“Scegli Me” di Lorenza – Il Ritorno – Epilogo

Ci siamo, il racconto della nostra Lorenza è arrivato alla resa dei conti, quest’oggi è il momento dei saluti e di lasciar andare di nuovo Mark e Andrea incontro al loro destino.

Questa avventura, durata ventisei settimane, è giunta al termine per tutte noi e, soprattutto, per Lorenza, che capitolo dopo capitolo ha saputo regalarci una grande storia e tenerci, spietatamente, sulle spine. E tutto questo, per tante di voi, per la seconda volta!

Crudelia ha colpito ancora 

Questo angolo dei racconti, nel tempo, ha saputo regalare rapporti che, commento dopo commento, sono cresciuti e consolidati. Sono trascorsi, credo se non ricordo male, due anni dalla pubblicazione del primo capitolo di questo racconto, da allora ne è trascorso di tempo e siamo ancora tutte qua, insieme, a ridere, scherzare, raccontarci e condividere la nostra follia. E pensare che qualcuno si ostina a chiamarle amicizie virtuali, mentre per me, non potrebbero essere più vere.

E questo nostro incontro e collaborazioni hanno dato vita non solo ad amicizie ed immense risate, ma anche a piccole soddisfazioni in questo nostro mondo tutto in rosa. Una cosa è certa: quando noi donne uniamo le menti e le idee prendono vita deliri fantastici 

Il mio grazie, quindi, va a tutte voi e in questo particolare caso a Lorenza per tutto il tempo che ha dedicato a questa e ad altre storie già pubblicate qui sul sito e ad altre che….arriveranno. Prossimamente. Dovrete avere solo un pizzico di pazienza 

Ed ora, correte a leggere se ci sarà il tanto agognato lieto fine per Mark e Andrea!

Scorrete giù ed iniziate a leggere, poi capirete che intendo, mentre a me, come sempre, non mi rimane che augurarvi una Buona Giornata seguito dall’immancabile…….

Buona Lettura  

 

IMG_4978

 

Playlist

lori

 

 

EPILOGO

-Mark-

 

25 Luglio 2015

<<Fammi capire bene…>> mi disse Dean con un sorriso odioso dipinto in faccia <<Tu credevi veramente che lei ti rispondesse di sì?>>

<<Dean falla finita!>> gli ringhiai contro nervoso.

<<No, no, amico. Veramente…>> continuò lui ignorando le mie minacce <<Se hai davvero pensato che lei dicesse di sì a quel genere di domanda… sei pazzo!>>

<<Chiudi. Quella. Cavolo. Di. Bocca!>> sibilai alzandomi in piedi e allontanandomi da lui.

Un’altra parola e sarei esploso.

Ero nervoso.

Molto nervoso.

E avevo i miei buoni motivi.

<<Era ovvio che ti rispondesse di no…>> proseguì lui, evidentemente niente affatto preoccupato per la sua incolumità <<Insomma…andiamo amico…non puoi chiedere una cosa del genere a una donna e aspettarti una risposta affermativa…>>

Facendo dei profondi respiri cercai di calmarmi.

<<Dean…>> cominciai a dire chiudendo gli occhi e inspirando dal naso <<Questo non è proprio il momento adatto per questi discorsi…>>

<<E invece mi pare proprio che lo sia…>> m’interruppe lui mettendo a dura prova la mia buona volontà <<Sono più che sicuro che tu abbia bisogno di un modo per allentare la tensione, ma chiedere alla tua futura moglie una sveltina quando manca poco più di un’ora al matrimonio…Andiamo amico, era ovvio che dicesse di no!>>

Al limite della sopportazione, e notevolmente frustrato per la risposta negativa di Andrea alla mia richiesta di un fugace incontro di sesso, afferrai la scatola del mio papillon e la lanciai a Dean.

Senza fatica il mio migliore amico la prese al volo.

<<Siamo nervosetti eh?>> mi chiese strizzandomi un occhio.

<<Talmente nervoso…>> gli risposi <<Che se non te ne vai immediatamente il mio testimone di nozze avrà un bell’occhio nero da sfoggiare alla cerimonia!>>

Ridendo di gusto Dean si alzò in piedi e si diresse verso la porta della stanza in cui ero rinchiuso da quasi un’ora.

Si trattava della sala riservata allo sposo, attigua alla chiesetta che Andrea ed io avevamo scelto per sposarci.

Una chiesa piccola, vicino alla casa di Robert e Teresa.

<<Ok>> continuò Dean <<Se proprio insisti me ne andrò… Potrei andare a trovare la mia fidanzata per una sveltina, sono sicuro che lei mi dirà di sì. Con quel vestito da damigella è così sexy… >>

Sbuffando scossi la testa.

<<Per te Denise sarebbe sexy anche con indosso un sacco della spazzatura!>> gli dissi sfottendolo.

<<E’ già…>> annuì Dean con gli occhi che brillavano.

<<Mi sa che il prossimo a capitolare sarai tu…>> dissi, felice di vedere il mio migliore amico così innamorato e profondamente ricambiato.

<<Vedremo…>> mi rispose tornando serio e mettendo una mano sulla maniglia.

<<Sarò di nuovo qui fra una ventina di minuti…>> aggiunse sospirando.

<<Così presto? Caspita Denise non ne sarà troppo contenta!>> risposi scoppiando a ridere.

Mostrandomi il dito medio, Dean uscì dalla stanza.

Di nuovo solo, mi lasciai cadere sulla comoda poltrona nell’angolo della stanza.

E così c’eravamo…

Stavo per sposare l’amore della mia vita.

Stavo per sposare Andrea.

Alla fine, quella notte, mi aveva detto di sì.

In realtà le sue parole esatte erano state “Denise mi ucciderà appena lo verrà a sapere, ma sì. Sì, ti sposo Mark. E sai perché? Perché sono sicura che, qualsiasi cosa succederà, non mi pentirò mai di questa scelta”.

Poi avevamo fatto l’amore.

No, non lì sul divano.

Eravamo saliti in camera sua.

Quella notte avevo fatto il miglior sesso della mia vita.

A partire da quello tranquillo e riappacificatore, fino ad arrivare a quello bramoso e selvaggio, per colmare i giorni di astinenza.

Sentendo il cavallo dei miei pantaloni tirare per l’erezione che mi stava venendo al solo ricordo, mi alzai dalla poltrona e mi diressi in bagno.

Se avessi avuto più tempo, mi sarei fatto un’altra doccia, magari fredda.

Ma siccome non mancava molto alla cerimonia, alla fine optai per sciacquarmi solo il viso.

Pigramente aprii il rubinetto e riempii il lavandino di acqua fredda, per poi immergervi la faccia.

Dopo qualche secondo mi raddrizzai e mi asciugai.

Avevo ancora l’asciugamano premuto sulla faccia, quando sentii la porta del bagno aprirsi.

<<Cavoli Dean… >> dissi strofinandomi gli occhi per asciugarli <<Tu prendi proprio alla lettera il termine “sveltina”…>>

<<Spero tanto che anche tu possa fare lo stesso…>> mi rispose la voce suadente della mia futura moglie <<Altrimenti potremmo correre il rischio di arrivare tardi al nostro matrimonio…>>

Sorpreso, lasciai cadere l’asciugamano.

La visione di Andrea davanti a me mi lasciò senza fiato.

Era praticamente pronta per la cerimonia.

I capelli, raccolti in uno chignon lento fermato di lato da una piccola rosa bianca, e il viso perfettamente truccato.

Ai piedi calzava un paio di sandali bianchi con il tacco alto.

Nonostante fossero scarpe da sposa, suscitarono in me pensieri molto poco puri…

Il suo bellissimo corpo, invece, era avvolto in una vestaglia di seta color avorio.

<<Sei andata in giro per i corridoi della chiesa vestita in questo modo?>> le chiesi, incapace di trattenermi, sentendo la parte gelosa e possessiva di me insorgere.

Con un sopracciglio sollevato Andrea guardò in giù, osservando attentamente il suo abbigliamento.

Scuotendo la testa tornò a fissarmi.

<<Non ho niente che non vada Mark>> mi disse guardandomi storto <<Ma se quello che vedi non è di tuo gradimento, allora credo proprio di potermene andare…>>

E, detto questo, si voltò e fece per uscire dal bagno.

Prontamente la bloccai avvolgendole le braccia intorno alla vita.

<<Oh, non così in fretta, futura signora Regis…>> le dissi, affondando il viso nel suo collo e iniziando a baciarla.

<<Mmmm…>> mugolò Andrea <<Mi piace essere chiamata così… e ancora di più mi piace quello che mi stai facendo…>>

<<Se questo ti piace, aspetta di vedere quello che ho in mente di farti…>> le dissi con voce bassa e piena di desiderio.

 

250px-Decoline01.svg

-ANDREA-

Le mani di Mark s’intrufolarono sotto la mia vestaglia e, lentamente, salirono su fino a trovare il mio perizoma di pizzo.

<<Hai già indosso la biancheria per il matrimonio?>> mi chiese lui, all’improvviso, con una voce carica di urgenza.

<<No ma…>> iniziai a rispondergli.

Non feci in tempo a terminare la frase, però, che sentii le sue mani afferrare e strappare i miei amati slip.

Dopo un istante, con la coda dell’occhio, li vidi giacere a terra lacerati.

Eccitata, ma anche un po’ dispiaciuta per l’infausta fine che aveva fatto uno dei miei perizomi preferiti, sbuffai.

Mark, preso com’era dalla situazione, nemmeno se ne accorse.

Se c’era una cosa che avevo imparato di lui in questi mesi, era che quando Mark si concentrava su qualcosa tutto il mondo circostante scompariva.

Ogni persona o oggetto, a parte il fulcro del suo interesse, non esisteva più.

Evidentemente, in quel momento, il centro dei suoi pensieri non ero io, ma una determinata parte di me…

Divertita, mi morsi un labbro soffocando una risatina.

Poi, dopo qualche secondo, me lo morsi ancora più forte per non urlare.

Mark aveva appena infilato due dita dentro di me.

<<Vuoi venire con le mie mani, con la mia bocca o con la parte di me che preferisci?>> mi chiese, ansimando, all’orecchio.

<<Stupiscimi…>> gli risposi sentendo l’eccitazione crescere.

Ero più che sicura che lo avrebbe fatto…

Mark conosceva ogni centimetro di me.

Sapeva cosa mi piaceva e cosa mi faceva impazzire.

Sapeva cosa volevo e come lo volevo, ancora prima che lo capissi io.

<<Con piacere>> mi rispose abbassandosi e allargandomi le gambe.

Per quanto avessi capito le sue intenzioni, non appena sentii la sua lingua su di me, sussultai.

<<Mark…>> dissi ansimando e cercando di tenere bassa la voce.

In fin dei conti eravamo nei pressi di una chiesa…

<<Quanto tempo ho?>> mi chiese Mark, dopo avermi fatto gemere nuovamente.

<<Non…molto…>> riuscii a rispondergli, non appena un piccolo barlume di lucidità me lo permise.

Alla mia risposta Mark tacque un attimo, poi si gettò a capofitto su di me.

Una bocca ingorda e delle mani sapienti iniziarono a portarmi dritta verso uno strepitoso orgasmo.

Poi però, improvvisamente, Mark si fermò, scostandosi da me.

<<Non così…>> mi disse leccandosi le labbra e rialzandosi <<Il tuo ultimo orgasmo da fidanzata sarà con me dentro di te>>

A quelle parole, dirette e provocatorie, la mia eccitazione esplose.

Incapace di trattenermi, gli afferrai il viso con le mani e lo avvicinai a me con urgenza.

Incollando le mie labbra alle sue, spinsi con foga la lingua nella sua bocca.

Lo desideravo così tanto che, nonostante fossimo attaccati, non mi sentivo ancora abbastanza vicina a lui.

Volevo di più e lo volevo subito.

Sollevando una gamba, e allacciandola dietro al suo sedere, resi chiare le mie intenzioni.

Con un gesto rapido, Mark mi sollevò e, altrettanto rapidamente, entrò dentro di me.

 

250px-Decoline01.svg

-MARK-

C’era un momento, ogni volta che Andrea ed io facevamo l’amore, in cui lei smetteva di usare la testa e si abbandonava alla passione e all’istinto.

Ecco, io di solito in quei momenti perdevo il controllo.

Certo, non che negli altri momenti fossi molto padrone dei miei impulsi…

Quel cambiamento, comunque, era appena successo.

Non appena l’avevo sentita avvinghiare la sua gamba intorno a me, le cose erano cambiate.

In preda al desiderio più sfrenato avevo risposto al suo bacio famelico.

Il bisogno di possederla si fece strada prepotentemente dentro di me.

Senza pensarci due volte, spinto dalla necessità di essere dentro di lei, la penetrai e cominciai a muovermi in modo veloce e deciso.

Avrei voluto fare le cose con più calma e avrei voluto dare la colpa al poco tempo a nostra disposizione, ma la verità era che non ero capace di trattenermi.

Sentendomi ben presto vicino all’orgasmo, insinuai una mano fra di noi e cominciai a massaggiarle il clitoride.

Non mi sarei mai permesso di venire se prima non avessi fatto venire anche lei.

Per me era una questione di principio.

Vederla urlare di piacere, inoltre, era metà del divertimento.

Per mia fortuna, Andrea era più vicina al culmine di me e, dopo pochi istanti, la sentii affondare i denti sulla mia spalla per soffocare le grida di piacere.

Sorpreso ed eccitato per quel suo gesto, mi lasciai andare, riversando tutto il mio piacere dentro di lei.

<<Oh mio Dio. Ti ho fatto male amore?>> mi chiese Andrea dopo qualche istante, non appena lo stordimento post orgasmo le concesse di rendersi conto di quello che aveva fatto.

Scuotendo la testa, la aiutai a posare di nuovo le gambe a terra.

<<Assolutamente no, anzi…>> le dissi sorridendo e avvicinandomi a lei per baciala.

Leggermente rossa per l’imbarazzo Andrea sollevò un sopracciglio.

<<Interessante>> mi disse leccandosi le labbra e spingendo avanti il petto finché il suo seno non mi sfiorò.

Prendendola per i fianchi la allontanai da me, appoggiandola alla porta del bagno.

<<Andrea… potrei non rispondere delle mie azioni se continui a provocarmi in questo modo…>> le dissi inclinando la testa.

<<Forse è proprio quello che cerco di ottenere… il mio futuro marito che perde la testa per me…>> mi provocò lei senza un minimo di pietà.

<<Se è per quello, io ho già perso la testa per te molto tempo fa…>> le dissi accarezzandole il viso.

Andrea mi guardò con gli occhi lucidi e pieni di amore.

Sorridendo si sporse verso di me e aprì bocca per rispondermi, quando…

Sbam, sbam, sbam.

Tre poderosi colpi alla porta ci fecero sobbalzare.

<<Ti avviso Mark Regis>> cominciò a imprecare Denise dall’altra parte della soglia <<Se le rovini l’acconciatura o il trucco, farò in modo che la tua prima notte di nozze sia del tutto inutile!>>

Sollevando gli occhi al cielo, sbuffai.

<<Arrivo, arrivo Denise>> intervenne Andrea trattenendo a fatica una risata.

Dopo avermi dato un veloce e leggero bacio sulle labbra, si voltò e aprì la porta.

Non appena vedemmo Denise in piedi davanti a noi, arrabbiata e con le mani puntate sui fianchi, scoppiammo a ridere.

<<Bhè? Che c’è di così divertente?>> ci chiese lei guardandoci storto.

Senza esitare, e trovando l’occasione troppo invitante, indicai con un dito la sua bocca.

<<Hai tutto il rossetto sbavato!>> le dissi compiaciuto <<Forse avresti dovuto dire a Dean di andarci piano!>>

Coprendosi la bocca con le mani, Denise sgranò gli occhi.

Farfugliando una lunga serie d’improperi, attutiti dalle sue mani, si voltò e uscì a passo svelto.

<<Andrea, andiamo!>> urlò dal corridoio un istante dopo.

Dopo aver controllato che la vestaglia fosse chiusa bene, Andrea si avviò verso la porta.

Non appena fu sulla soglia, si voltò e mi soffiò un bacio.

Sorridendo le risposi facendole l’occhiolino.

Rimasto solo, buttai un occhio all’orologio appeso al muro e sussultai.

Cavoli era veramente tardi!

Se non mi fossi sbrigato sarei arrivato in ritardo al mio matrimonio.

 

250px-Decoline01.svg

 

-ANDREA-

<<Sì mamma, ho capito benissimo! Non è che non sei felice per me, è solo che tu non condividi l’istituzione del matrimonio e il fatto che una donna decida di sottomettersi a un uomo…>> dissi, recitando la frase in modo meccanico e per la ventesima volta, rivolgendomi a mia madre.

<<Bhè, sottomettersi in camera da letto può essere, invece, molto divertente…>> sogghignò Denise sotto voce, vicino al mio orecchio, mentre finiva di sistemarmi il trucco.

Mordendomi il labbro per non scoppiare e ridere, annuii.

<<Bene>> rispose mia madre, per fortuna ignara della battuta della mia migliore amica <<Vado di là. Mi siederò in prima fila e farò il tifo per te!>>

<<Signora guardi che non è mica una partita di calcio!>> sbottò Denise.

Redarguita dalla mia occhiataccia, però, la mia amica si corresse subito.

<<Mi scusi>> le disse, con il sorriso più falso che avessi mai visto dipinto in viso.

Sollevando un sopracciglio, mia madre annuì e uscì dalla porta.

<<Ho finito!>> urlò Denise, quasi immediatamente, facendomi sobbalzare.

<<Fatti vedere>> aggiunse invitandomi ad alzarmi in piedi.

Sollevando con le mani il bordo della gonna, mi drizzai e feci qualche passo verso di lei.

Guardando in giù, cercai di osservare il mio vestito.

Lo adoravo.

Ero sempre stata scettica nei riguardi di tutti quelli che mi dicevano che quando avrei avuto indosso il vestito giusto lo avrei sentito.

Invece era proprio quello che era successo.

Mi sentivo bella, sexy e a mio agio con quell’abito addosso.

Denise si avvicinò a me con il velo in mano.

Con gesti rapidi mi fissò il pettinino, che lo reggeva, in mezzo allo chignon.

<<Sei bellissima>> mi disse, asciugandosi le lacrime e facendo un paio di passi indietro.

<<Per forza…>> le risposi cercano con tutta me stessa di trattenere le lacrime <<Mi hai preparata tu!>>

Sospirando la mia migliore amica annuì.

<<Giusto>> mi disse cercando di sorridere e facendo, invece, una buffa smorfia.

<<Ora ti lascio un attimo da sola>> aggiunse, poi, incamminandosi vero la porta <<Vado a vedere a che punto sono gli uomini e poi torno>>

<<Non scapperai vero?>> mi chiese, fermandosi sulla soglia e stringendo gli occhi, un attimo prima di uscire.

Sbuffando scossi la testa.

<<Se potessi, farei iniziare la cerimonia in anticipo per quanta fretta ho di diventare la moglie di Mark. Figurati se scappo…>> le risposi sospirando.

Non appena fui sola, mi avvicinai allo specchio a figura intera appeso alla parete.

Mi stavo per sposare…

Mi stavo per sposare con Mark e non mi sembrava ancora vero.

Avevo perdonato e compreso il suo comportamento, ma non avevo lo dimenticato né condiviso.

Per questo lo avevo fatto penare un po’, lasciandolo per due giorni sul divano di Thomas e Nicholas…

Però, diciamoci la verità, un po’ se l’era meritato.

Con tutto quello che avevo dovuto passare io per colpa sua…

Alla fine comunque, se dovevo essere sincera, non era stata la perseveranza di Mark a farmi accettare la sua proposta, ma il fatto che, mentre eravamo separati e non avevo idea di dove fosse lui né con chi, mai una volta lo avevo odiato.

Sì, lo avevo detto e lo avevo urlato, ma non lo avevo mai pensato veramente.

L’amore che provavo per lui era sempre stato troppo forte e presente.

Sarebbe stato inutile rifiutare la sua proposta di matrimonio per orgoglio.

E così avevo detto di sì.

Ed era stata la decisione migliore che avessi preso in tutta la mia vita.

Ora qui, in attesa di raggiungerlo per sposare l’amore della mia vita, quello che sentivo non era ansia o timore, ma fretta e desiderio.

Non vedevo l’ora di diventare sua moglie.

Un leggero bussare alla porta mi distrasse dai miei pensieri felici.

<<Avanti>> dissi voltandomi verso la porta.

Dopo qualche istante di esitazione, vidi la figura imponente di un uomo varcare la soglia.

Improvvisamente nervosa, inspirai a fondo per cercare di calmarmi.

<<Marcus>> dissi a bassa voce.

<<Andrea>> mi rispose lui chiudendosi la porta dietro le spalle.

Poi, osservandomi attentamente, aggiunse <<Sei meravigliosa>>

Incapace di apprezzare quel complimento non risposi.

<<Sei qui per un motivo preciso?>> gli chiesi cercando di nascondere la tensione nella mia voce.

Avanzando verso i me, Marcus si fermò a pochi passi.

Fissandomi negli occhi, annuì.

<<Sono venuto per ringraziarti, Andrea>> iniziò a dirmi.

Feci per aprire bocca ma lui mi fermò con un gesto della mano.

<<Lasciami finire…>> mi disse in modo cortese e non brusco com’era abituato <<Se non fosse per te io oggi non sarei qui e, probabilmente, non saprei nemmeno del matrimonio di mio nipote. Ho fatto cose orribili di cui non vado fiero e credo che Mark mi abbia punito nel modo più giusto possibile. Escludendomi dalla sua vita. Ha fatto bene Andrea, avrei fatto lo stesso anch’io al suo posto. Perciò mi sono stupito quando ho ricevuto la tua lettera con l’invito al matrimonio… perché l’hai fatto?>>

Sospirando mi chiesi la stessa cosa.

In quel momento, a pochi minuti dalla cerimonia, non ero più tanto convinta di quello che avevo fatto.

Cercando nella mia testa, cominciai a esaminare tutte le motivazioni che allora mi avevano portata ad agire così.

<<Perché tu, Marcus, sei la famiglia di Mark. La sua unica e sola famiglia>> iniziai a dirgli chiarendo a lui, ma anche a me stessa, le motivazioni del mio comportamento <<Perché, nonostante sia d’accordo con te quando dici che quello che gli hai fatto è una cosa orribile, tutti meritano una seconda possibilità. Sia ben chiaro però, io non ti faciliterò le cose con tuo nipote. Diciamo che ho solo fatto in modo che la porta restasse socchiusa. Ora tocca a te fare in modo che lui ti perdoni. Marcus, tuo nipote è un uomo eccezionale. Intelligente, onesto e buono. Ci vorrà del tempo, probabilmente tanto, ma forse, se gli dimostri il tuo pentimento, un giorno potrebbe perdonarti… >>

Fissandomi intensamente Marcus tacque.

Poi, quasi volendosi nascondere da me, abbassò il viso.

Dopo qualche istante, schiarendosi la gola, si raddrizzò, guardandomi nuovamente.

I suoi occhi pieni di lacrime mi toccarono dentro.

Quell’uomo così solo e disperato mi fece una gran pena.

Era vero, aveva avuto esattamente tutto quello si meritava, ma era pur sempre un essere umano.

Annuendo con la testa, Marcus mi ringraziò con voce tremante e uscì dalla stanza.

Augurandomi che quell’uomo avesse l’accortezza di restare ai margini della chiesa, sospirai.

Toc, toc, toc.

<<Avanti>> dissi nuovamente, preparandomi ad accogliere chiunque fosse con il sorriso.

<<Bambina posso entrare?>> mi chiese il signor Smith facendo capolino da dietro la porta.

Un sorriso vero prese il posto di quello finto che mi ero dipinta in faccia.

<<Entra pure>> gli dissi entusiasta di averlo lì con me.

Esortato dalle mie parole Theodor si fece vanti.

<<Era Marcus quello che ho appena visto uscire da qui?>> mi chiese indicando con l’indice la porta.

<<Sì>> risposi timorosa.

Nessuno sapeva che lo avevo invitato e che ci sarebbe stato anche lui al matrimonio.

Scuotendo la testa, Theodor mi si avvicinò.

<<Sei la persona più buona che abbia mai conosciuto Andrea. Pochi al tuo posto avrebbero fatto lo stesso>> mi disse guardandomi con orgoglio paterno.

<<Più buona o più stupida?>> gli chiesi sospirando.

<<Speriamo che Mark non dia di matto…>> aggiunsi, sentendo una strana ansia farsi strada dentro di me.

<<Sono sicuro che andrà tutto per il meglio>> mi rassicurò Theodor porgendomi il braccio.

<<Sei pronta per farti accompagnare all’altare?>> aggiunse sorridendo.

<<Prontissima>> risposi ricacciando tutti i pensieri negativi in fondo alla mia mente.

 

250px-Decoline01.svg

 

-MARK-

<<Stai tranquillo>> mi disse Teresa parlando a fatica.

Sollevando un sopracciglio mi voltai a guardarla.

<<Terry, sinceramente, questo consiglio suono un po’ strano detto da una che ha già consumato due pacchetti di fazzoletti…>> le risposi prendendola in giro.

Dopo avermi dato un leggero schiaffo sul braccio, Teresa si mise a ridere.

<<Ehi, non capita tutti i giorni di portare il proprio figlio all’altare!>> mi rispose dolcemente.

Quelle parole mi colpirono forte come un macigno.

<<Se volevi trovare il modo per far piangere anche me ci sei riuscita>> le dissi, sbattendo velocemente le palpebre per trattenere le lacrime e stringendo i denti.

Cavoli!

Ero Mark Regis!

Io non piangevo in pubblico!

Quasi leggendomi nel pensiero, Teresa scoppiò a ridere.

<<I veri uomini piangono tutti prima o poi!>> mi prese in giro stringendosi al mio braccio.

<<Grazie>> le dissi posando una mano sulla sua <<Per tutto. Quello che sono lo devo a te e Bob. Mi avete accolto nella vostra casa e mai una sola volta mi avete fatto sentire di troppo o non desiderato. Per me tu sei mia madre, Teresa e mi piacerebbero che, un giorno, i miei figli chiamassero te e Bob, nonna e nonno>>

Guardandomi con occhi sgranati Teresa ricominciò a piangere.

Non appena arrivammo vicino all’altare, la consegnai a Robert.

<<Consola la mamma, papà. Ne ha bisogno>> gli dissi sospirando per la marea di sentimenti che si stava agitando sempre più dentro di me.

Colpito dalle mie parole inaspettate, anche a Robert vennero gli occhi lucidi.

<<Contaci figliolo>> mi rispose sorridendo, qualche istante dopo.

Nervoso, e desiderando di avere Andrea vicino a me quanto prima, comincia a guardarmi intorno.

Andrea ed io avevamo deciso di fare una cerimonia semplice e ristretta.

Oltre a Teresa e Robert, c’erano Theodor, Thomas e Nicholas, Betty e Dan e la mamma di Andrea.

E, ovviamente, anche Denise e Dean nel “ruolo” di testimoni.

Improvvisamente una figura defilata, seduta nell’ultimo banco della chiesa, attirò la mia attenzione.

Non appena misi a fuoco chi fosse il mio cuore si fermò.

Come osava?

Come si era permesso di presentarsi in chiesa il giorno del mio matrimonio?

Infuriato raggiunsi mio nonno a grandi passi, sentendo solo vagamente la voce di Dean che mi chiedeva dove diavolo stessi andando.

Non appena mi notò, mio nonno si alzò e si girò, pronto ad andarsene.

Oh no, no, no!

Troppo facile.

In due falcate fui su di lui e lo afferrai per un braccio, obbligandolo a voltarsi.

Quando lo fece, però, rimasi di ghiaccio.

Mio nonno era invecchiato parecchio, in poco tempo.

Ed era anche dimagrito.

Scuotendo la testa, e ricordando a me stesso tutto quello che mi aveva fatto, lo affrontai.

<<Che diavolo ci fai tu qui? Come hai fatto a sapere del matrimonio?>> gli chiesi in modo scortese e duro.

<<Non ora Mark>> mi rispose lui scuotendo la testa <<Non ora che stai per sposarti. Non era mia intenzione interferire o farti innervosire. Volevo solo vederti da lontano poi me ne sarei andato via subito>>

Le sue parole, e il tono in cui le pronunciò, mi scossero.

Fu solo un attimo però.

Perché poi, quasi immediatamente, ricordai chi fosse quell’uomo e di quali bassezze fosse stato capace in passato.

<<Non ti credo!>> gli sibilai contro <<Dimmi il vero motivo per cui sei qui>>

Gli occhi colmi di lacrime che ritrovai intenti a fissarmi, mi fecero vacillare.

<<E va bene…>> iniziò a dirmi mio nonno sempre in tono pacato <<Se proprio ci tieni, te lo dirò. Il vero motivo per cui sono qui oggi è che non potevo sopportare l’idea di non esserti accanto nel giorno delle tue nozze. Ti ho perso Mark e me lo merito, ma non riesco a vivere con il pensiero di dovermi rassegnare a questa cosa. Ho vissuto gli ultimi anni della mia vita dilaniato dal senso di colpa per la morte di mio figlio. Per non aver capito quanto soffrisse e quanto potesse aver bisogno di me. Dopo che è morto ho trovato molto più facile incolpare l’intero modo, persino tuo padre, piuttosto che fare i conti con me stesso. Ormai è troppo tardi per chiedere scusa a lui, ma non è troppo tardi per chiederlo a te. Non m’importa di morire da solo Mark, perché me lo merito, ma m’importa di morire senza di te>>

La voce di mio nonno divenne sempre più flebile, fino a ridursi a un sussurro.

Poi, sospirando, mi guardò e, alzando una mano, mi fece una carezza.

Probabilmente la prima che ricevevo da parte sua da quando ero nato.

Senza aggiungere altro, si voltò e si avviò verso il portone della chiesa.

<<Aspetta>> urlai, dopo alcuni secondi, stringendo le mani a pugno e dandomi mentalmente dell’idiota.

<<Puoi restare>> gli dissi sospirando <<Però sappi che questo non è un perdono. Dovrai fare molto altro per farmi anche solo considerare l’idea di poterti perdonare>>

Il sorriso che comparve sul volto di mio nonno mi fece capire che, alla fine, avevo fatto la cosa giusta.

Il suono della marcia nuziale mi colse alla sprovvista.

Andrea stava entrando ed io non ero all’altare.

Correndo mi precipitai al mio posto.

Arrivai appena in tempo per notare l’occhiataccia del prete e veder Andrea comparire in fondo alla navata sotto braccio a Theodor.

A quella visione tutto il resto scomparve.

Amici e parenti.

Il prete e il coro.

L’unica cosa che avvertivo era la pace e la tranquillità.

La consapevolezza che stavo facendo la cosa giusta.

La cosa per cui ero nato.

Sì, era così.

Ero venuto al mondo per amare Andrea.

E lo avrei fatto.

Ogni giorno della mia vita.

Mentre avanzava verso di me, bellissima e quasi irreale, la vidi cercare insistentemente qualcuno con lo sguardo.

Accigliato, la osservai attentamente.

Improvvisamente la vidi fissare mio nonno e fargli l’occhiolino.

Ma allora Andrea sapeva…

Dovevo immaginarlo che ci fosse di mezzo lei in tutta questa storia.

Non appena fu di fronte a me, Theodor posò la mano di Andrea sulla mia.

<<Te la affido. Prenditi cura di lei>> mi disse come solo un padre premuroso avrebbe fatto.

<<Contaci>> gli risposi senza staccare gli occhi da quelli di Andrea.

Poi, non appena il prete cominciò a parlare, ci voltammo verso l’altare.

<<Sei nei guai>> le dissi, bisbigliando, avvicinandomi a lei.

<<E perché?>> mi chiese lei in un sussurrò, accigliandosi.

Contrariato, il prete la guardò storto.

Sorridendo, Andrea sollevò le spalle in segno di scuse.

Dopo un attimo di silenzio le risposi.

<<Mio nonno>> le mormorai a mezza bocca.

<<Ops!>> borbottò lei nel più finto dei pentimenti.

<<Stasera ne pagherai le conseguenze…>> le promisi, parlando sotto voce.

Mordendosi il labbro inferiore, Andrea si strinse a me.

<<Non vedo l’ora…>> mi rispose sorridendo.

 

250px-Decoline01.svg

 

Undici mesi e tre settimane dopo…

 <<Mark, per amor di Dio, mettila giù!>> sibilai a mio marito cercando di tenere basso il tono della voce.

Sollevando gli occhi verso di me, Mark scosse la testa.

<<Mark!>> dissi, nuovamente, rivolgendogli uno sguardo di rimprovero.

<<E va bene!>> sbuffò lui spazientito, un istante dopo, avvicinandosi al letto.

<<Anche se non capisco perché…>> aggiunse con lo stesso tono di voce che avrebbe avuto un bimbo di cinque anni che chiedeva spiegazioni circa la sua punizione.

<<Perché non puoi tenerla in braccio ventiquattro ore su ventiquattro!>> gli risposi esasperata.

<<E perché no? Tu l’hai tenuta dentro di te per nove mesi…ora tocca un po’ a me!>> mi disse corrucciato e con la nostra piccolina ancora saldamente stretta fra le braccia.

Scuotendo la testa scoppiai a ridere.

<<Fai come ti pare!>> gli dissi decidendo di lasciar perdere.

Da quando era nata, sei giorni e nove ore prima, Mark non aveva mai messo giù Alessia, la nostra meravigliosa bambina.

Non aveva permesso a nessuno di prenderla in braccio.

Meno male che io la dovevo allattare, altrimenti non l’avrebbe data nemmeno a me.

<<Guardala…>> mi disse Mark interrompendo i miei ricordi <<Non è perfetta? Anzi, è più che perfetta. È splendida>>

Poi, rivolgendosi direttamente a lei e facendo una vocetta sciocca aggiunse <<Vero che sei splendida, amore mio? Vero? Ma ricorda che posso dirtelo solo io. Al massimo posso concedere l’onore, qualche volta, al nonno Bob, al nonno Theo, al nonno Marcus e allo zio Dean. A tutti gli altri uomini del pianeta è vietato>>

<<Che sciocchezza>> dissi di getto, interrompendo il monologo di Mark <<Non vorrai mica che resti da sola per tutta la vita?>>

<<Non sarà sola…>> mi rispose immediatamente lui sollevando la testa <<Ci sarò io con lei>>

Sollevando gli occhi al cielo sbuffai.

<<Allora vorrà dire che, mentre tu sarai occupato a stare dietro a nostra figlia ventiquattro ore su ventiquattro, io sarò costretta a trovarmi un altro marito che si occupi di me…>> gli dissi sbattendo le ciglia velocemente.

In un istante gli occhi di Mark, stretti a fessura, furono fissi nei miei.

Senza distogliere lo sguardo dal mio, si alzò e andò a posare Alessia, profondamente addormentata, dentro la sua culla.

<<Scusa tesoro mio>> le disse mentre la adagiava delicatamente <<Ma papà ha bisogno di fare un attimo due chiacchiere private con la mamma, per ricordarle che lei è la sua unica ragione di vita. Che è la sua amante e la sua amica, la sua compagna e la sua consigliera. Insomma, piccola, papà deve ricordare alla mamma che senza di lei, lui non sarebbe nulla… >>

Poi, dopo aver lasciato la piccola, Mark si voltò verso di me e, con sguardo famelico, mi raggiunse sul letto.

Pronto a dimostrarmi, ancora una volta, quanto mi amasse e quanto, effettivamente, io fossi solo sua…

 

the-end

 

Ed ora la parola passa a Lorenza per i saluti e ringraziamenti finali.

“Permettetemi una piccola dedica e alcuni ringraziamenti…

 Per prima cosa vorrei dedicare la mia storia a mia madre, perché ha creduto in me come solo una madre sa fare.

 Poi vorrei ringraziare di cuore Stella, grazie a lei ho potuto condividere la mia storia con altre ragazze, divertendomi, confrontandomi e stringendo delle amicizie.

 Ed infine grazie a tutte le ragazze che hanno commentato i miei capitoli e condiviso con me i loro pensieri.

Grazie di cuore ragazze! Mi mancherete!”

Lorenza

 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Lorenza. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

17 Comments on “Scegli Me” di Lorenza – Il Ritorno – Epilogo

  1. ROSY C.
    aprile 18, 2016 at 2:06 pm (3 anni ago)

    O santo cielo….. ho i lacrimoni !!!!!!! Non ci credo ke è già finito …. ne voglio ancora!!!!!! Mi mankeranno da morire Mark e Andrea….. ma al tempo stesso non vedo l’ora di leggere altro di tuo…. magari ….. la storia di Denise e Dean????? :-*
    Grazie Crudelia !!!!!! ;-)

    Rispondi
    • Lorenza
      aprile 18, 2016 at 6:29 pm (3 anni ago)

      Grazie a te Rosy. Alla storia di Denise e Dean non ho mai pensato. Ma mai dire mai. Chissà! Bacioni grandissimi e ancora grazieper tutte le bellissime parole

      Rispondi
  2. Danielle
    aprile 18, 2016 at 2:10 pm (3 anni ago)

    Come sarebbe a dire che ti mancheremo, ma noi ti aspettiamo qui con altre storie. Sinceramente Lorenza rileggere questa storia per me è stato bellissimo anche xche era una delle storie che avevo amato di più. Nell’attesa di leggerti nuovamente ti auguro tutto il bene possibile .

    Rispondi
    • Lorenza
      aprile 18, 2016 at 6:31 pm (3 anni ago)

      Grazie Danielle, per aver riletto la storia e aver condiviso i tuoi pensieri con me! Ti auguro anch’io una vita piena di cose belle. E chissà forse più avanti con qualcos’altro di mio da leggere!

      Rispondi
  3. Rosy ♥
    aprile 18, 2016 at 2:22 pm (3 anni ago)

    Che bello rileggere questa storia tutta daccapo ♡.♡
    Grazie Lorenza e Stella ♡

    Rispondi
    • Lorenza
      aprile 18, 2016 at 6:31 pm (3 anni ago)

      Grazie a te tesoro! Quando si parla delle cose meravigliose che questa storia mi ha portato… bacioni grandi

      Rispondi
      • Rosy ♥
        aprile 18, 2016 at 11:22 pm (3 anni ago)

        ♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡
        Non avrei potuto chiedere di meglio!

        Rispondi
  4. manu85
    aprile 18, 2016 at 2:25 pm (3 anni ago)

    Una fine degna veramente x 2 persone che si amano e si sono sempre amate. ..e la nascita della loro piccola è il coronamento della loro felicità. .grazie a te Lorenza per aver condiviso con noi questa bellissima storia e spero di leggerle altro scritto da te…compimento baci manu

    Rispondi
    • Lorenza
      aprile 18, 2016 at 6:33 pm (3 anni ago)

      Grazie mille Manu, è sì sono un po crudelia ma sono anche una gran romanticona che ama il lieto fine! Felice che il finale ti sia piaciuto e grazie di essere stata con me ogni lunedì! Baci

      Rispondi
  5. Lorenza
    aprile 18, 2016 at 6:37 pm (3 anni ago)

    E un altro ciclo di scegli me è andato! Grazie mille a tutte per aver ripercorso questa storia insieme a me e grazie a stella per avermi ospitato nella sua casa! Se mai avrò tempo e modo di scrivere altro verrò nuovamente a bussare al tua porta, attenta mia cara!bacioni a tutte e grazie di ♡

    Rispondi
    • Stella
      aprile 19, 2016 at 10:19 am (3 anni ago)

      Quando vuoi! Sai che la porta è sempre aperta e io sempre pronta a darvi corda

      Rispondi
  6. Virna
    aprile 18, 2016 at 7:45 pm (3 anni ago)

    Che finale stupendo Lorenza
    Ho quasi rischiato l infarto in più di un occasione, ma questo epilogo è semplicemente perfetto per una coppia come quella di Mark e Andrea!
    Grazie per tutte le emozioni che mi hai regalato, e spero di poter leggere presto qualcos altro scritto da te!!!

    Rispondi
    • Lorenza
      aprile 18, 2016 at 8:02 pm (3 anni ago)

      Felicissima che il finale ti sia piaciuto! Povera Andrea, dopo tanto patimento almeno un lieto fine! Grazie mille per tutte le belle parole. Chissà… forse più avanti tornerò a stressarvi con qualcosa di mio! ;)

      Rispondi
  7. Lele
    aprile 19, 2016 at 4:26 pm (3 anni ago)

    E un dispiacere sapere che questo è l’ultimo capitolo di questo strabiliante racconto. Spero di poter leggere al più presto altre tue opere. A presto Lorenza.

    Rispondi
    • Lorenza
      aprile 19, 2016 at 8:41 pm (3 anni ago)

      Personalmente queste settimane mi sembrano volate via in un attimo! Proprio a me che mi barcameno di continuo per ricavarmi istanti preziosi per scrivere! Vedrò di impegnarmi e di scrivere qualcosa che non deluda le vostre aspettative. Nel frattempo grazie mille di tutto

      Rispondi
  8. Veronica80
    aprile 19, 2016 at 7:23 pm (3 anni ago)

    Cara Lorenza…
    Tutto è bene quel che finisce bene :)
    Grazie per averci fatto compagnia con la tua storia e i tuoi personaggi. Sui saluti, mi sono emozionata per te…
    Cosa augurarti… Di vedere presto una tuastoria pubblicata :) hai ampiamente dimostrato la tua sensibilità e io mi sento di dirti una cosa: la sensibilità è un’arma a doppio taglio, può essere un freno quando subentra la paura, ma può essere un cavallo che inizia al passo per poi passare al trotto e finalmente lanciarsi in uno sfrenato e liberatorio galoppo quando si iinforca la strada del CORAGGIO e… Perché no!? Dell’incosciente spregiudicatezza!!! Questo è il mio augurio per te, con sincero affetto :)

    Rispondi
    • Lorenza
      aprile 19, 2016 at 8:46 pm (3 anni ago)

      Cara Veronica, non sai quanto le tue parole sia preziose e vere per me. Mi professo una leonessa ma poi sul più bello mi tiro indietro. Spero di essere arrivata ad un punto di svolta. Alla fine sono arrivata anch’io alla fatidica frase :”ma sì, saltiamo estiamo a vedere “. Ora attendo ssperando di poter condividere presto nuove novità con tutte voi. Bacioni grandi e affetto in tutto e per tutto ricambiato!

      Rispondi

Leave a Reply