“The Proposal”- Will & Hanna Outtake from Beautiful Player

Esce oggi – 29 febbraioin lingua inglese la nuova novella del duo Christina LaurenBeautiful Boss“, ennesimo capitolo della fortuna serie “Beautiful Bastard“, che vede protagonista una delle coppie più amate della fan della saga, Will & Hanna e che, ovviamente, ci auguriamo di avere al più presto tra le mani.

Per festeggiare nella maniera migliore il ritorno del seduttore per eccellenza e della sua piccola prugna ho pensato di riproporvi questo particolare outtake, “The Proposal” – “La Proposta”, scritto qualche anno fa dal duo di autrici per beneficenza e che narra, come avrete compreso dal titolo, un particolare momento della coppia.

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Outtake che in questo momento torna attuale più che mai, ed anche alla luce di alcuni eventi che ci attenderanno nella nuova novella mi sembrava cosa giusta e buona riproporvi questo piccolo ripassino.  Chi ha orecchie per intendere, intenda   

Vi auguro Buona Lettura   

QUESTO OUTTAKE CONTIENE SPOILER, NON PROSEGUIRE OLTRE SE NON AVETE ANCORA LETTO “BEAUTIFUL PLAYER.”

 

 

 

Questo episodio si svolge dopo la cena di prova per le nozze di Chloe e Bennett in “Beautiful Beginning”

 

-LA PROPOSTA –

Hanna POV

Sono passati diciassette minuti e trentasei secondi da quando Will era andato in bagno diretto per la doccia. Per sette di quei minuti, la doccia non era aperta e il bagno era stato completamente silenzioso.

Volevo bussare alla porta, per chiedere se stava bene o se era andato completamente fuori di testa, perchè una considerevole parte di me stava impazzendo, ma se lui non era uscito di testa, sapere poi che io stavo impazzendo magari avrebbe mandato anche lui fuori di testa, e poi l’intera notte sarebbe stata un disastro.

«Ricordi a cosa ho accennato in aereo», aveva chiesto.

«Rinfrescami la memoria, Player Will.»

I suoi occhi ridotti a due fessure, e la stanza piena di persone presenti per la cena di prova di Chloe e Bennett tutte in silenzio, in un uno di quei strani momenti, quando sembra impossibile che centinaia di persone potessero non emettere neppure un suono. Giurai di vederlo tirare un sospiro, potevo vedere la sua fronte sudare copiosamente. Era un terribile disastro e per me non poteva essere più meraviglioso. L’amore era strano.

«Sposami?» aveva detto.

Avevo camminato verso di lui, avevo preso il microfono dalle sue mani tremendamente agitate, e sussurrato in modo che potesse sentire solo lui, «Chiedimelo di nuovo questo notte. Così ti mostro quanto lo desidero.»

Mi aveva fatto un sorriso smagliante, con enorme sollievo e aspettativa, ma ora, eccomi qui, sola nella nostra stanza d’albergo saltando da un canale all’altro della tv locale.

Friends

Simpsons

Buffy

Qualche film con Bruce Willis.

E Will era dietro quella porta chiusa. Siamo onesti: stava andando fuori di testa.

 

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Ventinove minuti e quarantasei secondi dopo essere andato in bagno, Will venne fuori.

Aveva un asciugamano avvolto attorno alla vita, i capelli bagnati e spettinati, si era rasato e, santo iddio, anche se le cose tra noi erano un pò imbarazzanti ero pronta a saltargli addosso e cavalcarlo come un toro da rodeo proprio lì, sul pavimento.

Dovevo solo dirgli un semplice “si” stasera alla prova? O come sempre avevo complicato un pò le cose: ma dirgli di “si” con il suo cazzo in bocca mi sembrava un modo più interessante di accettare una proposta di matrimonio.  Ma forse dopo essere stato perseguitato per giorni e giorni da quei due demoni di gemelli, e stanchi dall’estenuante settimana di preparativi del matrimonio di Chloe e Bennett avremmo entrambi dovuto ammettere che invece di un pò di continuo e fantastico sesso, Will avrebbe voluto da me un semplice “si” e farla finita.

Il fatto è, che non sono un tipo semplice. Non sono una linea retta. Sono fatta a zig-zag e divago e mi perdo nelle tangenti e voglio sapere a cosa sta pensando in particolare questa sera.

Voglio parlarne e valutare e essere sicura che sia quello che vuole. Il tatuaggio è sulla mia pelle, in modo permanente ora – Tutte le cose rare agli esseri  rari – nella più attenta calligrafia di Will, e la mia H è simile a quella che lui ha tatuata sul suo fianco, ma cosa ci darà il matrimonio che questi simboli non fanno?

Certo, ci darà tradizioni e certezze, ci darà un legame, e un riconoscimento pubblico del nostro impegno per un futuro per sempre insieme.

Ed, eventualmente, anche alcuni benefici fiscali, siamo onesti.

La mia risposta sarebbe sempre comunque un “si.”

Potrebbe chiedermi di correre nuda con lui attorno all’albergo e avrei detto di si anche a questo, perchè voglio tutte queste avventure con lui. Ma quando dobbiamo parlare di matrimonio, voglio che siamo solo noi, da soli.

Sicuramente essere nudi è il nostro modo di mettere alcune delle sue parti interiori con le mie. Voglio che lo ripeta di nuovo, solo noi, così posso vedere il suo viso e sentire la sua voce e sapere che non lo fa solo perchè pensa che dovrebbe, o che – anche se meno plausibile – che si è fatto incastrare dal momento.

Voglio che lui lo faccia perchè non può immaginare un’altra strada per noi.

«Stai bene?» chiedo.

Si china e recupera un paio di boxer dalla sua valigia. «Si, perchè?»

«Perchè siamo in California e prima di venire qui mi hai dato la lezione più lunga del mondo sulla scarsità di risorse idriche della California e in che modo questo influenzerà l’economia dello stato e dell’ambiente durante una delle siccità peggiori mai registrate e su come non avrei dovuto fare la doccia per più di qualche minuto se potevo farne a meno. E, accidentalmente, dopo la tua proposta di matrimonio e il mio suggerimento di chiedermelo di nuovo quando saremmo stai qui insieme, nudi, e soli, sei stato dieci minuti sotto la doccia e altri dodici minuti per raderti.»

Lascia cadere i boxer invece di indossarli e rimane ai piedi del letto con tutta la sua  imponente, tatuata, gloriosa e scolpita nudità. E lasciatemi prendere un minuto solo per descrivervi quanto io adori guardare Will nudo. Non è neppure in erezione, è in relax, e così a suo agio nella sua pelle che vorrei saltargli addosso e farci il nido anche io lì.

«Hanna Bergstrom. Tu sei dannatamente fuori di testa.»

«Non lo sono.»

I suoi occhi blu mi guardano divertiti. «Si, lo sei.»

«Tu lo sei.» ribatto.

«No, non lo sono.»

Si gratta il mento, proprio sotto il labbro e ho bisogno che mi baci ora, ora, ora. Non sono rimasta sola con lui da questa mattina, quando  mi ha inchiodata al letto e mi ha scopata come se fosse la nostra prima volta, selvaggio e forte e così duro fino a diventare grondante di sudore, e sono venuta così intensamente da dovermi poi tirare fuori dal letto e cacciarmi sotto la doccia.

«Ero provato dalla giornata,» dice. «Volevo un pò di tempo per decomprimermi così potevo poi concentrarmi su di te, ora che siamo tornati.»

«Oh.»

Si arrampica sul materasso. E ora, si, ora ha un’erezione. «Volevo il mio viso ben rasato così non avrei arrossato le tue cosce con la mia barba.»

«Questo…è molto premuroso.»

 

Si china, per baciare il mio ginocchio. «Beh, questa è una grande notte per me.»

«Lo è?»

«Sto per fare la mia proposta per la seconda volta.» Trascina i suoi denti sulla mia gamba, dal ginocchio sino a metà coscia. «Sembra che questo potrebbe essere un buon momento per impressionare la mia signora.»

«Will Sumner, tu sei pericoloso per le mie parti da signora.»

«Dovresti toglierti questi pantaloncini,» dice, tirando l’orlo del mio pigiama con i denti, «e allora potrei essere pericoloso dentro le tue parti da signora.»

Smettiamo entrambi di muoverci e lo guardo per un secondo. «Suona come se tu volessi saltarci dentro e farle esplodere.»

Sorride. «Si,» risponde ringhiando con una risatina, «Suonava meglio nella mia testa.»

La sua mano scivola giù e miei pantaloncini scendono e….ohhh. Credo che prima di ogni proposta formale faremo questo: le sue labbra sul mio fianco e poi tra le mie gambe, la sua lingua scorre in circolo sul clitoride, e un accenno di denti mi emoziona ed eccita.

Ancora di più del suo attacco orchestrato sul mio corpo – quando tocca tutto nel modo giusto dal contorcermi, implorare e urlare per avere di più – amo la sua dissoluta e famelica fame, quando è tutto denti e gemiti, il suo viso tra le mie gambe, le sue mani e dita affondate nella mia pelle per tenere le mie cosce aperte come vuole lui. Amo quando lui è un amante sdolcinato più di qualsiasi altra cosa perchè sta a significare che è perso. Perso in me. So, senza che mi sia mai stato detto, che Will anche prima di stare con me era un amante scrupoloso. Sempre perfetto nelle sue prestazioni, abbastanza appassionato da soddisfare tutte le parti, ma mai così selvaggio da perdersi. Ma con me, alle volte va a zig-zag e divaga e si perde nelle tangenti. Non abbiamo nessuna fretta di finire, abbiamo tutta la notte. Will si prende il suo tempo e finalmente, finalmente si lascia andare a qualcos’altro oltre al controllo e alla distanza.

Come ora. La sua lingua è ovunque ma non dove ne avrei bisogno, ma non mi interessa. La sua bocca su di me è l’unica cosa che conta per me. Spesso è soprattutto per lui, per il mio piacere e i miei gemiti e cerco di ruotare i miei fianchi più vicino, vicino, proprio lì. Lì. E poi ci incontriamo in quel luogo che è per entrambi, dove ottengo quello che voglio e lui ottiene ciò che vuole darmi e diventa sempre grande e grande. Più grande di questa stanza, più grande dell’aria là fuori. Più grande delle parole “Sposami” o “Si” o di chiedermelo di nuovo. Ma io lo pronuncio comunque.

«Si. Per favore, si. Ti prego, si. »

Raggiungo l’orgasmo e le mie gambe si chiudono attorno alla sua testa, e lui mi combatte con un grugnito fino a quando non mi arrendo, vedo le stelle davanti ai miei occhi e l’estasi scorrere nel mio sangue.

«Si?» chiede sorridendo.

«Si, ti sposerò.»

«Ma ancora non te l’ho chiesto di nuovo.» Si arrampica sul mio corpo, il mento bagnato, le labbra bagnate, le dita bagnate.

Senza dire una parola, mi chiede di leccare il suo cazzo. Sistema la sua mano alla base e mi fissa mentre mi le lecco le labbra, poi lecco lui. Incapace di resistere, fa scivolare un dito lungo il suo cazzo perchè gli piace sentire la mia lingua sulle sue dita.

Inclina la testa per osservare meglio, e mi dice, «E’ gradevole e bagnato.»

Non posso sorridere con la mia bocca attorno a lui così i miei occhi lo fanno per me.

Ora è bagnato. E duro. Lentamente si tira indietro dalla mia bocca, e si sposta leggermente facendolo scorrere contro la mia pelle morbida, nel suo punto preferito dove sono sicura un giorno Will avrebbe costruito la sua casa estiva, e quella invernale, e si sarebbe fatto seppellire. Lo spazio tra i miei seni hanno conosciuto i suoi baci, parole sussurate, e il suo cazzo, come quasi ogni altra parte del mio corpo.

«Stringimi. Ingoialo tutto, » ringhia.

Qui potrebbe sembrare che il piacere sia solo il suo, il suo cazzo, in mezzo ai miei seni, ma veramente, è per me. La “H” del suo tatuaggio è proprio davanti ai miei occhi, scorre vicino e lontano mentre ruota  i suoi fianchi. Osservo la punta del suo cazzo apparire e sparire tra i miei seni. Guardo il suo tatuaggio. È nero e spesso, e, anche se non so come, più scuro rispetto agli altri. Non perchè è nuovo, ha un altro tatuaggio, una piccola prugna, sul suo avambraccio, incastrata e quasi nascosta dalla sua doppia elica. È quasi come la “H” ma questa è più intensa, come se la sua promessa d’amore e devozione sia passata attraverso l’inchiostro.

Impresso negli strati della sua pelle, e non resisto mai dal toccarlo con la punta delle dita. Come le sue dita sulla mia lingua, mi piace come mi fa sentire.

Lascio scorrere le mie dita sul suo tatuaggio, mentre mi pizzica i capezzoli e ringhia parole sconce sulle mie tette e la mia lingua bagnata scivola, e mi chiede se voglio che venga sul mio petto o tra i miei capelli o in mezzo alle gambe, anche se non sono delle vere domande. Will è così osceno, e sembra aprirsi con me sempre più nel corso del tempo. Lo voglio proprio così. Lui è ogni mia fantasia che non sapevo neppure di volere e voglio regalare a lui ogni fantasia di cui possa godere.

Si tira indietro, schiaffeggia i miei seni con il suo cazzo e prende una decisione. «Girati, mia piccola Prugna.»

Mi siedo e gli bacio il petto, il collo, la sua mascella liscia, e faccio quello che chiede.

Mi osserva per ogni secondo, i suoi occhi allo stesso tempo intensi ed affettuosi. Intensi perchè vuole scopare. Affetuosi perchè, si. Mi ama più di quello che sarei mai riuscita ad immaginare.

Le sue mani scorrono lungo la mia schiena, e sulla curva del mio sedere e alza i miei fianchi quel tanto che basta per chinarsi e leccarmi il clitoride, e in un attimo lui è lì. Nel mio profondo. Tormentandomi, dentro e fuori, dentro e fuori.

«Will.»

Con un gemito scivola sempre più in profondità, così a fondo che non importa quante volte mi abbia già scopata da dietro, lo sento ovunque, in ogni mio organo vitale, come i miei polmoni o il mio cuore e la mia gola. Si ferma, mi sculaccia. Mi fa riprendere fiato prima di spingere con il palmo sulla mia schiena, mi fa stendere, sulla mia pancia, poi si sdraia su di me, e mi scopa lentamente, con affondi sempre più lunghi.

«Mi ami?» mi chiede con il fiato caldo sulla mia pelle, proprio dietro il mio orecchio.

«Più di ogni altra cosa.»

Le sue labbra si muovono, la sua lingua scorre sul mio lobo. Mi morde, mi succhia, poi sussurra, la sua voce mi arriva con piccoli rantoli, « Non era solo sull’aereo. Non è solo questa notte. Non riesco a smettere di pensarci.»

Si….sposami….

Si tira indietro, e poi mi colpisce proprio in quel punto e si, si e si, e questo è Will, attento, controllato e scrupoloso. Sta pensando più a quali parole dire che al piacere. «Vivere con te,» dice. « Una casa con il cortile.» Rimane senza fiato, per un attimo. La sua mano arriva sotto di me per giocare con il mio seno. «Cazzo, » grugnisce e poi espira. «Ti sento stretta come un pugno attorno a me. Non è bello? Non ti fa sentire bene?»

«Si.»

«Si che lo è. Così dannatamente giusto.» Scivola dentro, e fuori, ed è così intenso, un piacere che sembra irradiarsi da fuori a dentro, ovunque, in ogni punto su di me e in me. Non so quando è iniziato il mio orgasmo o come ci è riusciuto, ma lo fa. È dentro di me e lungo la mia pelle e nel profondo.

Le sue dita scivolano di nuovo tra le mie gambe. «Non voglio un tatuaggio o una fidanzata. Voglio il per sempre. Voglio una moglie.»

«Si?» riesco a pronunciare.

Mi gira dalla sua parte, di fronte a me, le mie gambe attorno ai suoi fianchi ed è tenero ora mentre mi penetra di nuovo. Sono così bagnata, deve piacergli.

E gli piace, sentire il suo cazzo scorrere e l’attrito tra di noi. Le sue dita bagnate  accarezzano il mio corpo, catturano il mio respiro. Mi sento carica e sensibile tra i palmi delle sue mani mentre mi succhia un capezzolo e infine, alza la testa e mi bacia con gli occhi aperti, pieno di emozioni che non si possono spiegare, a nessuno. Mi tempesta di piccoli baci. Labbra  e lingua. Labbra. Oh, le sue labbra. Morbide e esigenti che mi annullano.

 

«E’ questo di cui hai bisogno?» mi chiede, tirandomi indietro. I suoi occhi sono così limpidi ora, nemmeno un accenno di presa in giro. Will conosce il sesso e il piacere, ma in questi ultimi paio di mesi abbiamo ammesso di essere incappati in sentimenti che ci tenevano separati. Avevamo la speranza alle volte di sapere quello che stavamo facendo….ma alle volte è molto più semplice parlare.

Non è vero?

Sto facendo la cosa giusta?

Lo sto facendo nel modo giusto affinchè lui mi voglia per sempre?

Accenno. « Questo è quello di cui avevo bisogno.»

«Solo noi?» sussurra, rotolando su di me. «Solo io, che ti dico quanto sono innamorato di te mentre ti spiego che ho bisogno di passare il resto della mia vita con te?»

Annuisco di nuovo, mentre appoggio le mie labbra sulle sue, molto più affamata di quello che mi sta dando.  Lui è controllato e seducente, ma io voglio la via dell’abbandono che lasciano la sua lingua, i gemiti e forse anche ai denti e le labbra, e il sapore del sangue. Lo voglio sconvolto, voglio i suoi gemiti disperati di quando è vicino, così vicino e sempre più vicino e un mio morso lo fa godere.

«Volevo sentirti così,» ammetto.

«Intenso?»

«Si,» riesco a dire, anche se non è quello che intendevo. Lo volevo intenso, perchè stava a significare che mi desiderava, ma più di quello, non volevo sentire altro che noi dentro questa stanza.

Il mio pensiero è ufficiale: abbiamo questa cosa sconvolgente tra noi, e una vita da costruire assieme, qualcosa si spezza nella mia gola, gli occhi mi bruciano come se dovessi piangere, ma solo perchè sono sopraffatta dalle emozioni quando penso a lui. La mia felicità è così immensa che mi fa male il cuore. Il sollievo così intenso che i miei muscoli si contraggono.

Lui mi guarda, il mio perfetto ed imperfetto Will, con i suoi capelli scuri che gli cadono sugli occhi e le sue labbra socchiuse, come se volesse chinarsi e mordermi, le sue braccia tatuate così forti come sospese sopra di me, e deve aver visto qualcosa sul mio viso perchè la sua espressione cambia e il suo controllo perduto. Diventa euforico, il suo sorriso sollevato e si ritrae ancora una volta, con attenzione, e poi si muove velocemente, mi attira a se così forte che il mio corpo rimbalza sotto i suoi movimenti.

«Tu mi appartieni completamente,» dice tra una risata e un ringhio.

 

Le mie guance arrossiscono e il rossore si diffonde sino al mio petto, perchè ora so che si è accorto di tutto quello che penso, che lo amo e ho bisogno di lui e che farei qualsiasi cosa per noi. Veramente, qualunque cosa. Carboni ardenti e aridi deserti non possono nulla contro il mio desiderio di tenere questa persona nel mio cuore e sul mio corpo, nutrendo abilmente le mie domande e i sogni che vivono nel mio cervello.

Le sensazioni salgono come vapore sulla superficie della mia pelle mentre lo tengo stretto a me, il suo corpo solido e scivoloso dal sudore, la pelle così calda, gemendo così profondamente e affamato nel mio collo e viene,

viene,

« Ti prego, mia piccola Prugna, godi, non posso…

Non posso…

Non credo di riuscire a resistere…»

L’orgasmo si diffonde dentro di me, e poi emetto quei versi che lui ama, un grido acuto, soffocato, che spezza tutte le mie parole. Il suo volto premuto sul mio collo, mi bacia, e mi morde e mi ama con le sue braccia così strette attorno alle mie spalle, da spingere sempre più in profondità, quanto fisicamente possibile, poi viene anche lui, subito dopo di me.

Si rilassa, il respiro affannoso sulla mia pelle, come quando affronta una corsa. Faccio scivolare le mie dita lungo la sua schiena sudata, fino al suo sedere per tenerlo fermo lì. Dentro me, in profondità.

«Vuoi sposarmi?» mi chiede.

«Si.»

Rilascia un lungo e lento sospiro, baciando il sudore salato del mio collo e poi portando quelle labbra perfette sulle mie.

Con un sorriso, mi bacia, come se fosse esausto, felice e soddisfatto… ma poi diventa più profondo, con la lingua e i suoi fianchi che iniziano di nuovo a muoversi, solo un pò, come se non avessimo ancora finito.

«Sei sicura che non vuoi che te lo chieda di nuovo?»

 

 

Traduzione amatoriale a cura di Stella

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