Stasera lo farai drizzare a tutti! – le dice Jessica, con un sorriso trionfante.

– Jessica! – la ammonisce Amelia – Hai sempre in testa SOLO quello! Sei incredibile!

– Beh, dammi torto…

– Sì, ti do torto… Non so proprio cosa ci trovi di così tanto esaltante nel sesso.

Jessica scuote la testa, con un’espressione triste.

– Amelia, sono io che non capisco cosa NON ci trovi tu…

Amelia la ignora, osservandosi allo specchio. Ha scelto di indossare un vestito corto color argento, allacciato sulla nuca, con una profonda scollatura sulla schiena e che le lascia le spalle scoperte. Lo ha abbinato ad un paio di sandali con il tacco a spillo, composti solamente da una piccola striscia di strass sul collo del piede ed una intorno alla caviglia.

– Che dici, raccolgo i capelli o li lascio sciolti? – chiede a Jessica.

– Sciolti, sei favolosa.

Amelia guarda la sua amica, riflessa nel grande specchio della sua cabina armadio. Anche Jessica è favolosa, e molto più di lei. Con quei lunghissimi capelli neri e gli occhi azzurri, alta e magra, sembra una fotomodella. Stasera lei ha indossato un vestito blu corto di chiffon, senza spalline, ed un paio di sandali argento. E’ stupenda.

– Stasera ti trovo un bel maschione – le dice Jessica, sorridendole maliziosamente – così mandi a quel paese quello stronzo di Marcus, finalmente.

– Jessica… – la redarguisce Amelia – Lascia perdere, ti prego.

– Perchè, credi che lui non si diverta, in tua assenza? – le chiede.

Amelia sa benissimo che è così, ed è inutile che continui a mentire a se stessa.

– Cosa aspetti a chiedere il divorzio? – le chiede Jessica a bruciapelo.

– Non lo so… Forse spero sempre che tutto torni come prima, come quando non eravamo ancora sposati…

– Amelia… Vi siete conosciuti che tu avevi diciannove anni, e lui trenta. Siete stati fidanzati un anno,  dopodiché lui ha insistito perchè tu lo sposassi. Sono otto anni che siete sposati, otto… Paragoni un anno… ad OTTO? Sai meglio di me che non tornerà mai più tutto come prima… – commenta sconsolata, scuotendo la testa – Detesto dirtelo, ma sai che ti voglio bene. Devi accettare la realtà, sei ancora in tempo per rifarti una vita.

Amelia sa che Jessica ha ragione, ma il divorzio… La guarda, facendo una smorfia.

– Dai, basta prediche per stasera, prometto – le dice Jessica, sorridendo – Andiamo.

Amelia le sorride, grata per aver chiuso l’argomento.

Prendono le borse e si avviano nella notte esplosiva di Miami.

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Il locale è affollato e l’atmosfera è elettrizzante. E’ grande, spazioso, ed il soffitto è altissimo.

C’è un lunghissimo banco bar dove vi saranno circa una decina di barman che preparano cocktail con eleganza e maestria, e per l’occasione è stato allestito un fantastico buffet, con stuzzichini deliziosi e caraffe colme di aperitivi alla frutta.

Sul fondo c’è un’immensa pista da ballo, e ad un’altezza di circa tre metri, una lunghissima balconata  che la circonda. Al centro della balconata c’è la postazione del dj.

– Wow! – esclama Jessica – Jean ha fatto le cose in grande, è strepitoso!

Ed eccolo che arriva, Jean. E’ magnifico, stasera, elegantissimo, indossa una camicia bianca sbottonata leggermente sul petto e pantaloni neri. Il suo fisico possente si intravede, sotto la stoffa della camicia.

– Jean! – urla Amelia, gesticolando per farsi notare.

Jean le vede e sfodera un sorriso bianchissimo a trentadue denti, che risalta stupendamente sulla sua pelle color nocciola. Si muove velocemente, andando verso di loro.

– Ma perchè i più belli sono tutti gay? – mormora Jessica, sconsolata – Ma che spreco!

– Sì, oltretutto lui è pure impegnato… – le dice Amelia, ridendo.

In un attimo si ritrova tra le braccia di Jean che la solleva, facendola roteare.

– Ecco il mio angelo! – urla, ridendo – Finalmente siete arrivate, ragazze!

La posa a terra, abbracciandola forte, ed Amelia risponde al suo abbraccio con affetto.

– Jean, come sono orgogliosa di te, hai fatto una cosa meravigliosa!

– Aspetta, il meglio deve ancora venire – le dice, strizzandole l’occhio – Perchè intanto non vi servite, ragazze, c’è il buffet! Prendete pure tutto quello che volete.

– Ehi, eccovi qui – dice una voce maschile, alle loro spalle.

– Ethan, ciao! – dice Amelia, abbracciando il nuovo arrivato – Il tuo ragazzo è un genio, non credi?

– Sì, è un genio – risponde lui, guardandolo con affetto e posandogli una mano su un avambraccio.

Anche Ethan è stupendo, ma la sua è una bellezza profondamente diversa. Mentre Jean è mulatto, rasato a zero e possente, Ethan è biondo con occhi color nocciola, con lineamenti più fini ed il fisico atletico, ma non possente come il suo compagno.

Amelia osserva rapita la loro complicità e la loro intesa. L’affetto che li lega è profondo, si può quasi toccare con mano. Stanno insieme da tanti anni e si amano tantissimo, sono andati contro tutto e contro tutti per vivere il loro amore in libertà. Li ammira profondamente.

– Scusate, ragazze, ma ora dobbiamo andare – dice loro Jean, interrompendo i suoi pensieri – Amelia… Senza di te tutto questo non sarebbe mai esistito… Grazie al tuo aiuto ho potuto affrontare tutte le spese, ed intendo restituirti fino all’ultimo centesimo.

– Lo so, Jean, non preoccuparti – gli dice Amelia, accarezzandogli il viso. Poi bacia entrambi, salutandoli e lasciandoli ai loro ospiti.

– Che dici, andiamo a mangiare… e bere? – le chiede Jessica una volta rimaste sole.

– Non aspettavo altro! – risponde lei ridendo.

Dopo il buffet ed un paio di birre la serata comincia a scaldarsi, e Jessica inizia a guardarsi intorno lanciando sguardi di fuoco a diversi ragazzi, che la osservano estasiati.

– Amelia, sento che sarà una grandissima serata! – le dice, euforica.

Improvvisamente, si spengono le luci ed il locale è interamente al buio. Solo una luce illumina la consolle del dj, dove c’è Jean.

– Grazie a tutti di essere intervenuti questa sera all’inaugurazione dello “Sky”. Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto e mi hanno aiutato, primo tra tutti il mio compagno, Ethan. Ma c’è una persona in particolare che voglio ringraziare, anche perchè senza di lei non sarei qui, stasera. Mi ha sostenuto e appoggiato, mi ha spinto verso la realizzazione di questo sogno. Amelia, grazie… ti voglio bene! – fa una pausa, inviandole un bacio con la mano – A tutti quanti… Buona serata!

A luci spente inizia la musica, è “A sky full of stars” dei Coldplay, ed avvolge tutti quanti di un’atmosfera magica. Poi quando la musica cresce ed esplode il ritmo, esplodono anche le luci, illuminando tutto il locale ed inondandolo di una miriade di stelle luminose.

L’atmosfera si incendia, tutti applaudono ed iniziano a ballare.

– Ehi, hai notato che ci sono quei tizi che non ci tolgono gli occhi di dosso? – le dice Jessica, indicando alcuni ragazzi che stanno ballando, poco distanti da loro.

– Jessica… – la ammonisce Amelia.

Lei, in tutta risposta, inizia a ballare in modo pericolosamente provocante e sensuale.

Con la coda dell’occhio, vede i ragazzi che smettono di ballare e si dirigono verso di loro.

– Io vado a prendere qualcosa da bere! – urla a Jessica, sgattaiolando via e lasciandola lì, inebetita.

Si dirige al banco e riesce a raggiungerlo solo dopo essersi fatta faticosamente largo in mezzo alla folla.

– Ehi, Amelia, cosa ti do? – le chiede Andrew, il barista.

– Una Bud, Andrew, grazie – prende la borsetta che ha a tracolla, per pagare.

– Eh, no! – le dice Andrew, facendole un gesto con la mano per fermarla – Ho ricevuto ordini tassativi, non posso accettare soldi da te, stasera!

– Cosa? – gli dice Amelia – No, non esiste, tu li prendi e basta!

– Non vorrai farmi licenziare, Amelia… – le dice Andrew, con lo sguardo sconsolato.

Amelia lo guarda, stringendo gli occhi. Sa come far presa su di lei, anche lui.

Sbuffa nervosamente e rimette i soldi nella borsa, con un gesto di stizza.

Beve la birra direttamente dalla bottiglia, è freschissima, leggera, meravigliosamente dissetante.

Una voce maschile profonda, alla sua sinistra, la fa sobbalzare.

– La tua amica sta dando spettacolo, in pista – le dice, avvicinandosi al suo orecchio.

Si volta a fissare lo sconosciuto, ed incontra immediatamente due occhi neri, profondi, caldi e vergognosamente belli. Lui le fa un gesto con la testa, per indicare la sua amica.

Jessica sta ballando in pista in modo sensuale, e diversi uomini la osservano estasiati.

Amelia sorride, divertita. Pur ballando in maniera estremamente sexy Jessica riesce sempre a non essere volgare, ma solo stupendamente bella. L’amica la vede e le fa cenno di raggiungerla, sgranando gli occhi, ma Amelia scuote la testa in segno di diniego, ridendo.

– Beh, non la raggiungi? – le dice di nuovo lo sconosciuto, con un sorriso divertito.

– No, non fa per me – gli risponde Amelia.

Lo osserva meglio di nascosto e si accorge che è bellissimo… lascia quasi senza fiato.

E’ appoggiato con la schiena al bancone, anche lui sta bevendo una Bud dalla bottiglia come lei.

Ha i capelli neri, spettinati a regola d’arte, la barba leggermente incolta, e gli occhi…sono neri, profondi, meravigliosamente sensuali, le labbra sono piene e carnose.

Lui sorride mentre guarda Jessica che balla in pista, ed Amelia si sente mancare, nel vedere quel sorriso stupendo con denti bianchissimi e perfetti.

Indossa una camicia nera con il colletto leggermente aperto. Le maniche sono arrotolate fino ai gomiti, e sul collo si nota il suo pomo d’Adamo, prominente e spudoratamente maschile.

Dal colletto, Amelia nota che fa capolino un tatuaggio, formato da alcune linee appuntite scure, che terminano quasi vicino alle orecchie. Probabilmente ha un grande tatuaggio, sulle spalle o sul suo torace… L’immagine che le si forma nella mente è estremamente sensuale e lei si sente avvampare.

Beve di nuovo un sorso di birra fresca, cercando di non pensarci.

Improvvisamente, lui le porge la mano.

– Comunque, ciao – le dice – Io sono Adam.

– Ciao, Adam – gli risponde lei, stringendo la sua mano – Io sono Amelia.

– Amelia… “quella” Amelia? – le dice, indicando con la testa verso il dj.

La guarda, incuriosito, continuando a trattenere la mano nella sua.

– Sì… – risponde lei, tentennando. Quel contatto la sta turbando, e sente che lui muove leggermente il pollice, come se la accarezzasse. Istintivamente ritira la mano, imbarazzata.

– Conosci il proprietario? – le chiede lui.

– Sì, è come un fratello per me, siamo cresciuti insieme.

– Quindi voi siete di Miami? – le chiede.

– Sì, tu no?

– No, sono arrivato da poco in città, prima abitavo a Washington.

– Però, un bel cambiamento… – gli dice Amelia, incuriosita.

– Già – le risponde solamente lui, e ad Amelia sembra di notare un’ombra, nel suo sguardo.

In quel momento Jessica arriva trafelata e la prende per mano.

– Ora basta, vieni a ballare con me, muoviti!!!

Amelia si lascia trascinare in pista, non senza prima aver fatto un cenno di saluto a quella meraviglia appoggiata al bancone, che le risponde con un sorriso e un leggero movimento della testa.

Balla con Jessica per diverso tempo, continuando a guardare nella direzione di Adam.

Lui è sempre lì dove lei l’ha lasciato, che la guarda e sorride divertito.

– Hai catturato, eh? – le chiede Jessica, indicando con la testa verso il bancone del bar.

– Oh, abbiamo solo parlato un attimo, niente di che… – le risponde Amelia.

– Beh, avrete parlato solo un attimo, ma è quasi un’ora che balliamo e che voi continuate a fissarvi, tesoro! Hai catturato e lui ha catturato te… decisamente!

Amelia ride, scuotendo la testa. Istintivamente, si volta di nuovo e lui è ancora lì che la guarda.

Poi, improvvisamente, Jessica si volta a parlare con un ragazzo biondo, e dopo pochi minuti le si avvicina.

– Senti, ti dispiace se ti lascio un po’ da sola? – le dice strizzandole l’occhio – Perchè tu non vai dal tuo nuovo amico, così vi conoscete meglio…

Senza aspettare la sua replica, se ne va con il ragazzo biondo, lasciandola sola. Amelia si volta per cercare con lo sguardo Adam, ma purtroppo nota dispiaciuta che se n’è andato anche lui.

Abbandona la pista e fa un giro per il locale. Spariti. Jessica con il biondo ed Adam con non si sa chi, ma spariti, entrambi. Gira a vuoto, per diversi minuti, in mezzo alla folla… conosce bene Jessica, sa che non la rivedrà più per tutta la sera. Non le resta che tornarsene a casa.

Sconsolata, esce dal locale e si avvia verso la sua Volvo XC90. Sale in macchina ed inserisce la chiavetta per mettere in moto, ma gira a vuoto.

“Certo, speravo che questa serata finisse in maniera diversa, o perlomeno durasse un po’ più a lungo…” pensa.

Riprova di nuovo, ma la macchina non dà segno di vita, e lei viene colta da un brivido.

“No, quando speravo che finisse in maniera diversa, non intendevo QUESTO, cavolo!” pensa allarmata. Riprova, di nuovo. Niente. Appoggia la fronte sul volante.

Sente picchiare sul vetro, e viene scossa da un sussulto di paura, non riuscendo a trattenere un grido.

Si volta verso il vetro, e vede Adam, che le sorride.

– Scusa, non volevo spaventarti… – le dice, tranquillamente – Serve aiuto?

Con il cuore che le batte all’impazzata apre la portiera, per parlargli.

– Non parte… – gli dice, con il fiato corto.

– Vediamo, forse riesco a fare qualcosa… Scendi, per favore.

Amelia scende dall’auto, lasciandolo salire. Anche lui prova, ma niente da fare, quindi si decide ad aprire il cofano, per dare un’occhiata.

Amelia sale di nuovo in macchina ed aspetta, mentre lui armeggia nel cofano della sua auto.

– Riprova! – le urla lui dopo qualche minuto.

Mette in moto e magicamente la macchina riparte.

– Grazie! – gli grida.

Lui richiude il cofano e la guarda sorridendo, avvicinandosi a lei. Si frega le mani, si è sporcato di olio, probabilmente.

– Oh, mi dispiace, Adam, ti sei sporcato… – gli dice.

– Non è nulla, non preoccuparti.

– Ti ringrazio infinitamente… Cosa posso fare per sdebitarmi?

Lui la guarda, con un sorriso divertito.

– Potresti offrirmi la colazione – le dice, alzando le spalle – Conosco un posto dove fanno ottimi croissant, veri francesi.

– Sul serio? E dov’è?

Lui indica un punto dietro di loro.

– Qui, dall’altra parte della strada.

Amelia si volta, e vede una piccola caffetteria, dove ci sono già alcune persone sedute.

“Perchè no, Amelia?” si domanda “In fondo, non fai nulla di male… quando ti capita, ancora?”

– Ok, andata – gli dice, scendendo dalla macchina e chiudendo a chiave.

Lui le porge il braccio, in modo galante.

– Madame… – le dice, ironicamente.

– Monsieur… – gli risponde lei ridendo e prendendolo sotto braccio.

Il locale è piccolo, intimo e caldo. All’interno c’è un incredibile profumo di brioches, fa venire l’acquolina in bocca. Si accomodano in un tavolino appartato, in un angolo della sala.

Adam va subito alla toilette per lavarsi le mani e dopo pochi minuti è di ritorno.

– Ti spiace se vado io? – gli chiede Amelia, alzandosi e prendendo la borsa.

– Lasciala pure qui, se vuoi… la controllo io – le dice Adam, con un sorriso.

– Ok, grazie – gli risponde Amelia. E’ misterioso, il ragazzo, ma qualcosa, nei suoi occhi, le dice che ci si può fidare… c’è del buono, in lui, tanto… lo sente.

Si avvia verso la toilette, seguita dal sorriso di Adam. Non appena entra e si richiude la porta alle spalle, il viso sorridente di lui diventa una maschera di ghiaccio.

Con gesti esperti e veloci, prende il telefonino di Amelia, smonta la mascherina protettiva sul retro del display ed inserisce un piccolo oggetto. Rimonta la mascherina e rimette il telefono al suo posto, nella borsa. Poi, come se niente fosse, prende il menù, in attesa che lei torni.

Non appena lei esce dalla toilette, lo trova al tavolo, intento ad osservare il menù.

– Sai che qui fanno anche ottimi cappuccini? – le dice, sorridendo.

– Vada per il cappuccino, allora… – risponde Amelia.

Arriva la cameriera, ordinano due cappuccini e due croissant alla crema pasticcera.

– Da quanto tempo ti sei trasferito qui a Miami?

– Da circa un mese – le risponde Adam – Sto iniziando ad ambientarmi.

– Ma sei qui solo? – gli chiede lei, incuriosita.

– Sì, ho dovuto lasciare Washington per problemi personali – le risponde, rabbuiandosi – E sono venuto qui, da solo. Ho trovato un appartamento, ma ora sto cercando un lavoro…

– Se vuoi puoi venire a fare un colloquio da me – gli dice Amelia – ho un’azienda di import/export, vediamo se riusciamo a trovare qualcosa per te…

Lui le sorride, dolcemente.

– Ti ringrazio molto, verrò sicuramente.

– Tieni, questo è il mio biglietto da visita – gli dice Amelia, porgendogli un cartoncino – Puoi chiedere direttamente di George Davis, è il responsabile delle risorse umane, digli pure che ti mando io.

Adam la fissa, incredulo.

– Grazie, sei molto gentile – le mormora, soffermandosi un attimo a leggere il biglietto.

Sorride, e ripone il cartoncino nel taschino della camicia.

– Bene, Amelia Campbell Warner, “Presidente”… Sei sposata? – le chiede a bruciapelo.

– Sì… – risponde lei, sorridendo ironicamente – E tu?

– Oh, no – le dice ridendo – Sono felicemente single.

In quel momento la cameriera arriva con i loro croissant ed i loro cappuccini, ed Amelia paga subito la colazione.

In silenzio, Adam versa lo zucchero nella sua tazza, e comincia a mescolare il cappuccino, lentamente. Amelia lo osserva, di nascosto. “Single?” pensa “Non sarà gay anche lui, spero!”

Addenta il croissant, è squisito. Chiude gli occhi, e le scappa un gemito di piacere, nel gustare la pasta sfoglia croccante e la crema pasticcera tiepida.

Li riapre, ed Adam la sta fissando intensamente, mangiandosela con gli occhi.

Si sente avvampare… No, dal suo sguardo decisamente NON E’ gay!

– Vista la tua reazione non vedo l’ora di assaggiarlo – le dice, con un sorriso carico di sottintesi.

Addenta il croissant, e lo mastica lentamente, fissandola in maniera sensuale. “Che spudorato!” pensa Amelia. Il messaggio che le lancia è inequivocabile, e lei si sente avvampare, di nuovo.

Adam soffoca una risata, stemperando immediatamente la tensione che si stava creando.

Non appena finita la colazione escono dal locale, e si avviano verso l’auto di Amelia.

– Beh, allora buonanotte… e grazie di tutto – gli dice lei, prima di salire in macchina.

– Buonanotte, Amelia. Grazie a te della colazione, era squisita… Devo dire che ho apprezzato soprattutto i croissant… – le dice lui divertito.

Amelia avvampa, ricordandosi della sua reazione e dello sguardo di lui, puntato addosso.

Sale velocemente in macchina, notando con la coda dell’occhio che lui ride sotto i baffi.

– Ciao, ci sentiamo, allora – mette in moto, chiude la portiera e parte.

Adam la osserva allontanarsi, ed il suo viso sorridente ritorna ad essere impenetrabile.

Si avvia verso il suo appartamento, veloce.

Sale in casa, e va immediatamente verso la libreria. Preme un bottone e la libreria scorre sul muro, rivelando una stanza nascosta.

Entra, si siede al tavolo pieno di macchinari ed accende il rilevatore GPS, lei è ancora in macchina.

La segue con lo sguardo, sulla mappa, vede che arriva a casa ed entra nell’edificio.

Grazie ai microfoni che ha già posizionato a casa sua riesce a sentire tutti i movimenti, intuendo persino in che punto si trovi della casa.

Adam inizia a giocherellare con una penna sul tavolo, poi si infila le cuffie, per sentire meglio.

Sente il rumore dell’acqua scorrere e chiude gli occhi per concentrarsi, in modo da capire se vi sono dei segnali per lui da cogliere. Nulla, solo il rumore dell’acqua che in questo momento immagina stia scorrendo sulla sua pelle.

Poi il rumore dell’acqua cessa e lui la immagina uscire dalla doccia, con quel bellissimo corpo umido. La immagina davanti allo specchio, nuda, che si asciuga i capelli.

Si scuote, cercando di cancellare le immagini meravigliosamente erotiche che stavano prendendo forma nella sua testa.

“Pensa a lavorare, Adam” si ammonisce “Prima concluderai questo incarico, meglio sarà”.

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-2°CAPITOLO-

Amelia annusa il melone, è profumato e maturo, decide di metterlo nel carrello.

Si aggira indecisa tra la frutta e la verdura.

E’ da sola, anche oggi, e non sa mai cosa cucinare quando Marcus non c’è.

– Ehi, cosa fai, mi segui? – le chiede una voce profonda, alle sue spalle.

Si volta, ed Adam è lì, davanti a lei, bello da morire. Oggi ha una maglietta con le maniche corte, bianca, ed un paio di jeans neri. Intravede su entrambi i bicipiti i suoi tatuaggi, che si mostrano parzialmente. Un profondo e inopportuno languore le invade il basso ventre, mettendola a disagio.

– Ciao, Adam… Cosa ci fai, qui?

– La spesa… come te – le risponde, osservando il suo carrello – Se così si può chiamare…

Amelia sorride, imbarazzata. Un melone, un filone di pane e due yogurt.

– Sono a casa da sola in questi giorni… quando mi succede mi passa la voglia di cucinare.

– Io sono sempre da solo, ma adoro cucinare comunque… anche se solo per me stesso.

Amelia sorride, incuriosita.

– Sai cucinare?

– Amo da morire cucinare, e… ammetto di essere anche abbastanza bravo.

Amelia osserva il suo carrello. Insalata fresca, pomodorini, un pacco di spaghetti, aglio, basilico, pomodori pelati, un paio di buste con dentro chissà cosa, e una bottiglia di Chablis.

Inarca un sopracciglio, e lo guarda incuriosita.

– Però, che pranzetto… – gli dice.

– Ti va di farmi compagnia? – le chiede – Tu mi hai offerto la colazione, io ti offro il pranzo.

Amelia tentenna. A casa sua… rischioso, rischiosissimo… Adam è pericoloso, troppo affascinante, troppo misterioso… Da perdere la testa, ed Amelia lo sa.

– Non aver paura, non ti mangio mica. Non ho mai mangiato nessuno, fidati di me.

“Fidarmi?” pensa lei “Assolutamente no, so dove vuoi arrivare…”

– Eh dai, non ho ancora mostrato a nessuno il mio appartamento, sarai la mia prima ospite.

Lo osserva. Lui la sta guardando negli occhi, con un sorriso pulito, sincero. Ancora una volta, dietro il suo mistero, vede del buono in lui, e decide di provare a fidarsi.

– Ok, vada per il pranzo, ma io cucino il dolce.

– Pienamente d’accordo – le dice lui, sorridendole – Proseguiamo la spesa insieme, allora?

Amelia rimette a posto il melone, il filone di pane e lo yogurt, e pensa… “Un dolce da cucinare in breve tempo, vediamo… Ma certo!”

Si procura gli ingredienti, conosce a memoria la ricetta.

– Hai preso una bottiglia di Ron Zacapa? – le chiede Adam, ridendo – Vuoi farmi ubriacare?

– Me ne serve un cucchiaio per il mio dolce, il resto è per te – gli risponde.

– Grazie, lo adoro… – le risponde lui, sorridendo.

Vanno alla cassa, pagano, riempiono le buste e si avviano a piedi.

– Il mio appartamento non è lontano, vedrai – le dice Adam.

E’ una bella giornata calda, di sole. Amelia ha indossato un vestitino corto con spalline sottili, verde smeraldo. Pensandoci bene ora, è decisamente succinto, forse non le sembra tanto adatto per andare a casa di Adam… Ma ormai non può fare altro, perchè sono già arrivati.

Il palazzo è moderno ed è poco distante dall’oceano.

Entrano ed il portiere li saluta, osservando in modo curioso Amelia.

Salgono in ascensore al decimo piano, ed entrano nel suo appartamento.

– Prego, si accomodi – le dice Adam in maniera scherzosa.

L’appartamento è veramente delizioso, piccolo, con una grandissima vetrata con vista sull’oceano.

Appena entrati ci si trova subito in una cucina ultramoderna, bianca laccata, con una bellissima penisola contornata da sgabelli. Davanti alla vetrata con vista sull’oceano c’è un grande tavolo di cristallo con sedie in cuoio nere, ed a fianco un divano in pelle nera.

Amelia appoggia le borse della spesa sulla penisola della cucina e si guarda intorno curiosa.

Cammina sul pavimento color antracite, osservando l’oceano aldilà della vetrata.

Sulla sua destra vede in una stanza a fianco un enorme letto matrimoniale, e non può fare a meno di immaginare Adam che dorme lì. Ancora, sente quell’intensa sensazione di languore, che le attanaglia il ventre. Imbarazzata, distoglie lo sguardo.

– Allora, che ne pensi, ti piace? – le chiede Adam.

– Veramente bello – risponde Amelia, dirigendosi verso di lui per aiutarlo con la spesa.

– Grazie… ti dispiace se mi metto in libertà? – le chiede lui, osservandola con un sorriso ironico.

– No, no… fai pure… – gli risponde, con la voce leggermente incrinata.

Adam sorride, dirigendosi verso la camera da letto e chiudendo la porta scorrevole.

“Oddio, cosa diavolo intendeva per ‘libertà’? Spero che non sia quello che penso…”

Quando esce dalla camera, nota che si è cambiato solo i pantaloni, ma sarebbe stato decisamente meglio che non lo avesse fatto… Si è tolto i jeans ed ha indossato un paio di pantaloni della tuta, che gli scendono morbidamente sui fianchi stretti, evidenziando in maniera sfacciata le sue parti intime.

E’ a piedi nudi, dannatamente sexy. Di nuovo, quell’imbarazzante languore, che le rimescola le viscere, facendola quasi tremare.

– Ora va decisamente meglio – le dice – Vuoi approfittare anche tu?

Amelia lo osserva ammutolita, mentre lui la studia da capo a piedi, con un sorriso languido.

– No, – le sussurra – forse non è proprio il caso che tu ti metta il libertà…

Amelia lo osserva con gli occhi sgranati, cercando un modo per ribattere e rimetterlo al suo posto, ma è inutile, si sente completamente disarmata.

– Dai – le dice lui con un sorriso stemperando la tensione – Prepariamo il pranzo.

Estraggono tutti gli ingredienti dalle borse della spesa, Adam prende i due sacchetti che aveva acquistato e li apre, rivelando il loro contenuto. Scampi e gamberi, i preferiti di Amelia.

– Wow, adoro i crostacei – gli dice Amelia – Cosa prepari di buono?

– Vedrai, vedrai… – le risponde, enigmatico.

Adam apre il frigorifero, ed estrae una bottiglia di spumante extra dry.

– Intanto, iniziamo con questo – le dice, versandolo in due calici di cristallo.

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Si siedono davanti alla vetrata che dà sull’oceano. In tavola, insalata di gamberi, spaghetti con scampi e pomodorini, ed in frigorifero, il tiramisù di Amelia.

– Complimenti, Adam… Sei un cuoco fantastico.

– Prima di giudicare, assaggia – le dice lui, ridendo.

– Ti ho visto come ti muovevi in cucina, si vede che ci sai fare… Curioso.

– Perchè “curioso”? – le chiede lui, mentre le versa lo Chablis.

– Perchè è insolito vedere un uomo che ama così tanto cucinare, a meno che non sia uno chef.

– No – le risponde, ridendo di gusto – Non sono uno chef, no. E’ solo che ho sempre abitato da solo, e quindi mi sono dovuto arrangiare. Dopo un lungo periodo di cibi in scatola ho capito che non potevo continuare così, quindi mi sono messo d’impegno ed ho imparato.

– Hai abitato da solo… sempre?

– Praticamente sì, da quando avevo diciotto anni. I miei genitori mi hanno abbandonato sui gradini di un orfanotrofio, appena nato – le dice con noncuranza, come se stesse parlando del tempo – E tu?

– Io ho perso i miei genitori quando avevo dieci anni.

– Oh, mi dispiace…

Amelia gli sorride dolcemente, cercando di mascherare la tristezza che la invade ogni volta che pensa a loro.

– Ho comunque avuto i miei zii che mi hanno cresciuta con amore, come se fossi figlia loro.

– Devi voler loro molto bene.

– Oh sì – gli risponde Amelia, illuminandosi – li adoro.

– Che fai, stasera? – le chiede improvvisamente Adam.

– Stasera andrò a letto presto, domani avrò una giornata intensa.

– Che programmi hai?

– Andrò fuori città, in visita ad alcuni bambini, in un orfanotrofio – gli risponde, guardandolo intensamente – Vado a trovarli spesso.

Lui la osserva, sgranando gli occhi.

– Piuttosto, ti va di venire con me? – gli chiede Amelia, a bruciapelo.

Adam la fissa intensamente, per un attimo, mentre sorseggia il vino.

– Sì, che mi va… Sempre se non disturbo – le risponde.

Amelia gli sorride, apertamente.

– Bene, allora è andata – gli dice – Ora, voglio assaggiare i tuoi spaghetti.

– Ed io non vedo l’ora di assaggiare il tuo dolce – le dice Adam, con tono allusivo.

La sua frase non ha niente di malizioso, ma sembra intendere tutt’altro, ed Amelia sente quel profondo languore, di nuovo, invaderle tutto il corpo.

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Adam preme il tasto sul muro, la libreria scorre e rivela la stanza nascosta.

Entra ed accende i computer, stiracchiandosi.

Lei se n’è appena andata e lui è già lì, che osserva lo schermo, ed il suo rilevatore GPS segnala che si sta avviando verso casa. Stasera ha detto che non uscirà, occasione mancata, ma domani… Domani cercherà di carpire più informazioni possibili.

Apre il cassetto, meccanicamente, controlla la sua Glock, i proiettili, i caricatori.

Ha bisogno di un piano, deve escogitare qualcosa.

Passano alcune ore, durante le quali studia attentamente tutti i suoi movimenti.

Suona il telefono, a casa di Amelia. Adam preme il pulsante per registrare la chiamata.

– Pronto?

– Ciao tesoro!

– Zio Peter! Ciao, come stai?

– Tutto bene, e tu?

– Bene, dai, come sempre. La zia?

– La zia sta bene. So che mi hai cercato, stamattina.

– Sì, volevo parlarti di quelle obbligazioni che scadono sul conto del Credit Suisse, a Zurigo.

Adam scatta sulla sedia, non avrebbe mai creduto di avere così tanta fortuna.

– Quando scadono?

– La settimana prossima, riflettevo sul da farsi.

– Tu che pensavi di fare?

– Mi hanno fruttato un bel po’ di interessi… So che non sono un investimento molto redditizio, ma sono comunque un investimento sicuro, e visto che la cifra che ho investito è piuttosto alta, vorrei rinnovarle ed utilizzare gli interessi per qualcosa di buono.

– Lo immaginavo… Sei sempre la solita. E chi sarebbe, il fortunato, stavolta?

– Il mio amico John Green, sai… il medico.

– Quello che ha costruito l’ospedale a Nairobi?

– Sì, esattamente… So che è in difficoltà, ha bisogno di ampliare un’ala dell’ospedale e di costruire un’altra sala operatoria… Io potrei aiutarlo a fare tutto questo.

Sente lui ridere, al telefono.

– E faresti bene, ad aiutarlo… Sei una persona eccezionale, sai?

– No, zio… sono solo molto fortunata… Più di tante altre. Sai, a proposito… ho conosciuto una persona… un nuovo amico.

– E chi sarebbe?

– Si chiama Adam.

– E quanti anni ha, questo Adam?

– Oh… a dire la verità, non lo so, non gliel’ho ancora chiesto. Credo che abbia più o meno la mia età, forse qualche anno in più.

– E quindi?

– E quindi… Gli ho chiesto di venire a fare un colloquio da noi, lunedì… Sai, si è appena trasferito e sta cercando lavoro.

– Amelia… Cosa sai di lui? Non lo conosci nemmeno…

– Perchè, zio, un qualsiasi sconosciuto che si presenta da noi per un colloquio, non è la stessa cosa?

– Stai attenta, Amelia… Non lo conosci, sul serio…

– Tranquillo, zio… non lo conosco, è vero… ma sento che di lui ci si può fidare.

– Beh… fammi sapere quando arriva, lunedì, vedrò di raggiungere George nel suo ufficio, in modo da assistere al colloquio.

– Grazie, zio… Te ne sono infinitamente grata, non sai quanto.

– Prego… Per te questo ed altro, tesoro. E stasera… non c’è Marcus… non esci?

– No, domani ho una giornata intensa. Tra poco arriva Jessica, prenderemo un aperitivo insieme qui a casa, ma non mi unirò a lei.

– E Marcus, quando torna?

– Domani, non so a che ora di preciso.

– Va bene, dai… ti lascio andare, allora. Per quanto riguarda il rinnovo di quei titoli… ti serve qualcosa?

– No, ho le password, lo sai, posso fare tutto da casa con il pc.

– Bene, ci vediamo lunedì, allora. Buonanotte, tesoro.

– Ciao, zio. Notte.

Adam non crede alle sue orecchie. Dovrà prestare attenzione, nei prossimi giorni, deve capire dove nasconde quelle password. E deve assolutamente trovare il modo di entrare in quella casa, prima possibile.

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Amelia accende lo stereo, le note di “Mambo n. 5” di Lou Bega si diffondono in casa.

Prepara gli stuzzichini per l’aperitivo con Jessica, cantandone le strofe ed ancheggiando a tempo di musica, finché suonano alla porta e lei corre ad aprire.

– Eccoti, finalmente! – dice Amelia – Dove sei sparita, ieri sera?

– Eh, sai com’è… quel biondino mi ha dato un po’ da fare… – risponde Jessica sogghignando.

– Sei incredibile – commenta Amelia, chiudendo la porta – Dai, vieni in cucina.

– Wow, che hai preparato? – le chiede l’amica, osservando la penisola in marmo, perfettamente attrezzata per uno strepitoso happy hour.

– Oh, niente di che – le dice Amelia, mentre stappa una bottiglia di vino bianco – Volevo solo chiacchierare un po’.

– Perchè? E’ successo qualcosa? – le chiede l’amica, guardandola di sottecchi.

– Nulla – risponde lei, arrossendo leggermente.

Jessica la studia, attentamente. Poi, si illumina in viso.

– Ci sono! Il bel tenebroso dello “Sky”, quello che ti fissava dal bancone! E’ successo qualcosa, vero? – le chiede, su di giri.

– No, non è successo nulla… Diciamo che ci siamo solo rivisti.

– Non è successo nulla? Ma se ti brillano gli occhi, mentre ne parli! Voglio sapere tutto, subito.

Amelia versa il vino nei calici, prendendo tempo. L’amica la osserva, insistentemente.

– Quando sono uscita dal locale, venerdì, la macchina non partiva e lui mi ha aiutato. Per sdebitarmi, gli ho offerto la colazione… – dice, facendo una pausa – Poi, stamattina, ci siamo incontrati per caso a fare la spesa.

– Per “caso”? A Miami? – commenta Jessica – No, niente è per caso, in questa città, era destino.

Amelia si mette a ridere di gusto, addentando un cracker.

– E quindi, cos’è successo, poi?

– Mi ha invitato a casa sua a pranzo, ed io ho accettato.

Jessica la osserva, sgranando gli occhi.

– Hai ACCETTATO? TU??? Non ci credo.

– Sì, ho accettato… Ma non è successo nulla, abbiamo solo parlato.

– Va bene, è gay anche lui – commenta Jessica, sconsolata.

Amelia ride a crepapelle.

– Ti confesso che l’ho pensato anch’io, all’inizio, ma i suoi sguardi ed i suoi commenti sono piuttosto eloquenti. Decisamente non è gay.

– E quindi, cosa aspetti?

– Jessica, sei sempre la solita… – commenta Amelia – Pensi solo a quello…

– Beh, con uno così, non saprei cos’altro pensare, l’ho visto per un attimo, è bello da morire!

– Sì, è bello… – dice Amelia con voce roca – E’ incredibilmente bello.

– Ti piace, vero? – le chiede Jessica, osservandola attentamente – e parecchio…

Amelia sorride, imbarazzata.

– Cara, stavolta è proprio il caso che ti togli lo sfizio – le dice Jessica sogghignando.

Amelia si agita sullo sgabello, nervosa.

– Smettila – sbotta irritata.

– Amelia! Che palle… Ma perchè ti fai tutti questi problemi? Dove credi che sia, Marcus, in questo momento? Dai, che lo sai meglio di me.

Amelia SA che la sua amica ha dannatamente ragione, ma lei non pensa solo a Marcus… Pensa alle sensazioni che prova, quando c’è Adam nei paraggi.

– In realtà, non si tratta solo di Marcus…

– Cioè? – le chiede Jessica.

– Io… il mio corpo, quando sono vicino a lui… – le confessa Amelia, titubante – Non mi risponde, non riesco a gestirlo. Mi spaventa.

– In che senso?

– Mi disorienta terribilmente, sento che potrei perdere il controllo, se solo lui mi sfiorasse…

– Lo desideri, è chiaro…

– Già, è evidente… Non mi è mai successo prima, non ho mai desiderato un altro uomo che non fosse Marcus, e soprattutto, non ho mai desiderato nessuno così intensamente… non so come comportarmi.

– Vivila e basta – le dice l’amica – Come fa Marcus con le sue amichette.

– Mah, vedremo… – commenta Amelia – Sai che cucina divinamente? Oggi mi ha preparato un’insalata di gamberi e degli spaghetti con scampi e pomodorini… una vera delizia… e domani lo vedo – le dice, con un sorriso, mentre sorseggia il vino.

– Oh, bene… Ora sì che mi piaci.

– Divertiti, allora, buona serata – dice Amelia all’amica, baciandola su entrambe le guance.

– E tu divertiti domani, mi raccomando – le risponde lei, strizzandole l’occhio – Ciao.

– Ciao.

Amelia chiude la porta, avviandosi in cucina per sistemare i resti del loro aperitivo.

Adam… Non riesce a toglierselo dalla testa, lo ha sempre davanti. I suoi occhi profondi, il suo sorriso, il suo fisico possente. Il modo in cui i pantaloni della tuta gli segnavano i fianchi, oggi.

Di nuovo quel languore, al basso ventre… Lo desidera, certo, e parecchio.

Sconsolata, si abbandona su uno sgabello della cucina.

– Oh, Adam… Cosa devo fare, con te? – dice a se stessa, pensando a voce alta.

Non immagina certo di essere ascoltata da qualcuno, da qualcuno molto interessato.

Adam ha ascoltato tutta la conversazione con Jessica, tutti i commenti, le confidenze di due amiche, e queste confidenze riguardavano lui.

Ora sa in che direzione deve andare per ottenere ciò che vuole, ciò che deve.

La direzione è una sola.

FINE PROLOGO-  CAPITOLO 1° E 2°

 

ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

© Extra Credits for Original Cover to Deina.

 

 

7 Comments on Racconto Inedito – “Fidati di Me” – #1 Life Secrets Series By Samy – Prologo – 1° e 2° Capitolo

  1. Rosy ♥
    novembre 27, 2015 at 12:48 pm (4 anni ago)

    Che meraviglia ♡

    Rispondi
    • Samy
      novembre 27, 2015 at 5:48 pm (4 anni ago)

      Rosy!!!!!!!
      Tutto merito di Adam :D

      Rispondi
  2. Valentina
    novembre 27, 2015 at 9:37 pm (4 anni ago)

    Un bel ripassino non fa mai male!

    Rispondi
    • Samy
      novembre 30, 2015 at 12:38 am (4 anni ago)

      Eh già….poi con Adam si ripassa sempre volentieri, Vale!!!
      :D
      Un bacione

      Rispondi
  3. Chiara
    novembre 29, 2015 at 2:27 pm (4 anni ago)

    ecco magari leggere i capitoli a tre a tre ci soddisfa di più!!!!! In casa di stella solo storie che meritano !! ❤️

    Rispondi
    • Samy
      novembre 30, 2015 at 12:38 am (4 anni ago)

      Grazie Chiara…!!!
      :D ;)

      Rispondi
  4. Irina
    novembre 30, 2015 at 12:47 pm (4 anni ago)

    <3 _ <3 che bella questa storia, sono contentissima di rileggerla! Poi c'è Adam… *_*

    Rispondi

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