Rassegna Racconti di Natale – “Un Tocco di Rosso” – “Se Resti sarà per Sempre – Sequel” di Renèe

Se per l’edizione “Remember” di questa rassegna ho tenuto la cara Renèe per ultima c’è un motivo.

Ieri, volutamente, non ho messo il “The End” alla sua storia perchè, a distanza di un anno, Renèe mi ha sorpreso, bussando alla mia porta con un regalo extra che ho deciso di condividere con voi.

In cuor suo, probabilmente, sentiva che non poteva finire solo così tra Sofia e Tommaso, mancavano ancora alcuni tasselli, particolari da aggiungere alla loro storia. Quei due ragazzi avevano ancora altro da raccontare.

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Quindi, eccoli di nuovo qui, tra noi, con “Se Resti sarà per Sempre“, sequel del racconto che avete letto ieri dove tutti i pezzi della loro travagliata storia d’amore andranno, come per magia, al loro posto. Uno speciale Happy Ending che rappresenta il vero passaggio di testimone tra il vecchio e il nuovo, tra passato e presente.

Ed ora, nel ricordarvi che l’appuntamento è rinnovato anche per domani con nuove sorprese in programma, non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

 

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A Stella.

Grazie per avermi aiutata a creare Sofia e Tommaso,

mi hanno accompagnata e mi accompagnano tuttora

nel mio viaggio.images

 

Riconobbe il rombo del motore ancora prima di vedere la macchina. Era arrivato a casa.

Casa. Assaporò ancora una volta quella parola, prima di  correre verso la porta, prima di perdersi tra le sue braccia.

Posò velocemente le tazze sul bancone della cucina, aggiustò la spallina del vestito che ricadeva lungo la spalla e si avviò all’ingresso. Scostò appena la porta, sentì i passi avvicinarsi sempre di più e infine con il cuore che le batteva all’impazzata, spalancò la porta.

Aveva un sorriso che illuminava tutta la stanza, i suoi occhi nocciola brillavano ogni volta che lo sguardo si posava su lei.

‹‹Ehi…›› mormorò avvolgendola in un abbraccio.

Con un rapido gesto chiuse la porta alle sue spalle, fece scivolare le mani tra i capelli e il collo di lei.

‹‹Uhm… Ancora non ci credo›› sospirò tra un bacio e l’altro.

‹‹A cosa non credi?›› domandò lei, sorridendo.

‹‹A tutto questo. A me. A te. A noi›› esalò un ultimo sospiro, quasi come se stesse per riprendere fiato prima di continuare a darle baci.

‹‹Mi piace il modo in cui mi baci.››

‹‹Preparati allora, perché non ho intenzione di smettere. Mai.››

Lei sorrise timidamente, in cerca di un altro prezioso bacio.

‹‹Mai eh?›› domandò con un sorriso allusivo.

Sentì i loro corpi staccarsi appena, quanto bastava per sentirne già la mancanza.

‹‹Sofia…›› disse sottovoce, distogliendo lo sguardo. ‹‹Ti ho aspettata per anni. Avevo perso le speranze. Solo il cielo sa quante volte mi sono fermato a pensare, sperare e pregare che tu tornassi da me. Mi è stata data un’altra chance e non la sprecherò›› lo sguardo era fisso su un punto non definito, il dolore che aveva provato doveva essere stato immenso.

Sofia gli posò una mano sul petto, cercando di riportare l’attenzione su di lei.

‹‹Sono qui. Ho scelto di restare.››

All’improvviso il viso di Tommaso si illuminò di nuovo, lasciando indietro ogni tipo di incertezza.

La attirò a sé e posò le labbra sulle sue, dapprima cominciando con qualche piccolo bacio fino a perdersi in un lungo, vorace ed esigente bacio.

‹‹E così mancano solo quaranta giorni›› affermò Tommaso deciso.

‹‹A quanto pare sì›› sorrise Sofia.

 

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‹‹Cosaaaaa?›› esclamò entusiasta Valentina.

‹‹E cosa aspettavi a dircelo?›› domandò la ragazza che le sedeva accanto.

Sofia si concesse un generoso sorso di birra prima di affrontare l’interrogatorio per eccellenza.

‹‹E’ stata una vera sorpresa anche per me.››

‹‹Oddio…›› disse Ilenia, portandosi una mano alla bocca. ‹‹Quindi tu e Tommaso…fate sul serio…›› si interruppe per un istante. ‹‹Porca miseria!››

‹‹Cosa intendi dire, precisamente Ile?›› chiese Sofia, leggermente confusa.

‹‹Mi riferisco a te, Tommaso e il ragazzo dal cuore infranto. Il bel tenebroso che guida fino a qui, per oltre trecento kilometri, sperando di portarti con sé a Torino, ma che tu lasci per il tuo primo vero e grande amore!››

‹‹Diciamo che a grandi linee hai riassunto il tutto›› rispose Sofia abbassando lo sguardo.

Le faceva ancora male pensare a Francesco, soffriva al pensiero che lui soffrisse. Provava un grande affetto per lui e si ritrovava molte volte a chiedersi che cosa stesse facendo della sua vita e della sua carriera, tutta in ascesa.

Sospirò e allontanò il pensiero, doveva impedire a sé stessa di ricadere in quel vortice di pensieri.

Oramai, giusto o sbagliato che fosse stato il suo comportamento, indietro non si poteva tornare.

Sentì la mano di Ilenia posarsi sulle ginocchia.

‹‹Scusa…non volevo essere indelicata›› si giustificò l’amica. ‹‹E’ solo che non ci vediamo da un po’. L’ultima volta che ci siamo viste vivevi a Torino e credevo fossi nel bel mezzo dei preparativi per sposarti con il bel tenebroso…. non con Tommaso!›› disse quasi ridendo.

Le tre amiche si guardarono per un istante.

‹‹Ti sposi›› disse Valentina

‹‹Mi sposo›› proseguì Sofia.

‹‹Si sposa›› concluse Ilenia, ormai non trattenendo più la risata.

E cominciarono a ridere a crepapelle, incuranti dei tavoli vicini, incuranti di quanto quella situazione potesse sembrare strampalata e poco seria.

‹‹Con Tommaso Bonato!›› farfugliò ridendo Valentina.

Ilenia si asciugò le lacrime e si mise a sedere accavallando le lunghe e affusolate gambe.

‹‹Parlando di cose serie…›› iniziò a dire. ‹‹Avete una data?›› domandò a bruciapelo.

Sofia levò gli occhi al cielo.

‹‹Quaranta giorni.››

Le due amiche si fissarono perplesse.

‹‹Scusa, vorresti dire che vi sposate tra quaranta giorni?›› chiese con una voce flebile Valentina.

Sofia annuì mestamente.

‹‹Oh cielo!›› esclamò esasperata Ilenia.

‹‹Ragazze, ascoltate…›› calò un silenzio inaspettato. ‹‹Lo so che è un fulmine a ciel sereno, lo so benissimo che è una follia. Non so nemmeno come sia venuto in mente a Tommaso di farmi una proposta del genere, ma io…›› Sofia stava cercando di trovare le parole giuste. ‹‹Io…›› si interruppe ancora una volta.

‹‹Vi amate. È semplice›› aggiunsero Valentina e Ilenia, all’unisono. ‹‹E’ così che deve andare e che andrà›› conclusero, posando le mani su quelle di Sofia.

 

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Il tavolo era colmo di bicchieri, al centro giacevano un paio di caraffe, ormai vuote e le sedie erano sparpagliate un po’ dappertutto. Sofia era in piedi, vicino al tavolo da biliardo, intenta a giocare con Alberto e gli altri ragazzi della compagnia.

‹‹Non vorrei dirvelo baldi giovani…›› cominciò a dire Ilenia avvicinandosi al tavolo. ‹‹Ma la ragazza qui, vi sta stracciando!›› concluse Valentina emettendo un gridolino di gioia.

Elvis, Alberto e Alvise si lanciarono un’occhiata d’intesa. Avrebbero ribaltato il risultato, dovevano trovare solo il modo di coalizzarsi e usare qualche trucchetto per ingannare le ragazze.

‹‹E non azzardatevi a barare!›› tuonò Sofia, puntando il dito contro i tre ragazzi.

Scoppiarono tutti in una sonora risata, era inutile, nessuna delle loro partite sarebbe mai stata leale.

Alberto si avvicinò furtivamente per far cadere un paio di palline nella buca.

‹‹Ti ho visto!›› disse ridendo Sofia e indicando la buca incriminata.

‹‹Ecco la tua birra›› la canzonò Alberto, cercando di tenerla occupata.

Sofia coprì un occhio con la mano destra, in segno di resa e subito dopo afferrò il bicchiere che il suo amico le stava offrendo.

‹‹Allora…si dice che resterai qui con noi.››

‹‹Resterò qui con voi, ebbene sì›› disse Sofia, posando il bicchiere vicino al tavolo.

‹‹E…›› Alberto tentennò per un istante. ‹‹E sei felice?›› domandò con un sorriso malinconico.

Sofia lo guardò attentamente; in quell’ ultimo periodo si erano persi di vista e ne era molto dispiaciuta, perché voleva davvero bene ad Alberto.

‹‹Sì, sono davvero felice›› ammise, regalandogli un caldo sorriso.

‹‹Con lui.››

Sofia trattenne il respiro per un momento, giusto il tempo di trovare delle parole adatte.

‹‹Lo so che non scorre buon sangue tra di voi…›› tentò di addolcire il suo amico, ‹‹ma io ci terrei davvero tanto se riuscissi a fartelo piacere almeno un pochino›› abbozzò un sorriso, in segno di pace. ‹‹In fin dei conti vi conoscete da una vita›› concluse, cercando di trovare un punto in comune.

‹‹Ed è una vita che lo evito!›› esclamò esasperato Alberto, sorseggiando la birra che aveva tra le mani.

‹‹E allora, visto che ci sei, fammi il favore di evitare anche la mia fidanzata›› la voce di Tommaso comparve alle sue spalle, fredda e tagliente.

‹‹Direi che Sofia è in grado di scegliere benissimo chi frequentare e chi no›› lo ammonì infastidito. ‹‹Oppure temi il confronto, caro il mio Bonato?›› rincarò la dose toccando Tommaso in un punto dolente.

‹‹Ehi ragazzi, calmatevi›› si intromise Sofia. ‹‹Piantatela di fare i ragazzini›› si voltò a guardare entrambi.

‹‹Okay, okay›› disse Tommaso posando gli occhi su Sofia.

Le passò una mano intorno alla vita, come a voler rivendicare il ruolo e le posò un bacio sulla guancia lievemente accaldata.

‹‹Ti aspetto fuori›› e con un sorriso vittorioso si allontanò. Non aveva intenzione di discutere ancora con la sua dolce Sofia a causa di un ragazzino in cerca di grane.

 

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‹‹Allora, è tutto pronto?›› domandò Tommaso al tecnico delle luci.

Si guardò intorno, il locale adiacente a quello in cui si trovava Sofia era stato preparato minuziosamente. Le aveva già fatto la proposta di matrimonio, ma niente a che vedere con quello che lui aveva in mente. Ne avevano parlato per giorni e nonostante la felicità di entrambi e il desiderio di celebrare un matrimonio intimo e raccolto, Tommaso voleva farle comunque una sorpresa.

‹‹Amico, dalla regia è tutto pronto!›› disse una voce che proveniva poco lontano da lui.

‹‹Che bello vederti!›› esclamò Tommaso, felice di rivedere il suo migliore amico.

‹‹E così…ti sposi›› esordì Marco, con un sorrisetto malizioso. ‹‹L’avresti mai detto?›› proseguì, tenendosi le mani in tasca.

‹‹Non avrei mai immaginato niente di tutto questo›› ammise Tommaso, trattenendo a stento l’emozione.

‹‹Hai voluto sempre e solo lei.››

‹‹Con tutto me stesso.››

‹‹E ora l’avrai›› si sedette accanto a Tommaso, appoggiando i gomiti alle ginocchia e unendo le mani. ‹‹Abbi cura di lei e cerca di non fare stronzate.››

‹‹Puoi giurarci, amico.››

Marco abbozzò un sorriso e si alzò in piedi. ‹‹Bene, se con i convenevoli abbiamo finito, direi che possiamo passare a questo!›› esclamò, estraendo un dvd dalla tasca.

‹‹Che cosa contiene?›› chiese sorpreso Tommaso.

‹‹Prendilo come un anticipo del regalo di nozze›› sorrise facendo spallucce.

Attraversò i tavoli sparsi per la sala, gettò qualche occhiata attorno a sé per vedere dove si trovasse la consolle e una volta trovata, affidò il dvd al tecnico delle luci che si stava occupando dell’organizzazione della festa.

Il proiettore vacillò per un istante. La luce all’inizio parve sfuocata ma dopo qualche secondo si stabilizzò, lasciando posto ad una sequenza di foto accompagnate da una dolce melodia.

Nello schermo, si susseguivano una serie di scatti di un tempo che, seppur lontano, era stato il preludio di ciò che stavano vivendo adesso.

Immagine sbiadite. Immagini ovattate.

‹‹Non ci posso credere›› mormorò Tommaso.

Gli anni dell’infanzia trascorsi insieme, le feste di compleanno, le corse nei prati, i giri in bicicletta, le risate e i giochi all’aria aperta passavano come un film davanti ai loro occhi.

Una Sofia bambina che, incerta, avanza in bicicletta nel vialetto di casa.

Due bambini che lanciano un pallone oltre un cancello.

Una torta fatta in casa, che regna sovrana in mezzo ad una dozzina di bambini felici.

Una casa accogliente, colma di foto e giochi sparpagliati sui tappeti.

Un bambino che, timidamente, porge una piccola margherita ad una bambina dai capelli color biondo cenere.

E poi ancora la foto di classe, scattata nel giardino della scuola.

Ancora altri scatti, istanti di vita trascorsi insieme.

Anno dopo anno.

Fotogramma dopo fotogramma.

Fino ad arrivare all’ultimo Natale, quello in cui dove tutto era tornato al proprio posto.

‹‹Un amore così merita di essere raccontato›› spiegò Marco, visibilmente commosso.

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‹‹Quanti scatoloni mancano ancora?›› sbraitò Valentina esausta.

‹‹Altri tre!›› esclamò dalla tromba delle scale Sofia. ‹‹Poi abbiamo finito, lo giuro!›› aggiunse, per tranquillizzare l’amica.

‹‹Non credo che questo servizio sia compreso nel pacchetto Damigella d’Onore!››

‹‹Mi farò perdonare, te lo prometto.››

Valentina posò il penultimo scatolone, ansimante e visibilmente affaticata.

‹‹Acqua. Acqua subito!›› disse, mettendosi le mani alla gola in segno di soffocamento.

‹‹E’ sopra il bancone della cucina›› rispose Sofia ridendo.

Dopo aver ingurgitato una considerevole quantità di acqua, Valentina, si guardò attorno soddisfatta.

‹‹Che effetto ti fa?›› si lasciò sfuggire a bruciapelo.

Sofia si voltò in direzione dell’amica, mostrandole un debole sorriso.

‹‹Ho il cuore che mi scoppia di gioia, le ginocchia che tremano e lo stomaco è intrappolato in una morsa stritolatrice.››

‹‹Tu e Tommaso…›› mormorò buttandosi sul divano.

‹‹Tu e Alvise…›› replicò Sofia, con aria di curiosità.

‹‹Ti immagini se Elvis e Ilenia formassero la terza coppia?›› buttò lì Valentina.

‹‹Sì, una specie di triangolo delle Bermuda!›› esclamò Sofia divertita.

Scoppiarono in una fragorosa risata, accompagnata da un buon bicchiere di vino e dalla voce di Adele con la sua Hometown Glory, che aleggiava in tutta la stanza.

‹‹L’appartamento è delizioso Sofia, hai fatto un ottimo lavoro›› constatò Valentina, sinceramente emozionata.

Sofia sorseggiò una piccola quantità di vino, osservando le stanze intorno a lei. La casa era ancora spoglia, ma aveva del potenziale, necessitava solo di un po’ di calore e di amore.

‹‹Sì, ancora qualche piccolo ritocco e sarà semplicemente splendida.››

Non avrebbe mai immaginato di trovarsi lì, era così strano ma allo stesso tempo eccitante vivere quella nuova avventura; ogni sera quando Tommaso le dava la buonanotte sentiva il cuore gonfiarsi di una felicità inaspettata e ogni singolo giorno viveva emozioni nuove.

Aveva ragione chi diceva che l’amore, quello vero, è la cosa più bella che possa capitare nella vita di una persona.

‹‹Sofia? Sofia?›› Valentina la stava chiamando insistentemente.

‹‹Sì, eccomi…››

‹‹Ti ricordi della cena di questa sera, vero?››

‹‹Cena? Quale cena?››

Valentina si mise le mani all’estremità della testa, proprio sulle tempie.

‹‹Oh cielo!›› esclamò esasperata. ‹‹Ma cosa devo fare con te, amica mia?›› si mise a sedere sul piccolo pouf posto accanto al divano. ‹‹Ricordi che avete organizzato una cena per festeggiare l’addio del vostro nubilato e celibato?››

Sofia si colpì la testa con una mano.

‹‹Che poi…›› mormorò Valentina sarcastica ‹‹Perché non abbiamo fatto una serata tra donne, senza freni inibitori e soprattutto senza uomini?›› sparò tutto d’un fiato. ‹‹Per l’amor del cielo Sofia! È il tuo addio al nubilato!›› concluse, versandosi altro vino nel calice.

‹‹Vale…›› la voce di Sofia era docile e calma, ‹‹sai che non mi piace l’idea di andare in giro vestita in modo ridicolo e a ubriacarmi. Lo trovo triste.››

‹‹Stai diventando noiosa, come una donna sposata›› la rimbeccò sarcastica.

‹‹Se è della nostra serata del venerdì che stiamo parlando, allora non devi preoccuparti. Rimarrà invariata›› la rassicurò Sofia.

Gli occhi di Valentina si illuminarono immediatamente.

‹‹Dici sul serio?››

‹‹Ma certo! Non potrei più rinunciare ai nostri venerdì sera. Ci ubriacheremo ancora, non temere.››

Valentina si mise a fare un balletto, in segno di vittoria.

‹‹Ora sì che si ragiona, ragazza!›› si avvicinò all’amica e dopo averla abbracciata a lungo si scostò appena. ‹‹E adesso andiamo alla festa organizzata per te e quel pazzo del tuo fidanzato!››

‹‹Pazzo?›› domandò sorpresa Sofia.

Valentina liquidò con un gesto della mano la frase appena pronunciata.

‹‹Beh…non è mai stato normale Tommaso!›› disse trattenendo una goffa risata.

Sofia sorrise e scrollò le spalle in segno di resa.

Restare era stata la scelta migliore che potesse fare. Ormai ne era sicura.

 

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‹‹Ma non avremmo dovuto cenare al Light?›› domandò Sofia esitante, mentre l’amica parcheggiava nell’ampio parcheggio adiacente al locale.

‹‹Devo prendere una cosa per Alvise in magazzino. Questione di due minuti.››

‹‹Okay, ti aspetto qui.››

‹‹No!›› esclamò precipitosa Valentina. ‹‹Insieme faremo prima, vieni con me›› disse esortando l’amica a seguirla.

‹‹D’accordo…›› bisbigliò Sofia sospettosa.

Avanzarono lungo il parcheggio e Sofia notò che le luci del Light erano tutte accese, ma dei ragazzi però non vi era ancora alcuna traccia.

Valentina le parve stranamente silenziosa, sperò che non si trattasse di una specie di festa a sorpresa con gigolò e spogliarellisti vari.

Sorrise tra sé. Conoscendo l’amica, non si sarebbe affatto stupita.

Il magazzino confinava con il locale e veniva usato per riporre materiale di vario genere, come  scorte di alimenti e bibite. Proprio per questo motivo c’erano ben due serrature diverse e un allarme.

Sofia osservò l’amica comporre il codice, inserire le chiavi nella toppa e girare lentamente la maniglia. Fecero un piccolo passo incerto ed entrarono nel grande magazzino.

‹‹Allora, cosa stiamo cercando?›› chiese Sofia, sollevata nel vedere che non c’era nessun spogliarellista ad attenderla.

‹‹Beh…in effetti…›› la voce di Valentina venne a mancare.

All’improvviso la luce si spense, uno schermo in fondo alla stanza si illuminò, nella penombra una musica partì lenta e soffusa.

 

“Vedi si rimane in piedi anche se tu non ci credi…

Dimmi cosa vuoi sapere, cosa vuoi di questo amore…

Anche se non respiro e non mi vedo più

In un giorno qualunque dove non ci sei tu

Anche se aspetto il giorno, quello che dico io, dove ogni tuo passo si confonde col mio…”

 

E sullo schermo tante immagini, un susseguirsi di emozioni e ricordi che sembravano così lontani.

Calde lacrime scesero lungo il volto di Sofia.

Le foto sbiadite e ingiallite di un’infanzia felice, di due bambini che giocano a rincorrersi e di sorrisi regalati in un caldo pomeriggio d’estate.

 

“Niente da dire niente da fare

Forse c’è un tempo per riprovare

Perché tu sarai sempre il mio solo destino

Posso soltanto amarti, senza mai nessun freno…”

 

Le parole della canzone continuavano a risuonare e le lacrime di gioia a rigarle il volto; pensò che lui non avrebbe potuto scegliere parole più vere, più sentite di queste.

Si accorse di aver trattenuto per tutto il tempo della canzone il respiro, in quelle vecchie foto e in quelle note era racchiuso tutto il loro amore, tutte le loro battaglie e le loro sofferenze.

La canzone sfumò, e le luci si fecero tenui. In lontananza l’ombra di un ragazzo che al centro della sala stava aspettando in piedi, con le mani in tasca.

Sofia sentì le ginocchia cedere, ma la voglia di correre da lui era immensa e così affrettò il passo, arrancando tra i tavoli, senza nemmeno accorgersi delle persone che li circondavano.

‹‹Ferma…›› la voce di Tommaso riecheggiava nella sala.

‹‹C’è una cosa che voglio dirti…prima che tu…›› la voce gli venne meno dall’emozione, ‹‹prima che tu venga da me.››

Piccole candele si affacciavano sui tavoli, rendendo l’atmosfera ancora più magica. Nello schermo un fermo immagine su una delle fotografie che Sofia aveva da sempre custodito segretamente.

‹‹Vorrei dirti che ho passato giorni interi a chiedermi dove fossi, con chi fossi e cosa stessi facendo. Ci sono stati momenti in cui mi sono detto che senza di te sarei stato meglio, ci sono state ore in cui mi sono sentito perso e disperato, altre invece, felice. Sì, sono stato anche felice qualche volta, ma poi quando mi fermavo e la giornata finiva, finiva anche la mia felicità. Mi riempivo l’anima e le giornate di cose da fare, ma appena voltavo l’angolo il tuo ricordo era lì, splendido ed impassibile a ricordarmi quanto ero stato fortunato ad averti incontrata e ancor di più amata.

E poi ti ho chiamata. Milioni di volte, a dir il vero, ma non so come non trovavo mai il coraggio di parlare e così riagganciavo.

L’ho fatto per anni sai, e poi un giorno ho smesso, così di punto in bianco. Ho lasciato andare il nostro amore, portandone con me solo qualche piccolo frammento che riportavo alla luce quando la tua assenza mi lacerava il cuore. E poi sognavo ad occhi aperti, quante volte guardavo il cielo e le stelle sperando che una di esse potesse far avverare il mio più grande desiderio.

Immaginavo le nostre vite: come sarebbero state se fossimo rimasti insieme e come sarebbero diventate, invece, nella realtà. Ti sognavo per notti di fila, svegliandomi col sorriso ma col cuore in frantumi. A volte ti immaginavo felice senza di me, altre invece, disperata come lo ero io senza te.››

Il silenzio era assordante.

Sofia non riusciva a nemmeno a respirare e d’altronde chi ne sarebbe stato in grado al posto suo?

Fece un passo in direzione di Tommaso. Subito dopo lui ne fece uno per raggiungerla mentre le luci divenivano via via più intense.

‹‹E poi un giorno sei tornata. Ho aperto il cancello e ti ho vista lì, di fronte a me. Ho pensato che fosse un sogno, l’ennesimo ad occhi aperti, ma invece in quel momento eri davvero tu. La mia Sofia. Non ho potuto fare nient’altro, se non innamorarmi di te. Ancora una volta.

In verità, credo di non aver mai smesso di amarti…››

Un altro passo.

‹‹…Adesso che sai cosa prova il mio cuore, posso formulare la domanda che voglio farti da sempre.››

La mano di Tommaso cadde nella tasca dei pantaloni, quando la portò alla fioca luce delle candele, Sofia vide una catenina. Non la riconobbe subito, all’inizio si sentì confusa ma le bastò ritrovare un momento di lucidità per riconoscerla. Tommaso teneva tra le mani il primo regalo che le aveva fatto, molti anni prima. All’estremità di quella collana dondolava un anello.

‹‹Sofia, vuoi sposarmi?››

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Quella sera Sofia non riusciva a dormire. La vera di diamanti luccicava al bagliore della luna.

La rigirò tra le dita, facendola scorrere sulla catenina mentre un tiepido venticello faceva capolino dalla finestra della sua camera.

Sorrise alla luna e si incantò a contemplarla. L’indomani si sarebbe sposata con il suo grande amore, finalmente quel giorno stava per arrivare e quella sarebbe stata l’ultima notte in cui avrebbe dormito da sola; aveva deciso di trascorrere il giorno prima del matrimonio così, dedicando l’intera giornata a sé stessa.

Solo un buon libro, una tisana rilassante e la foto di lei e Tommaso scattata nel loro primo viaggio da fidanzati.

Tutto era pronto per il grande giorno.

Lei era pronta per quel giorno.

Anche se c’era ancora qualcosa che le attanagliava lo stomaco. Sospirò guardando in direzione della luna e provò a riflettere su quanto quei mesi trascorsi a “casa” l’avessero cambiata profondamente. Ripensò a Francesco e al loro amore, perché non importa come fosse andata a finire, lei Francesco l’aveva amato davvero.

D’altro canto, però, lui meritava di più. Entrambi meritavano di più.

Desiderava vederlo felice e non intrappolato in un matrimonio di cui si erano entrambi accontentati.

Meritava una donna che lo amasse con tutta sé stessa, perché il più grande pregio che Francesco aveva era quello di saper amare come pochi.

In cuor suo gli augurò di trovare l’amore vero e lasciò cadere il ricordo di lui, di loro due insieme, per sempre.

Afferrò il telefono e digitò un messaggio, era dal mattino che stava pensando a cosa scrivere ma soprattutto se scrivere qualcosa.

 

“Ciao Loris, stamattina ho consegnato gli ultimi due pacchi al corriere. Entro qualche giorno ti contatteranno per andare a ritirarli al deposito. Spero che lui sia felice, un giorno.

Baci, Sofia.”

 

L’unico contatto che gli era rimasto a Torino era quello di Loris, un caro amico di Francesco, e proprio a lui chiese un indirizzo dove poter fare recapitare le cose che ancora possedeva, quelle cose che le ricordavano ogni giorno di quanto male aveva fatto a quel ragazzo.

Aveva scelto quel giorno per spedirle, per chiudere i conti col passato e forse per non avvertire più quel terribile senso di colpa.

La risposta arrivò poco dopo. Sofia ebbe un piccolo sussulto.

 

“Okay. In bocca al lupo per tutto Sofia.”

 

Il sollievo si dipinse sul suo volto. Aveva, finalmente, chiuso quel capitolo.

 

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Il giardino era gremito di persone. Troppe persone pensò tra sé Tommaso.

Con gli occhi cercava di capire quando sarebbe arrivata lei. La sua sposa.

Avrebbe avuto occhi solo per lei.

Passò in mezzo ad un fiume di persone per i soliti convenevoli, saluti, baci e abbracci di rito.

Tutti sorridevano, bevevano e scattavano foto, Tommaso sorrise di rimando; adorava l’idea di aver ricreato insieme a Sofia quell’atmosfera magica delle feste in famiglia.

Intimo e raccolto. L’avevano voluto così il loro matrimonio.

E a guardare il bellissimo giardino di casa Bonato addobbato a festa, Tommaso pensò di aver fatto la scelta migliore, nessun posto avrebbe mai retto il confronto.

Era lì che la sua vita era ricominciata ed era accaduto solo qualche mese prima.

Vide la sua famiglia andargli incontro, per un attimo il cuore perse un battito nel vedere sua sorella e il piccolo Mirko avanzare col cuscinetto delle fedi tra le mani.

‹‹Ciao fratellino.››

‹‹Sei bellissima›› disse Tommaso emozionato.

‹‹Aspetta di vedere la sposa›› disse ridendo e facendogli l’occhiolino.

‹‹Vuoi farmi diventare matto?›› espirò agitato ‹‹Dov’è lei?›› grugnì frustrato.

‹‹E’ di sopra, tra poco scenderà›› lo tranquillizzò Gloria. ‹‹E’ la tradizione, lo sposo deve aspettare.››

Si avvicinò al tavolo imbandito e si fece passare un calice di champagne dal cameriere.

Tommaso baciò e abbracciò sua sorella mentre l’altro testimone, Marco, lo raggiunse.

‹‹Come va, amico?›› gli domandò stringendogli la mano e abbracciandolo.

‹‹Nervoso›› si schiarì la voce, ‹‹molto nervoso›› aggiunse subito dopo.

Marco afferrò due calici e ne infilò uno nelle mani del suo amico.

‹‹Un po’ di coraggio alcolico›› e fece tintinnare il calice in segno di brindisi.

‹‹Voglio che scenda. Voglia vedere il suo sorriso dolce e rassicurante. Ho paura che ci ripensi.››

Marco ingollò lo champagne, in un sorso unico.

‹‹Sai che non lo farà. Ti ama›› asserì Marco, ‹‹e sta per sposarti.›› lo rassicurò con un sorriso amichevole.

I camerieri erano tutti dietro i loro tavoli, gli invitati si stavano per accomodare e una strana quiete calò su tutto il giardino.

Ilenia e Valentina arrivarono caute e sorridenti a prendere posto accanto a Marco e Gloria.

Era tutto meraviglioso. Un momento perfetto. Mancava solo lei.

Il sole tiepido filtrava dai grandi alberi che troneggiavano nel giardino, i palloncini e gli addobbi luccicavano al riflesso del sole, il tappeto bianco cosparso di petali attendeva solo lei.

Il brusìo sfumò per lasciare spazio ad una melodia in sottofondo.

Era arrivato il momento.

Il cuore di Tommaso stava per esplodere dall’emozione.

Le mani e le ginocchia tremavano.

Si sistemò la cravatta e si voltò verso tutti gli invitati, notando che erano davvero al gran completo.

Respirò a fondo, tenendo le mani unite, sperando che quell’attesa finisse e potesse finalmente baciare sua moglie.

Lasciò che la parola “moglie” fluttuasse nella sua mente, e constatò che era una sensazione divina.

Ed eccola lì. In fondo alla navata, sorretta dal padre e con un sorriso di pura felicità stampato sul volto.

“Mia moglie.”

L’abito, color verde acqua, rendeva i suoi occhi ancora più grandi e più belli.

Pensò che avrebbe voluto perdersi in quegli occhi, per tutta la vita. E lo avrebbe fatto.

I capelli, lasciati sciolti, ricadevano in morbide onde semplici e naturali. L’unico particolare era un rosa bianca sistemata tra i capelli, che richiamava il colore del piccolo bouquet, contornato da tulle verde acqua.

La stava mangiando con gli occhi. La stava amando più di ogni altra cosa al mondo.

Sofia si avvicinava sempre più veloce, e ad ogni passo il suo sorriso si faceva sempre più luminoso e raggiante.

“Oh piccola, voglio farti sorridere in quel modo per il resto dei miei giorni.”

Era di una bellezza disarmante. Non era truccata vistosamente e il tenue colorito abbronzato faceva risaltare ancor di più la bellezza di quell’abito.

Poi Tommaso pensò che non era l’abito ad essere bello, era lei a renderlo meraviglioso.

Un passo.

E il respiro iniziava a venire meno.

Un altro passo.

Tommaso, questa volta, si ritrovò a trattenere il respiro.

L’ultimo passo.

“Eccoti, finalmente.”

‹‹Ciao…›› la voce di Sofia era un sussurro.

‹‹Sei meravigliosa.››

‹‹Anche tu non sei niente male›› scherzò lei, facendogli l’occhiolino.

Tommaso le prese la mano mentre Sofia posava il bouquet tra le mani di Valentina.

La cerimonia iniziò, Tommaso però non smise di guardare Sofia fino a quando arrivò il momento dello scambio delle fedi; in quell’istante si voltarono l’uno verso l’altra e Tommaso ascoltò le parole di Sofia entrargli dentro e puntare dritte al cuore.

Sofia infilò l’anello e Tommaso sentì un brivido percorrere lungo tutto il corpo.

“Sono tuo. Sono sempre e solo stato tuo.”

Poi venne il suo turno e la gola ad un tratto si fece secca. Troppo secca.

‹‹Io Tommaso accolgo te Sofia, come mia…›› le parole gli morirono in gola.

‹‹Tutto bene?›› chiese il celebrante delle nozze.

Tommaso lo guardò, con gli occhi velati.

‹‹Si›› rispose sorridendo e guardando di sfuggita Sofia. ‹‹Aspetto questo momento da quando avevamo otto anni›› disse di getto. Tentò di riacquistare il controllo di sé.

‹‹Percui sono molto emozionato›› concluse, lasciando che una lacrima gli rigasse il volto.

Sofia non ci pensò due volte a raccogliere quella lacrima tra le dita e lasciare la sua mano lì, ferma sulla guancia di Tommaso.

‹‹Ti amo. Ti amo da sempre e non voglio passare nemmeno un istante lontano da te.››

Sofia sorrise amorevolmente, senza spostare la mano dal suo volto.

Un flebile applauso si propagò dietro di loro.

‹‹Vedo che non resistete più miei cari sposi…›› esordì il giovane celebrante ‹‹perciò vi chiedo…›› altra piccola pausa, ‹‹volete accogliere l’uno nella vita dell’altra e promettervi eterno amore per il resto della vostra vita?››

‹‹Lo voglio.››

‹‹Lo voglio.››

E prima che potessero avere il permesso di baciarsi, le labbra di Tommaso erano già posate su quelle di Sofia. Un mix di lacrime, sospiri, baci e risate a coronare il loro amore.

‹‹Mia moglie›› disse lui gemendo dalla gioia.

‹‹Mio marito›› mormorò lei, gettandogli le braccia al collo e chiudendolo in un abbraccio.

 

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8 Ore dopo….

 

Le dita scivolarono lungo la cerniera. Voleva toccarla come fosse la prima volta, e in un certo senso, un po’ era come se lo fosse per davvero.

‹‹Sei così bella…›› mormorò, facendo scendere lentamente la zip.

Una volta abbassata le posò dei piccoli baci sulla schiena.

‹‹Voglio che conti tutti baci che ti darò, intesi?››

‹‹Sì.››

Bacio.

‹‹Uno›› la voce di Sofia era incerta.

Bacio.

‹‹Due›› contò sospirando.

Bacio.

‹‹Tre›› mormorò, cercando di tenere a bada il desiderio.

Bacio.

‹‹Quattro›› il respiro stava iniziando a mancarle.

Bacio.

‹‹Cinque›› oramai la voce era ridotta ad un sussurro.

Bacio.

‹‹Sei›› il calore cominciò ad invaderle tutto il corpo.

Bacio.

‹‹Sette›› pronunciò il numero ansimando.

Bacio.

‹‹Otto›› voleva toccarlo, baciarlo e accarezzarlo.

Bacio.

‹‹Nove›› sentì le labbra di Tommaso avvicinarsi pericolosamente agli slip.

Bacio.

‹‹Dieci.››

Tommaso la fece voltare, e con un gesto rapido le fece scivolare l’abito da sposa a terra, lasciandolo di fronte alla visione di sua moglie seminuda.

‹‹Sofia…sei meravigliosa…››

Sofia abbassò lo sguardo, leggermente imbarazzata.

Tommaso le passò la mano sul mento, costringendola a guardarlo negli occhi.

‹‹Ora ti bacerò, dappertutto›› annunciò con la voce tremante, ‹‹voglio assaporare ogni singolo istante di questa notte.››

La accarezzò silenziosamente, slacciando la guêpière e affondando il viso tra i suoi capelli.

‹‹Il tuo profumo…›› mugugnò in preda al desiderio.

Sofia, gli gettò le braccia intorno al collo e in un istante lui la afferrò per le natiche, prendendola in braccio e avanzando verso la camera da letto.

‹‹Pelle contro pelle…›› disse gemendo tra le sue labbra.

‹‹Cuore contro cuore›› rispose lei, premendo le labbra sul collo di Tommaso.

Distesa, con attorno tutti i capelli scompigliati era ancora più bella, negli occhi aveva una luce maliziosa, carica di desiderio.

Era disarmante la sensualità che emanava anche solo facendo un semplice gesto.

“Mia. Mia. Mia. E ancora mia.”

Sofia lo attirò a sé, passando le sue mani timidamente sul petto, scendendo verso l’addome e raggiungendo i pantaloni.

‹‹Toglili›› ordinò.

‹‹Mi piace quando fai l’autoritaria. Sei sexy da morire›› osservò Tommaso sfilandosi i pantaloni.

Puntò il gomito e tenendosi in equilibrio si fece spazio tra le sue gambe, a dividerli c’erano solo pochi centimetri di stoffa.

Sofia posò una mano sul petto di Tommaso e dal battito del suo cuore capì quanto amore, desiderio, paura ed emozione ci fossero in lui.

Lui cominciò a baciarla, lentamente, come una dolce ed inesorabile tortura.

Con il fiato corto Sofia si fermò per un secondo, quanto bastò, però, per fermare definitivamente Tommaso.

Stava per dirle qualcosa, ma Sofia gli posò un dito sulle labbra.

‹‹Voglio dirtelo ora›› erano nudi ed avvinghiati l’uno con l’altra ‹‹Ti amo amore mio. Ti amo così tanto che sento il cuore scoppiare dall’amore che provo per te.››

Un sorriso comparve sul volto di Tommaso.

‹‹Sto per fare l’amore per la prima volta…›› la baciò teneramente, ‹‹…con mia moglie.››

‹‹La nostra seconda prima volta›› rise, mentre ricambiava quel bacio così pieno di amore.

‹‹Ti darò milioni di seconde prime volte, lo giuro.››

 

the-end

domani

Questo racconto inedito pubblicato è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicata sul sito Free Passion nella rassegna “Racconti di Natale – Un Tocco di Rosso”

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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11 Comments on Rassegna Racconti di Natale – “Un Tocco di Rosso” – “Se Resti sarà per Sempre – Sequel” di Renèe

  1. manu85
    dicembre 14, 2015 at 3:30 pm (5 anni ago)

    Mamma che bello la proposta di matrimonio è stata bellissima avevo la lacrime agli occhi giuro…Renee un finale bellissimo sono senza parole giuro un tripudio di emozioni ci sono dentro di me..
    complimenti

    Rispondi
    • Renèe
      dicembre 14, 2015 at 3:40 pm (5 anni ago)

      Manu….grazie per queste bellissime parole, mi fai emozionare tu,adesso!Un abbraccio grande.

      Rispondi
  2. Renèe
    dicembre 14, 2015 at 3:38 pm (5 anni ago)

    Stellaaaa, mi hai fatto una bellissima sorpresona….con le tue splendide parole hai colto perfettamente l’essenza di questo sequel! Grazie, di cuore. ❤
    Spero vi piaccia, ragazze. Io c’ho messo il cuore…vi bacio e abbraccio tutte! ❤

    Rispondi
  3. Rosy ♥
    dicembre 14, 2015 at 6:18 pm (5 anni ago)

    Ma che meraviglia ♡
    Che epilogo perfetto ♡
    Grazie Renée e grazie Stella ♡

    Rispondi
  4. Valentina
    dicembre 14, 2015 at 10:02 pm (5 anni ago)

    Che bella sorpresa, il seguito di Sofia e Tommaso!
    È stato emozionante leggere quanto amore c’è in questa storia, hai reso perfettamente le emozioni provate dai due protagonisti.
    Complimenti Renèe e grazie a Stella

    Rispondi
  5. Virna
    dicembre 15, 2015 at 8:19 am (5 anni ago)

    Troppo troppo romantico questo finale!!!
    Bellissima l idea di chiudere così una storia dolce come quella di Tommaso e Sofia :)

    Rispondi
  6. Irina
    dicembre 15, 2015 at 8:27 am (5 anni ago)

    Il finale perfetto per una storia dolcissima! Ora però voglio leggere la storia di Francesco e di come si rifarà una vita! :)

    Grazie Renèe e Stella!

    Rispondi
  7. Lorenza
    dicembre 15, 2015 at 9:36 pm (5 anni ago)

    Ce l’ho fatta! Eccomi! Che dolce e romantico finale! Perfetto per la loro storia! Brava ragazza! E ora pure io vorrei saperne qualcosa di più su quel povero Francesco…

    Rispondi
  8. Renèe
    dicembre 16, 2015 at 12:13 am (5 anni ago)

    ragazze, eccomi e scusate il ritardo…
    Chissà chissà…non dico niente… :-p
    Io comunque, vi ringrazio per i commenti e per le belle parole…Tornare dopo tutto questo tempo è una cosa meravigliosa!
    A presto, (speriamo ) <3
    Buonanotte a tutte ! :-)

    Rispondi
  9. ROSY C.
    dicembre 17, 2015 at 9:35 am (5 anni ago)

    Oddio Renèe…… il mio cuore sta scoppiando di felicità, queste pagine, questo finale….. perfetti, non si possono ďefinire in altro modo, bravissima, spero di poter leggere presto qualcos’altro di tuo….. ☆♡☆♡☆♡☆♡

    Rispondi
    • Renèe
      dicembre 17, 2015 at 9:44 am (5 anni ago)

      Rosyyyyy….. ❤❤❤
      Non ho fatto in tempo a consigliartelo che tu lo hai già letto! sei strepitosa ! Grazie, grazie e ancora grazie… Sono felice ti sia piaciuto! È bellissimo ritrovarvi qui
      Un bacio grande a tutte ❤

      Rispondi

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