Rassegna Racconti di Natale – “Un Tocco di Rosso” – “Mi hai Rubato il Cuore” di Irina – 2° Parte

Buon pomeriggio, mie care, avete preparato le valigie e acquistato la crema abbronzante, perchè si parte! La nave sta per salpare in mare aperto destinazione Mexico!

Forse, era meglio se quest’oggi vi accoglievo con un “hola, todo bien?”, vista la nostra meta vacanziera. Eh si, le lezioni di spagnolo stanno dando i loro frutti, non volevo farmi trovare impreparata una volta attraccati in porto.

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Ho notato con piacere che la nostra Irina ha fatto centro con questa storia, scatenando la vostra curiosità e devo dire che molte di voi hanno già fatto gli occhioni dolci al bel Jason. Ma, mi stavo chiedendo: avete subito più il fascino del criminale incallito o quello della divisa?

Verrebbe fuori un bel sondaggio, ma bando alle ciance, so che siete tutte impazienti di scoprire che diavolo combinerà il nostro ragazzo nella seconda parte del racconto, anche perchè, dopo l’ordine categorico del caro comandante le cose si faranno decisamente interessanti, quindi, non mi rimane che auguravi un buon pomeriggio seguito come sempre dall’immancabile …

Buona Lettura 

 

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Capitolo 3

Domenica 20 dicembre 2015 ore 9:00 PM  Sala Ristorante Michelangelo della Grand Princess – Mare Aperto

Violet

 

Il primo giorno di crociera è stato molto piacevole, ma siamo stati sempre in compagnia dei miei genitori e Scott si è mantenuto a una rispettosa distanza da me. Non so cosa gli abbia detto mio padre, ma certamente non vuole abbandonarsi ad effusioni in sua presenza. La cena è squisita, la sala ristorante è bellissima e la conversazione è piacevole. Scott sta interpretando bene la parte di Frank e riesco quasi a rilassarmi mentre siamo tutti insieme a tavola. Ha indossato giacca e cravatta per la cena ed è insopportabilmente bello, la camicia bianca fa risaltare il colore dorato della sua pelle e i suoi occhi scintillano alla luce soffusa del ristorante. Quando mi sorride, con quella bocca così sexy, mi sento le farfalle nello stomaco. Non ho mai provato niente di simile con Frank. Poggio la mano sulla sua e lui intreccia le dita alle mie con grande naturalezza; questo solo tocco basta ad accendermi, non vedo l’ora di essere sola con lui nella nostra cabina. So che mi desidera, glielo leggo negli occhi ogni volta che mi guarda. Quanto a me, che Dio mi perdoni, non mi importa che sia un criminale, muoio dalla voglia di fare l’amore con lui.

<<Frank, sto leggendo un libro sulle guerre di secessione>> sta dicendo Tyler <<e ci sono alcuni passaggi che non mi sono chiari. Penso che tu sia la persona giusta per aiutarmi, visto che insegni storia. Per esempio, qual è stato esattamente il ruolo di Claiborne Fox Jackson nello scoppio della battaglia di Boonville?>>

Vedo Scott guardarmi con aria atterrita e corro al salvataggio:

<<Oh, smettetela, siamo in vacanza, Frank deve rilassarsi e non pensare al lavoro! Lavora così tanto, povero tesoro>> gli sorrido dolcemente, per poi aggiungere <<Uuh, che bella questa canzone, l’adoro! Scusa Tyler, ma io e Frank ora dobbiamo ballare>>

Prendo per mano Scott e lo trascino in uno spazio vuoto tra i tavoli, mentre l’altoparlante intona Eternal Flame dei Bangles.

In questo ristorante non c’è una pista da ballo, siamo gli unici in piedi e tutti i passeggeri ci osservano. La maggior parte di loro ci sorride, devono pensare che siamo una bella coppia. Metto la sua mano sul mio fianco e gli passo le braccia intorno al collo, appoggiando la guancia alla sua. Mi stringe forte e inizia a muoversi con me a ritmo di musica, siamo vicinissimi e finalmente posso stare tra le sue braccia per un po’.

<<Grazie>> mormora al mio orecchio <<Bel salvataggio.>>

<<Di niente>> rispondo <<E poi avevo voglia di abbracciarti>> so che sto facendo tutto il contrario di quello che dovrei, che mi sto dimostrando troppo disponibile e sto facendo la figura della ragazzina innamorata, ma quando lui mi è vicino mi sento strana. Così serena e al sicuro come non lo ero mai stata. Non posso fare altro che dire la verità. Lui affonda il viso nei miei capelli, stringendomi più forte, respiro il suo profumo e l’ondata di emozioni che scatena in me è così potente che mi tremano le ginocchia.

<<Violet, io…>>

<<Senti>> lo interrompo <<Sono solo dieci giorni, poi sarai libero di nuovo. Tu mi piaci molto e credo di piacerti anch’io. Godiamoci questa vacanza insieme, voglio stare con te… in tutti i sensi>> arrossisco per la mia sfacciataggine, non ho mai parlato a nessuno in questo modo, mi stupisco di me.

Le sue labbra sfiorano il mio orecchio, provocandomi un delizioso brivido lungo la schiena.

<<Mi piaci da impazzire…>> mormora <<e, credimi, non c’è niente che vorrei di più in questo momento. Ma non posso, scusami. Meglio attenersi al piano originale.>>

<<Quale piano originale?>>

<<Non posso crederci!>> dice improvvisamente, in tono arrabbiato, a voce abbastanza alta da poter essere udito da tutti <<Con che coraggio mi dici una cosa simile?>>

“Maledizione! Vuole far finta di litigare proprio adesso?”

Si stacca da me, con espressione adirata in viso, guardandomi malissimo. Anche se so che sta fingendo, sento una fitta al cuore.

<<Vado a fare due passi, buona cena!>> sbraita, piantandomi lì da sola e lasciando il ristorante. Sospiro e torno al tavolo, non ho bisogno di fingere per avere un’espressione addolorata e delusa. Mi viene da piangere.

<<Dai, vedrai che farete pace molto presto>> mi consola Jessica.

 

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Lunedì 21  dicembre 2015 ore 7:00 AM  Cabina L 215,  Grand Princess – Mare Aperto

 

Questa notte Scott non è venuto in cabina a dormire. Speravo di potergli parlare e poter capire che cosa succede, ma ho aspettato invano tutta la notte. Non so cosa credere, certe volte ho la certezza di piacergli, poi all’improvviso si allontana da me. Mi ripeto che non posso fidarmi di lui, che è un criminale, abituato a rubare, mentire e chissà cos’altro, ma allo stesso tempo mi sento così bene quando sono con lui che non posso credere che sia cattivo. Sta approfittando della situazione e di me? Ne ero sicura fino a ieri sera ed avevo accettato la cosa, ma perché rifiutarmi in quel modo quando mi sono praticamente offerta a lui senza mezzi termini? Mi raggomitolo tra le lenzuola con una gran voglia di piangere, quando sento la porta della cabina aprirsi e lo vedo entrare in punta di piedi.

<<Dove sei stato?>> lo vedo irrigidirsi, poi sospirare

<<Scusa, non volevo svegliarti. Ho dormito su una sdraio vicino la piscina.>>

<<Non stavo dormendo>> confesso <<Ti aspettavo.>>

<<Sono passato solo a cambiarmi, vado via subito.>>

Questo è troppo. Mi alzo e mi avvicino a lui camminando scalza sulla moquette della cabina. Vedo i suoi occhi scorrere sul mio corpo, con un’espressione estasiata e allo stesso tempo sofferente. La mia camicia da notte di pizzo nero lascia ben poco all’immaginazione e lo vedo deglutire quando mi fermo ad un passo da lui.

<<Scott, che succede?>> gli chiedo, sfiorandogli il petto con la mano. Lui resta immobile, senza rispondere. Mi sollevo sulle punte e poso le mie labbra su quella bocca splendida. Stringe i pugni e si irrigidisce.

<<Violet, ti prego…>> per tutta risposta, passo lievemente la lingua sulle sue labbra, stuzzicandolo con dolce insistenza. Mi avvicino di più a lui, aderendo con il mio corpo al suo, la sua erezione preme contro di me, non lasciando adito a dubbi circa la sua reazione al mio tentativo di sedurlo. Dopo alcuni lunghissimi istanti in cui lo vedo combattere contro se stesso, cede alle mie avances. Le sue braccia si serrano intorno a me, le sue labbra si schiudono con un gemito e inizia a succhiare la mia lingua  con trasporto. L’ondata di calore tra le gambe si irradia in tutto il mio corpo, gemo sommessamente sotto i suoi baci esperti, desiderando di sentire quella lingua su tutto il mio corpo.

<<Oh, sì…>> mormoro <<Ti desidero così tanto, Scott!>>

Alle mie parole, lui sembra riscuotersi. Mi prende il viso tra le mani e mi fissa per un lungo attimo, ansimando, gli occhi lucidi di passione.

<<Mi chiamo Jason. Jason Reed>> mormora poi. Sono stupita, ma allo stesso tempo felice che mi abbia confidato il suo vero nome. Un nome che gli calza a pennello. Jason. Giasone. Come l’eroe greco. E io per lui sto perdendo la testa, come Medea.

<<Jason… mi piace>> dico sorridendogli <<Ti voglio, Jason>> gli sussurro poi all’orecchio, godendo del tremito che gli percorre tutto il corpo.

<<Scusami, devo andare!>> dice con mio grande stupore, in tono sofferente. Afferra dei vestiti di ricambio e mi lascia sola a chiedermi che cosa accidenti ho fatto. “Dannazione, ma che diavolo gli prende?”

Sospirando, mi preparo per una nuova giornata di vacanza.

 

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Martedì 22  dicembre 2015 ore 3:00 AM  Cabina L 215,  Grand Princess – Mare Aperto

 

È stata una giornata massacrante, altro che vacanza! Jason ha voluto provare tutte le attrazioni della nave. Abbiamo giocato a golf e a ping pong, fatto lezione di aerobica, fatto shopping nei negozi della nave, assistito ad una dimostrazione di sculture di ghiaccio, visitato la libreria e l’internet cafè.  Il tutto insieme ai miei genitori o a Jessica e Tyler. Non siamo stati da soli per un attimo, lui è stato sempre affettuoso con me e ha recitato la parte del fidanzato perfetto, ma non c’è stato nemmeno un istante di intimità. Dopo cena si è ripetuta la stessa situazione di ieri. Io sono andata in cabina e lui è sparito. Comincio ad essere stufa di questa storia. Sono sfinita, ma non riesco a dormire, non faccio che pensare a lui e chiedermi che cosa sta succedendo. La stranezza del suo comportamento mi toglie il sonno. Prima sembra che mi desideri, poi mi respinge senza una spiegazione. Mi fa ammattire!

Devo ammettere inoltre che, più tempo passo con lui, più l’attrazione fisica si trasforma in qualcosa di più. Jason è simpatico, dolce, premuroso, divertente. Non credevo che potesse piacermi così tanto e, quel che è peggio, quando sono con lui mi sento al sicuro, paradossalmente mi fido di lui come non mi sono mai fidata di nessuno. Peccato che lui non si fidi di me abbastanza da dirmi cosa succede.

Improvvisamente ho un’idea, mi vesto ed esco dalla cabina.

 

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Martedì 22  dicembre 2015 ore 3:30 AM  Piscina di Nettuno,  Grand Princess – Mare Aperto

 

Raggiungo la piscina e lui è lì, steso su una sedia a sdraio, con gli occhi socchiusi.

<<Ciao…>> gli dico, sedendomi sulla sedia accanto alla sua

<<Ciao, come mai non sei a letto?>> mi chiede dolcemente, rizzandosi a sedere

<<Non riesco a dormire>> confesso <<mi manchi.>>

Lui mette entrambe le mani sul viso, un gesto disperato che mi fa stringere il cuore. Mi alzo e mi accovaccio davanti a lui, prendendogli le mani e scostandole dal suo viso. I suoi magnifici occhi verdi sono lucidi, riesco a leggere nelle loro profondità tanta tristezza.

<<Ascoltami>> gli dico piano <<So che c’è qualcosa che non va, ma non vuoi parlarmene. So che ti piaccio, ma non vuoi toccarmi né stare con me. Ci sono tante cose che non capisco, ma le accetto. Non ti chiederò niente e ti starò lontana, se preferisci così. Però non posso tollerare che tu dorma qui.>>

<<Non preoccuparti per me, sto bene>> dice con un mezzo sorriso, carezzandomi la guancia.

<<Per favore, vieni a letto. Possiamo dormire senza toccarci, il letto è grande. Possiamo chiacchierare di quello che vuoi. Possiamo restare in silenzio a guardare il soffitto, se preferisci, ma ti prego, non lasciarmi da sola.>>

Lui si alza e mi fa alzare. Mi abbraccia forte, affondando il viso tra i miei capelli.

<<Voglio che tu sappia che sei una donna straordinaria>> mi dice <<E che tengo molto a te. Vorrei poterti spiegare, ma non posso. Sappi solo che il problema non sei tu. Ti voglio, tanto che mi sembra di perdere la ragione, e starti lontano è una tortura, ma devo farlo.>>

Lo prendo per mano e lo porto con me in cabina. Ci prepariamo per la notte in silenzio e ci stendiamo vicini nel letto. Mi abbraccia da dietro, a cucchiaio, stringendomi forte, senza dire una parola. Scivolo dolcemente nel sonno, serena tra le sue braccia.

 

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Martedì 22  dicembre 2015 ore 7:00 AM  Cabina L 215,  Grand Princess – Mare Aperto

 

Quando mi sveglio lui è ancora steso accanto a me e mi sta guardando sorridendo. Non posso impedire al mio cuore di fare un tuffo vedendolo. È rimasto, è restato tutta la notte al mio fianco e sono felicissima.

<<Buongiorno>> gli dico, stiracchiandomi

<<Buongiorno… Dio, sei bellissima, appena sveglia!>> esclama, dandomi un piccolo bacio sul collo.

<<Dormito bene?>>

<<Benissimo, infinitamente meglio che sulla sdraio.>>

Prendo le sue braccia e me le avvolgo intorno in un abbraccio, lo attiro contro di me, aderendo con la schiena al suo corpo. Sento la sua erezione premere prepotente tra le mie natiche.

<<Scusa>> mormora lui <<la mattina è così…>> il suo fiato sul mio collo mi riempie di brividi, ma resto ferma, senza prendere nessuna iniziativa. Non voglio che si allontani di nuovo.

<<Che ti andrebbe di fare oggi?>> gli chiedo, girandomi appena per incrociare i suoi occhi. Il suo sguardo è molto eloquente, non ho dubbi su cosa vorrebbe fare in questo momento e io lo desidero tanto quanto lui.

<<Me lo stai chiedendo davvero?>> risponde infatti, in tono basso e sensuale.

<<Chiacchieriamo un po’>> propongo, per allentare la tensione <<Parlami di te.>>

<<Che cosa vuoi sapere?>> sorride, baciandomi una spalla

<<Beh, vediamo, che ne dici di… tutto?>>

<<Vediamo… Ho 32 anni, sono nato in una famiglia molto umile a San Francisco. Mio padre era un autista e mia madre faceva le pulizie a casa di alcuni ricchi stronzi>> mi abbraccia più forte, strofinando il naso sul mio collo <<Una volta è tornata a casa piena di lividi e con un occhio nero. Il padrone di casa era ubriaco e l’aveva picchiata per un motivo futile>> il suo tono vibra di rabbia, è evidente che si tratta di un ricordo spiacevole, sollevo un braccio ad accarezzargli il viso <<Per vendicarmi sono entrato in casa sua e gli ho rubato tutto ciò che aveva di più prezioso. È stato un lavoretto facile e pulito. Dopo poco l’ho fatto di nuovo, in un’altra casa. Con il tempo ci ho preso gusto. Mi introducevo in casa di qualcuno, la ripulivo e andavo via indisturbato. Sono molto bravo con serrature e casseforti, sai?>> sorride, mi giro e gli passo le braccia intorno al collo, accoccolandomi sul suo petto. Lui posa le labbra sulla mia fronte con una dolcezza che mi fa vibrare il cuore <<Poi ho conosciuto i ragazzi della banda che hai visto. Facevano grosse rapine a mano armata, furti su commissione, e per un po’ è stato divertente. Con il tempo hanno iniziato a diventare sempre più imprudenti e disinvolti nell’uso delle armi. Sempre più crudeli. Durante una rapina in una gioielleria ci è scappato il morto>> sospira, restiamo in silenzio per un lungo attimo <<Loro sono scappati, io non ce l’ho fatta. Sono rimasto lì, non so bene cosa volessi fare… aiutare il tizio o forse solo restare con lui nei suoi ultimi istanti. Non so, ma non sono riuscito a lasciarlo lì. Mi hanno beccato così>>

<<Sei stato in prigione?>> chiedo, in un sussurro.

<<Tre lunghissimi anni. Sono uscito l’anno scorso.>>

<<E hai ricominciato…>> dico, sconsolata.

Lui sorride in modo enigmatico e per tutta risposta poggia le labbra sulle mie. Mi bacia teneramente, a lungo, facendomi dimenticare ogni cosa.

<<I tuoi genitori dove sono?>> chiedo, voglio sapere tutto di lui e approfittare di questo momento in cui si sta confidando con me.

<<Vivono ancora nella stessa casa, sono in pensione. Ogni tanto mando loro un po’ di soldi, ma vado a trovarli raramente. So che è stato difficile per loro accettare l’idea di avere un figlio in prigione. Il nostro rapporto si è incrinato quando mi hanno preso e hanno scoperto dai giornali che facevo parte della banda>> sorride <<Chissà che penserebbero se mi vedessero con te!>>

<<Sei sposato? Fidanzato?>> gli chiedo, con una gran voglia di incrociare le dita mentre aspetto la risposta. È una domanda che volevo fargli da tanto, ma solo ora che si sta aprendo così con me ne ho il coraggio.

<<Avevo una ragazza, Alison, ma non ce l’ha fatta ad aspettarmi per tre anni. Dopo poco tempo dal mio arresto si è messa con il capo della banda.>>

<<Quel tipo enorme, che sembra un gorilla? Deve essere proprio fuori di testa!>> dico, ricordando l’energumeno che ho visto durante la rapina. Lui ride e annuisce << È molto bella?>> chiedo poi.

<<È bellissima, fa la ballerina in uno strip club>> risponde lui. Poi, vedendo il mio broncio, aggiunge <<Ma non è neanche lontanamente bella quanto te>> le nostre labbra si incontrano di nuovo, questa volta la tenerezza lascia il posto alla passione. Mi stendo supina, attirandolo su di me e gustandomi la sua bocca voluttuosa. Allargo le gambe per permettere al suo bacino di premere contro il mio. La sua mano mi sfiora la gamba, risale sulla mia coscia e si fa strada sotto la stoffa leggera della mia camicia da notte. Cerco il suo sguardo immergendomi nei suoi occhi colmi di passione e mi lascio sfuggire un sospiro, la voglia che ho di lui mi scorre sotto pelle facendomi tremare di desiderio. Improvvisamente si arresta e si stacca da me, nei suoi occhi passa un lampo di rammarico. “Oh no! Non di nuovo!”

<<Di questo passo mi farai impazzire…>> mormoro, cercando di recuperare la lucidità.

<<Scusami… ma è così difficile starti lontano…>>

Raccogliendo tutta la mia forza di volontà, mi sciolgo dall’abbraccio e mi alzo.

<<Qui ci vuole una bella doccia fredda>> gli dico, ammiccando, per poi allontanarmi in direzione del bagno, ancheggiando sotto il suo sguardo.

Mi spoglio e apro il rubinetto della doccia, mi infilo sotto il getto d’acqua, lasciando che porti via ogni traccia di eccitazione. Quando sono vicino a lui non riesco a ragionare, mi ha completamente conquistata e questo mi spaventa. Oggi si è aperto tantissimo con me, mi ha raccontato il suo passato con tale semplicità che mi sento ancora più vicina a lui, anche se certamente non mi ha detto tutto. Per quale maledettissima ragione, mi chiedo per l’ennesima volta, ha deciso di non fare l’amore con me quando è evidente che mi desidera? Quest’uomo è un rebus che non riesco a sciogliere e di questo passo mi aspettano giorni d’inferno, una vera tortura.

Dopo pochi istanti la porta del bagno si apre e Jason mi raggiunge.

È completamente nudo.

Resto senza fiato contemplando il suo corpo statuario, gli addominali scolpiti, i muscoli inguinali che come una freccia attirano il mio sguardo verso il suo grande membro splendidamente eretto. Anche lui del resto sembra respirare a fatica, mentre beve con gli occhi ogni centimetro del mio corpo. Seguo il suo sguardo che si sposta sulle mie pillole, posate sul ripiano sopra il lavandino. Mi guarda con aria interrogativa. Annuisco sorridendo.

<<Hai ragione>> mi dice, con un sorriso sfacciato <<Ci vuole proprio una bella doccia>> e con queste parole mi raggiunge sotto il getto d’acqua. Si avventa su di me baciandomi con voracità e urgenza, ogni bacio non fa che aumentare la mia voglia.

<<Jason, avevi detto che…>> mormoro, tra un bacio e l’altro.

<<Al diavolo tutto, non ce la faccio, ti voglio troppo!>> dice in tono appassionato, guardandomi negli occhi con uno sguardo che mi arriva dritto al cuore. Mi abbandono tra le sue braccia sentendomi in Paradiso, la mia pelle bagnata contro la sua, la sua bocca sulla mia, le sue mani esigenti che accarezzano il mio corpo. La sua morbida lingua si impossessa della mia bocca, assaporandola con movimenti sapienti che mi mettono il fuoco nelle vene. Sposto la manopola della doccia, che inizia a ricoprirci di acqua calda, rendendo ogni sensazione più intensa. Accarezzo il suo corpo bellissimo e scendo a toccare il suo membro duro e pronto per me, strappandogli un gemito gutturale.

<<Sei meravigliosa!>> mormora poi sulle mie labbra, prima di  scendere con la lingua tra i miei seni. Le sue mani li circondano con venerazione e le sue dita stuzzicano i miei capezzoli facendomi impazzire. Rovescio la testa all’indietro, infilando le mani tra i suoi capelli mentre la sua bocca scende a sfiorare i miei capezzoli e poi sul mio stomaco lasciando una scia rovente sulla mia pelle. Chiudo gli occhi, gemendo sotto il suo tocco sensuale, assaporando il momento in cui quella lingua impudente sarà tra le mie gambe, nel punto dove più bramo di sentirla.

 

TOC TOC!

 

Il bussare sordo alla porta della cabina ci interrompe. Chiudo il rubinetto dell’acqua, per sentire la voce di mio padre:

<<Siete svegli? Le sdraio vicino alla piscina non aspettano! Non possiamo rischiare che qualcuno ci rubi il posto!>>

<<Arriviamo subito, papà!>> rispondo, sperando che la mia voce non tradisca quello che provo in questo momento.

<<Bene, vi aspetto qui fuori!>>

Ci guardiamo con rammarico, ma non possiamo fare altro che asciugarci, vestirci in fretta e prepararci per la giornata di vacanza.

<<Non ho ancora finito con te, Jason Reed>> gli dico sottovoce prima di uscire dalla cabina. Per tutta risposta lui mi dà una pacca sul sedere.

<<Io invece ho appena iniziato con te, Violet Young!>>

 

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Capitolo 4

Martedì 22  dicembre 2015 ore 11:30 AM  Piscina di Calypso,  Grand Princess – Mare Aperto

Jason

 

Non riesco a staccare gli occhi da lei, in quello striminzito bikini è una visione, assolutamente conturbante, mentre fa il bagno in piscina insieme a Jessica e Tyler. Per non eccitarmi sono costretto a recitare a memoria tutti i testi delle canzoni dell’ultimo album dei Cranberries. Il Comandante mi fissa con aria di rimprovero, sa perfettamente che sto trasgredendo gli ordini. Non gli sfugge niente.

Aspetto che Caroline si alzi per andare al bar per confermare i suoi sospetti:

<<Non ce la faccio, Capo>> gli dico, sostenendo il suo sguardo tagliente <<Mi sospenda, mi licenzi, faccia quello che ritiene giusto. Non riesco a stare lontano da lei!>>

Vedo una scintilla nel suo sguardo, per un attimo temo che mi dia uno dei suoi poderosi pugni, per cui è diventato famoso al dipartimento. Contraggo i muscoli del collo e della mandibola e mi preparo a ricevere il colpo. Lui invece, inaspettatamente, sorride.

<<Saresti disposto a rinunciare a così tanto per lei?>>

<<A qualsiasi cosa>> rispondo, senza esitazione <<Mi è entrata dentro il cuore e non voglio che vada via.>>

<<Lei è innamorata di un criminale, non di un poliziotto. Si è invaghita del bel rapinatore, è attratta dal pericolo. Credi che ti vorrebbe lo stesso se sapesse chi sei veramente?>> osserva lui, cinico.

<<Non lo so…>> sono costretto ad ammettere <<Ma questo non mi impedisce di provare questi sentimenti per lei, non crede?>>.

Caroline torna a sedersi accanto a noi e interrompe il nostro discorso prima che lui possa rispondermi. Non che io voglia chiedere il suo permesso, ormai mi è chiaro che qualunque cosa dica non posso stare lontano da Violet, ma sarebbe infinitamente meglio se lui approvasse.

Mi alzo, per sgranchirmi le gambe e trovare qualcosa da fare che mi aiuti a distrarmi. Passeggio sul ponte, allontanandomi dalla folla. Dopo qualche minuto sento un familiare formicolio dietro la nuca. Una sensazione di pericolo che tante volte mi ha salvato la vita. Obbedendo all’istinto, mi getto a terra, appena in tempo per scansare un proiettile che attraversa l’aria sopra la mia testa. Il rumore dello sparo si perde tra i rumori della nave e viene portato via dal vento. Rotolo su un fianco, nascondendomi dietro un angolo. Resto sconvolto nel vedere Peter Colombo che viene verso di me, con la sua fida Desert Eagle tra le mani.

<<Guarda guarda, chi si vede…>> dice beffardo, puntandomela contro <<La talpa!>>

<<Ciao, Peter>> rispondo, cercando di sembrare tranquillo, mentre valuto le mie opzioni che in realtà sono pressoché nulle. Sono disarmato e lui è enorme in confronto a me <<Che ci fai qui?>>

<<Ho dovuto cambiare piano di fuga>> dice, digrignando i denti <<Ti sembrerà strano, ma il colpo è andato male. La refurtiva è stata intercettata e la polizia ha preso Roger e Marcus>>

<<Davvero?>> cerco di essere credibile, ma è evidente che mi ha scoperto <<Non ne avevo idea…>>

<<Ho pensato molto cercando di capire chi ci avesse venduto>> dice poi, compiendo gli ultimi passi che ci separano e poggiando la Desert Eagle sulla mia fronte <<Immagina il mio stupore quando ho scoperto che sei addirittura fidanzato con la figlia del capo della polizia>>

<<Ti sbagli, Peter>> gli dico cercando di prendere tempo <<Sono qui solo perché è un modo sicuro di raggiungere il Messico. Ho sedotto la ragazza per fare un colpo>>

<<Non sei molto convincente…>> preme ancora di più la pistola contro la mia fronte, sento la morte avvicinarsi e il sangue abbandonare il mio corpo, sto sudando freddo. Cerco di pensare più rapidamente possibile, per fare un altro disperato tentativo.

<<Ascoltami. Questa crociera è frequentata da tante persone altolocate e piene di soldi. La vigilia di Natale ci sarà una serata di gala, tutte le signore indosseranno i loro gioielli più belli. Le casseforti delle cabine sono piene! Presto saremo in Messico, l’ideale per allontanarsi indisturbati>> gli sorrido, cercando di sembrargli disinvolto <<Fai il colpo con me, puoi rifarti di quello andato male alla banca!>>

<<Dammi un solo motivo per cui non dovrei ucciderti adesso e fare il colpo da solo>>

<<Ci sono guardie di sicurezza sulla nave e soprattutto c’è Robert Young. Una rapina a mano armata sarebbe un suicidio. Invece se scassiniamo le casseforti possiamo accumulare un grande bottino senza correre rischi. La mia copertura inoltre mi permette di tenere d’occhio il Comandante facilmente e posso avvicinarmi alle guardie senza insospettirle perché pensano che sia il suo futuro genero>>mi sembra di sentire le sue rotelle girare, comincio ad accarezzare la speranza che mi creda <<E poi, siamo in mare aperto. Dove vuoi che scappi? Puoi sempre uccidermi più tardi!>> aggiungo, nel tono più scherzoso che mi riesce di trovare.

<<Va bene, facciamo questo colpo>> dice lui dopo averci pensato un po’ <<Ma se mi fai scherzi faccio fuori te e la tua bella brunetta, sono stato chiaro?>>  sento le viscere contrarsi.

<<Cristallino>> rispondo. Sospiro di sollievo quando lui e il suo ferro si allontanano.

 

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Martedì 22  dicembre 2015 ore 10:00 PM  Explorers Lounge,  Grand Princess – Mare Aperto

 

So di non essere stato per niente di compagnia oggi, non riesco a rilassarmi. Non faccio che guardarmi intorno aspettandomi da un momento all’altro di veder arrivare un proiettile con il mio nome o quello di Violet scritto sopra. Ho continuato per tutta la giornata a trascinarla in tutti i posti più affollati della nave. Siamo stati a prendere il gelato, poi a fare lezione di creazione di decorazioni natalizie insieme a un gruppo di simpatiche vecchiette, abbiamo pranzato nel ristorante di bordo più affollato che ho trovato e siamo stati alla spa e al cinema. L’umore di Violet è sempre più truce e il Comandante non mi stacca gli occhi di dosso.

Non riesco a conciliare la voglia che ho di restare solo con lei con la paura che Peter possa farle del male, se solo la incontra in un luogo deserto della nave, come è successo a me questa mattina. Purtroppo lei non è il tipo di ragazza che accetta passivamente le decisioni degli altri. Ha un bel caratterino, e devo ammettere che è anche per questo che mi ha fatto perdere la testa. Non sono stupito quando, dopo cena,  mi trascina sulla pista dell’Explorers Lounge, per ballare un lento che è solo una scusa per parlarmi senza farsi sentire.

<<Che c’è che non va, Jason? E non rispondermi “niente”. Se mi rispondi “niente” un’altra volta, ti do un pugno sul naso>> è furiosa, ma mio malgrado sorrido: sarebbe capace di farlo, ne sono sicuro.

<<Niente, cioè… voglio dire… perché dovrebbe esserci qualcosa che non va?>>

<<Non prendermi per il culo! Sei preoccupato, distratto. Inoltre pensavo che dopo quello che è successo stamattina avessi voglia di stare un po’ solo con me!>> fa un piccolo broncio adorabile.

<<Infatti, non vedo l’ora di stare solo con te>> le rispondo, sfiorandole il collo con le labbra, ma non attacca. È troppo arrabbiata.

<<Allora per l’amor del cielo, perché mi stai facendo girare come una trottola da stamattina?>>

La fortuna è dalla mia parte, o forse il dj ha sentito i nostri discorsi e si è mosso a compassione, perché sento le note di Hungry Eyes di Eric Carmen diffondersi nell’aria.

Le faccio fare una piroetta e l’accompagno a bordo pista, per poi scatenarmi in un ballo in suo onore. Mi sento tanto Patrick Swayze in Dirty Dancing mentre mi esibisco per lei, ma probabilmente sono più buffo che sexy perché la vedo ridere di gusto, le guance rosse per la vergogna, mentre canto davanti a tutti le parole della canzone:

“Avevo intenzione di dirti, provo questo sentimento che non si placherà. Ti guardo e fantastico, sei mia stanotte. Ora ti tengo sotto mira, con questi occhi famelici. Un’occhiata a te e non posso fingere, ho occhi famelici. Sento la magia tra me e te, voglio averti perciò ascoltami, voglio mostrarti tutto a proposito dell’amore, tesoro, stanotte. Ora ti tengo sotto mira, con questi occhi famelici… ”

Quando la canzone termina e completo il mio balletto in ginocchio davanti a lei, tra lo scroscio di applausi dei passeggeri della nave, so che la bufera è passata. Ridendo mi prende per mano, fa un cenno di saluto alla sua famiglia e mi trascina via.

 

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Martedì 22  dicembre 2015 ore 10:00 PM  Cabina L 215,  Grand Princess – Mare Aperto

 

Non riesco neanche ad arrivare alla cabina, il desiderio di lei è tale che sono costretto a fermarla appena svoltiamo nel corridoio deserto. Con un’occhiata mi assicuro che non ci sia nessun pericolo, l’attiro sul mio petto,  affondo le dita nei suoi capelli di seta e le afferro dolcemente la nuca. Ho un disperato bisogno di dissetarmi alle sue labbra, come un naufrago nel deserto. Guardo nei suoi profondi occhi blu, in cui si rispecchia la mia voglia. Il suo seno si alza e si abbassa al ritmo del suo respiro affannoso. Sapere che mi desidera, quanto io desidero lei, mi eccita terribilmente. Questa è la notte in cui finalmente la farò mia, mi sembra di aspettare questo momento da tutta la vita.

Mi chino su di lei per baciarla, ma improvvisamente poggia la mano sul mio petto per fermarmi. Mi pianta gli occhi negli occhi e scandisce con decisione:

<<Se questa volta non vai fino in fondo, Jason Reed, ti giuro che t’ammazzo>>

Prendo la sua mano e la porto dietro il mio collo, metto le mani sotto il suo meraviglioso sedere rotondo e la sollevo di peso, con facilità. Intreccia le gambe intorno ai miei fianchi, aggrappandosi a me. Sento il calore tra le sue gambe e muovo il bacino facendole sentire quanto la voglio.

<<Questa volta invece voglio proprio andare fino in fondo…>> mormoro sulla sua bocca, la mia voce è rauca per il desiderio <<Molto in fondo>> aggiungo, in tono lascivo, per poi affondare la lingua tra le sue morbide labbra dischiuse. Il suo sapore mi inebria, la bacio avidamente, mentre lei prende la chiave magnetica dalla mia tasca e apre la porta della cabina. La porto dentro e la poggio con la schiena contro la porta, continuando a baciarla per tutto il viso. Le sfilo la maglietta dalla testa e la faccio volare via, poi scendo ad assaporare il suo collo, la sento gemere sotto la mia lingua, aggrapparsi più forte a me. Le abbasso la spallina del reggiseno, continuando a baciare la sua pelle serica, e libero il suo bellissimo seno. Ha i seni pieni, morbidi, con capezzoli grandi e turgidi che non vedo l’ora di succhiare. Chino il capo e passo la lingua su quella meraviglia, con lenti movimenti circolari, respirando il profumo della sua pelle. I suoi gemiti si fanno più forti e sonori.

<<Oh, Jason, è fantastico>> singhiozza, la voce tremante dall’eccitazione.

<<E non hai ancora visto niente, tesoro>>

La porto sul letto, staccandomi da lei solo per il tempo sufficiente a spogliarmi. Voglio sentire la sua pelle contro la mia, amare il suo corpo in ogni modo possibile, farla godere come mai nella sua vita. Voglio che sia mia, in ogni senso.

<<Togliti tutto, voglio guardarti>> la supplico, rauco.

Ammiro il suo corpo sodo e terribilmente femminile, mentre si spoglia velocemente, con mani tremanti. Non posso trattenere un’ondata di emozione quando la vedo lì, nuda e bellissima, i capelli neri sciolti sul cuscino, la pelle candida contro il copriletto scuro e le braccia tese verso di me. I miei occhi si beano nel contemplare il collo delicato, il suoi seni grandi, il ventre liscio e la morbida promessa che mi attende tra le sue lunghe gambe. In un attimo sono su di lei, godendo del contatto sensuale dei nostri corpi.

<<Oh Violet, sei bellissima! Non vedo l’ora di essere dentro di te…>>

Lei muove il bacino contro di me con un movimento tremendamente invitante.

<<Che aspetti allora>> mi dice, sorridendomi incoraggiante<<Prendimi, sono tua>>

<<Non ancora>> le sussurro, con un sorriso sfacciato. Comincio a baciarla lentamente, partendo dall’orecchio e scendendo lungo il collo. Sfioro la sua pelle con la lingua, godendomi ogni suo respiro eccitato. Quando arrivo al suo seno, prendo tra le labbra uno dei suoi capezzoli e inizio a succhiare, mentre con la mano gioco con l’altro. I suoi gemiti mi dicono che sono sulla strada giusta. Quando la sento tremare per l’eccitazione riprendo il mio viaggio verso il basso, scendendo con la lingua lungo il suo stomaco. Mi sposto, apro le sue gambe e le poggio sulle mie spalle, chinando poi il capo a gustare il mio premio. È così calda e bagnata da farmi girare la testa, sentirla fremere sotto i miei baci è una sensazione esaltante, che mi ripaga dell’attesa. Assaporo il suo nettare, marino e peccaminoso, affondando la lingua dentro di lei  e aumentando la velocità man mano che i suoi gemiti si fanno più forti. So come farla godere, scateno la mia lingua con movimenti esperti e ritmici. La vedo artigliare le lenzuola e contorcersi sotto la mia bocca, capisco che è vicina, intensifico ancora i movimenti della mia lingua, affondando ripetutamente nella sua intimità bollente. La sua voce che grida il mio nome è il suono più bello del mondo, sento i suoi muscoli contrarsi negli spasmi dell’orgasmo, sotto le mie labbra.  Sorrido soddisfatto, attendo che il suo tremito convulso si plachi, per spostarmi nuovamente su di lei, guardandola negli occhi. È ancora più bella con il viso stravolto dal piacere. Mi guarda ansimando, gli occhi azzurri sono lucidi sotto le ciglia nerissime.

<<Sei incredibile, Jason Reed, non ho mai provato niente di simile…>> mi sussurra, respirando a fatica

<<Abituati>> le dico sorridendo <<Perché non mi stancherei mai di farti godere>>

Lei si muove sotto di me,  fino a quando il mio membro è a contatto con la fessura umida tra le sue gambe. La desidero così tanto che devo fare appello a tutto il mio autocontrollo per  non spargere subito il mio seme, mentre lei ancheggia contro di me, facendomi sfiorare le vette del Paradiso.

<<Adesso fammi vedere come vai fino in fondo>> mi dice poi, in tono provocante.

<<Ogni tuo desiderio è un ordine, amore mio>> sussurro, mentre scivolo dentro di lei facilmente, strappandole un gemito. Sentirla così bollente e bagnata mi fa perdere la testa, mi spingo ancora più in profondità, sentendo la sua carne avvolgermi in una serica morsa. Inizio a muovermi piano, allontanandomi fin quasi a uscire da lei per poi affondare nella sua carne morbida fino a raggiungere il centro del suo piacere. Ancora e ancora, gioco con lei, godendomi la sua espressione di puro godimento. Sento le sue mani aggrapparsi alla mia schiena, le sue unghie tracciare un solco di passione sulla mia pelle. Comincio a fare sul serio, mi sollevo sulle ginocchia, afferrandole le gambe e posando le sue caviglie sulla mia spalla. Intensifico il ritmo e la profondità delle spinte, stimolando il punto più sensibile dentro di lei, ancora e ancora.

<<Sì, così… non ti fermare, ti prego…>> la sento mormorare. Sono quasi al limite, stringo i denti per resistere e con una mano inizio a stuzzicarle il clitoride. I suoi gemiti si fanno urla, vederla abbandonarsi così mi incendia i sensi. Inizia a tremare e poi il suo orgasmo esplode, inarca la schiena e la sento contrarsi contro il mio membro.  Anch’io mi lascio andare con un grido rauco, abbandonandomi all’orgasmo più intenso della mia vita e svuotandomi completamente dentro di lei. Restiamo così, sudati, ansimanti e sorridenti, per un lungo attimo, poi lei abbassa le gambe, mi spinge dolcemente fino a farmi sedere sui talloni e si mette a sedere su di me. Sono ancora dentro di lei e vorrei restarci per sempre.

<<Non mi importa chi sei>> mi dice, guardandomi negli occhi, il respiro ancora accelerato <<Non mi importa cosa hai fatto. Voglio stare con te>> arrossisce, è deliziosa. Abbiamo appena fatto l’amore ed è in imbarazzo parlando dei suoi sentimenti.

La stringo tra le braccia, affondo il viso nel suo collo, respirando a pieni polmoni il suo profumo, di fiori e di sesso. Per la prima volta nella mia vita sento il bisogno di dire quello che non ho detto a nessuna.

<<Allora resta con me, per tutto il tempo che vuoi>> sussurro al suo orecchio

<<Potrebbe essere un tempo molto lungo…>> mi dice, abbracciandomi più forte

<<Ci conto…>> il cuore mi scoppia nel petto e non c’è più niente che mi trattenga dal confessarle quello che provo per lei <<Ti amo, Violet>>

<<E io amo te, Jason>> mormora, cercando le mie labbra per un dolcissimo bacio.

 

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Mercoledì 23 dicembre 2015 ore 8:30 AM  Horizon Court,  Grand Princess – Mare Aperto

 

Caroline si avvicina a me con aria decisa, mentre riempio il mio vassoio al buffet della colazione. Questa notte è stata incredibile, io e Violet ci siamo amati fino all’alba, ma adesso ho bisogno di un pieno di energia, prima di tornare in cabina da lei. Riempio il piatto con una pila di pancake e la innaffio con abbondante sciroppo d’acero.

<<Sai Frank>> mi dice Caroline <<C’è una cosa che accomuna mio marito e mia figlia Violet. Sono persone molto riservate e piene di segreti, capire che cosa stanno rimuginando è veramente un’impresa>>

<<Probabilmente è questo il loro fascino>> sorrido amabilmente, ma mi domando con una punta di inquietudine dove voglia andare a parare.

<<Forse. Ma è molto sgradevole essere tenuta all’oscuro delle cose>>

<<Immagino…>> comincio a sentirmi a disagio, anche se lei mi sorride sento che ha la stessa forza d’animo di Violet e non è certamente una donna facile da ingannare.

<<Mi chiedevo… c’è qualcosa che vorresti dirmi?>> mi pianta gli occhi azzurri, identici a quelli di Violet, negli occhi, scrutando a fondo. Mi sento sotto interrogatorio, il suo tono autoritario è deciso come quello del Comandante.

<<Ehm, nossignora>>

<<Non vuoi dirmi nemmeno perché mia figlia ti chiama Jason quando fate l’amore?>> mi sento avvampare, non avevo pensato al fatto che la nostra cabina è accanto alla loro. Stanotte Violet ha urlato il mio nome più volte, al solo pensiero mi sale alle labbra un sorriso ebete.

<<Preferirei di no, signora>>

<<Lo immaginavo… Puoi dirmi almeno se vuoi veramente bene a mia figlia?>>

<<Sissignora>> sorrido, questa risposta è facile <<Sono pazzo di lei, è la donna più incredibile che abbia mai incontrato!>>

<<Uhm, mio marito sa chi sei veramente?>> mi sembra di aver visto un mezzo sorriso sul suo viso, ma mantiene il tono inquisitorio. Mi sembra di essere davanti alla corte marziale.

<<Sissignora>>

<<E pensa che tu vada bene per nostra figlia?>>

Per un attimo sono tentato di mentire, di dire che il Comandante approva la mia relazione con Violet, ma non ci riesco.

<<Nossignora, purtroppo no>>

Lei sorride apertamente e tende la mano a farmi una carezza sulla guancia.

<<Sei un ragazzo sincero, Jason. Sappi che mio marito avrebbe da ridire su chiunque. Tu rendila felice e andrà tutto bene, prima o poi si convincerà.>>

<<Sissignora! È proprio quello che intendo fare>> mi sento immediatamente molto sollevato.

<<Chiamami Caroline.>>

 

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Mercoledì 23  dicembre 2015 ore 9:30 AM  Cabina L 215,  Grand Princess – Mare Aperto

 

Apro in silenzio la porta della cabina, tenendo in bilico il vassoio con la colazione. So che c’è il servizio in camera, ma voglio prendermi cura di lei. “Per sempre” sussurra una voce dentro di me. Non ho mai provato un sentimento così forte in vita mia, la conosco da pochi giorni e mi ha cambiato l’esistenza. Lei sta ancora dormendo, su un fianco, abbracciata al cuscino, un piedino che sbuca dalle lenzuola. Mi avvicino in silenzio e dopo pochi passi resto impietrito. Un brivido di terrore mi scorre giù per la schiena.

Sul cuscino, accanto al suo viso, c’è una rosa rossa accompagnata da un biglietto scritto a stampatello, con le parole “Sono sempre con te”.

Non è un mio regalo, ma un orrendo modo di Peter per farmi ricevere un messaggio. Vuole farmi sapere che è in grado di fare del male a Violet in qualsiasi momento se io non rispetto gli accordi.

Poggio il vassoio sul comodino e perlustro la stanza, il bagno, il balcone. Nessuna traccia. Peter, è entrato e uscito senza farsi vedere. “Sta migliorando, bisogna ammetterlo”. Per un uomo della sua mole non è facile essere silenzioso e deve aver aperto la cabina in qualche modo. Controllo nella borsa di Violet, la sua chiave magnetica è lì, la mia è nella mia tasca. Il pensiero orribile mi invade la mente: “Ha un complice sulla nave”. Improvvisamente sono pentito della mia bravata di ieri. Ho inventato la storia del colpo per salvarmi la vita, ma credevo di poter far catturare Peter con l’aiuto del Comandante una volta arrivati in Messico. Se qualcuno dei suoi è sulla nave il pericolo è molto più grande. Ci sono migliaia di persone e centinaia di loro hanno la possibilità di entrare in possesso del passepartout per entrare in cabina. “Chi mi garantisce che una volta catturato Peter il suo complice non si vendicherà facendo del male a Violet?”

Mentre sono immerso in questi terribili pensieri, lei si sveglia. Apre gli occhi e mi sorride, con lo sguardo pieno d’amore. Sento il mio cuore traboccare, non posso permettere che lei venga ferita o… peggio.

<<Buongiorno>> mi sussurra dolcemente, poi il suo sguardo cade sulla rosa <<Grazie amore, è bellissima!>>

La prende e la annusa, per poi posarla sul cuore. Il rosso dei petali della rosa sul suo petto candido mi sconvolge. La mia mente mi tortura mostrandomi immagini di lei coperta di sangue, i suoi occhi incantevoli fissi nella contemplazione della morte. Ho voglia di urlare.

<<Buongiorno>> mi costringo a dirle, con voce tremante. Poi mi avvicino a lei, le tolgo la rosa dalle mani e la getto sul pavimento. La stringo forte al mio petto, posando le labbra sui suoi capelli. Giuro a me stesso che non permetterò a nessuno di farle del male. Devo proteggerla. “Non ho scelta, devo fare questo colpo”.

 

FINE SECONDA PARTE

domani

Questo racconto inedito pubblicato è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicata sul sito Free Passion nella rassegna “Racconti di Natale – Un Tocco di Rosso”

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Irina. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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16 Comments on Rassegna Racconti di Natale – “Un Tocco di Rosso” – “Mi hai Rubato il Cuore” di Irina – 2° Parte

  1. manu85
    dicembre 16, 2015 at 3:24 pm (5 anni ago)

    Anche io sulla nave uffi…però capitolo pieno di tutto veramente mi piceno proprio ma una sensazione brutta per questo colpo…veramente mi vengono i brividi solo al pensiero..non vedo l ora di domani per leggere la fine di questo racconto..e per rispondere a Stella a me personalmente mi ha affascinato subito il cattivone. Mi ci piace molto
    baci

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 16, 2015 at 3:48 pm (5 anni ago)

      Grazie manu, sono contenta che questi capitoli ti piacciano! Anche io vorrei andare in crociera, meglio ancora se con un cattivone così ^_*
      Un abbraccio

      Rispondi
  2. maria
    dicembre 16, 2015 at 4:53 pm (5 anni ago)

    Questo Jason ci piace proprio!!! Violet sa il fatto suo ed ha quel pizzico di pazzia che un po’ le invidio.Il dialogo con la suocera è stato troppo divertente! Non voglio che finisca domani :(

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 16, 2015 at 11:14 pm (5 anni ago)

      Grazie Maria, io mi sono divertita un sacco a creare questi personaggi! Un abbraccio

      Rispondi
  3. Lele
    dicembre 16, 2015 at 6:58 pm (5 anni ago)

    Bellissimo. Bellissimo bellissimo!

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 16, 2015 at 11:15 pm (5 anni ago)

      Grazie Lele! Un bacione!

      Rispondi
  4. Renèe
    dicembre 16, 2015 at 7:15 pm (5 anni ago)

    Irina, eccomi qui… adoro questa storia!! Hai fatto bingo!!!
    Jason, Jason…devo dire che sono affascinata dalla divisa, in genere, ma questo incontro così anomalo…cielo! Mi ha completamente colta alla sprovvista! Direi che qui sono attratta da tutto…divisa, fascino del mascalzone VS la faccia del ragazzo per bene…qui c’è un mix LETALE…
    Non vedo l’ora sia domani…
    Complimenti Irina…Merita davvero, ma davvero tanto questo racconto!!!!

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 16, 2015 at 11:16 pm (5 anni ago)

      Che bello Renee sono contentissima di leggere questo tua commento! Grazie di cuore!

      Rispondi
  5. Lorenza
    dicembre 16, 2015 at 7:31 pm (5 anni ago)

    Ohi, ohi! Leggi cose non si mettono affatto bene! :(
    Aspetterò domani per vedere cosa succederà. Bravissima

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 16, 2015 at 11:17 pm (5 anni ago)

      Eh, domani si prevedono momenti difficili, ma non disperare! Un abbraccio!

      Rispondi
  6. Rosy ♥
    dicembre 17, 2015 at 12:50 am (5 anni ago)

    Oh Jason ♡
    Un altro dio da aggiungere alla mia lista di “Amori su carta” :-D
    Le cose si mettono male!!! Quest’attesa sarà straziante!
    Grazie Irina ♡

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 17, 2015 at 1:17 pm (5 anni ago)

      Questo è il più bel complimento che potessi farmi, grazie Rosy! Sono contenta di sapere che Jason è sulla lista di qualcuno! :D un abbraccio

      Rispondi
  7. Valentina
    dicembre 17, 2015 at 6:14 am (5 anni ago)

    Irina, eccomi, scusa, non ho commentato il primo capitolo, l’ho finito a notte fonda e sono crollata :(
    Mi piace molto questa storia, molto originale, bei personaggi e questo Jason è da urlo!
    Mi sa che nel terzo capitolo ci sarà da soffrire, non vedo l’ora di leggerlo!
    Brava Irina e grazie sempre a Stella <3

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 17, 2015 at 1:18 pm (5 anni ago)

      Grazie Valentina! Oggi c’è il gran finale, spero che ti piaccia! Un bacione

      Rispondi
  8. ROSY C.
    dicembre 17, 2015 at 3:12 pm (5 anni ago)

    Irinaaaaaaa !!!!! Ma xkè Jason non parla col comandante x informarlo della situazione ????? Lui farà di tutto x tenere tutti al sicuro ….. no ????????? Bellissimi capitoli e siccome sono in gran ritardo con tutti questi racconti Stella ha già pubblicato il 3° atto…..e io tra poco mi ci tuffo……hihihihihjihihiihihihihihihih !!!!!!!!!!

    Rispondi
    • Irina
      dicembre 17, 2015 at 11:51 pm (5 anni ago)

      Cara Rosy, Jason non può rischiare di farsi scoprire, non sa chi sono i complici e dove sono ;)

      Un abbraccio

      Rispondi

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