“Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 1° Capitolo

Seconda domenica, inaugurata lo scorso weekend, in compagnia di Renèe e del suo racconto “Ricominincio da Te”, seconda edizione di una storia che abbiamo amato e seguito con passione in tante.

Ma, Mi sono resa comunque conto, leggendo qualche commento della settimana scorsa, che alla fine ho fatto bene a non dare troppe anticipazioni, tra noi abbiamo delle nuove lettrici, che non sanno ancora cosa le aspetta e sarà veramente divertente, capitolo dopo capitolo, vedere le loro reazioni quando entreranno nel vivo della storia. Vedremo se stanno più fantasiose di noi nell’organizzare spedizioni punitive a voi sapete chi 

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Ho notato anche che qualcuna, dopo aver letto il primo capitolo, barcolla un po nel buoi, tentando di capirci qualcosa. Tranquille, i nodi verranno al pettine prima di quanto crediate, ed allora, saranno incredibili gioie e dolori. Intanto mettetevi comode e godetevi la quiete prima della tempesta.

Non mi rimane che lasciarvi in buona compagnia e augurarvi una splendida domenica seguito come sempre dall’immancabile….

 Buona Lettura

Playlist

Ricomincio da Te

Due anni dopo

-Eleonora-

 

Sono in riunione, non posso rispondere. Appena finisco ti chiamo. Non aspettarmi per cena. Mi dispiace molto. Fil.”

Leggo il messaggio di mio marito e, per il terzo giorno di fila, mi ritrovo a cenare da sola. Svogliata e delusa, metto gli avanzi del pranzo nel microonde e imposto la temperatura, i secondi e il grado di cottura. Osservo il piatto girare all’interno del forno e finisco per non sentire nemmeno il” bip” che mi avvisa che la cena è pronta.

Distrattamente, appoggio il piatto sul tavolino del salotto, cerco il cellulare e provo a digitare una risposta.

D’accordo amore. A dopo. Un bacio.”

Forse la mia risposta è troppo sintetica. So che non dovrei essere delusa, in fin dei conti sta lavorando. La verità, però, è che vorrei non avesse mai accettato quella promozione. Prima di questo lavoro, eravamo felici, ogni weekend lo passavamo insieme, poco importava dove, bastava stare insieme.

Adesso però, è tutto diverso.

Lavora sette giorni a settimana, con una media di 12 ore al giorno, sono più le volte che cena fuori di quelle che passa a casa con me. Economicamente non ci manca nulla, anzi, abbiamo raggiunto una qualità di vita sicuramente migliore, ma a me andava bene anche com’era prima.

Dopo il matrimonio, siamo immediatamente partiti per il viaggio di nozze a Formentera.

Sono state tre settimane stupende. Ricordo ancora gli odori e i sapori di quel bellissimo viaggio.

La paella, la sangria, i tramonti indimenticabili a Cala Saona, lo scooter blu che usavamo per spostarci da una parte all’altra dell’isola. I locali di Es Pujols e i suoi suggestivi paesaggi. Al ritorno da quel viaggio, ci siamo trasferiti in questa casa. Non volevo lasciare il nostro appartamento, era il nostro nido d’amore, ma Filippo voleva più spazio.

Faremo dei bambini, amore. Almeno due e avremo bisogno di spazio.” aveva detto Filippo, convincendomi, senza nemmeno troppi sforzi.

Filippo è fatto così, ottiene sempre ciò che vuole.

In questi due anni mi ha portata in giro per il mondo, nonostante io invece volessi trovarmi un lavoro.

In due anni e mezzo abbiamo visitato mezza Europa; sono stata bene, mi entusiasmava viaggiare e conoscere altri posti, culture ed usanze. Mi sentivo coccolata ed estremamente fortunata ad avere un marito così premuroso e interamente dedito a me, ma ad un certo punto qualcosa è cambiato, desideravo affermarmi professionalmente e non fare la moglie mantenuta.

Così dopo aver preso coraggio per affrontare questo argomento, abbiamo avuto il nostro primo vero litigio.

«Tesoro, ho una bella notizia!»esclamo, mentre attendo Filippo in cucina.

«Davvero? Di cosa si tratta?» si avvicina, titubante.

«Il mio patrigno mi ha fatto un’offerta di lavoro, veramente molto allettante.»

«Ele, ne abbiamo già parlato, per fortuna non hai bisogno di lavorare. Il mio stipendio, basta e avanza.» risponde in tono categorico.

«Ma non hai nemmeno sentito di che offerta si tratta.» dico, amareggiata.

«Che offerta ti ha fatto?» domanda, con un sorriso forzato.

«Allora… dovrei occuparmi, insieme alla sua assistente, del settore grafico pubblicitario del suo studio. È un’ottima opportunità per me. Potrei far carriera in questo campo. Ci sono molti corsi per approfondire l’argomento e per tenersi aggiornati. Inoltre, lui sarebbe disposto a retribuirmeli e ad inserirmi nell’organico.» sorrido, sperando di avergli fatto capire quanto desidero la sua approvazione.

«E se io ti offrissi un bel viaggio a New York, due settimane io e te a far shopping e a visitare gli States? Potremmo andare anche a Las Vegas, a Philadelphia, oppure a Chicago. Dove vuoi tu, chiamiamo Claudia, l’agente di viaggio dei miei genitori, e prenotiamo.» si avvicina, abbracciandomi.

«Tesoro, la proposta è allettante, lo devo ammettere, però è da quando ci siamo sposati che viaggiamo e ci divertiamo. Ho 24 anni e vorrei iniziare a lavorare. Per favore, dammi una possibilità. Negli Stati Uniti possiamo andarci a Natale, mi hanno detto che New York è fantastica in quel periodo.» cerco di contrattare con un sorriso malizioso.

«Non capisco perché mi chiedi le cose, se hai già preso la tua decisione. Dimmi piuttosto che hai trovato un lavoro, non che Saverio ti ha fatto un’offerta. L’offerta implica che tu non abbia ancora deciso, che sei ancora in fase di valutazione, invece a me sembra che tu abbia già scelto.  E per di più senza sentire il parere di tuo marito!» il suo tono è arrabbiato, infastidito.

«Filippo, non fare così, non è vero che non ti sto chiedendo un parere. È stata la prima cosa che ti ho detto appena sei rientrato. Vorrei poter avere un lavoro, sentirmi completa. Non è un lavoro impegnativo, e per di più lo studio è qui vicino.» gli rispondo ansimando, mentre sto cercando di difendermi.

«E così non ti senti completa? Cosa c’è esattamente che non ti va più bene, Eleonora?» mi sta urlando contro.

«Non c’è niente che non vada bene. Solo che dopo un anno e mezzo che mi mantieni vorrei poter contribuire anch’io. Possibile che non riesci a capirlo?» adesso mi sto agitando anch’io.

«Senti Eleonora, sono stanco, ho avuto una giornataccia e non ho più voglia di discutere.»

«Non puoi scappare Filippo, dovremmo affrontarlo questo problema.» gli urlo, mentre lui mi sta dando le spalle.

Mentre ripenso a quel litigio, mi accorgo che la cena si è raffreddata e l’appetito, non so come, mi è passato. Continuo a pensare che sia stata una fatalità, una coincidenza che la mia assunzione nello studio di Saverio, corrisponda alla promozione di Filippo. Da quella sera non ne abbiamo più parlato, ma da quando ho preso questa decisione, il nostro rapporto è cambiato. Fa sempre più tardi la sera, a volte parte per dei giorni e mi sento sempre più lontana da lui. Forse sarà solo un periodo, nei matrimoni ci sono degli alti e bassi e mi auguro passerà presto.

Visto che siamo prossimi alle festività natalizie, potrei prenotare quel viaggio negli States, sarà il mio regalo di Natale.

Dopo questa idea, mi sento molto più tranquilla, così prendo il computer e avvio una chiamata su Skype, sperando che Rachele sia collegata. Il suo profilo è connesso, e pochi istanti dopo vedo un suo messaggio.

“Ti chiamo fra dieci minuti bellezza.”

Sorrido, pensando a lei, in questi anni nonostante la lontananza, siamo sempre rimaste in contatto. Pochi istanti e Rachele mi richiama, posiziono la webcam e rispondo.

«Ehi!!! Finalmente, come stai?» esordisce Rachele.

«Ma ciao tesoro! Abbastanza bene, e tu invece, come te la passi?»

«Sono piena di corsi e di esami, ho iniziato il tirocinio e la mia vita sociale è praticamente inesistente.» mi confessa Rachele.

«Anche io a livello di vita sociale non scherzo.» sbuffo amareggiata

«Hey, tutto bene li? Ti vedo un po’ sciupata e sembri triste. Guai con Filippo?» mi chiede turbata.

«Si va tutto bene, però Filippo lavora sempre di più e io lo sento lontano, distante.» rispondo rammaricata.

«Tesoro, se hai bisogno di me posso prendermi qualche giorno e venire da te, o meglio, da voi. Oppure, se vuoi cambiare aria, puoi venire tu qui un po’ di giorni a Roma.» la sua proposta mi alletta come non mai.

«Facciamo così tesoro, vedo come organizzarmi con il lavoro, con Filippo e ti faccio sapere. Vorrei poter venire io a Roma.»

«Ok. Non c’è nessun problema, quando vuoi sono qui. Adesso devo scappare, alla mia coinquilina serve il computer. Ti abbraccio forte. Stai tranquilla, ok?»

«Va bene, ci sentiamo nei prossimi giorni.››

«A presto tesoro!»

Dopo aver salutato Rachele, mi sento molto più serena e mentre la sua proposta sta prendendo forma dentro la mia testa, mi convinco del fatto che, forse, ho davvero bisogno di andare via qualche giorno.

Sono le tre del mattino quando sento il corpo di Filippo entrare nel nostro letto.

«Hai fatto molto tardi, tutto bene?» gli chiedo assonnata.

«Si amore, dormi. Domani mattina ti racconto tutto. Notte.» mi bacia dolcemente, mentre sprofondo tra le sue braccia.

Vedo una luce tenue filtrare dalla finestra, mi giro nel letto e sento dei passi in lontananza, il balcone si sta per aprire e sento il profumo del caffè.

«Buongiorno!» la voce di Filippo è scherzosa e mi rende di buon umore.

«Uhm…Buongiorno a te.» rispondo stiracchiandomi nel letto.

«Su dormigliona, ti ho portato il caffè a letto.» mi dice, pizzicandomi il sedere.

«Ma che ore sono? E tu come mai sei ancora a casa?» gli chiedo curiosamente.

«Oggi mi sono preso una giornata a casa.›› annuncia sorridente. ‹‹Per stare insieme.» aggiunge poi, malizioso.

«Non ci credo! Vuoi dire che possiamo stare insieme tutto il giorno?» chiedo sinceramente emozionata.

«Esatto, quindi oggi annulla ogni impegno perché sei tutta mia!» esclama, facendomi il solletico lungo tutto il corpo.

Sto tentando di riprendere fiato, dopo essere stata torturata con una dose massiccia di solletico, mentre Filippo si avvicina posando sul mio collo dei piccoli e lievi baci. Sento una scia di brividi percorrermi la schiena e subito i miei muscoli si contraggono. Ha così tanto potere su di me questo uomo, il suo essere autoritario, protettivo e a volte esagerato mi fa impazzire.

Mi scosta la spallina della sottoveste, appoggiando le sue labbra sulla spalla, scende fino al petto, baciando e stuzzicando i miei seni, mentre con una mano fa scivolare la sottoveste fino ai piedi.

Lo invito sotto le coperte e lui mi accontenta, continua a giocherellare con i miei capezzoli, mentre una mano scivola giù, trovando il bordino di pizzo dei miei slip. Il mio ventre si contrae, Filippo delicatamente mi accarezza accendendo ogni parte del mio corpo.

Dopo un po’ di attesa, finalmente, si fa spazio con le dita tra le mie gambe, trovando il punto dove  lo stavo già aspettando. Inizia a comporre dei cerchi, alternandoli a piccole pressioni che mi fanno ansimare ad ogni suo tocco. È una dolce tortura; un momento va più veloce, il momento dopo si ferma, mi farà impazzire, non so quanto resisterò.

Assaporo le sue labbra e guardo dentro i suoi occhi azzurro cielo, ed in quel momento entra dentro me. È intenso, disarmante l’amore che provo per lui, adoro questa sensazione di totale completezza. Era tanto tempo che non mi sentivo così amata e desiderata. Tutti i dubbi che ieri affollavano la mia mente, ora, sono di colpo spariti.

«Questo si che è un buongiorno!» sussurro all’orecchio di Filippo.

«Oh, lo puoi dire forte mogliettina mia!» risponde ridendo.

Si gira verso di me, accarezzandomi la spalla, dandomi piccoli baci lungo tutto il viso.

«Cosa ti piacerebbe fare oggi?» chiede guardandomi negli occhi.

«Non saprei proprio. Tu hai qualche idea?» sorrido sorniona.

«Oh, non ci provare mia cara. Non riuscirai a corrompermi!» ride, puntandomi il dito contro.

«Ok, mi arrendo!» dico alzando le mani in segno di resa.

Sospiro e proseguo.

«Vorrei tanto fare una passeggiata sulla spiaggia e godermi questo sole autunnale, poi andare a pranzo in un posticino tranquillo e per ultima cosa, stare abbracciata a te tutto il giorno!» esclamo decisa.

«Uhm…mi piace quest’idea. Su forza, si parte!» esulta Filippo.

«Va bene, va bene. Vado a prepararmi.» dico con noncuranza, ma in realtà dentro sto esplodendo di gioia.

Il mio Filippo è tornato, sono al settimo cielo, finalmente lo sento di nuovo con me. Quanto mi è mancato. Lo amo, lo amo alla follia. Faccio una bella doccia, raccolgo i capelli come piacciono a lui, mi trucco scrupolosamente ed infine esco dal bagno in slip e reggiseno. Filippo, che nel frattempo si è fatto la doccia nell’altro bagno, si sta vestendo e quando alza lo sguardo rimane immobile con la cintura a mezz’aria. So di essermi truccata e pettinata come piace a lui ed in più ho messo il completino di pizzo rosa e nero che mi ha regalato per il mio compleanno. Mi piace stuzzicarlo e giocare, non sono molte le volte che è così spensierato e voglio godermi ogni attimo.

«Mi vuoi far morire, eh?» dice con voce roca.

«Chi io? No amore, ti sbagli sto venendo a vestirmi.» rispondo con un sorrisetto malizioso, calcando la voce sulla parola “venendo”.

Mi guarda scioccato per un momento, poi scuote la testa ridendo mentre io mi avvicino lentamente. Apro l’armadio, scelgo i pantaloni, la maglia e il coprispalle. Mi sento osservata sotto il suo sguardo divertito. Devo ammettere che mi piace questo suo essere scherzoso.

Inizio poi a vestirmi, lentamente, sotto i suoi occhi. Si avvicina cauto, come un predatore, e mi sfiora la schiena, mi bacia le spalle e mi aiuta a infilare la maglietta, adagiando le sue mani lungo tutto il mio corpo, infine, scosta i miei capelli per posare un bacio delicato, ma tremendamente sensuale sul collo.

«Ecco fatto, amore» dice agganciandomi la collana in oro bianco con le nostre iniziali incise.

«Sei perfetta.»

«Grazie.» gli dico guardandolo negli occhi.

Usciamo di casa, continuando a lanciarci sguardi maliziosi e complici. Chissà dove mi porterà, non ha minimamente accennato al luogo, da queste parti ci sono parecchie località balneari, ma ovunque sarà andrà benissimo, l’importante è stare insieme.

Siamo da poco arrivati all’entrata del parcheggio custodito. Ritiriamo le chiavi, salutando Luca, il custode dell’autorimessa e saliamo in auto. Filippo pochi istanti dopo, riceve una telefonata.

Di solito mentre guida usa il vivavoce, ma questa volta, stranamente, spegne il telefono nel bel mezzo degli squilli.

«Come mai non hai risposto?» chiedo, perplessa.

«Perché non voglio essere disturbato. Ieri sera ho fatto tardi e avevo già avvertito che oggi non sarei stato reperibile per alcun motivo.» risponde categorico.

«Magari era importante, non credi? Dai richiama Selene e non fare lo scontroso con lei.»

«Non sono scontroso.» dice, mentre mi rivolge uno sguardo truce.

«Va bene. Non dico più nulla.» mi arrendo, non voglio farlo arrabbiare.

Pochi minuti dopo, il telefono suona di nuovo. Questa volta è un messaggio. Filippo prende il cellulare, velocemente lo legge e appoggia nuovamente l’apparecchio.

«Tutto ok, amore?» chiedo incuriosita dal suo atteggiamento

«Si Ele, tutto ok. Non preoccuparti di nulla, è solo un messaggio di lavoro.» conclude, serio.

Cerco di non preoccuparmi, la giornata è iniziata bene e non voglio farlo innervosire, però non capisco perché non abbia risposto. Risponde sempre al telefono, lavoro o no, non rifiuta mai una telefonata.

Provo a rilassarmi un pochino e cerco di non pensarci, in fin dei conti è solo una telefonata.

Sfioro la sua mano, la prendo e la poso sulla mia gamba. Ho bisogno del suo contatto. Lui mi guarda, annuisce e mi accarezza il volto. Riposiziona la mano, la intreccia alla mia e ci godiamo così questo attimo di estrema intimità e complicità.

Stiamo in silenzio, ma in questo silenzio c’è tutto il nostro amore.

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-Alessandro-

Sono davanti il portone di casa mia, indeciso se entrare oppure no.

Io e Angelica abbiamo avuto una discussione.

Mi sento in colpa per averle detto certe parole, non volevo di certo ferirla, però sicuramente l’ho fatto. Questo perché le ho chiesto se poteva fare meno ore al lavoro.

Emma sta quasi sempre con mia madre o con la baby sitter.

Ha solo due anni, ha bisogno della mamma.

Giuro di non averla mai vista così arrabbiata, mi ha dato dell’antiquato e del maschilista. Mi ha urlato contro tutta la sua rabbia, dicendo che lei vuole lavorare e avere la sua indipendenza. Non riesco a farle capire che non voglio annullarla, so che ha faticato tanto per arrivare dov’è arrivata, ma si tratta di un anno o al massimo due, fino a quando Emma non andrà alla scuola materna. “Entro o non entro?” chiedo a me stesso

Dopo un po’ di incertezza, infilo la chiave nella toppa della porta ed entro.

Quello che mi trovo davanti, mi lascia piacevolmente stupito.

«Ciao amore.» la voce di Angelica risuona per la casa.

«Ciao. Come mai già a casa a quest’ora?» le chiedo, perplesso.

«Ho chiesto due ore di permesso. Credo davvero che abbiamo bisogno di parlare, Alessandro.» dice, sospirando.

«Si, lo credo anch’io. Sono stato malissimo oggi al lavoro.» rispondo dispiaciuto.

«A chi lo dici, ma credo che tu in fondo abbia ragione. Mi dispiace di averti dato del maschilista. Non volevo ferirti.»

«Vieni qui, piccola. Non importa. Troveremo una soluzione.» le sussurro all’orecchio, mentre la abbraccio.

Ci abbracciamo forte, stringendoci intensamente. Ci perdiamo l’uno nelle labbra dell’altra.

Le assaporo, le mordicchio, le bacio lievemente. La amo così tanto. Mi fa perdere i sensi. Vorrei fare l’ amore con lei qui e subito. Lo farei sul ripiano della cucina, sul tavolo, sulla parete. Ovunque.

«Ti voglio. Adesso.» mi sussurra queste magiche parole e in me si scatena il desiderio.

E’ un attimo, la prendo in braccio, mi dirigo in bagno mentre lei mi bacia il collo e mi accarezza la schiena. Arrivo alla doccia e faccio scorrere l’acqua fino a quando la sento abbastanza calda, nel frattempo la spoglio.

Mi godo tutto di lei: la sua pelle, il suo profumo, i suoi capelli biondo cenere.

Quando ho finito di godermi lo spettacolo, è il suo turno e comincia a spogliarmi, lentamente, liberandomi di tutti gli indumenti. Entriamo nella doccia e lei sfiora il mio corpo fino a scendere nel punto in cui il mio desiderio è evidente. Gemo, solo lei riesce a toccarmi a malapena e a farmi impazzire. Continua ad accarezzarmi mentre io esploro il suo corpo, un posto così conosciuto eppure sempre nuovo e carico di emozioni. La bacio lungo tutto il corpo, dandole piccoli morsi seguiti, subito dopo, da dolci baci. La sento emettere piccoli gemiti di piacere. Sospira e geme contro il mio petto, la sollevo e lei mi cinge la vita con le sue gambe, le mani intorno al collo.

Con un movimento lento, ma deciso, entro dentro di lei e potrei giurare di essere in paradiso.

Vorrei non finisse mai questo momento.

L’acqua continua a scorrere sulla nostra pelle, mentre il mio piacere sta arrivando al culmine.

Pochi istanti e i nostri respiri iniziano ad affannarsi, Angelica stringe più forte le gambe e subito dopo eccoci sotto l’effetto della passione. La stringo forte a me e lascio che i nostri respiri si calmino. Dopo qualche minuto, tra un bacio e l’altro, Angelica si scosta e mi fissa negli occhi.

«Credo che chiederò un’aspettativa dal lavoro. Voglio dedicarmi interamente ad Emma.» dice mentre esce dalla doccia.

«Tesoro, sei sicura? Non intendevo di certo questo quando ne abbiamo parlato questa mattina.» la seguo, mentre mi avvolgo un asciugamano in vita.

«Si tratta di qualche mese, poi al rientro chiederò il part-time»

«Prenditi qualche giorno per rifletterci, valuta bene tutti gli aspetti positivi e negativi della cosa. Nel frattempo, però, vestiti che andiamo a cena fuori.»

«Passiamo a prendere Emma dai tuoi genitori?»

«La passiamo a prendere dopo cena. Ti va una cenetta da soli io e te?»

«Vuoi fare il romantico a quanto vedo…» mi accarezza la guancia e mi bacia dolcemente.

«Oh mia cara, lo sono eccome.»

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Fisso fuori dalla finestra del mio ufficio, è una splendida giornata, c’è un sole tiepido che illumina il bellissimo giardino e questo mi rende di buonumore.

Stiamo finalmente passando un momento felice” penso mentre mi perdo nei colori di questo meraviglioso panorama.

Sono un uomo fortunato, Angelica è la mia roccia, la mia vita, senza di lei sarei perso.” i miei pensieri continuano ad affollare la testa, mentre bevo una tazza di caffè.

L’insistente ronzio del cellulare, però, mi riporta alla realtà.

«Pronto?» rispondo con un tono freddo e piatto.

«Alessandro? Sto cercando di rintracciarti da più di due ore.» la voce seccata di mio padre mi fa innervosire.

«Beh, adesso mi hai trovato. Cosa ti serviva?» chiedo con un pizzico di acidità.

«C’è bisogno di te nel nuovo studio. Deve essere operativo entro sette giorni.»

«Mi dispiace, ma non credo sarà possibile. Ieri ti ho lasciato un messaggio, dove avvisavo della mia assenza. Da domani non sarò reperibile.» sentenzio.

«Ale, adesso non è il momento più adeguato, qualunque cosa sia dovrai rimandarla.» risponde stizzito.

«Non credo proprio. Chiama Jenni e trovate una soluzione. Le ho già lasciato il mio business plan e i miei contratti.» e senza aspettare alcuna risposta, metto fine a questa conversazione.

In questo periodo sto viaggiando spesso per lavoro, mio fratello ha un ristorante a New York e io come socio minoritario sono spesso lì per aiutarlo nella parte burocratica. Inoltre, insieme a mio padre, stiamo avviando uno studio associato di avvocati. Siamo praticamente sommersi dal lavoro.

Sabato è l’anniversario di fidanzamento mio e di Angelica e vorrei regalarle qualcosa di speciale, di magico. Credo che una bella vacanza per noi tre sarebbe l’ideale. È passato molto tempo dall’ ultimo viaggio e dopotutto anch’io ho bisogno di staccare la spina.

Il mio lavoro l’ho fatto e tutta la documentazione è in mano a Jenni, è un’assistente in gamba e saprà gestire il tutto.

Decido di chiamare la mia agente di viaggio e di passare da lei subito. Non ho idea della meta, ma sono certo che lei saprà illuminarmi. Sono elettrizzato, felice come non lo ero da tempo. Angelica ne sarà entusiasta.

 

 

FINE 1° CAPITOLO 

 

– ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA – 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

10 Comments on “Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 1° Capitolo

  1. Virna
    giugno 5, 2016 at 10:54 am (4 anni ago)

    non vedo l ora che il racconto entro nel vivo!!!
    Ancora sembra tutto calmo e tranquillo….ma…
    Son già “sintonizzata” per il prossimo capitolo :)

    Rispondi
    • Stella
      giugno 6, 2016 at 6:22 pm (4 anni ago)

      Preparate i fazzoletti

      Rispondi
  2. manu85
    giugno 5, 2016 at 12:01 pm (4 anni ago)

    Che bello mi piace veramente tanto rileggerlo anche se non mi ricordo male che ci saranno degli eventi che purtroppo non sn piacevoli non vedo l’ora del prof capitolo baci

    Rispondi
  3. Valentina
    giugno 7, 2016 at 8:04 pm (4 anni ago)

    È sempre piacevole poter rileggere questo racconto, anche se so già cosa succederà nei prossimi capitoli…
    Un abbraccio

    Rispondi
  4. Silvia
    giugno 7, 2016 at 8:09 pm (4 anni ago)

    Che bello poterti rileggere Renèe!! Mi erano mancati Ele&Ale

    Rispondi
  5. Renèe
    giugno 8, 2016 at 1:13 pm (4 anni ago)

    Ragazze, spero davvero che il commento parta….
    Grazie a tutte e … restiamo sintonizzate tutte insieme… Vi abbraccio forte!

    Rispondi
  6. Irina
    giugno 8, 2016 at 2:15 pm (4 anni ago)

    Bello questo capitolo, sono pronta al prossimo…

    Rispondi
  7. coupons
    luglio 4, 2016 at 7:23 am (3 anni ago)

    You win some you lose some. I try to give everyone a chance to learn.

    Rispondi
  8. sherrue
    gennaio 5, 2018 at 2:31 pm (2 anni ago)

    Mi ci sono voluti 3 giorni per riportare il mio ex a me che a sinistra (greatmutaba@gmail. com) egli riportare mio ex vi ringrazio

    Rispondi

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