“Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 3° Capitolo

Buona domenica a tutte, sono trascorsi ormai anni dalla mia prima lettura di questo racconto ma, ogni volta che mi compare davanti questo capitolo, la reazione è sempre la stessa e le lacrime iniziano a sfuggire al mio controllo.

Chi, come me, ha già avuto il piacere in passato di leggerlo sa già a quali eventi mi riferisco, per tutte le altre il consiglio è quello di munirsi dei soliti fazzoletti e, se siete dei tipi particolarmente emotivi, anche un canotto o un salvagente per salvarvi dall’inondazione delle vostre stesse lacrime potrebbero tornare utili.

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Poi, più giù nei commenti, aspettiamo il vostro momento di sfogo, questa volta siamo ben fornite, offriamo anche terapia di gruppo per il sostegno ad una ripresa veloce 

Con la speranza per voi che abbiate scelto un mascara waterproof, non mi rimane che lasciarvi in compagnia di questa nuova puntata e augurarvi una splendida domenica seguito come sempre dall’immancabile….

 Buona Lettura

Playlist

Ricomincio da Te

-Eleonora-

Continuo a guardare il display del mio cellulare, il nome di Filippo lampeggia insistente.

Decido di uscire dal caos del locale e di rispondere.

«Pronto?» rispondo titubante.

«Ehi piccola, come va?» esordisce allegramente.

“Non è arrabbiato, per fortuna” penso, tirando un sospiro di sollievo.

«Tutto bene amore, sto mangiando con Rachele e la sua coinquilina.»

«Ah…ma siete a casa?» chiede con tono diffidente.

«Uhm…a dire il vero no.›› temporeggio un attimo. ‹‹Stiamo mangiando in un pub vicino a casa e poi rientriamo, la coinquilina di Rachele domani lavora.» mento, cercando di tenerlo tranquillo.

«Meglio così.›› sbotta spazientito, poco dopo però, il tono si addolcisce.

‹‹Non fare tardi e mandami un messaggio quando vai a letto.»

«Com’è andata la tua giornata?» chiedo, per stemperare i toni e per fare un po’ di conversazione.

«Come al solito. Riunioni, contratti e pranzo in ufficio.» risponde velocemente.

«Allora ci sentiamo domani, amore?» chiedo dolcemente.

«Certo. Fai la brava e mandami un messaggio, io resto sveglio così posso darti la buonanotte.»

“Oh, un po’ di dolcezza nella sua voce!”

«Va bene, a dopo allora tesoro.»

«A dopo Ele.»

E’ infastidito, si capisce benissimo, e per di più ho mentito, non ho idea di come ne uscirò, ma se fossi stata onesta avrei dovuto assistere ad una scenata in piena regola.

“Coraggio Ele, non hai fatto niente di male! Occhio non vede, cuore non duole!”

Mi ripeto questa frase come un mantra per non sentirmi una pessima moglie, anche se il senso di colpa sta iniziando a farsi spazio dentro me, con un messaggio fin troppo chiaro:

SEI UNA BUGIARDA!

Scaccio questo pensiero lontano dalla mia mente e rientro nel pub, le ragazze stanno già mangiando e mi guardano leggermente perplesse.

«Che succede, ragazze?» domando.

«Hai una faccia… sembra tu abbia visto un fantasma!» esclama Rachele.

«Era Filippo. Oggi non ci siamo mai sentiti.» mi giustifico.

«Tutto bene oppure è ancora incazzato?» mi punzecchia Rachele.

«Non è entusiasta del mio viaggio, ma è tranquillo.» rispondo diplomatica.

Rachele annuisce, non aggiungiamo nulla di più perché sappiamo entrambe come andrebbe a finire, non abbiamo le stesse idee riguardo Filippo e inoltre c’è anche Jenni, quindi è probabile che mi beccherò una bella ramanzina domani.

«Come ci si sente ad essere sposata a 24 anni?» chiede Jenni, innocentemente.

“ In questo momento mi sento come se fossi in una gabbia dorata!” penso.

Decido, però, di andare sul sicuro e di rispondere vagamente.

«Si condivide tutto ed è bello il pensiero che due vite separate ne creino una sola unendosi.» rispondo.

«Oh, com’è romantico!» sospira Jenni.

Rachele alza gli occhi al cielo, facendo notare il suo disappunto al mio commento, cosa che naturalmente non sfugge a Jenni.

«Tu sei sempre la solita acida. Rimarrai zitella, se continui così!» la stuzzica Jenni.

«Se restare zitella significa essere libera e padrona di me stessa, allora sì, preferisco essere single!» sentenzia Rachele orgogliosa.

«E’ inutile parlare con te, sei una femminista convinta.» la rimbecca Jenni.

«Appunto! Quindi, se non vi dispiace, cambiamo discorso. Io propongo una serata alcolica per festeggiare la nuova arrivata.» annuncia Rachele.

«E’ vero. Stasera dobbiamo inaugurare il tuo arrivo a Roma.»

«Inaugurare? Cosa volete fare? Dai ragazze, niente scherzi per favore.» le supplico a mani giunte.

«Niente da fare cara! Stasera al Mood faremo scintille!» dicono in coro, saltellando come bambine in un negozio di caramelle.

«Ho sentito bene? Andate al Mood?» chiede un ragazzo che sta servendo il tavolo in parte al nostro.

«Esatto!» risponde Rachele.

«Se volete vi posso procurare i Vip Pass.»

«Davvero?» esclamano in coro le ragazze.

«Certo! Ci saranno anche tutti i baristi del pub. Una volta chiuso il locale andiamo tutti a bere lì.»

Gli sguardi delle ragazze mi fanno capire che finirà male questa serata.

Male per me, ovviamente.

Dopo aver fatto ben tre giri di shottini alla menta con Marco e avergli lasciato venti Euro di mancia, usciamo dal locale per avviarci in questa famosa discoteca.

Sono le undici e mezza e decido di mandare il messaggio della buonanotte a Filippo, sperando che non mi richiami, altrimenti passerei dei guai seri.

La Divina Provvidenza è dalla mia parte e poco dopo Filippo mi risponde con un messaggio, talmente breve che sospetto lo abbia pescato dai messaggi unici pre impostati nei cellulari.

Da: Amore

25/10/2009 ore 23.45

Buonanotte a te. Ci sentiamo domani. Baci

“Ma quali problemi ha quest’uomo?” penso

“E’ geloso, stupida, e tu non lo aiuti di certo mentendo.” risponde il mio senso di colpa.

Scelgo comunque di metterlo a tacere e godermi questa serata.

Al senso di colpa ci penserò domani.

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Credo di non essermi mai divertita così tanto, è stata una serata memorabile. Le ragazze mi hanno fatto bere una quantità di alcolici assurda, ma la musica e la compagnia giusta hanno fatto in modo che fosse una serata spettacolare.

Un po’ meno spettacolare è stato il mio risveglio.

«Una tazza di caffè?» chiede Jenni.

«Uhm..Uhm…» mugolo assonnata.

«Hai fatto scintille ieri sera, eh? Erano mesi che non passavamo una serata così…entusiasmante!» esclama orgogliosa.

«Il risveglio non è ugualmente entusiasmante, però.» mormoro avvicinandomi alla tazza fumante.

«Un buon caffè, una doccia e sarai come nuova mia cara. Ora devo andare. Vi aspetto per pranzo in ufficio, ho una pausa più lunga il lunedì, così possiamo stare insieme.» conclude Jenni.

«D’accordo, a dopo allora e grazie del caffè.»

Decido di seguire i consigli di Jenni, e dopo ben tre tazze di caffè e una doccia, recupero tutte le forze.

Mi decido a prendere il telefono, trovando due messaggi di Filippo.

Da: Amore

26/10/2009 ore 08.36

Buongiorno! Volevo informarti che questa mattina devo partire per Londra, dove starò per tre o quattro giorni. Cercherò di rientrare entro giovedì, così vengo a prenderti io all’aeroporto e poi andiamo a cena insieme, va bene? Passa una buona giornata, ci sentiamo questa sera. Bacio.

 

A: Amore

26/10/2009 ore 09.03

Buongiorno a te…sarebbe bellissimo se mi venissi a prendere tu giovedì e ancora più bello se poi andassimo a cena insieme! Buon lavoro e ci sentiamo più tardi. Ti amo…tanto.

Ripongo il telefono in borsa e mi dirigo verso la cucina, dove Rachele sta facendo colazione.

La giornata sta migliorando, dato che il mal di testa post-sbronza sta lentamente scomparendo e Rachele mi informa che andremo a fare shopping, a quanto pare faremo le turiste per tutto il giorno.

Di bene in meglio, direi.

Sono felicissima di essere qui e credo che Filippo potrebbe abituarsi a stare senza di me per qualche giorno, una volta tanto.

Dopo aver passato la mattinata a spasso per il centro di Roma, ci troviamo sotto l’ufficio dove lavora Jenni, come da accordi.

Lo stabile, estremamente raffinato si trova nella zona benestante della città.

Il palazzo, dalle linee classiche esteriormente, ma ristrutturato e moderno internamente, si apre in un meraviglioso giardino, dal quale si può godere della vista di tutti gli uffici, in tutta la loro eleganza.

«Wow!» esclamo.

«Eh, anche a me ha fatto lo stesso effetto la prima volta.» aggiunge Rachele.

«Sembrano tutti così altolocati nei loro completi elegantissimi. Chissà che referenze chiedono per lavorare qui.» proseguo incantata.

«Jenni ha iniziato come stagista, terminata la laurea. Pochi mesi dopo è stata assunta. Lei è l’assistente di uno dei soci maggioritari.» mi spiega Rachele.

L’arrivo di Jenni interrompe la mia fantasia.

Dev’essere stimolante lavorare in un ambiente del genere.

Dopo esserci sistemate in un ristorantino vicino agli uffici della Ferraro&De Angelis, Jenni ci racconta in cosa consiste il suo ruolo di assistente e di come quel lavoro le permetta di imparare e mettere in pratica ciò che ha studiato sui libri.

«Il mio capo è un uomo eccezionale. Dedica anima e corpo nell’azienda di famiglia, inoltre non è il solito uomo d’affari che ordina e comanda. È un piacere lavorare con lui.»

«Un piacere, eh?» la stuzzica Rachele.

«Se non fosse felicemente sposato, giuro che gli farei il filo!» esclama sventolandosi il tovagliolo come se avesse improvvisamente caldo.

«A chi è che faresti il filo, Jenni?» domanda una voce maschile, proprio dietro di noi.

«A te non di certo, Mattia…» gli risponde acida Jenni.

«Ah, così mi spezzi il cuore!» esclama lui, portandosi una mano al petto.

«Se non mi lasci pranzare con le mie amiche, ti spezzo qualcos’altro.» rincara Jenni, ridendo.

Lui le fa una piccola smorfia di dispiacere e subito dopo si rivolge a me.

«Mi scuso per la mancanza signorina, piacere sono Mattia De Angelis, un collega di Jenni, nonché  socio dell’azienda in cui lavora.» mi porge la mano e sfodera un sorriso a dir poco accattivante.

«Piacere mio Signor De Angelis, io sono Eleonora Riva.» rispondo cercando di dare un tono alla mia stretta di mano.

«Chiamami Mattia. Non ho mai avuto il piacere di vederti in compagnia di Jenni…›› i suoi occhi indugiano per qualche secondo di troppo su di me, ‹‹solo sfortuna oppure non sei di Roma?» chiede in tono canzonatorio.

«Indovinato. Sono qui in visita come amica e turista. È la prima volta che vengo a Roma.» spiego cercando di controllare il mio accento veneto, che di certo non passa inosservato da queste parti.

«Ma allora bisogna rimediare immediatamente! Domani sera c’è una festa all’ Ice Club, non potete mancare. Ecco l’indirizzo e il nome della lista con cui vi faranno entrare.» mi porge il biglietto, sorridendomi calorosamente.

«Molto premuroso da parte tua, Mattia. Davvero.» lo provoca Jenni.

«Io sono premuroso, sei tu che non vuoi le mie attenzioni mia cara, ma d’altronde si sa che chi disprezza compra.» la sbeffeggia lui, chiaramente divertito.

«Sparisci! Mi hai già rubato dieci minuti della mia pausa pranzo con le tue scenate.»

«Lo sai che sei molto sexy quando ti arrabbi, Jenni?» le sussurra lui, adulandola.

I colpi di tosse di Rachele, che per poco non soffoca, davanti a quello scambio di battute, lo distraggono dal collo di Jenni.

Nonostante la distrazione, Mattia non si perde d’animo e prosegue con il suo agguato, le sfiora la spalla e subito dopo rivolge lo sguardo verso di noi.

«Signore, è stato un piacere. Spero di rivedervi presto.» saluta elegantemente e se ne va.

«Scusa Jenni, quello non è il tuo capo, vero?» chiedo sconvolta.

«No, figurati. Mattia è il cugino del mio capo. Io e Mattia abbiamo frequentato lo stesso liceo e all’epoca abbiamo avuto una storiella, durata qualche mese, ovviamente.››

‹‹Mattia non ama la monogamia.» aggiunge poi, ridendo.

«Hanno un rapporto di amore e odio, quei due. Se si trovassero da soli, farebbero scintille.» insinua Rachele, facendo arrossire così la nostra imperturbabile Jenni.

«In effetti la carica erotica che trasudava dal suo sguardo…» rincaro la dose, lasciando la frase a metà e facendo l’occhiolino a Rachele.

«Mattia è il classico tipo da una notte e niente di più.»

«Sì, ma sai che notte?» conclude Rachele.

Scoppiamo in una sonora risata e proseguiamo il nostro pranzo, Jenni adesso sembra più rilassata e torna ad essere la dolce ragazza che sto imparando a conoscere.

È chiaro che si piacciono, l’atmosfera che si è creata poco fa è stata semplicemente elettrizzante.

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Sono passati tre giorni da quando sono arrivata a Roma e me ne sono già innamorata, mi viene il magone all’idea che domani dovrò tornare a casa.

Filippo mi manca, sia chiaro, però qui si respira un clima di vivacità e spensieratezza che sinceramente a Venezia non ho mai avuto.

Infine c’è Jenni, è una ragazza adorabile e una splendida coinquilina, mi ha accolta in casa sua come se ci conoscessimo da sempre. Roma non solo mi ha regalato tante emozioni e splendidi panorami, ma anche un’altra amica.

Lascio qui una parte del mio cuore, nella speranza di poterci ritornare molto presto.

«Hai preso tutto, Ele?» mi chiedono le ragazze.

«Si, ho fatto tre volte il giro della casa. Dovrei avere tutto.»

«Tesoro, sono stati quattro giorni fantastici. Sono felice tu sia venuta, perché credo proprio di aver trovato una nuova amica.» dice Jenni, abbracciandomi.

«Lo stesso vale per me, vi lascio una parte del mio cuore.» le rispondo sinceramente emozionata.

«Quando vuoi, qui, le porte sono sempre aperte.»

«Lo stesso vale per voi, se riuscite, vi aspetto a Venezia.» dico ad entrambe.

«Beh, allora alla prossima tesoro. Fai buon viaggio e fatti sentire.» mi dice Jenni

«Sarà fatto.» le sorrido calorosamente.

Afferro la mia valigia, ripercorro con la mente tutti i momenti vissuti in questi giorni, sarà difficile tornare alla vita di sempre.

Roma mi manca di già.

Il viaggio da casa all’aeroporto è stato abbastanza silenzioso.

Credo che Rachele sia dispiaciuta del mio rientro, inoltre lei e Filippo non si piacciono molto, cosa che complica non di poco i nostri rapporti.

«Grazie per questi giorni insieme.» mi sussurra Rachele.

«Grazie a te, di tutto. Capisco perché ti sei innamorata di questa città e anche perché non vuoi più tornare a casa.»

«Ele, qualora tu ne avessi bisogno, ricordati che qui un posto per te c’è sempre.» aggiunge, ad un tratto preoccupata.

«Tesoro, non preoccuparti per me e Filippo. Staremo bene, è solo un momento passeggero.» dico più a me stessa, che a lei.

«D’accordo. Nel frattempo, però, non farti mettere i piedi in testa da lui.» dice con fare cospiratorio.

Ci abbracciamo in silenzio, non c’è bisogno di aggiungere niente a tutto questo. Mi legge dentro come nessuno è mai riuscito a fare. Respingo le lacrime che stanno per fare capolino sul mio volto e mi avvio ai controlli per l’imbarco senza mai voltarmi indietro. Lei sa che c’è qualcosa che non va con Filippo, ma io voglio salvare quello che resta del mio matrimonio. Non sono pronta a metterlo in discussione, credo e spero ancora nella possibilità di sistemare e far funzionare tutto come un tempo.

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-Alessandro-

«Wow…con lo smoking sei tremendamente sexy.» mi confessa mia moglie.

«Fa tutto parte del pacchetto mia cara…» alludo sorridendo.

«Allora… sbrighiamoci a rientrare dopo la cena di beneficenza.» mi punzecchia, ridendo.

«Puoi scommetterci… non vedo l’ora di tirarti fuori da quel vestito.» le rivolgo uno sguardo malizioso.

La vedo trasalire e poi arrossire leggermente, mentre mi godo il suo colorito roseo che si espande lungo il decolleté. Uno spettacolo delizioso.

Dopo aver lasciato Emma a casa dei genitori di Angelica, proseguiamo lungo la tangenziale che porta verso casa dei miei genitori, sono passati parecchi mesi dall’ultima volta che ho messo piede in quella villa.

L’idea non mi entusiasma, ma ci saranno molti clienti importanti e spero di riuscire a conquistare la fiducia di alcuni di loro, sarà più facile poi convincerli a seguirmi nella mia nuova attività.

Appena ci avviciniamo al giardino illuminato e addobbato a festa, troviamo mia madre ad attenderci appena fuori dall’ingresso.

«Sono così felice di vederti caro, grazie di essere qui.» dice abbracciandomi.

«Ciao, mamma.» le poso un fugace bacio sulla guancia.

«Angelica cara, vieni che ti offro qualcosa da bere.» prosegue entusiasta.

«Certo, ho proprio voglia di un aperitivo.» le sorride lei, seguendola nel salone.

Vedo Angelica allontanarsi sorridendo, pochi istanti dopo Mattia mi raggiunge con un flûte di champagne.

«Tieni, ne avrai bisogno.» dice, porgendomi il calice.

«Concordo.»

«Come mai hai deciso di venire?» chiede curiosamente.

«L’ho fatto per mia madre, non ci ha dato tregua.» rispondo sintetico.

Non ho alcuna intenzione di dire a Mattia quello che ho in mente.

Niente di personale, ovviamente, ma devo muovermi con cautela se voglio che tutto vada per il meglio.

Mi aggiro per i tavoli, salutando e parlando con tutti gli ospiti, molti dei quali sono clienti del nostro studio. Evito accuratamente di avvicinarmi a mio padre, già lo sopporto per gran parte dei miei giorni lavorativi, non voglio rovinare ulteriormente questa serata.

Dopo aver terminato l’aperitivo ci accomodiamo nell’ampio gazebo preparato e imbandito per l’occasione e pochi istanti dopo trovo Angelica già seduta comodamente al tavolo, intenta a chiacchierare allegramente con Mattia e la sua accompagnatrice, di cui ignoro il nome.

Al centro di ogni tavolo insieme ai menù ci sono delle brochure con l’elenco dei servizi o degli oggetti acquistabili da ogni ospite. Il guadagno, andrà interamente devoluto ad una struttura che si occupa di ragazze madri in difficoltà economiche e dei loro figli.

«Cosa vorresti comprare?» domanda Angelica, sfogliando la brochure.

«Pensavo di staccare un assegno, ma se c’è qualcosa che ti piace, possiamo prenderlo.»

«Credo che opterò per la collana in oro bianco e diamanti, la conserverò con cura e la daremo ad Emma quando sarà grande, spiegandole l’estremo valore che ha questo oggetto.

Magari potrà donarla in beneficenza a sua volta. Che ne pensi?»

«Penso che sia una buona idea.» la bacio delicatamente sulla guancia.

La serata sta proseguendo meglio di quanto sperassi, tra una portata e l’altra ho il tempo di parlare di affari con i clienti che sono seduti al nostro tavolo.

Ovviamente non posso espormi troppo, Mattia potrebbe insospettirsi, ma credo che sarà un gioco da ragazzi acquisire nuovi clienti. Sono già riuscito a fissare un pranzo di lavoro per lunedì.

Sono sempre più convinto di questa scelta.

Sarà dolorosa per mia madre e Angelica, ma è arrivato il momento di prendere in mano la situazione.

Una volta terminata la cena, ci spostiamo nel salone principale, dove ogni ospite può fare la sua donazione. Nell’atrio c’è un buffet colmo di dessert, un open bar che serve qualunque tipo di cocktail e bibita in generale, il tutto contornato da una melodia, che seppur in sfumata e distante, riscalda l’ambiente sterile e vizioso che si respira durante questi party.

La somma raggiunta con questa cena è stata un traguardo e ha superato di gran lunga le aspettative.

La collana che Angelica ha voluto acquistare è semplice e raffinata, una catenina in oro bianco con un pendente a forma di cuore.

«Sei soddisfatta del tuo acquisto?» domando curioso.

«Molto. Volevo un oggetto che ci ricordasse quello che abbiamo fatto qui stasera.» mi spiega, sorseggiando lo champagne.

Annuisco, accarezzandole la guancia leggermente arrossata.

«Mi concede questo ballo, signora Ferraro?» le sussurro porgendole la mano.

«Con molto piacere.» risponde prendendo la mia mano nella sua.

Terminiamo così la nostra serata e dopo i saluti di rito, passo a ritirare i soprabiti e ci dirigiamo verso la nostra auto.

«Non è andata così male.» azzarda Angelica, titubante.

«No, direi che poteva andare peggio, e poi ho avuto il piacere di ballare con la mia splendida moglie.»

«Oh, il piacere è stato tutto mio.» sospira maliziosa.

Prima di rientrare ci fermiamo a prendere Emma, che nel frattempo, si è addormentata ed è avvolta in una coperta.

«Mi dispiace mamma per aver fatto tardi, non credevo saremmo rimasti così a lungo.» si scusa Angelica.

«Non preoccuparti, la piccolina ha provato a resistere, ma si è addormentata sul divano.» le risponde, sorridendo.

«Ale, mi siedo nei sedili posteriori così posso tenere Emma vicino a me.»

«D’accordo amore.»

Una volta usciti dal vialetto, mi dirigo verso la tangenziale che porta in città, le strade sono libere da ingorghi, così in pochi minuti percorriamo tutto il tragitto, arrivando all’incrocio che porta a casa nostra.

Guardo nello specchietto retrovisore e vedo Angelica che dorme appoggiata al seggiolino e sta tenendo la manina di Emma.

Mentre aspetto che si illumini la luce verde del semaforo, mi allento il fifì e sbottono la camicia. La luce verde si accende, guardo un’ultima volta l’incrocio e ingrano la marcia, proseguendo diritto davanti a me.

In un primo momento vedo dei fari che puntano contro la nostra auto, subito dopo, sento un colpo fortissimo che mi fa perdere il controllo del veicolo.

La sento girare su stessa facendomi battere la testa sul finestrino.

Ho appena il tempo di realizzare che qualcuno ci ha preso in pieno sulla fiancata dell’ autovettura, quando sento i frammenti di vetro che mi pizzicano il volto, in quell’istante l’odore della gomma bruciata invade le mie narici.

Il primo pensiero è quello di girarmi, per guardare come stanno Angelica e la bambina, ma ho il collo bloccato e non riesco a muovere il braccio.

Urlo, urlo con tutta la voce che ho in gola, con il gomito del braccio libero suono il clacson, sperando di attirare l’attenzione di qualcuno.

Devo sapere come stanno mia moglie e mia figlia.

Mi gira la testa, vedo tutto grigio e sento il senso di nausea far capolino, sto per vomitare ma mi trattengo, devo concentrarmi.

Suono ancora e ancora il clacson.

«Angelica! Angelica!» urlo a squarciagola.

Silenzio.

“Perchè Emma non piange? Perchè Angelica non risponde?” penso disperato.

L’odore di gomma bruciata mi rende difficile respirare, inizio a tossire mentre continuo a suonare il clacson, accorgendomi solo adesso del dolore lancinante propagato in tutto il corpo.

Cerco di incamerare più aria possibile nei polmoni e mi libero urlando i nomi di mia moglie e mia figlia.

Niente.

Nessuna risposta.

Sento un liquido caldo e scivoloso che mi inumidisce il viso. Sto piangendo.

Sento un dolore devastante, forse sto per morire.

No, non posso lasciarmi andare.

Continuo ad urlare e a chiamare Angelica. Suono il clacson, all’infinito.

Tutto tace.

All’improvviso mi sento stanchissimo, ho solo voglia di chiudere gli occhi.

Ecco, mi adagio al poggiatesta dell’auto e respiro profondamente.

Sento, o forse sogno, delle voci in lontananza che urlano e chiamano aiuto. Poi è il turno delle sirene. Un uomo mi chiama, vorrei rispondere, vorrei urlare, ma dalla mia bocca non esce alcuna parola. Sono stanco.

Voglio solo vedere Emma. Voglio solo sentire la voce di Angelica.

Poi vedo il buio e non sento più niente.

 

FINE 3° CAPITOLO 

 

– ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA – 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

 

 

 

10 Comments on “Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 3° Capitolo

  1. Minù
    giugno 19, 2016 at 10:51 am (3 anni ago)

    T T questo capitolo. …oh dio mio

    Rispondi
  2. Valentina
    giugno 19, 2016 at 11:06 am (3 anni ago)

    Temevo l’arrivo di questo capitolo…
    Mi ricordo bene quante lacrime ho versato la prima volta che lo lessi (oddio, non è che ora non mi faccia effetto eh?!?)
    A domenica

    Rispondi
  3. manu85
    giugno 19, 2016 at 3:23 pm (3 anni ago)

    Eh già il capitolo che ti riempe il cuore di amarezza veramente..stesse emozioni Dell altra volta
    complimenti a domenica prox

    Rispondi
  4. Rosy ♥
    giugno 19, 2016 at 6:29 pm (3 anni ago)

    Vendesi lacrime!!!
    Ne sto versando a litri :'(

    Rispondi
  5. Virna
    giugno 19, 2016 at 7:48 pm (3 anni ago)

    Mamma mia…povero Alessandro !!!
    Che tragedia quest incidente…
    Lacrime e lacrime!!!

    Rispondi
  6. uanto
    giugno 20, 2016 at 9:18 am (3 anni ago)

    A tutte voi ragazze…
    Manu, Minù, Virna, Valentina e Rosy…
    Grazie di cuore, sapere che dopo due anni le emozioni siano ancora le stesse mi riempie il cuore di gioia, non potete capire quanto… <3
    Questo vale anche per le parole di Stella…
    Ragazze, da adesso in poi ci aspettano settimane altalenanti e piene di avvenimenti!!!
    Io, intanto, vi abbraccio e vi aspetto, come sempre, domenica prossima!

    Rispondi
    • Renèe
      giugno 20, 2016 at 9:20 am (3 anni ago)

      Devo capire che cavolo è successo al nome….comunque sono io, eh…nel caso non si fosse capito!!! Un bacio

      Rispondi
  7. Irina
    giugno 20, 2016 at 4:19 pm (3 anni ago)

    Ci siamo, ecco il capitolo che ogni volta mi spezza il cuore. Complimenti Renée!

    Rispondi
  8. Lorenza
    giugno 21, 2016 at 11:18 am (3 anni ago)

    Maledetto internet altalenante! Arrivo a leggere il capitolo solo oggi…. Comunqu, meno male che è la seconda volta che lo leggo e quindi sono preparata, altrimenti… bravissima come sempre!

    Rispondi
  9. Veronica80
    giugno 22, 2016 at 11:28 pm (3 anni ago)

    Io lo sentivo l’odore di tragedia :(
    Bravissima, ma che dolore…
    Un bacio :)

    Rispondi

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