“Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- Prologo

Sino ad ora la giornata della domenica per il sito è stata all’insegna dell’ozio più totale ma, a partire da oggi, questo dettaglio cambierà, almeno per i prossimi quattro mesi, il tempo necessario per riproporvi una storia che molte di voi hanno amato in passato e che altre, invece, impareranno a conoscere.

Renèe ha scelto di nuovo la domenica, come fu in origine, per pubblicare e condividere ancora con tutte noi il suo primo racconto, “Ricomincio da Te“, una toccante storia che ci aveva consumato sino alle lacrime. Quella che io in passato avevo definito “una storia chiamata destino.”

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Renèe è molto emozionata per questa seconda edizione, anche se, come le ho fatto notare, ha già superato ampiamente il primo esame e quindi questa volta dovrebbe solo godersi in tutta tranquillità la sensazione di vedere la sua storia spiccare di nuovo il volo e tenervi compagnia settimana dopo settimana. E mi raccomando: segnatevi il nuovo appuntamento 

Come ha suggerito la dolce Valentina, si torna al risveglio con caffè, biscotti e Renèe.

Vorrei dire tante cose su questo racconto. Ad esempio che è stato l’artefice anni fa dell’amicizia nata tra tante di noi, motivo per cui ne siamo così legate con affetto, e vorrei raccontarvi anche altri dettagli che lo riguardano, ma rischierei di incappare in qualche antipatica anticipazione per chi ancora non ha avuto il piacere e allora ho deciso di fare la brava, rimandando le chiacchiere con aneddoti e chicche alle prossime puntate, strada facendo.

Quindi, non mi rimane che lasciarvi in buona compagnia, augurarvi una splendida domenica seguito come sempre dall’immancabile….

 Buona Lettura

Playlist

Ricomincio da Te

 Prologo

 

19 Luglio 2007                                                                                       Venezia, ore 22.00

 

«Amore, stai tranquilla è tutto pronto per domani. Ora vieni qui, vicino al tuo futuro marito e dormiamo. Domani diventerai mia moglie e l’unica cosa che voglio è che tu abbia tutto quello che più desideri.››

Ecco il mio splendido uomo. Siamo giovani, beh forse giovanissimi a detta di qualcuno, ma questo non m’importa. Dicono che l’amore non ha età, ed è vero. Io e Filippo ci siamo conosciuti quando avevamo diciotto anni, in una calda serata d’estate, ed è stato come un fulmine a ciel sereno. Ci siamo scelti. Ed oggi a quattro anni di distanza, stiamo per diventare marito e moglie. Sono emozionata, in trepidante attesa che arrivi il gran giorno e ancora incredula di quel che mi sta capitando.

« E va bene amore, controllo un attimo le e –mail e ti raggiungo subito.» sospiro mentre prendo in mano il pc portatile.

« Dai Eleonora, tanto quel che è fatto è fatto e non serve a nulla controllare le e-mail adesso, il matrimonio è domani.» mi dice, leggermente infastidito.

«Sei proprio impossibile, forse avrei dovuto passare la notte prima delle nozze a casa di mio padre.» gli dico appoggiando il pc sul comò davanti al letto.

«Non lo pensi davvero, e non credo sarebbe stata una buona idea. Ti voglio tutta per me. Faccio fatica a starti lontano per andare al lavoro, figuriamoci per tutta la notte! Sei pazza!» ride mentre scuote la testa, mi tira a sé e cadiamo all’indietro sul letto.

«Ti amo vita mia.» mi sussurra Filippo mentre sfiora l’anello di fidanzamento che mi ha regalato qualche mese fa.

«Ti amo anch’io Filippo, con tutta me stessa.»

«Da domani sarai la Sig.ra  Riva.» dice pieno d’orgoglio.

«A quanto pare.» sospiro, sapendo dove vuole arrivare.

«Mi prometti che penserai alla mia proposta?»  chiede speranzoso.

«Ok. Anche se ho già preso la mia decisione.» dico tutto d’un fiato.

«Davvero? E quale sarebbe il verdetto? Porterai il mio cognome a tutti gli effetti?» nei suoi occhi c’è una speranza, un’emozione che mi commuove.

«Uhm….SI, PORTERO’ IL TUO COGNOME!!!!!» gli sorrido raggiante, sapendo di avergli fatto il più bel regalo al mondo.

In un secondo scatta alzandosi dal letto, si mette in ginocchio davanti a me e recita la sua promessa nuziale.

Io Filippo, prometto solennemente di prendermi cura di te, di amarti, di farti sorridere, di farti divertire, di rispettarti, di starti accanto in tutti i momenti che il futuro ci riserverà, di venerarti e di adorarti per il resto della mia vita. Perché tu Eleonora, sei la mia vita, la mia ancora, mi rendi un uomo migliore e perché senza di te io non sono niente. Ti scelgo come mia compagna di vita per tutta la vita. Ti amo.

Lo abbraccio forte concedendoci un lungo bacio appassionato, è un bacio famelico, pieno di desiderio e d’amore. I nostri corpi si reclamano e non possono fare a meno di stare distanti.

«La prossima volta che faremo l’amore, sarà da marito e moglie.» sussurra all’orecchio.

«Lo sai che sei un uomo fantastico?»

 

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19 Luglio 2007                                                                                 Roma, ore 22.00

 

 

«Angelica! Angelica!» sto urlando come un pazzo, mentre corro al piano di sopra.

«Alessandro, credo di non sentirmi bene. Le contrazioni sono sempre più forti. Ho dei dolori lancinanti. Aiutami!!!!» la voce di mia moglie è disperata, ed io credo di impazzire.

«Amore mio, dai su, ti aiuto io. Adesso chiamiamo l’ospedale e presto sarà tutto finito.» l’abbraccio e la alzo sorreggendola al meglio delle mie possibilità.

«Ale, la bambina, devi salvare la bambina. C’è qualcosa che non va, lo sento. Ti prego promettimi che la salverai.» vedo la disperazione negli occhi verdi di mia moglie.

«Angelica, andrà tutto bene. Tu ed Emma starete bene.» dico più a me stesso che a lei.

«Ahhhhhhh!!!!»

«Tesoro? Dai un altro scalino e siamo arrivati.»

«Prometti Ale! Promettimelo!!!!!» mi implora, terrorizzata.

«Si ok, lo prometto.»

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Sono stati i dieci minuti più lunghi della mia vita, credo di non aver mai guidato così veloce in tutta la mia esistenza. Arriviamo all’ospedale e fin da subito provo una sensazione di disagio. Sono spaventato, perché i medici che stanno trasportando mia moglie dal pronto soccorso al reparto di ostetricia-ginecologia, non mi dicono nulla. Io li tormento, faccio domande mentre stringo le mani di mia moglie, ma loro mi dicono di non preoccuparmi. È impossibile in questo momento, sento una vampata di calore che mi invade il petto, il sangue pompa nella testa. Mi sembra debba scoppiare da un momento all’altro.

«Sig. Ferraro, dobbiamo portare sua moglie nell’altra sala, appena avremo novità la avviseremo noi.» l’uomo con il camice verde mi sorride, tranquillo, ma io mi sento morire.

«No, no! Aspettate, non posso lasciare mia moglie così, devo star con lei. Fatemi entrare.»

«Non è possibile, è un caso di emergenza Sig. Ferraro. Abbia fede, faremo del nostro meglio. È in mani sicure.» la sua diplomazia mi fa venire voglia di prenderlo a calci nel culo.

Mi volto, tentando di ricacciare indietro le lacrime e guardo mia moglie, le faccio un sorriso, il migliore che possa farle per farla star tranquilla. È la mia vita. Senza di lei non sono niente. Non sono nessuno. Non posso perderla, non posso perdere Emma.

Le porte della sala operatoria si chiudono e io mi accascio, in un angolo nascosto di questo reparto, in questo maledettissimo ospedale.

 

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20 Luglio 2007                                                                                         Venezia, ore 07.00

 

«Buongiorno sposa, è ora di alzarsi.» la voce di Filippo è come un dolce richiamo, a cui non posso resistere.

«Uhm…Buongiorno sposo…» rispondo, ancora con gli occhi chiusi.

«Piccola, devo andare a ritirare l’abito e poi al rinfresco organizzato a casa dei miei.»

«Lo so, però dammi un altro bacio, prima che in questa casa si scateni l’inferno.» gli dico facendo spallucce.

«Ma certamente, amore.» mi bacia, e subito dopo se ne va, lasciando dietro di sé una scia di profumo buonissimo, il suo.

Mi alzo dal letto, faccio una colazione leggera ed una doccia, mi godo gli istanti di pace e silenzio prima dell’arrivo di mia madre e delle mie testimoni.

Non avrei mai creduto di sposarmi a ventidue anni, ma è successo ed è la cosa più bella del mondo.

Chissà che futuro radioso ed entusiasmante ci aspetta.

Il suono del campanello mi riporta alla realtà, devono essere arrivate mia madre e le ragazze.

«Buongiorno sposa!!!!!» irrompono nella stanza, con una serie di borse, borsette e porta abiti.

«Buongiorno a voi!» esclamo raggiante, tenendo una tazza di caffè tre le mani.

Noemi e Rachele sono le mie più care amiche, le conosco dai tempi del liceo, siamo legate profondamente, sebbene ognuna di noi abbia preso strade diverse dopo la fine del liceo.

Rachele ha intrapreso la carriera universitaria; si è trasferita a Roma per studiare medicina, nonostante nessuno di noi fosse entusiasta della sua scelta, ma per lei è stata un’incredibile opportunità, la sua occasione di spiccare il volo, come le piace precisare.

Noemi, invece, lavora la mattina in un bar e alla sera fa la PR per conto di locali e discoteche, una vita di emozioni e piacevoli insicurezze come dice sempre.

Siamo estremamente diverse, ma ugualmente legate indissolubilmente.

«Allora, come sta la sposina?» mi chiedono le mie amiche.

«Sto bene. Benissimo direi, non vedo l’ora che tutto sia finito e di partire per il viaggio di nozze.»

«Tesoro, goditi il momento perché non tornerà mai più. Oggi è il tuo giorno. Vivilo.» mia madre fa capolino dalla camera, dove ha già sistemato tutto l’occorrente.

Meno male ho sistemato tutto prima che arrivasse, mi ritrovo a pensare.

Adoro mia madre, ma è l’opposto di me, andiamo d’accordo perché i nostri DNA combaciano e perché ci vediamo di rado. Dopo il divorzio dei miei genitori ho deciso di restare a vivere a casa di mio padre.

Lei, d’altro canto, ha voltato pagina, convolando a giuste nozze per la seconda volta.

È felice, ed io lo sono per lei.

Da allora ci vediamo ogni sei mesi circa, in quanto segue il suo nuovo marito che per lavoro viaggia moltissimo. Mi manca a volte, ma mio padre riesce benissimo a colmare tutti i vuoti che a volte provo nel pensare a lei.

È stata una brava mamma, non posso incolparla se con mio padre non è andata come tutti avremmo voluto. Mi è sempre stata accanto, sebbene molto spesso la distanza sembrava allontanarci, e anche oggi mi è vicina in questo giorno così speciale.

«Sarà meglio iniziare a prepararci!» esclama Noemi.

« Concordo, chiacchiere a parte, abbiamo un matrimonio da affrontare!» la segue Rachele.

«Aspettate ragazze…mettetevi vicino al terrazzo, per favore.» chiede mia madre.

«Perché?» chiediamo in coro, girandoci verso di lei.

«Perché vi devo scattare una foto per ricordare questo momento! Oh state diventando delle splendide giovani donne!» conclude, commossa.

«Dai mamma, non fare così. Oggi è un giorno felice, niente lacrime!» le dico, sorridendo.

Ci mettiamo tutte e tre abbracciate nel terrazzo, baciate dal sole di Luglio, sorridenti e unite come non mai. Ed eccolo lì, l’istante prezioso, catturato dal flash di una polaroid che ci ritrae in una cornice di felicità e serenità. L’istante, l’attimo in cui tutto sembra perfetto ed il tempo si ferma e tutto è semplicemente magico.

 

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20 Luglio 2007                                                                                Roma, ore 04.37

Sto consumando il pavimento a forza di far avanti e indietro, ho bevuto almeno cinque caffè e non dormo da un’infinità di ore. I genitori di Angelica mi chiamano ogni mezz’ora per sapere se ci sono novità, ed è straziante rispondere sempre allo stesso modo. Ho avvisato i miei genitori e mio fratello della situazione, ma si trovano negli Stati Uniti per un viaggio di lavoro, e non possono far molto, se non aspettare il prossimo volo per Roma.

L’attesa mi sta uccidendo. Credo di impazzire, entro nella camera che è stata assegnata a mia moglie. Tiro fuori i vestitini di Emma, noto con malinconia che profumano di Angelica, li deve aver lavati con il suo ammorbidente preferito penso sorridendo.

Mi ritrovo ad annusare i vestitini della piccola e la vestaglia di mia moglie, per un istante mi sembra di essere a casa, felice e sereno nel nostro piccolo rifugio d’amore, mentre i ricordi riaffiorano nella mia mente.

Io e Angelica ci siamo sposati il diciotto giugno del 2005, con una cerimonia semplice, qualche amico e i parenti più stretti sulla spiaggia di Sabaudia, tra i profumi del cielo e del mare.

L’ho amata dal primo istante in cui l’ho vista e non credo potrei mai amare nessun’altra.

Abbiamo viaggiato molto, abbiamo vissuto dieci anni stupendi insieme e quando al ritorno da un viaggio alle isole Fiji, mi ha detto di essere incinta, è stato come se di colpo fosse Natale.

 

«Sei sicura che le due linee vogliano dire INCINTA?» le chiedo, ancora incredulo.

«Guarda amore, c’è scritto proprio qui.» mi fa segno di guardare sul foglietto illustrativo.

«Chiamiamo la Dott.ssa Del Corso, dobbiamo chiederle se questi test sono attendibili.» sentenzio emozionato.

«Amore, ho fatto quattro test di gravidanza. L’attendibilità è del 99%.» mi risponde lei sicura e raggiante come non l’avevo mai vista.

«Oh santo cielo, diventeremo genitori!» esclamo un po’ sotto choc.

«Sarai un papà fantastico!» mi accarezza la guancia, mentre mi da un bacio casto sulle labbra.

«E tu sarai una splendida mammina.» le dico sfiorando quel piccolo pancino.

 

«Ehm.. Sig. Ferraro?» la voce dell’infermiera mi riporta alla dura realtà strappandomi dal sogno ad occhi aperti.

«Si. Eccomi, ci sono novità?» rispondo agitato mentre poso i vestitini sul letto.

«Si, ci sono novità Sig. Ferraro.» mi risponde l’ infermiera, con uno splendido sorriso.

«Oh santo cielo! È nata Emma? E mia moglie?» chiedo impaziente.

«Venga con me, la porto da sua figlia.»

Seguo l’infermiera, completamente stordito e colmo di una serie di emozioni nuove, intense, che mi riempiono il cuore di gioia e speranza.

Entro in una stanza dove ci sono una decina di culle, ai miei occhi piccolissime, è calda ed accogliente, profuma di buono e di pulito, dev’essere l’odore dei bambini penso distrattamente. L’infermiera si ferma di colpo, si volta e mi fa cenno di avvicinarmi ad una culla tutta rosa. Si china, prende in braccio un piccolo fagottino avvolto da una copertina, e mi fa segno di sedermi sulla poltrona affianco alla culla. Mi siedo, completamente rapito da quel piccolo esserino che sta nelle sue braccia.

« Ecco a Lei Emma: è nata alle 04.47, è lunga 49 cm, pesa 3.150gr. ed è una bimba sana e forte.»

Dal mio viso, cadono grosse lacrime calde e salate. È un’emozione unica, che ti trapassa il cuore, niente è più lo stesso con questa piccolina tra le braccia. Tutto ha un sapore e un gusto diverso, ora che c’è lei. Ha un visino paffuto e dorme pacifica tra le mie braccia, la guardo e penso a come abbiamo fatto a vivere senza di lei per tutti questi anni.

 

Benvenuta piccola Emma, sei un piccolo, dolce angelo.

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20 Luglio 2007                                                                           Venezia, ore 17.00

 

 

Io Filippo, prometto solennemente di prendermi cura di te, di amarti, di farti sorridere, di farti divertire, di rispettarti, di starti accanto in tutti i momenti che il futuro ci riserverà, di venerarti e di adorarti per il resto della mia vita. Perché tu Eleonora, sei la mia vita, la mia ancora, mi rendi un uomo migliore e perché senza di te io non sono niente. Ti scelgo come mia compagna di vita per tutta la vita. Ti amo.

 

Io Eleonora, prometto solennemente di prendermi cura di te, di amarti, di condividere con te tutta me stessa, di esserti di conforto nei momenti difficili, di esserti di appoggio nei momenti felici e di gioire insieme a te.

Sei il mio futuro, la mia casa e il mio rifugio.

Ti scelgo come mio compagno di vita per tutta la vita. Ti amo.

 

«E con queste splendide promesse, sono lieto di dichiararvi marito e moglie.» annuncia, trionfante Don Andrea.

«Può baciare la sposa, figliolo.» prosegue, rivolgendosi a mio marito.

«Ciao, Signora Riva.» sussurra Filippo prima di donarmi il nostro primo bacio da marito e moglie.

In quel momento il tempo si ferma, ci siamo solo io e Filippo.

In lontananza sento una cascata di applausi e fischi mentre lacrime di gioia solcano le mie guance. Sono così felice, è il momento più bello di tutta la mia vita.

Mi sento splendida nel mio abito color grigio perla. Davanti è accollato, impreziosito da qualche strass sul collo, per seguire morbido lungo il mio corpo, mentre dietro ha una generosa scollatura che finisce in un modesto strascico di seta. Ho optato per un bouquet piccolo, qualche rosa bianca contornata da tulle grigio perla.

È tutto perfetto. L’ abito, il bouquet, il trucco leggero e naturale, i capelli raccolti in un semplice cignon, dal quale spunta qualche ciocca leggermente mossa.

Fosse stato per me, mi sarei sposata senza tante cerimonie, ma Filippo voleva di più, molto di più.

«Evviva gli sposi!!!!» il coro degli invitati è come una melodia, mentre il riso cade come pioggia sopra di noi.

Filippo mi prende in braccio, in segno di vittoria e pochi istanti dopo decine di palloncini bianchi si innalzano nel cielo azzurro e sereno.

È un giorno perfetto, uno splendido collage di momenti di felicità.

Se mi avessero chiesto di descriverlo, avrei usato una sola espressione: perfetto come un sogno.

Il ricevimento è stato preparato nel parco della villa dei genitori di Filippo, con gazebi bianchi e tavoli elegantemente imbanditi disseminati lungo tutto il parco.

Da un tendone più ampio una dolce melodia fa capolino, mentre elegantissimi camerieri servono le pietanze ai tavoli.

Mi guardo attorno, ancora attonita nel constatare cosa siano riusciti a creare.

Addobbi floreali, palloncini ed enormi veli color avorio impreziosiscono tutto l’ambiente.

Quando poi arriva l’ora del tramonto, l’atmosfera diventa ancora più suggestiva.

Tutto appare ancora più magico.

«Eleonora, sei splendida.» la voce di Marta, mi rassicura immediatamente.

«Grazie Marta. È semplicemente splendido, la realtà ha superato di gran lunga la mia immaginazione. Grazie di cuore, per tutto.» rispondo, abbracciandola.

«Benvenuta in famiglia, Eleonora.» l’abbraccio di Claudio, mi tocca il cuore.

Continuo a ripetermi che è un sogno, che presto mi sveglierò, ma mentre sono assorta nei miei pensieri, Filippo mi prende per mano e mi porta a ballare.

Sulle note di You’re Beautiful di James Blunt  ballo insieme a mio marito.

L’uomo che amo e desidero. Tutto il resto del mondo non esiste.

Prendendo fiato tra un ballo e l’altro, noto i miei genitori che si stanno  avvicinando.

«Ele, amore, è stata una splendida festa e tu sei una bellissima sposa.» la voce rotta di mia madre mi commuove, ma so che se inizio a piangere per lei sarebbe ancora più difficile lasciarmi.

«Oh mamma, grazie di tutto. Grazie di cuore, ti voglio bene.»le sussurro all’orecchio.

«Anch’io tesoro. Congratulazioni e siate sempre così felici.» mi dice mentre le cade una lacrima.

«Tesoro, non ti scordare del tuo vecchio. D’accordo? Ti aspetto al ritorno dal viaggio di nozze.» dice mio padre più sicuro, ma comunque emozionato.

«Va bene, papà. Ci sentiamo nei prossimi giorni.» lo abbraccio forte, mentre respiro il suo profumo.

Mi mancherà moltissimo. La sua risata, il suo piatto preferito, la sua voce in giro per casa.

Ricaccio indietro le lacrime e mi volto verso Filippo.

«Signora Riva, sei pronta?» chiede, cingendomi la vita.

«Ma certo Sig. Riva.»

Ci avviamo alla nostra auto, piena di fiocchi e fiori, Filippo apre la porta dell’auto, mi aiuta a salire e mi bacia dolcemente sulle labbra.

«Hai una vaga idea di dove siamo diretti, amore?» domanda, sfoderando il suo splendido sorriso.

Scuoto la testa, in attesa di aver più informazioni.

«Beh, credo che il piacere stia nell’attesa tesoro.» sussurra, facendola sembrare una proposta tremendamente indecente.

Oh mio dio… come fa a provocarmi dei brividi di delizioso desiderio solo con la voce? Di colpo sento un piacevole calore che mi sale dalle cosce e non vedo l’ora di essere ovunque lui voglia portarmi.

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20 Luglio 2007                                                                                              Roma, ore 17.00

 

«Alessandro?» la voce flebile di Angelica, attira la mia attenzione.

«Tesoro! Che bello sentir la tua voce.» le dico, mentre mi avvicino al letto.

«La bambina, dov’è?» chiede allarmata.

«E’ alla nursery, la stanno cambiando. Tra pochi minuti la porteranno qui.» le sorrido, accarezzandole il volto.

«Sta bene? Non ricordo nulla.»

«Tesoro, stavi molto male e i dottori hanno deciso di farti l’anestesia totale e farla nascere col parto cesareo. Devi riposare e stare tranquilla. Emma sta benissimo, è nata questa mattina, o stanotte, dipende dai punti di vista. Alle 04.47. Adesso chiamiamo le infermiere e chiediamo di portarla qui.» le dico con un sorriso e un tono rassicurante.

«Si, voglio vederla e tenerla in braccio.» sentenzia, in un soffio.

Esco dalla stanza, mi dirigo all’accettazione del reparto e spiego all’infermiera che la madre di Emma si è svegliata.

Pochi minuti dopo, una piccola culla entra nella stanza e l’infermiera appoggia la piccolina sul petto di Angelica. È una scena commovente, che mi riempie di gioia il cuore. Sono bellissime insieme, c’è una dolcezza ed un amore incondizionato nello sguardo di mia moglie, che mi scalda il cuore, perché è lo stesso amore che ho provato io, quando mi hanno messo in braccio per la prima volta Emma.

«Amore è bellissima. È perfetta.» dice Angelica, accarezzandole le minuscole dita.

«E’ un angelo, tesoro. È di una bellezza tale che ti disarma.» le rispondo, dandole un dolce bacio sulla testa.

Angelica inizia a piangere, ed io mi siedo sul letto con lei, abbracciando i miei due amori più grandi. Voglio consolarla, dirle che va tutto bene, che saremo una bellissima famiglia, ma nessuna parola esce dalla mia bocca perché la verità è che la paura che abbiamo provato entrambi è talmente viva in noi che non riusciamo a dire altro.

«Tesoro, adesso riposati, questa sera avrai delle visite.» le sussurro, prendendo Emma tra le braccia.

«Ma ho dormito fino ad adesso, voglio stare un po’ con voi.» esclama Angelica.

«Io ed Emma staremo qui in camera con te, però vorrei tu riposassi prima delle visite.» le dico dolcemente.

«D’accordo, però metti la culla vicino al letto, voglio vederla.» dice sorridendomi.

«Va bene, tesoro.»

«Ti amo tanto amore.» mi sussurra all’orecchio.

«Io di più, tesoro mio.» sorrido, facendole il solletico sul collo.

Finalmente dopo tante ore riesco a socchiudere i miei occhi e sentirmi un po’ più tranquillo.

Il peggio è passato, da qui in avanti verrà solo il meglio per noi.

 

 

FINE PROLOGO

 

– ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA – 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

 

17 Comments on “Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- Prologo

  1. Valentina
    maggio 29, 2016 at 9:36 am (4 anni ago)

    Mi piace molto questo appuntamento domenicale, rileggo volentieri questa storia che mi ha fatto battere il cuore e anche versare qualche lacrima.
    Un abbraccio a Renee e a Stella

    Rispondi
    • Renèe
      maggio 29, 2016 at 11:22 am (4 anni ago)

      Un abbraccio a te Valentina… ricominciamo questa avventura… grazie dal profondo del mio cuore !!!!

      Rispondi
  2. manu85
    maggio 29, 2016 at 9:46 am (4 anni ago)

    Che bello non vedo l ora di rivivere questa storia..
    grazie stella e sopratutto a Renee baci

    Rispondi
    • Renèe
      maggio 29, 2016 at 11:23 am (4 anni ago)

      A te manu, un bacione e ….alla prossima settimana ! <3

      Rispondi
  3. Virna
    maggio 29, 2016 at 10:17 am (4 anni ago)

    Bellissima storia!!!!
    Il mio nuovo appuntamento fisso della domenica

    Rispondi
    • Renèe
      maggio 29, 2016 at 11:23 am (4 anni ago)

      Virna…che dire… io non vedo l’ora di condividerla nuovamente con voi!!! Un abbraccio

      Rispondi
  4. Minù
    maggio 29, 2016 at 11:13 am (4 anni ago)

    Non sono riuscita a leggere il capitolo perché alla presentazione mi sono sciolta in lacrime :’)
    Da questo racconto sono nate nuove Amicizie anche importanti per me , e da qui che tutto è cominciato <3 <3
    Ancora grazie a Stella e a Renèe. ..

    Rispondi
    • Renèe
      maggio 29, 2016 at 11:26 am (4 anni ago)

      Minù cara…. eh niente…io ti faccio compagnia… mi sono emozionata anch’io! Grazie a tutte voi …
      alla prossima settimana… <3

      Rispondi
  5. ROSY C.
    maggio 29, 2016 at 12:23 pm (4 anni ago)

    Ciao Renèe!!!! Prologo interessante ma siccome x me è la prima volta ke mi avventuro in questa storia mi sorge una domanda ….. ma sono 2 storie in 1 o c’è il “trucco”????? Comunque …. la storia di Angelica mi ha commosso ….mi ha ricordato la mia …… non vedo l’ora ke sia domenica prossima x saperne di più !!!! Un bacio bella!!!! :-* :-* :-*

    Rispondi
    • Renèe
      maggio 29, 2016 at 12:34 pm (4 anni ago)

      Cara Rosy, buona domenica… <3
      Allora, sono due storie…ma poi…. chissà cosa capiterà …. mi rendo conto che il prologo è fuorviante, ma vedrai, tutto poi acquisterà un senso!
      Ti aspetto, qui, domenica prossima! Un abbraccio

      Rispondi
  6. Samy
    maggio 29, 2016 at 12:44 pm (4 anni ago)

    Ohhhhhhhhh
    Ma queste di che sono belle cose!!!
    Non era più domenica senza la nostra Renèe….
    E si riparteeee ❤
    In bocca al lupo, ragazza! ❤

    Rispondi
    • Renèe
      maggio 30, 2016 at 9:05 am (4 anni ago)

      Crepi tesoro! Grazie del tuo sostegno…
      Noi, invece, ci si sente venerdì, con quel “cucciolo” di Salvo <3!!!!

      Rispondi
  7. Veronica80
    maggio 29, 2016 at 10:58 pm (4 anni ago)

    In bocca al lupo bellezza <3
    Io non conosco la tua storia, quindi me la godo ex novo :)
    Mi sto già facendo i miei viaggi, segno che mi hai già colpita ;)
    Non è che là neo mamma muore!? Perché ho questo presentimento ??? Troppo ospedale in questo periodo :)
    Ti abbraccio e ti aspetto Domenica prossima ;)

    Rispondi
    • Renèe
      maggio 30, 2016 at 9:03 am (4 anni ago)

      Veronica cara, mi fa molto piacere sapere di aver catturato un po’ della tua attenzione :)
      Io ti aspetto domenica prossima, poi, riguardo i tuoi presentimenti, ce la racconteremo…. :-)
      Ti abbraccio forte, cara!

      Rispondi
  8. Irina
    maggio 31, 2016 at 11:42 am (4 anni ago)

    Che bello, sono contentissima di rileggere questa storia! Grazie Stella e Renee!

    Rispondi
  9. Lorenza
    giugno 1, 2016 at 3:06 pm (4 anni ago)

    Ahhhhhhh! Stavo rischiando di perdermi sta chicca! Ma eccomi qua, pronta a rileggere con voglia e gioia questa bellissima storia! Grazie stella per questo regalo e complimenti a Renee!

    Rispondi
  10. rosig
    giugno 3, 2016 at 1:10 pm (4 anni ago)

    Rileggere questa bellissima storia d’amore e emozionante…. bellissimi ricordi…. come dimenticare Ale &Ele un bacio Renée

    Rispondi

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