Racconto Inedito – “Fidati di Me” – #1 Life Secrets Series by Samy – 3°/4°/5° Capitolo

Buongiorno a tutte, è di nuovo venerdì e ritornano Adam e Amelia.

Un ritorno in tutti i sensi, visto siamo alle prese con la ripubblicazione di questo racconto, quello che ha dato il via a tutta la serie “Life Secrets” partorita dalla testolina della nostra Samy, quella che ci ha permesso di scoprirla sotto una nuova veste molto più “perfida.”

Quelli che vi attendono di seguito sono di nuovo, come settimana scorsa, tre capitoli di “Fidati di Me” e proseguiremo così sino a che non ci metteremo in pari con tutta la serie, per procedere poi verso nuove avventure.

La lettura che segue è piuttosto incandescente, questa volta. Entriamo nel vivo della storia e non vi nego che, nel rileggerli di nuovo, mi son seduta davanti al video ieri sera con tanto di pop corn, stile cinema, non so se rendo l’idea.

Adam sta sfoderando tutte le sue armi di seduzione per far capitolare Amelia e, detto tra noi, francamente, non ha dovuto faticare neanche tanto per farla cadere nella sua trappola.

A partire da oggi fa di nuovo il suo ingresso, dopo una fugace comparsata nel prologo, Marcus e, nonostante sia ormai una vecchia conoscenza, non mi è passata per niente la voglia di prenderlo a randellate pesanti. E voi, avete nel frattempo pensato a nuovi metodi di tortura per questa mezza tacca?

Ed oltre a lui, ritroviamo anche la dea bionda, Michelle che, con il senno di poi, dobbiamo farle un vero e proprio monumento per tutto quello che, da vera professionista, ha dovuto sopportare. Ma, vediamo di non anticipare poi troppo, soprattutto per le nuove leve che hanno ancora la più pallida idea di quello che le aspetta ;)

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…….

Buona Lettura

Immagine1

-PLAYLIST-

 

PROLOGO

Capitolo 1-A sky full of stars– Coldplay

Capitolo 2-Mambo n. 5 – Lou Bega

Capitolo 3-Left outside alone – Anastasia

Capitolo 4- Set fire to the rain – Adele

Capitolo 5-Madness – Muse

Capitolo 6-La Flacha – Jarabe de Palo

Capitolo 7-Change the world – Eric Clapton

Capitolo 8-The Chamber – Lenny Kravitz

Capitolo 9-Money for nothing – Dire Straits

Capitolo 10-Jammin – Bob Marley

Capitolo 11-Everything – Michael Bublé

Capitolo 12-Somebody that I use to Know – Gotye feat. Kimbra

Capitolo 13-Trouble – Coldplay

Capitolo 14-In the air tonight – Nonpoint

EPILOGO-Back in black – AC/DC

 

-PERSONAGGI-

fidatidime.jpg

-AMELIA CAMPBELL 28 anni, Presidente della CAMPBELL CORPORATION, impresa di Import/Export

-ADAM JACKSON 32 anni, di Washington, da poco trasferito a Miami.

-MARCUS WALKER 39 anni, Direttore Commerciale della CAMPBELL CORPORATION.

-MICHELLE BROWN 32 anni, segretaria di Amelia

-JESSICA WILSON 28 anni, migliore amica di Amelia. Agente immobiliare.

IMG_4828

 

-FIDATI DI ME-

-3°CAPITOLO-

L’aria dell’oceano è frizzante, fresca. Amelia corre sulla spiaggia deserta, con le cuffie del suo i-pod inserite nelle orecchie che urlano “Left outside alone” di Anastasia.

Ha deciso di uscire presto, stamattina, aveva bisogno di riflettere. Riflettere sulle parole di Jessica, sulle sue verità scomode. E’ inutile continuare a negarlo, il suo matrimonio con Marcus è finito da un pezzo, deve farsene una ragione.

Corre, veloce, e pensa ad Adam. Ha pensato a lui prima di dormire, ieri sera, ed appena sveglia il suo pensiero è corso a lui, di nuovo. La turba profondamente, quel ragazzo, scatena in lei sensazioni forti, intense… ed oggi lo rivedrà, di nuovo. I suoi pensieri corrono alle sue labbra, ai suoi occhi neri, profondi, al suo corpo possente… al suo sorriso, quasi… invitante…

Improvvisamente, qualcuno la urta, facendola quasi cadere.

A malapena riesce a non perdere l’equilibrio, e quando solleva lo sguardo irritata viene catturata da quegli occhi neri che le sorridono, sensuali. Lui… qui? Si toglie le cuffie dalle orecchie.

– Continui a seguirmi, allora… – le dice lui, fermandosi davanti a lei.

Avvampa fino alla punta dei capelli… Eccole lì, le sue fantasie, materializzate all’improvviso davanti ai suoi occhi. Lo guarda, è bello da svenire.

– Ciao – gracchia, cercando di darsi un contegno – che ci fai da queste parti?

– Corro – le risponde lui sollevando le spalle, divertito – Ieri facevo la spesa, oggi corro… E per uno strano scherzo del destino… Incontro sempre te.

La guarda da capo a piedi, mangiandola con gli occhi.

– Però, che bella tenuta sportiva… – commenta, con un sorrido languido – complimenti.

Solo in quel momento realizza che ha solo un top corto con le spalline sottili che le arriva sotto il seno ed un paio di shorts cortissimi, a vita bassa. Sotto il suo sguardo, si sente come se non avesse nemmeno quelli. Di nuovo, quel maledetto languore, ora intenso più che mai.

– Grazie – gli risponde, cercando di riprendersi – Quando faccio movimento mi piace stare comoda.

– Mmh – dice lui, inarcando un sopracciglio – Interessante…

Il doppio senso della sua affermazione non le sfugge, e di nuovo avvampa fino alla punta dei capelli, questa volta irritandosi.

– Senti, se vuoi chiacchierare va bene, ma facciamolo correndo – gli dice secca, ripartendo senza aspettarlo.

Dopo un attimo lui è già accanto a lei. Lo guarda con la coda dell’occhio e nota quel suo sorriso beffardo, ma incantevole.

– Ti alzi presto, la mattina – le dice lui.

– Sì.

– Non sei uscita, quindi, ieri sera?

– No.

– Wow… Sei di buonumore, stamattina! Sempre così, tutti i giorni? – le dice, in tono canzonatorio.

Amelia non può che sorridere alla sua battuta e si volta a guardarlo, studiandolo attentamente.

Lui indossa una maglietta grigia, ed un paio di shorts blu scuri che arrivano a metà coscia. Semplice, ma dannatamente sexy, per la miseria… Ha due gambe favolose.

Distoglie lo sguardo, immediatamente.

– Scusami – gli dice – E’ che mi hai colto di sorpresa, ero immersa nei miei pensieri…

– “Brutti” pensieri?

– Alcuni brutti… alcuni un po’ meno… – risponde, assorta.

Corrono in silenzio per diversi metri, finché la voce profonda di Adam la scuote.

– Sei molto lenta, ragazza… Credevo fossi più in forma – le dice, pungente.

Amelia si volta di scatto verso di lui, con tono di sfida. Lenta lei? Parte a razzo, distanziandolo subito. Lo sente ridere, di gusto, in lontananza, ed istintivamente si volta, correndo all’indietro.

– Lenta? – gli urla, con tono di sfida – Tu non sai con chi hai a che fare!

Lui parte improvvisamente, correndo verso di lei, ed Amelia scatta verso l’entroterra allontanandosi dall’oceano. Supera alcuni lettini, ne salta altri con un balzo e si dirige verso un bar, ancora chiuso.

Lo sente dietro di lei, che si avvicina ridendo.

Poi, improvvisamente, due braccia possenti la afferrano per la vita e la trascinano dietro la costruzione del bar, spingendola contro il muro. Si trova imprigionata tra le sue braccia, ansimante.

Lo guarda negli occhi che sono dannatamente profondi, languidi, neri come la notte.

– Non avrai seriamente pensato di riuscire a sfuggirmi… – le dice, trafelato, bloccandola con il suo corpo contro il muro. Il viso di Adam è a pochi centimetri dal suo, le sue labbra sono vicinissime, può sentire i loro respiri che si fondono insieme.

Amelia sa che se lui la bacerà perderà completamente la testa. Definitivamente.

E lui la bacia. Posa quelle meravigliose labbra sulle sue, baciandole delicatamente gli angoli della bocca, le guance, gli occhi, la fronte, il collo… Amelia emette un gemito, mentre gli mette le mani sulla nuca e lo attira a sé. Lui sorride, trionfante, e le cattura le labbra con le sue.

E lei è perduta… Lascia che la sua morbida lingua entri nella sua bocca, esplorandola meravigliosamente. Non può che rispondere al suo bacio con passione, stringendosi a lui e facendo in modo che il suo corpo aderisca perfettamente al suo. Sente la sua eccitazione, segno che anche lui la vuole.

Un desiderio potente si impossessa di lei, lo vuole, lo vuole con tutta se stessa.

Fa scorrere le mani sul suo torace, sui suoi bicipiti tesi e possenti. Lui geme, dal profondo della gola, e la avvolge in un abbraccio caldo, stretto, sensuale.

Le mette una mano dietro la nuca, attirandola a sé, ed il suo bacio diventa ancora più profondo, meravigliosamente eccitante. Le passa l’altra mano dietro la schiena, stringendola al suo corpo, facendole sentire quanto la desidera.

Amelia non sa più nemmeno dove si trova, riesce solo a percepire una miriade di sensazioni intense, brucianti, esplosive. Geme, muovendo i fianchi contro i suoi… Lo desidera, da morire…

Improvvisamente, un rumore alle loro spalle rompe l’incantesimo.

Alcune persone stanno andando in spiaggia e passano proprio accanto a loro, tossendo di proposito.

Adam si stacca da lei, ansimante, appoggiando la fronte alla sua.

– Oddio… – dice lei, riuscendo a malapena a respirare.

– Amelia… – le sussurra – Vorrei dirti che mi dispiace e che non succederà più, ma… mentirei.

Le da un delicato bacio, sulle labbra.

– So che sei sposata, ma… ti desidero, come non ho mai desiderato nessun’altra… Ho cercato di resisterti… Ma è stato impossibile.

Di nuovo, la bacia, a lungo, avidamente.

– Ti voglio… – le sussurra, tra un bacio e l’altro.

Amelia non capisce più nulla, non sa nemmeno dove si trova, investita da un’onda di desiderio potente, immenso. A forza, cerca di ritrovare il suo equilibrio, ed un piccolo barlume di lucidità fa sì che lei riesca a premere le mani sul suo torace muscoloso, allontanandolo.

– Adam… – gli sussurra – Non posso, mi dispiace…

– Lo so… – le dice lui, con voce roca.

– Scusami, davvero… Ma io non ho mai tradito mio marito, non sono il tipo che…

– So anche questo, perchè si vede, te l’assicuro. E so anche quanta fatica ti stia costando allontanarti da me… So che mi desideri come ti desidero io – le sussurra con un sorriso lascivo.

Amelia chiude gli occhi, assaporando il profumo della sua pelle, dicendosi che sarà l’ultima volta.

Lui la accarezza lievemente e lei riapre gli occhi, fissandolo. Il suo sguardo è triste e cupo.

– Vieni, dai… – le dice, prendendola per mano – Andiamo a fare colazione. Offro io, stavolta.

Immagine1

E’ primo pomeriggio e sta andando a prendere Adam, tra poco lo rivedrà. E’ quasi arrivata al suo appartamento, poi proseguiranno verso l’orfanotrofio “Sweet home for children”, appena fuori Miami. Non appena giunta, lo vede che l’aspetta, sul marciapiede, ed ha un grosso involucro.

Indossa una maglietta blu scura ed un paio di jeans azzurri scoloriti. E’ pazzesco, ma come fa ad essere così bello con due semplici capi di abbigliamento come quelli? Sembra un modello pronto per fare un servizio fotografico!

Accosta ed osserva curiosa l’involucro che Adam ha in mano, mentre si dirige verso di lei.

Apre la portiera posteriore e lo posa sul sedile. Amelia stenta a credere ai suoi occhi, non appena capisce cos’è.

Lui sale, con il suo splendido sorriso sensuale.

– Ciao – le dice, con voce roca.

– Ciao… Ma… Adam, una chitarra?

– Sì… ho pensato che ai bambini avrebbe fatto piacere…

– E’ un’idea fantastica! – grida Amelia – Saranno entusiasti!

Felice, parte verso i suoi piccoli, che la staranno sicuramente aspettando a braccia aperte.

– Tuo marito? – le chiede Adam – Non è ancora tornato?

– No – risponde lei – Non so mai a che ora torna… Fa un po’ come crede, come sempre.

– Se io fossi in lui – le dice, con voce roca – Non ti lascerei sola così spesso, credimi.

– Lui è sempre stato così, fin da quando eravamo fidanzati – gli dice, con tono sarcastico – Con il tempo, forse, è anche peggiorato.

Adam non replica, limitandosi ad osservare il paesaggio fuori dal finestrino.

Il viaggio è breve ed in pochi minuti arrivano a destinazione.

Appena li vedono, i bambini corrono incontro ad Amelia, che scarica dal baule dell’auto una lunga serie di pacchi contenenti giocattoli, vestiti e vivande.

– Amelia!!! – le gridano – Ci hai portato la tua torta?

– Sì, ho fatto la torta di mele ed anche quella al cioccolato, contenti? – risponde, mentre loro urlano di gioia – Ed oggi, vi ho portato anche un nuovo amico.

I bambini guardano Adam, attratti soprattutto dalla sua chitarra.

– Ciao piccole pesti – dice lui – Io sono Adam.

– Ciao, Adam!!! – gli rispondono – Cosa ci suoni di bello con quella?

– Tutto quello che volete! – gli dice, sorridendo – Aspettate un attimo che aiuto la bellissima Amelia e poi sono subito vostro.

Amelia si sente sciogliere a quel commento, e lo vede sorridere, mentre la aiuta a scaricare le borse dal bagagliaio per poi portarle dentro insieme.

Una volta dentro, lui si sistema subito su una sedia ed estrae la sua chitarra.

Si tratta di una bellissima chitarra acustica che porta i segni di un lungo utilizzo, e le fa venire subito in mente notti intorno al fuoco e serate tra amici. Immagina Adam, nella sua vita privata, a Washington… Chissà com’era, se aveva amici, se aveva una donna. Ha detto che è dovuto partire, per motivi personali… Ora è qui solo, senza nessuno. Ma stranamente sembra sereno, tranquillo, perfettamente a suo agio.

I bambini gli si siedono intorno, entusiasti. Lui ha un sorriso splendido, disarmante, ed Amelia in quel momento vede sul suo viso quel buono che ha intravisto quando l’ha conosciuto. Allora era nascosto da uno sguardo accattivante, ma ora… ora quello sguardo è limpido, sincero, pulito.

Dentro di sé, sa che non si era sbagliata, su di lui.

Lo sente cantare una dietro l’altra canzoni per bambini, filastrocche, accompagnandosi con la chitarra, mentre loro battono le mani a tempo, entusiasti. Ha una voce suadente, bellissima, è straordinariamente intonato… Ma c’è qualcosa che non sa fare, quest’uomo?

E’ stupendo, allegro e intelligente. Sa cucinare divinamente, suona, canta, bacia meravigliosamente bene… Sembra quasi finto, sembra quasi impossibile che sia vero… Teme che uno di questi giorni si sveglierà e scoprirà che è stato solo un sogno.

Dopo la distribuzione dei regali e la merenda con le torte di Amelia, arriva il momento di salutarli, ed avviarsi sulla strada del ritorno.

– Ti ringrazio, Amelia – le dice lui, una volta partiti – Mi hai fatto rivivere la mia infanzia, oggi. Ho ripensato ai bei momenti che ho vissuto in orfanotrofio, da piccolo.

– “Bei momenti”? Oh, Adam… – commenta lei, mortificata.

– No – risponde lui, in maniera sarcastica – Ti assicuro che è un periodo della mia vita che ricordo con affetto… E’ da quando sono uscito dall’orfanotrofio che sono iniziati i guai, per me.

Amelia attende in silenzio che lui le racconti cosa è successo. Dopo un periodo che sembra interminabile, sente la sua voce, quasi rabbiosa.

– Dopo ho affrontato il periodo degli “affidamenti”.Vagavo da una famiglia all’altra, duravo al massimo sei mesi. Ero un ragazzo difficile, avevo tanta rabbia, dentro… non riuscivo a trovare la mia collocazione nel mondo. Poi, a sedici anni, mi hanno arrestato per rapina a mano armata. Mi sono beccato sei mesi in riformatorio, sono stati i più brutti della mia vita.

Amelia non crede alle sue orecchie. Tutto avrebbe pensato, tranne questo.

– Poi, in quell’inferno, ho conosciuto un angelo che mi ha salvato la vita. La psicologa del carcere, Amy. Lei mi ha preso sotto la sua ala protettiva, mi ha curato, abbiamo imparato insieme a controllare la mia rabbia. Scontata la pena, ha chiesto il mio affidamento. Lei e suo marito Dave sono stati la mia ancora di salvezza. Lei non poteva avere figli, quindi hanno avviato le pratiche per l’adozione, mi hanno adottato e mi hanno dato il loro cognome, Jackson. Mi hanno fatto studiare e mi hanno dato uno scopo nella vita.

– E come mai te ne sei andato? – gli chiede lei, a bruciapelo.

Lo vede irrigidirsi.

– Se non ti dispiace, preferirei non parlarne – le risponde, con un tono improvvisamente gelido.

– Oddio, scusami – ribatte lei, mortificata – Non volevo essere indiscreta…

Adam non le risponde e si limita a guardare fuori dal finestrino, in maniera distaccata.

“Ma che diavolo è successo a Washington?” si domanda Amelia, preoccupata “Ha cambiato espressione, sembrava un’altra persona, mi ha quasi fatto paura…”.

Accosta davanti al palazzo di Adam, e spegne il motore.

Restano qualche minuto in silenzio, poi lui si volta verso di lei, con uno sguardo stanco.

– Scusami – le dice, dolcemente – Non avrei dovuto reagire in quel modo.

Le si avvicina, prendendole il volto tra le mani, poi le cattura le labbra, avidamente, baciandola a lungo. Le sue mani bramano il suo corpo, scorrono sui seni, sul suo collo, sui fianchi.

Amelia si sente esplodere, sotto quel tocco, e si aggrappa a lui, disperatamente.

Poi, realizza di essere in mezzo alla strada… con un barlume di lucidità, lo allontana da lei, delicatamente, premendo le mani sul suo torace.

– Oh, Adam… – mormora solamente, con il fiato corto.

– Amelia, Amelia… – le sussurra lui. Poi le prende il mento, e le deposita un casto bacio sulle labbra.

Le regala un sorriso sensuale, da ammaliatore.

– Ci vediamo domani, al colloquio – le sussurra, prima di scendere dall’auto.

– Ciao – gli dice lei, piano.

Lo guarda di nuovo, sul marciapiede, con la sua chitarra e con quegli occhi dolci, profondi.

Lui la osserva allontanarsi, nel traffico della città. Non appena sparisce dalla sua visuale, i suoi occhi tornano vitrei, l’espressione glaciale. Si volta e sale al suo appartamento, pronto per ottenere nuove informazioni.

Amelia esce dalla doccia e si avvolge un corto asciugamano intorno al corpo. Si tampona i capelli a lungo, e poi li spazzola piano, in modo da districarne tutti i nodi.

Sente ancora le labbra di Adam, sulle sue, il suo sapore… Le sembra di sentire ancora la sua lingua morbida, che gioca con la sua. Per la prima volta ha baciato un uomo che non era suo marito… Si sente sommersa da una miriade di sensazioni contrastanti, a partire dal senso di colpa fino a giungere al desiderio forte, alla voglia che ha di lui. Chiude gli occhi e ripensa alle sue mani che l’accarezzano delicate, ma forti al tempo stesso.

Con Marcus non ha mai provato nulla del genere, nemmeno quando erano fidanzati. Ricorda nitidamente il loro primo bacio, la prima volta che hanno fatto l’amore… Lei aveva perso la verginità, ha dato la colpa a quello, se non le era piaciuto. Poi, con il passare dei mesi, ha capito che il sesso non faceva per lei. Provava, sì, piacere… però non aveva niente a che vedere con quello che raccontavano le sue amiche… ma era talmente innamorata di Marcus che non le importava, lo vedeva talmente soddisfatto e felice dopo i loro rapporti che… le bastava.

Solamente dopo anni ha capito che non era giusto, ma… non ne ha mai parlato con lui, dal momento che il suo matrimonio era praticamente già finito.

Chissà come sarebbe, fare l’amore con Adam… Sente un brivido, percorrerle la schiena, un brivido che le entra dentro l’anima, nel ventre. Scuote la testa, ironicamente, posa la spazzola di fianco al lavandino ed esce dal bagno, avviandosi in camera per prendere la biancheria.

– Eccola qui, la mia mogliettina…

Amelia ha un sussulto per lo spavento, e non riesce a trattenere un grido.

– Marcus! Non ti ho sentito rientrare… Quando sei arrivato?

– Dieci minuti fa – le risponde, serio.

Amelia lo osserva e nota che è stravolto. Ha la giacca sgualcita e la cravatta allentata, i suoi bei capelli biondi spettinati e gli occhi azzurri cerchiati. E’ seduto sulla poltrona nella loro camera e la guarda fisso, mentre beve probabilmente dello scotch con ghiaccio.

– E’ successo qualcosa? – gli chiede.

– Perchè? – le domanda lui, con tono di scherno.

– Hai l’aria stravolta…

– Diciamo che a Boston non è andata esattamente come speravo – le dice, alzandosi in piedi ed avanzando verso di lei.

Lo vede bere tutto lo scotch d’un fiato, e posare il bicchiere sul cassettone. Si gira verso di lei ed avanza, fissandola intensamente, mentre si allenta la cravatta e se la sfila.

– Marcus… cosa vuoi fare? – gli chiede, tremante.

– Voglio scoparmi mia moglie – le dice lui, gelido.

– Marcus, smettila… – gli sussurra – Hai bevuto…

Con un balzo le è addosso e con una zampata le toglie l’asciugamano, lasciandola completamente nuda, davanti a lui.

– Oh, Amelia… Sei ancora dannatamente bella… – le dice, con voce roca.

– Marcus… – sussurra lei intimorita.

Lui la attira a sé, baciandola avidamente sulle labbra, ed infilando la lingua nella sua bocca, violentemente. La bacia a lungo, profondamente, poi le infila la mano tra le gambe, toccandola bramoso di desiderio.

– Prendi ancora la pillola, vero? – le chiede, con voce dura – Non mi fai scherzi, vero, Amelia?

– No, Marcus… non ti faccio scherzi…

– Bene – le dice, spingendola sul letto ed iniziando a slacciarsi la cintura dei pantaloni.

In un attimo è sopra di lei, e la penetra subito, violentemente. Amelia stringe i denti, non era pronta, ma in fin dei conti, quando mai lui se n’è preoccupato? Quando mai ha pensato a lei?

In pochissimi minuti, lo sente venire e svuotarsi dentro di lei, senza aspettarla o curarsi minimamente del suo piacere. Niente di nuovo, tutto come al solito… non ha provato nulla.

Esce da lei e si alza, tirandosi su velocemente i pantaloni e riallacciandosi la cintura.

– Esco, non so se rientrerò, stanotte – le dice, serio.

La lascia lì, distesa sul letto, incurante di come si possa sentire, incurante del fatto che possa aver provato piacere o dolore. Si allontana, lasciando la stanza, ed esce di casa sbattendo la porta.

Amelia si rannicchia sulle coperte del letto ed inizia a piangere, sommessamente.

Immagine1

Adam ha la mascella serrata, gli occhi chiusi, respira affannosamente. Emette un profondo sospiro, poi apre gli occhi, osservandosi le mani. Sono serrate e tremanti, con le nocche bianche.

I muscoli delle braccia gli guizzano, in tensione.

Cerca di rilassare le mani, aprendole lentamente, e vede la matita, con cui stava giocherellando, frantumata in mille pezzi. Si alza, gettandola nel cestino, si toglie le cuffie ed accende il registratore. Per stasera ha sentito abbastanza.

Immagine1

– Amore! Cosa ci fai qui? – gli dice la donna bionda, spalancando i grandi occhi azzurri.

– Ciao Michelle… – risponde Marcus, scostandola ed entrando nel suo appartamento.

– Ma che hai? – gli chiede lei, con voce suadente, chiudendo la porta – Sembri sconvolto…

– Sono rovinato, finito – le risponde, sedendosi sul divano.

– Cos’è successo?

– Ho visto dei tizi, a Boston – le racconta, serio – I miei hanno smarrito un carico di coca, che veniva dalla Colombia. Non si scherza, con quelli, lo sai.

– Ed il nostro amico, il sig. “Smith”? – gli chiede lei – Sta proseguendo, con il suo… “lavoro”?

– Credo di sì. Non posso contattarlo, ma mi hanno assicurato che sa quello che fa.

– Tesoro… – gli dice lei, passandogli una mano sul torace – Vedrai che si sistemerà tutto…

Marcus le fa un sorriso perverso, mentre lei scende con le mani sulla sua cintura, slacciandogliela.

Infila una mano nei pantaloni, accarezzando la sua erezione evidente.

– Wow… di già? – gli chiede, sfilandosi gli slip e sistemandosi a cavalcioni su di lui.

Marcus la penetra, piegando la testa all’indietro.

– Oh, piccola… – le sussurra – tu sì che fai le cose come si deve…

admin-ajax

-4°CAPITOLO-

Amelia avanza in corridoio, dirigendosi velocemente verso il suo ufficio. Marcus non è rientrato, stanotte, sai che novità.

– Buongiorno Michelle – dice alla sua segretaria – Marcus è già arrivato?

– Sì, Amelia – le risponde – E’ nel suo ufficio.

– Bene – le dice – Vieni, per favore.

Michelle la segue, zelante, mentre Amelia entra e si accomoda alla grande scrivania di ciliegio.

– Vorrei il dossier che abbiamo preparato per la riunione con i cinesi, voglio dargli un’ultima occhiata.

– Sì, certo, te lo porto subito – le risponde – Volevo ricordarti che hanno spostato l’orario della riunione, è posticipata alle undici, ho già richiesto un servizio di catering.

– Brava – le dice Amelia, soddisfatta – Un ultimo favore… potresti portarmi un caffè bello forte?

– Certo, vengo subito.

In pochi secondi il caffè ed il dossier sono sul suo tavolo, ed Amelia si immerge nella lettura.

Più tardi sente bussare alla sua porta, e vede suo zio Peter fare capolino nel suo ufficio.

– Tesoro, sei presentabile? – le chiede, sorridendo.

– Ciao, zio… – gli risponde, sorridendo – Vieni, entra.

– Scusami, ma non sono solo… – le dice, spostandosi per far entrare la persona che lo accompagna.

Per poco Amelia non stramazza al suolo. Accanto a lui, Adam, stupendo, con un completo grigio chiaro e camicia e cravatta grigio scuro. E’ splendido, sia in maglietta che in giacca e cravatta.

Lui le fa subito un sorriso meraviglioso, che la stende.

– Ciao, Amelia – le dice, con voce profonda.

– Adam! – gli dice, alzandosi in piedi – Scusami, sono presa da tante cose, oggi, avevo dimenticato il tuo colloquio…

– Non importa – le dice lui, avanzando verso di lei e dandole un leggero bacio su una guancia.

– Allora, com’è andata? – gli chiede.

– Oh, ha fatto una buona impressione, perlomeno a me – dice suo zio, ridendo.

Adam si stringe nelle spalle, con un sorriso di circostanza.

Di nuovo, bussano alla porta ed entra Michelle.

– Scusa, Peter, ti vogliono al telefono – gli dice, sempre zelante.

– Sì, certo, Michelle – le risponde lui – Scusate, ragazzi, vi lascio. Adam, ci sentiamo presto, allora.

Porge la mano ad Adam, che la stringe a sua volta.

Appena esce dalla porta, Amelia guarda Adam. La sta osservando intensamente, i suoi occhi sono caldi e profondi, sembra che le stiano leggendo dentro.

– Mi sei mancata, ieri sera – le sussurra.

– Anche tu – gli risponde lei, timidamente.

Lui si avvicina ed inizia a sfiorarle il collo con un dito, scivolando sempre più giù, tra la scollatura della camicetta. Amelia schiude leggermente le labbra, il suo respiro si fa corto e lo guarda negli occhi, rapita.

– Non guardarmi così, ti prego… – le sussurra lui – Perlomeno non qui…

Di nuovo, bussano alla porta, e lui si scosta immediatamente.

– Amelia – le dice Michelle, entrando – Scusami, ma i cinesi sono già arrivati… Peter è al telefono, potresti accoglierli tu, in sala riunioni?

– Sì, certo, vengo subito – le risponde, cercando di ritrovare il controllo.

– Puoi scusarmi un attimo, per favore? – chiede rivolgendosi ad Adam – torno subito.

– Sì, certo, aspetto qui.

Amelia esce velocemente, richiudendosi la porta alle spalle.

Meccanicamente, Adam, infila le mani in tasca, estraendo una piccola cimice, che attacca sotto il tavolo di Amelia. Poi smonta velocemente il telefono e ne sistema una all’interno.

Quando Amelia rientra nel suo ufficio, lo trova che sta osservando una rivista, seduto sulla poltrona davanti alla sua scrivania.

– Scusami – gli dice – Non ho molto tempo… Abbiamo una riunione importante per la stipula di un nuovo contratto con una multinazionale cinese, mi stanno aspettando…

– Certo, non preoccuparti – le dice lui, posando la rivista ed alzandosi in piedi.

Le si avvicina, prendendole una mano e portandosela alle labbra.

– Ci vediamo presto – le sussurra, baciandola sul palmo teneramente.

Quel bacio le arriva fin dentro il ventre, scatenando in lei una reazione intensa, profonda.

– Ti ho già chiesto di non guardarmi così, Amelia… – le sussurra.

Lei sorride, ritraendo la mano.

– Grazie di essere passato a trovarmi – gli dice – Mi ha fatto piacere, vederti.

– No, tu sei stata… “immensamente felice” di vedermi, dì la verità – la stuzzica, maliziosamente.

Amelia ride, di gusto, mentre lo accompagna alla porta. La apre, e si trova di fronte Marcus, che la fissa serio.

– Allora, si può sapere quanto ci metti? Stiamo tutti aspettando te! – le ringhia.

Amelia apre la porta completamente e Marcus si trova faccia a faccia con Adam. Lo vede impallidire.

– Scusa, non sapevo che fossi impegnata… quando vuoi possiamo cominciare.

– Arrivo subito – gli risponde lei.

– Ti accompagno – dice poi rivolta ad Adam.

– Lascia, faccio da solo, conosco la strada – le dice, continuando a fissare Marcus – Vai pure alla tua riunione, ci sentiamo.

Lo guarda mentre si allontana, aspettandosi una domanda indagatrice di Marcus che, inspiegabilmente, non arriva.

Immagine1

E’ stata una lunga giornata e finalmente, dopo una buona doccia, le note di “Set fire to the rain” di Adele invadono la stanza, cullandola, mentre Amelia sta finalmente facendo qualcosa che ama particolarmente: cucinare.  Anche questo la accomuna ad Adam. Inevitabilmente, pensa a lui.

 

Torna con il pensiero a sabato mattina, quando hanno cucinato a casa sua. E’ stato bello, rilassante, e lui si muove bene, in cucina, è perfettamente a suo agio.

Controlla le costine di maiale, in forno, hanno un bel colore, la marinata era squisita… La torta di mele è pronta, si sta freddando, e l’insalata di patate è già sul tavolo.

Mentre si versa un bicchiere di cabernet sente aprire la porta, è Marcus.

– Oh, ciao… sei tornato, alla fine – gli dice, acida.

– Domani me ne andrò di nuovo, contenta? – le risponde, secco.

– Torni a Boston? – gli chiede, ignorando la sua domanda.

– Sì, devo sistemare alcune cose che ho lasciato in sospeso – le dice mentre si avvia in camera.

Lo sente andare sotto la doccia, senza che l’abbia avvisata.

“Mi domando se si comporti così anche con lei…” pensa Amelia.

Sta guardando fuori dalla finestra, verso l’oceano, quando lui torna dalla doccia.

Pensa alla meravigliosa vista che c’era dall’appartamento di Adam…

Chissà dov’è, lui, ora, cosa sta facendo… e soprattutto con CHI è.

– Che hai fatto di buono? – le chiede Marcus, visibilmente più rilassato, mentre si versa il cabernet.

Va verso di lei, con la bottiglia.

– Vuoi? – le chiede.

– Sì, grazie – risponde lei, porgendogli il bicchiere.

Lo osserva con la coda dell’occhio, mentre le versa il vino. E’ bello, Marcus, è sempre stato maledettamente bello. Biondo, occhi azzurri, fisico possente. Quando si sono conosciuti, lei aveva solo diciannove  anni, lui trenta, e con il suo modo di fare, la sua esperienza… l’aveva stregata.

Quanto lo amava… quanto l’ha amato. Ma ora sa che non lo ama più, e probabilmente anche lui non la ama più. Sa anche che ha una relazione, ne ha trovate le tracce. Capelli lunghi biondi sui vestiti, rossetto sui colletti delle camice… è inequivocabile.

– A che ora parti, domani? – gli chiede.

– Ho l’aereo alle venti – le risponde – Mangiamo?

“Il maestro della conversazione, come sempre, Marcus… Vero?” pensa Amelia, avviandosi verso il tavolo da pranzo.

Cenano in silenzio, quasi come due estranei. Lui sembra più tranquillo di ieri sera, forse è il momento di parlare.

– Marcus… – gli dice Amelia – Dobbiamo parlare.

Lui solleva lo sguardo truce, verso di lei.

– Dimmi, mogliettina… – le risponde, in tono acido.

– E’ inutile che ci giriamo intorno… non credo che il nostro matrimonio possa andare avanti ancora in questo modo.

– Cosa vorresti dire? – le chiede, alzando la voce rabbioso.

Amelia si sente rabbrividire.

– Niente, lascia perdere – gli dice, raccogliendo i piatti sporchi ed alzandosi per portarli in cucina.

Lui la prende per un polso, forte, facendo cadere tutti i piatti in terra.

– Marcus! – grida lei – Guarda cosa mi hai fatto fare…

– Non dare la colpa a me, sei stata tu a farli cadere – le dice, serio, alzandosi – Cosa stavi dicendo, prima?

– Niente, era solo una riflessione… – gli risponde – Lasciami il polso, per favore, mi fai male.

– Spero tu non voglia dire che vuoi lasciarmi, Amelia – le dice lui, ringhiando – Perchè è un’eventualità che non esiste. Dovrai passare sul mio cadavere.

– Che senso ha continuare ad andare avanti così? – gli chiede, piano.

Lui la guarda con uno sguardo perfido.

– Ha senso, credimi, Amelia. L’argomento è chiuso, non ne parleremo più. Mai. Più. Capito?

– Ma Marcus…

– Basta! – le urla, scaraventandola a terra. Le si avvicina, chinandosi e parlandole sottovoce.

– Sono stato chiaro, Amelia? Dimmi che hai capito – sibila.

– Sì, sei stato chiaro… ho capito – gli dice lei, con voce rotta.

Si alza, dirigendosi verso la porta.

– Lo vedi?… E’ sempre colpa tua, sempre. Sei sempre tu a tirare fuori la parte peggiore di me.

Detto questo, si volta ed esce dalla porta.

Amelia si solleva a sedere, circondandosi le ginocchia con le braccia.

In quel momento, sente suonare il cellulare e si alza controvoglia, prendendo il telefono. Sul display vede un numero che non conosce e decide di non rispondere, non ha voglia di sentire degli scocciatori.

Dopo pochi secondi il telefono suona nuovamente, ed è sempre lo stesso numero. Sbuffa, risponde unicamente con lo scopo di liquidare chiunque sia.

– Pronto.

– Ciao – le dice una voce calda, che conosce bene. Ha immediatamente un tuffo al cuore.

– Adam?

– Sì… credevi fosse qualcun altro?

– No, scusami… è che non ho il tuo numero, quindi…

– Per quello ti ho chiamato, così ora lo puoi memorizzare.

Amelia sorride, è furbo, dannatamente furbo.

– Bene, ora che ce l’ho, grazie… Buonanotte.

– Se provi a riattaccare ti richiamerò per tutta la notte – le sussurra lui.

– Scherzavo… – gli dice – Non ci penso nemmeno… sono contenta di sentirti, non sai quanto.

– E’ successo qualcosa?

– Mmh… niente di che, bisticcio in famiglia.

– Tuo marito?

– Già…

– Ed ora, dov’è? – le chiede lui.

– Oh, probabilmente… ora è da “lei”.

Adam sta un attimo in silenzio.

– Mi dispiace.

– Oh, detto da te… – lo schernisce lei – Hai dimenticato cosa è successo ieri? Io no…

– E nemmeno io… E non vedo l’ora che succeda di nuovo.

Amelia sente che le forze le vengono meno, a quel commento.

– Anch’io… – ammette con un sussurro.

– Che stai facendo, ora?

– Stavo sistemando la cucina.

– E come sei vestita? – le chiede in  modo languido.

Amelia è perplessa. Dove vuole arrivare?…

– Avanti… voglio sapere come sei vestita.

– Ehm… ho un vestito bianco, che uso solo in casa.

– E come sarebbe…? E’ corto? – le chiede lui con voce roca.

“Va bene, sta giocando… Allora giochiamo” pensa lei.

– Sì, è molto corto… e tu? Tu, come sei vestito? – gli sussurra.

– Io? Io non indosso nulla – le dice.

Per un attimo, nella mente di Amelia si forma quell’immagine, ma immediatamente la scaccia, imbarazzata.

– Adam…

– Scherzavo, dai… – le dice – o forse no… Perchè non vieni a verificare di persona?

– Oh, Adam, io… Non mi sembra il caso, sai?

– E perchè? Ti assicuro che non voglio farti del male, anzi… – le dice, con un tono volutamente sensuale – Fidati.

– Lo so, ti credo… ma non è la serata adatta, scusami.

– E’ successo qualcosa stasera, vero, Amelia?

Amelia fa una risata ironica.

– Niente di diverso dalle altre sere, perlomeno da qualche anno a questa parte.

– Ti fa del male, vero? – le chiede, dolcemente.

– Scusami, Adam… non mi va di parlarne.

Dopo un lungo istante di silenzio, è lui a parlare.

– Scusami tu, Amelia, non volevo essere indiscreto.

– Non importa, non dovevo reagire così, scusami…

– Basta ora, però, scusarsi… – le dice, ridendo – Che fai domani?

– Domani lavoro… poi Marcus parte di nuovo per Boston.

– Mmh… ci vediamo, che dici?

– Non so, ora che ho il tuo numero… ti chiamo io magari domani, non appena sono libera.

– Va bene… a domani, allora… – le dice, dolcemente – Non vedo l’ora.

– Buonanotte, Adam.

– Buonanotte, Amelia.

Amelia riattacca il telefono, e lo posa sul tavolo. Da quando Adam è entrato nella sua vita, tutto è cambiato. Emozioni mai provate, voglia di troncare il suo orrendo matrimonio con Marcus e di ricominciare… voglia di appartenere a qualcuno, di fare l’amore con lui.

Non sa dove la porterà, questa storia… Sa solo che ha tanta voglia di viverla, e probabilmente lo farà.

admin-ajax

-5°CAPITOLO-

– Ma si può sapere cosa sta succedendo a Boston?

– Nulla di cui ti deve importare, Amelia – le dice Marcus, mentre prepara la valigia velocemente.

– Se è qualcosa di grave che riguarda la nostra azienda invece ritengo proprio che dovrei saperlo, non credi?

– La “nostra” azienda, Amelia? – le ringhia lui, smettendo di preparare la valigia ed avanzando verso di lei rabbioso – “Nostra”? Vorrai dire “tua”!

– E’ tutto qui, il problema tra di noi, vero Marcus? I soldi, tutto qui.

– Oh, no – le ribatte lui, perfidamente – E’ molto di più, Amelia. Il problema sei TU. Tu che pensi solo a far star bene gli altri, fai beneficenza, aiuti tutti… E tutti ti adorano… Ed io che sono qui a chiedermi ogni giorno PERCHE’ ti ho sposato!

Amelia a quella frase sgrana gli occhi, incredula.

– Addirittura? – gli chiede.

– Sì, Amelia… Pensi di essere una buona moglie? Dimmi la verità.

– Io lo spero…

– Lo “speri”? Credi di essere una buona moglie solo perchè prepari squisiti manicaretti? Sei solo una brava cuoca.

Si rimette a preparare la valigia, meccanicamente.

– Marcus…

– Oh, smettila! E pensare che vorresti anche un figlio… Mai e poi mai farei un figlio, con te. Non mi hai mai considerato, mi hai dato un posto marginale nella tua azienda! Sono “direttore commerciale”, quando avrei potuto essere IO amministratore delegato, non tuo zio! E poi mi chiedi un figlio? Per cosa, per vedermi superato anche da lui?

Le sue parole trasudano odio, rancore, amarezza. Ricorda il modo in cui l’ha trattata in questi ultimi due anni, il modo in cui l’ha sempre posseduta senza curarsi di lei e pensando solo a se stesso. No, lei non se lo merita, decisamente no… sente una forte rabbia montarle, dentro.

– E tu, Marcus? Pensi di essere un bravo marito? – gli chiede, sibilando.

Lui smette di preparare la valigia, la guarda con un’espressione truce e si avvicina minacciosamente a lei.

– Certo che sono un buon marito – le dice, avanzando verso di lei con uno sguardo terribile e spingendola contro il muro – E se vuoi te lo dimostro.

La guarda, con le labbra a pochi millimetri dalle sue, mentre la tiene forte per un braccio.

Amelia non sopporta più la situazione… sente il disgusto, per quell’uomo che ha amato tanto, ma che ormai non riconosce più. Sbotta, pericolosamente.

– E cosa vuoi dimostrare? – gli chiede, duramente – Se ti riferisci alle tue prestazioni sessuali, ti sbagli di grosso. Pensi di essere bravo, a scopare? Ma se non sei nemmeno capace di farmi godere!

– Sei una maledetta stronza! – le grida, dandole una sberla in pieno viso, facendola cadere a terra.

– Vaffanculo, Amelia.

Chiude la valigia ed esce di casa, infuriato.

Amelia scoppia in lacrime, disperata. Mai avrebbe pensato che lui covasse un rancore di quel tipo, nei suoi confronti. Tutti quegli anni con lui, amandolo, adorandolo… Forse la realtà è che lei era solamente una ragazzina, stregata da un uomo più grande di lei ed inconsapevole di quello a cui andava incontro.

Adam ascolta serio, mentre la sente piangere sommessamente. Poi, piano piano, il pianto cessa.

Sente che si muove, in casa. Il rilevatore GPS del telefonino è in movimento, sta uscendo.

Scatta in piedi, all’erta, se vuole avvicinarla e fare in modo che lei si fidi di lui è la serata adatta, deve solo capire dove sta andando.

E’ in macchina, osserva le strade che percorre, poi incomincia ad intuire. Non può crederci, ma è vero… “Cazzo, sta venendo qui!” pensa.

Deve prepararsi ad accoglierla come si deve.

 Immagine1

Amelia fissa la porta dell’appartamento di Adam, indecisa sul da farsi. Non sa nemmeno come è arrivata fin qui, sa solo che ha guidato, lasciando che la macchina la portasse dove voleva.

Nessun rumore dall’interno, ma il portiere le ha assicurato che lui è in casa.

“Sono una pazza” pensa “Che mi credevo, venendo qui, di risolvere tutti i miei problemi?”

Gira sui tacchi e se ne va, ma dopo pochi passi si ferma. Desidera terribilmente quell’uomo, vuole entrare in quell’appartamento e gettarsi finalmente tra le sue braccia.

Torna indietro velocemente e bussa alla porta.

Dopo un momento che sembra interminabile, la porta si apre, e quello che le si presenta davanti è di una tale bellezza da farle girare la testa.

Adam è lì di fronte a lei, con indosso solo quei maledetti pantaloni della tuta, a piedi nudi. Ammira il suo torace, possente, muscoloso, con gli addominali perfettamente cesellati. Ora può constatare che buona parte del suo petto è tatuato, bicipiti compresi, ed è tremendamente sexy.

I pantaloni sono a vita bassa e lasciano intravedere i muscoli inguinali che si tuffano poi sotto la stoffa morbida. Evidenziano in modo imbarazzante il suo membro, attirando proprio lì il suo sguardo. Un’ondata di desiderio intenso la travolge, sconvolgendola.

Si scuote e lo guarda negli occhi, a lungo. E’ bellissimo e le sorride, con un sopracciglio inarcato.

– Ciao – le dice con voce morbida.

– Ciao… Scusami, non dovevo presentarmi qui senza avvertire, io… ti ho disturbato – gli dice.

Lui le fa un sorriso splendido, tremendamente sensuale ed invitante.

– Tu non mi disturbi mai, Amelia.

– No, scusami, davvero… non so perchè sono venuta, io… non avrei dovuto.

– Lo so io perchè sei qui – le sussurra lui, porgendole la mano – Vieni.

Amelia osserva la sua mano, in silenzio. Sa che se la prenderà sarà la fine, non potrà più tornare indietro. Lo guarda di nuovo, ed il suo sguardo la avvolge come in un abbraccio sensuale.

Non può resistere oltre, lo sa… Lentamente, posa la sua mano su quella di Adam, e si lascia condurre nel suo appartamento.

Lui la attira a sé, portandola dentro casa e chiudendo la porta alle sue spalle. Chiude a chiave, poi la spinge delicatamente contro la porta, bloccandola con il suo corpo.

– Sono contento che tu sia venuta… – le sussurra, prendendole il viso tra le mani.

Inizia a baciarle gli angoli della bocca, dolcemente. Le bacia le guance, la fronte, le palpebre. Le mordicchia un lobo dell’orecchio, poi le sue labbra infuocate scendono sul collo, fino alla sua gola.

Amelia è tesa, eccitata, sente che lo desidera da morire, ma il senso di colpa la frena di nuovo.

Si irrigidisce, istintivamente.

Lui solleva lo sguardo, fissandola intensamente negli occhi. Le sue iridi completamente nere sembrano tizzoni ardenti, le sue labbra leggermente dischiuse sono come un dolce da gustare.

– Amelia… – le sussurra, con voce roca – Non combatterlo… lasciati andare.

Amelia apre leggermente le labbra, mentre fissa la bocca di Adam. Vuole tremendamente essere baciata, vuole sentire il suo corpo contro il suo, la sua pelle, il suo odore. Vuole essere SUA.

Adam sorride, trionfante, ha percepito perfettamente la sua resa.

Le prende di nuovo il viso tra le mani e la bacia, infilando immediatamente la lingua esperta tra le sue labbra già dischiuse per lui. Gioca con la sua lingua, nella sua bocca, danzando, stuzzicandola, carezzandola morbidamente. Le sposta una mano dietro la nuca, e l’altra la fa scorrere sulla schiena, attirandola a sé. Amelia sente nitidamente la sua erezione e geme per il desiderio, nella sua bocca.

Fa scorrere le mani sui suoi bicipiti, sulle spalle, assaporando la sua pelle tesa ed i suoi muscoli possenti. Gli accarezza la schiena, scendendo piano verso il basso, sui suoi fianchi. Infila le dita sotto l’elastico dei pantaloni, e con enorme sorpresa realizza che non indossa la biancheria intima. Quel contatto meravigliosamente intimo le si riverbera nel ventre, con una tale potenza da farle quasi cedere le gambe.

– Ehi… – le sussurra lui, notando il suo mancamento. La prende in braccio, senza nessuna fatica, guardandola in modo languido e sensuale.

– Ora ci penso io, a te, piccola… – le sussurra.

– Adam… – gli dice Amelia, con lo sguardo smarrito.

– Non preoccuparti, io voglio solo il tuo piacere… Fidati di me – le dice, con voce roca.

Cammina lentamente, verso la camera da letto, mentre Amelia appoggia la testa nell’incavo del suo collo, beandosi del magnifico odore della sua pelle. Sa di pulito, di buono, ma nello stesso tempo ha un profumo forte, tremendamente maschio… è inebriante.

Adam la posa delicatamente sul letto e si china per sfilarle le scarpe. Le getta a terra, poi si alza in piedi e la guarda, con un sorriso meravigliosamente perverso. Infila le dita negli elastici dei pantaloni, poi se li abbassa, facendoli cadere lungo i suoi fianchi stretti e le sue gambe perfette.

Amelia resta senza fiato, rapita dalla sua bellezza. Ha un corpo perfettamente modellato, atletico, muscoloso. La sua erezione è pulsante, potente, bramosa di lei.

Lui si china verso di lei, salendo sul letto e andandole incontro a carponi. Il respiro di Amelia accelera, il suo petto si alza e si abbassa velocemente, in preda ad una forte eccitazione.

Lui le si mette a cavalcioni, guardandola intensamente ed incendiandola con le sue iridi nere come la notte. Amelia si sente avvampare, è tremendamente eccitata, ma non è abituata questi atteggiamenti spudorati.

– Sei molto… disinibito… – gli dice, con voce tremante.

– Sì, lo sono – le risponde lui, con un sorriso sornione – Mi piace fare sesso, e mi piace anche il mio corpo, non ho paura di mostrarlo. E tu?

– Oh, io… – risponde lei, timidamente. A lei non è mai piaciuto fare sesso, ma forse questo non è il momento più adatto per metterlo al corrente della cosa.

– Tu invece sei meravigliosamente pudica… – le sussurra – E questa cosa mi eccita da impazzire.

La guarda, con gli occhi socchiusi, e le sfodera un sorriso ammaliante.

– Vediamo cosa nascondi qui sotto, presidente… – le dice, ridendo.

Inizia lentamente a sbottonarle la camicetta e la apre, sfilandogliela poi dalla gonna ed osservando estasiato la sua pelle che si rivela sempre di più. Le fa sollevare leggermente la schiena, in modo da togliergliela completamente e poterla gettare a terra. Si china in avanti, sfiorandole le labbra con le sue, ed infila le mani dietro la sua schiena, abbassando la zip della gonna e sfilandole anche quella, che segue poi la camicetta sul pavimento.

Adam si ferma un attimo a guardarla, mangiandosela con gli occhi. Sembra un lupo, pronto ad azzannare la sua preda. Cambia posizione, le divarica le gambe e si stende sopra di lei, mentre le cattura le labbra, per baciarla avidamente. Il suo bacio è sensuale, dolce, profondo e lungo, dannatamente lungo… Amelia sente che sta per perdere la testa.

Mentre la bacia le sue mani scorrono sul suo corpo, carezzandola delicatamente, dolcemente. Infila una mano dietro la sua schiena e con un gesto esperto le slaccia il reggiseno, sfilandoglielo subito.

Le sue labbra infuocate ora bramano il nuovo bottino, scendendo sul suo collo, sulle sue spalle, sull’incavo della sua gola. Con una mano le prende un seno, stringendoglielo leggermente, e si fa sfuggire un gemito rauco, dal profondo della gola. Le strizza un capezzolo, con le dita, e con le labbra cattura l’altro, girandogli intorno lentamente con la sua lingua esperta.

Amelia inarca la schiena, aggrappandosi alle lenzuola e gemendo sonoramente.

Lo sente ridere, sommessamente, per la soddisfazione. Solleva la testa un momento, per guardarlo, e lo osserva mentre le lambisce i seni, con gli occhi chiusi… E’ meravigliosamente erotico ed eccitante… Lui apre gli occhi, guardandola intensamente, poi sorride, e lascia i suoi seni, portando le sue bellissime labbra verso il suo ventre, mentre continua a puntare quelle pupille su di lei, perforandole l’anima.

Sorride, mentre giunge al suo obiettivo. La guarda un’ultima volta, con un sorriso perverso, poi con un gesto deciso le sfila gli slip, che seguono il resto della biancheria sul pavimento. Le divarica bene le gambe e si getta tra le sue cosce, baciandola come se stesse baciando le sue labbra.

– Oh, Adam! – urla Amelia, gemendo ed aggrappandosi ai suoi capelli.

Adam insiste, giocando con la lingua e le dita, dentro di lei. Amelia sente il piacere crescere sempre di più, sente un forte languore invaderle il ventre, sempre di più, sempre più intenso, crede quasi di impazzire, di non riuscire più a sopportarlo…

Poi, sente il suo corpo irrigidirsi, ed il piacere esplode, dentro di lei, inesorabile. Viene travolta da un orgasmo potente, scossa da forti fremiti, mentre geme e grida il suo nome.

Sente Adam che alza il viso, ed avanza verso di lei, sistemandosi tra le sue gambe. Prende il suo notevole membro e lo sfrega tra le sue cosce, inzuppandolo dei suoi caldi umori.

Amelia apre gli occhi, perdendosi in quelli neri di lui. Lui le sorride, e finalmente la penetra, lentamente, gemendo e stringendo i denti per il piacere.

– Oh, Amelia… sei bellissima – le sussurra, mentre la bacia ed inizia a muoversi dentro di lei – non farei altro, tutta la vita…

Amelia lo segue, andando incontro alle sue spinte e sentendo un nuovo orgasmo che arriva, inesorabile, nonostante quello appena provato. Gemono, insieme, baciandosi ed accarezzandosi, danzando stretti, avviluppati in abbraccio sensuale.

– Oh, Amelia… godi, piccola, godi… che godo anch’io… – le dice Adam, con voce roca e profonda.

Le sue parole fanno crollare quel poco di equilibrio rimasto ed Amelia esplode, gridando, seguita immediatamente da lui, che si svuota dentro di lei con le ultime spinte finali.

Si guardano ansimanti negli occhi torbidi, poi le loro labbra si uniscono insieme, in un bacio tenero e profondo mentre ancora sono uniti, anima e corpo.

 Immagine1

– Hai fame? – le chiede Adam.

I loro corpi sono ancora avvinghiati nel letto, le gambe intrecciate, le braccia unite in una stretta calda, sensuale.

Amelia si solleva leggermente su un gomito, osservandolo.

– Una fame da lupi… – gli dice, sorridendo.

– Aspetta – le dice lui, sciogliendosi dal morbido abbraccio ed alzandosi – Torno subito, non scappare.

“E chi si muove?” pensa Amelia, ironicamente, mentre lo osserva dirigersi in cucina, splendidamente nudo e perfetto.

Lo sente accendere lo stereo, in salotto, le note di “Madness” dei Muse si diffondono nell’appartamento, procurandole un brivido piacevole lungo la schiena.

Lui torna pochi minuti dopo, con una bottiglia di vino bianco, due calici di cristallo e un piatto con formaggio, pere ed uva. Posa la bottiglia di Chardonnay ed i bicchieri sul comodino, ed il piatto sul letto, accanto a lei. Versa il vino bianco nei bicchieri e gliene porge uno, sistemandosi subito dopo al suo fianco.

– A noi due – le sussurra, inclinando il bicchiere verso di lei, per un brindisi.

– A noi due – risponde lei, facendo tintinnare il suo calice con quello di Adam.

Amelia assaggia il vino, è buonissimo, fresco, morbido, molto profumato e delicatamente fruttato.

– Prova questo – le dice lui, porgendole un pezzo di pera sul quale è stato spalmato del formaggio morbido. Glielo infila direttamente in bocca, con le dita. Amelia accoglie il piccolo boccone gustoso, soffermandosi alcuni secondi a succhiare e leccare dolcemente le sue dita, mentre lo guarda intensamente. Il sorriso che lui le dedica è di quelli da infarto.

Lei mastica, lentamente, assaporando il sapore del formaggio e della frutta, mentre ha ancora sulla lingua il retrogusto del vino. E’ squisito. Ma c’è qualcosa che quest’uomo non sa fare?

Lo osserva, seduto di fianco a lei, splendidamente nudo e dannatamente a suo agio.

– Quei tatuaggi? – gli chiede, curiosa.

Lui le sorride, divertito.

– Alcuni sono i segni della mia vita da pazzo adolescente, altri… della mia vita da consapevole adulto.

– “Adulto”? – gli chiede, ridendo – Ma quanti anni hai?

– Trentadue – le risponde – Tu?

– Ventotto – gli risponde ridendo – “Adulto”… diciamo pure che sei vecchio!

Lui si mette a ridere, di gusto, ed Amelia rimane letteralmente incantata dalla sua bellezza.

– Quindi, ognuno di quei tatuaggi ha un significato, allora? – gli chiede, cercando di scuotersi.

– Questo è il primo che ho fatto, ero un ragazzino in piena tempesta ormonale – le dice.

Indica il tatuaggio sulla sua spalla sinistra, un grande sole i cui raggi vanno dall’avambraccio ed arrivano fino al collo, sfiorando quasi l’orecchio.

– E’ il simbolo dell’energia maschile. Questo invece – le dice, indicando la tigre gialla, sul suo pettorale sinistro – è stato il secondo, simbolo di energia e potenza, è dominata dal sole.

Amelia sorride divertita.

– Altro che tempesta ormonale, eri un pallone gonfiato… O sbaglio? – gli chiede, ridendo.

Adam scoppia a ridere, di gusto.

– Evidentemente sì… Questo è stato il terzo – le spiega, girandosi di spalle e mostrandole la schiena, in alto a destra.

– Un acchiappasogni – gli dice Amelia, affascinata.

– Sì, tiene lontani gli incubi – le risponde lui. Le sembra di vedere un lampo cupo, nel suo sguardo.

– Poi è arrivato questo – prosegue Adam, sempre di schiena, indicando un aquila con serpente, sulla scapola sinistra – Simbolo di eterna lotta tra passione e razionalità.

– Quello dovrei farmelo anch’io, probabilmente – sussurra Amelia.

Adam la guarda, con un sorriso dolce. Si volta di nuovo verso di lei, indicando la spalla e l’avambraccio destro.

– Questo è il penultimo. Un drago. Simbolo di saggezza, buona volontà… ricerca di equilibrio.

Amelia lo ascolta, affascinata. In quei tatuaggi, probabilmente, è racchiusa tutta la sua vita, le sue lotte interiori, le sue paure… i suoi “incubi”, scacciati dal suo acchiappasogni. Si domanda quali siano.

– Ed infine, questo – le dice, indicando il bellissimo tatuaggio che parte dal torace ed arriva fino al fianco destro – Una fenice. Simboleggia il trionfo, la resurrezione. Una rinascita ad una nuova vita.

– E ci sei riuscito? – gli chiede, in un soffio.

– Sì – le risponde lui, sorridendole – E tu, hai mai pensato di fartene uno?

– No, sinceramente no… – gli risponde, perplessa – Pensi che mi starebbe bene?

Lui osserva lentamente il suo corpo, mentre i suoi occhi diventano come metallo fuso, incendiandole l’anima.

– Saresti splendida – le sussurra, con voce roca.

Amelia socchiude le labbra, respirando a fatica. Lo desidera, di nuovo, è bastato un suo sguardo per accendere la passione, dentro di lei.

– Finiremo di mangiare più tardi – le dice lui, prendendole il bicchiere e posandolo sul comodino.

Sposta anche il piatto, poi la solleva con estrema facilità, sistemandosela a cavalcioni sopra di lui.

La sua erezione è già tremendamente evidente, il suo respiro è corto, gli occhi brillano, intensi.

– Ti voglio – le sussurra, posando le labbra sulle sue.

Il bacio che le da non ha niente a che fare con la dolcezza di poco prima. E’ intenso, appassionato, profondo. Le mette una mano dietro la nuca, attirandola a sé con forza, facendole capire che la desidera ardentemente. Amelia geme, nella sua bocca, è già pronta per lui, lo vuole subito.

Scende con una mano tra le sue gambe, e prende il suo membro, guidandolo dentro di lei.

Lui geme forte, si stacca dalle sue labbra e piega la testa all’indietro, con gli occhi chiusi ed un sorriso lascivo. Lei inizia a muovere i fianchi, andando incontro a lui, beandosi del piacere che gli sta dando. Lui apre gli occhi, guardandola intensamente.

– Sentilo, Amelia – le sussurra – Senti il piacere, dentro di te…

E lei lo fa. Assapora il piacere che cresce, dentro di lei, sempre di più. Assapora la gioia di vedere Adam in preda alla passione sempre più crescente, grazie a lei. Assapora il fatto che lei sta conducendo entrambi all’orgasmo, insieme. Lui si china sui suoi seni, prendendole un capezzolo con le labbra. Amelia inarca la schiena, offrendogli il suo petto, continuando a muovere i fianchi, gemendo. Si aggrappa alle sue spalle, mentre lui le mette le mani dietro la schiena e la attira a sé, succhiando avidamente i suoi seni.

– Oh, Amelia… – le sussurra – Vieni, piccola… vieni con me…

Le stringe un capezzolo con i denti, e lei esplode.

– Oh, Adam! – grida, scossa dagli spasmi, vedendo lui con un’espressione di godimento puro, mentre si svuota completamente dentro di lei.

Restano così, abbracciati, in attesa che i loro sospiri affannati si plachino ed i loro cuori cessino di martellare nel loro petto.

Adam apre la porta, con addosso solo i pantaloni della tuta. La congeda, nello stesso modo in cui l’ha accolta. Amelia lo osserva bramosa, ha quasi voglia di ricominciare tutto daccapo.

– Ehi… – le sussurra lui – Non guardarmi così, altrimenti ti riporto di là.

Amelia sorride, deve proprio andare, purtroppo.

– Ci sentiamo domani? – gli chiede.

– Certo, tranquilla – le dice lui – Ti chiamo io.

Sente un brivido freddo, lungo la schiena. La classica frase che un uomo dice ad una donna per togliersela di torno…

– Beh, allora ciao – gli dice, tentennando un attimo sulla soglia.

– Ciao – le risponde Adam, chinandosi a posarle un delicato bacio sulle labbra.

Se ne va da quel paradiso, salendo in macchina, con quella frase che continua a ronzarle in testa.

“Ti chiamo io”… Ripensa a lui, troppo perfetto per essere vero… Sembra quasi “costruito” su misura per lei, ha tutti i pregi che ha sempre cercato in un uomo…

Improvvisamente, sente una sensazione terribile che le avvolge le viscere. E se fosse davvero “costruito”? E se fosse tutta una finzione, preparata a regola d’arte solo per venire a letto con lei?

Un donnaiolo, che ha messo gli occhi su di lei quella sera allo Sky e che ora ha raggiunto il suo scopo! Certo, ora si spiegherebbe tutto. Si sente male, improvvisamente , no, no… Non vuole avere dato se stessa in quel modo ad un uomo del genere…

Chiama l’unica persona a cui possa raccontare tutto, l’unica di cui si può fidare. Risponde dopo qualche squillo.

– Pronto!

– Ciao Jessica…

– Amelia… che voce, è successo qualcosa? – le chiede preoccupata.

– Puoi parlare?

– Ehm, no… non sono sola, scusami…

– Non importa, possiamo vederci domani mattina?

– Sì, certo… non presto però, ho alcuni appuntamenti. Passo da te in ufficio verso le 10, va bene?

– Sì, va bene… ti aspetto, allora…

– Ma che succede, si può sapere? Così mi fai preoccupare.

– Oh… Jessica, ho fatto una cazzata tremenda.

Jessica resta un attimo in silenzio.

– Riguarda il bel tenebroso, per caso? – le chiede.

– Sì…

– Oh, beh, tesoro mio… Io credo che invece tu abbia fatto proprio bene! Ci vediamo domani, dai… Ne parleremo meglio. Stai tranquilla, va bene? Un bacio.

– Ciao…

Amelia riattacca, continuando a guidare nel traffico. Quell’orribile sensazione alle viscere non se ne va, purtroppo… non vede l’ora sia domani.

Non crede alle sue orecchie. Se n’è andata di qui poco fa, raggiante, e dopo pochi minuti la sente dire al telefono che ha fatto una… come l’ha chiamata? “Cazzata tremenda”?

Merda. Credeva di avere guadagnato terreno, ma in un attimo ha perso tutto.

Serra la mascella, irritato. Deve finire il suo lavoro, prima possibile, quindi deve immediatamente recuperare il terreno perduto.

La prima cosa da fare è capire cosa sia successo di così terribile in quella testolina in quei pochi minuti, tanto terribile da farle cambiare idea su di lui.

 

FINE CAPITOLI 3° – 4° e 5°

 

ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

© Extra Credits for Original Cover to Deina.

4 Comments on Racconto Inedito – “Fidati di Me” – #1 Life Secrets Series by Samy – 3°/4°/5° Capitolo

  1. Irina
    dicembre 4, 2015 at 4:08 pm (4 anni ago)

    Devo dire che rileggendolo e conoscendo i personaggi e il loro “futuro” sto apprezzando tantissime sfumature che alla prima lettura non avevo notato. E poi non c’è niente da fare, Samy sei bravissima con le scene bollenti!

    Rispondi
  2. manu85
    dicembre 4, 2015 at 4:16 pm (4 anni ago)

    Sempre un piacere rileggere tutta la storia♡♡♡♡

    Rispondi
  3. ROSY C.
    dicembre 4, 2015 at 7:41 pm (4 anni ago)

    O mamma ma come si fa a resistere ad Adam il magnete?????? Rileggere questa storia è stupendo quasi quanto scartare i regali la mattina di natale. ……. ♥♥♥♥♥♥♥ ;-* ;-*

    Rispondi

Leave a Reply