“Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 6° Capitolo

Nuovi progetti. Nuovi obiettivi. Ricominciare a vivere.

Dopo la tragedia e le delusioni, Alessandro ed Eleonora cercano di ricomporre i tasselli della loro vita, cercando conforto nelle piccole conquiste.

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Con un giorno di ritardo, con questo caldo anche il computer si rifiutava di collaborare, una nuova puntata della nostra dolce Renèe in compagnia dei nostri cari ragazzi in cerca di un secondo riscatto.

Un’altra buonanotte con nuove emozioni tutte da vivere, seguita come sempre dall’immancabile….

 Buona Lettura

Playlist

Ricomincio da Te

-Eleonora-

Anche questo Natale sta per arrivare.

Il primo Natale senza Filippo, lontano da casa e con una nuova vita, tutta da scoprire.

Fra qualche mese ci sarà l’incontro di fronte al giudice per ufficializzare la separazione. Fortunatamente, dopo i primi momenti di imbarazzo, siamo riusciti ad arrivare ad un accordo.

Alla fine di una trattativa durata ore, Filippo mi ha accompagnata all’aeroporto, abbiamo colto l’occasione per parlare civilmente e per salutarci.

La prossima volta che ci vedremo sarà in tribunale.

«Mi dispiace, non pensavo sarebbe finita così.» esordisce.

«Dispiace anche a me.» sospiro delusa.

«Eleonora, avremmo dovuto passare il Natale a New York, ricordi?» mi chiede affranto.

«Certo che ricordo, ma ora tutto è diverso.» sentenzio amareggiata.

«Ele, se solo tu… se solo potessi perdonarmi. Potremmo essere di nuovo felici.» si avvicina per accarezzarmi la guancia.

Poi tutto accade in un attimo. Le sue labbra sono sulle mie, calde, dolci e morbide come le ricordavo. Non resisto e ricambio il bacio, schiudo le labbra e le nostre lingue si incontrano, è un bacio pieno di desiderio e di parole non dette. Sento le sue braccia avvolgermi, la sua mano è sul mio collo e io appoggiata al suo petto,  inspiro il suo profumo. Mi è mancato da morire.

È così difficile resistergli.

«Dimmi che tornerai, dimmi che è solo un momento di pausa, ti prego.» sussurra sulle mie labbra.

«Devo andare. Stanno chiamando il mio volo.»

La tristezza che mi lascia il nostro bacio è indescrivibile.

Penso a tutto quello che potevamo avere e che, inevitabilmente, ora non abbiamo più.

Vorrei avere la forza di perdonarlo, ma non riesco a dimenticare ciò che ho visto quella sera.

Nonostante il malumore, il viaggio è stato tranquillo, mi sono anche addormentata per un po’, ma poi il pensiero di Filippo mi ha tenuta sveglia e in totale confusione.

Non ragiono razionalmente quando sono con lui.

Una volta arrivata a Roma, accendo il telefono e mentre mi avvio all’uscita sento un ronzio nella tasca.

«Pronto?» rispondo incerta alla chiamata anonima.

«Parlo con Eleonora Martinelli?» chiede una voce maschile.

«Si, sono io.» confermo.

«Signorina Martinelli, sono lieto di darle il benvenuto nella nostra azienda, saremo felici di averla nel nostro team.» annuncia il signor De Angelis.

Sono decisamente sorpresa, ma decido di adottare un tono di voce professionale.

«Grazie, signor  De Angelis. Non vedo l’ora di poter cominciare.» rispondo emozionata.

«Direi che può iniziare già da domani, se per Lei va bene.» continua gentilmente.

«Certamente!» esclamo entusiasta.

«A domani allora, Eleonora.»

«Arrivederci.»

Mi metto a saltellare dalla felicità e appena esco dall’area doganale, trovo le ragazze che mi aspettano impazienti.

«Devo dedurre che l’incontro con Filippo è andato bene, data la tua felicità!» esclama Rachele.

«No, cioè si…Mi ha appena chiamato De Angelis… Sono stata assunta!» annuncio raggiante.

«Ma è magnifico Ele!» urlano in coro

«Quando inizi?» chiede Jenni.

«Domani!!!» esclamo sorridente.

«Allora qui ci vuole un brindisi» aggiunge Rachele.

Così ci siamo fermate in un ristorantino elegante nel cuore di Roma, che in questo periodo è particolarmente splendente e magica.

Non ho raccontato del mio incontro con l’uomo misterioso di questa mattina, mi sono piuttosto concentrata su Filippo e il bacio che ci siamo dati.

«Baciati???» domandano le ragazze.

«E’ successo tutto così in fretta, un momento prima stavamo parlando, quello dopo le nostre labbra erano incollate.» mi giustifico, colta in fallo.

«Tipico di Filippo. Non perde mai un colpo quel ragazzo.» mi dice Rachele.

«Ele, ma tu sei sicura di voler il divorzio?» mi chiede ad un tratto Jenni.

«Non c’è più futuro per noi. Lui è fatto così, non vuole perdere. Mai.» mormoro sconsolata.

«Filippo è un incantatore. Ha il potere di raggirarti e farti fare ciò che vuole.» rilancia Rachele.

«Se le cose stanno così, devi andare avanti per la tua strada.» esordisce Jenni.

«Si, ma devo ringraziare voi per tutto l’aiuto e il supporto che mi state dando.» le rispondo, estremamente grata del loro appoggio.

«Tesoro, noi siamo una famiglia adesso. Ci saremo sempre per te.» mi stringono la mano e brindiamo così alla mia nuova vita.

Nonostante  il mio stato d’animo malinconico, che fa capolino di tanto in tanto, nel complesso sono emozionata e impaziente all’idea di passare il Natale qui.

È arrivato il mio primo giorno di lavoro. Dopo essermi accuratamente preparata mi sono diretta in cucina per bere una buona tazza di caffè, per ora è l’unica cosa che il mio stomaco riesce ad accettare. Ho optato per una gonna a vita alta abbinata ad una camicetta di seta bianca, le mie amate decolleté con il tacco e ho sistemato i capelli in una semplice coda che ricade morbida lungo la mia spalla. Mi auguro di essere all’altezza delle aspettative, non nego di essere abbastanza agitata all’idea di lavorare in un’azienda così importante.

Riflettendoci bene, è la mia prima vera e propria esperienza lavorativa, quando lavoravo nello studio di Saverio a Venezia, ho sempre avuto l’impressione di essere considerata “la figlia del capo”, qui invece devo veramente dimostrare le mie capacità e spero di superare a pieni voti questa prova.

«Ele, non essere agitata. Andrà tutto benissimo.­» mi rassicura Jenni, entrando in cucina.

«Lo spero. Ci tengo moltissimo ad avere questo lavoro.» le sorrido speranzosa.

«E lo avrai, non dubitare. Sarà meglio andare, Mattia ci aspetta in ufficio.»

Subito dopo aver parcheggiato l’auto nei posteggi riservati al personale entriamo nel cortile, ci dirigiamo verso l’atrio, mentre sento l’adrenalina circolare in tutto il mio corpo.

Arriviamo davanti alla porta della sala conferenze, Jenni bussa e pochi istanti dopo apre la porta.

Seduti nel grande e immenso tavolo di vetro ci sono Mattia, il Signor De Angelis e un altro uomo che non ho mai avuto modo di incontrare prima d’ora.

«Buongiorno, signorina Martinelli. Benvenuta nella nostra azienda.» mi accoglie Cesare De Angelis.

«Buongiorno.» rispondo cordialmente.

«Le presento Vittorio Ferraro, mio cognato e socio maggioritario di questa azienda.» prosegue sorridendo.

Mi avvicino al tavolo per presentarmi.

«Piacere di conoscerla, signor Ferraro.» dico porgendogli la mano e cercando di avere un tono di voce il più discreto e professionale possibile.

«Piacere mio, Eleonora. Mio nipote mi ha parlato benissimo di Lei, quindi non posso fare altro che congratularmi. Benvenuta.» mi sorride dolcemente.

Mattia mi fa l’occhiolino per rassicurarmi e subito dopo i due soci preparano sul tavolo una cartellina con una penna.

«Eleonora, come da accordi questo è il suo contratto. Gentilmente faccia due firme qui. Più tardi Mattia provvederà a farle avere il suo badge.» mi spiega diligentemente il signor De Angelis.

Emozionata, leggo velocemente il documento, mi esplode il cuore di gioia mentre prendo la penna e  firmo. Ho riacquistato il mio nome, non sono più la signora Riva, adesso su questo foglio il mio nome è Eleonora Martinelli, è una piccola grande vittoria, un nuovo inizio.

Mattia mi fa cenno di seguirlo e dopo aver salutato usciamo insieme dalla sala.

«Ti adorano già, cara la mia Eleonora.» esclama divertito.

«Sono stati molto gentili, spero di non deludervi.» rispondo accigliata.

«Te la caverai, credimi. Questa è una grande famiglia, te ne accorgerai molto presto.» allunga la mano verso la maniglia di una porta e mi fa cenno di entrare.

Rimango basita nel trovare sopra una scrivania un mazzo di fiori e una decina di persone che mi sorridono.

«Benvenuta!!!!» esclama Jenni, abbracciandomi.

«Grazie.» mormoro sinceramente sorpresa.

Il cuore batte all’impazzata, sono commossa di ricevere queste attenzioni.

I miei nuovi colleghi mi accolgono sorridendo, sono tutti cordiali e disponibili e poco dopo Jenni inizia a spiegarmi come muovermi in mezzo a tutti i vari contratti e i molti clienti che lo studio segue.

«La mia scrivania è in parte alla tua, se hai bisogno di me basta che fai un fischio.» mi sorride Jenni.

«D’accordo, grazie mille.»

La mattinata trascorre veloce, ho tanti nomi e numeri da dover memorizzare e prima che me ne accorga arriva l’ora di pranzo, decidiamo così di andare a mangiare un’insalata nel piccolo locale che si trova proprio sotto gli uffici.

«Più tardi andiamo tutti al bar qui dietro l’angolo, quindi aspettami così usciamo insieme.» mi informa.

«Va bene. Si festeggia qualcosa in particolare?» chiedo curiosamente.

«Sì, il tuo arrivo! È il nostro rituale, ammetto che anche a me hanno organizzato una sorpresa simile quando ho finito lo stage e sono stata assunta.» dice ridendo.

Sorrido, felice che la mia giornata sia stata così piena di emozioni positive.

Inizio a pensare di trovarmi nel posto giusto al momento giusto.

 

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I giorni stanno trascorrendo veloci, oramai mancano solo dieci giorni a Natale.

Da quando mi sono trasferita ho scoperto nuove abitudini, come per esempio fare l’albero di Natale insieme alle ragazze. Quando vivevo a Venezia, mi ritrovavo a farlo sempre da sola, annoiandomi terribilmente. Adesso però, è un piacere trascorrere un intero pomeriggio a decorare e a preparare la casa ballando e cantando.

L’appartamento è allegramente addobbato, ci sono luci e candele natalizie sparse per tutta la casa, l’albero è alto quasi due metri e sovrasta imponente al centro del salotto. In sottofondo c’è la canzone di Natale per eccellenza, Last Christmas di George Micheal, il tutto accompagnato da un calice di ottimo vino e il profumo invitante dell’arrosto di Rachele. È tutto perfetto.

«Cosa pensavate di fare a Capodanno?» chiede Jenni.

«Io non ne ho idea.» annuncio intenta ad apparecchiare la tavola.

«Io direi di andare alla festa del Golf Club.» mormora Rachele, facendo l’occhiolino a Jenni.

«No, niente locali chic, vi prego! Che ne dite di una cena, qui a casa, con qualche amico?» domanda Jenni.

«Dai Jè! Mattia ti ha invitata, non possiamo non andare!» esclama Rachele.

«Come scusa? Mattia ti ha chiesto di passare il Capodanno con lui?» domando incuriosita.

«No, non mi ha chiesto di passare l’ultimo giorno dell’anno insieme a lui, ha solo detto che se volevamo andare ci avrebbe procurato i Vip Pass.» mi spiega pazientemente.

«Ci sta provando Jè! Lo sapevo che prima o poi te lo avrebbe chiesto. Ha un debole per te.» sentenzia Rachele.

«Si, dai andiamo al Golf Club! Sarà divertente e poi io non ho mai passato un Capodanno in un posto così chic.» dico con aria sconsolata, sperando che basti a convincerla.

«E va bene! Domani lo avviso che ci saremo anche noi!» sbuffa con aria di resa.

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Non credevo che il Natale sarebbe stato così piacevole. Sono venuti a trovarci i genitori di Rachele e mio padre, abbiamo trascorso tre giorni splendidi tra chiacchiere, risate e l’ottima cucina di Marinella, la madre di Rachele. È come una seconda mamma per me e siamo molte legate.

Sono estremamente felice di aver trascorso queste feste insieme, ho sempre desiderato avere una famiglia unita come la loro. Inoltre, mi hanno distratta da tutti i pensieri, compresi quelli per Filippo.

Da quel giorno all’aeroporto non ho più avuto sue notizie, tranne un messaggio per gli auguri il giorno di Natale. Sorrido, scherzo e mi comporto normalmente, anche se in certi momenti il cuore è ancora avvolto da uno strato di dolore e tristezza.

Mi sento come se mi mancasse una parte del corpo, come se fossi incompleta.

Per fortuna le ragazze mi tengono impegnata, e di questo gliene sono grata, con tutto il cuore.

Archiviate le feste natalizie ci siamo già ritrovate a dover affrontare il fatidico ultimo giorno dell’anno.

Come previsto questa sera andremo alla cena organizzata da Mattia e per l’occasione ci siamo dedicate un pomeriggio di shopping, a dir poco sfrenato.

Abbiamo trascorso ore a provare abiti e scarpe, e dopo aver esaurito tutte le nostre energie per le vie del centro siamo corse dritte verso casa a prepararci.

Rachele ha optato per un vestito rosso in chiffon stile impero, abbinato a delle fantastiche scarpe nere dal tacco vertiginoso.

Jenni, dopo una trattativa snervante ha accettato di acquistare il vestito color oro che le abbiamo trovato io e Rachele. È semplicemente divina. È lievemente accollato e le cade morbido sul seno fino ad arrivare ai fianchi, la avvolge perfettamente mettendo in evidenza le sue forme e lasciando scoperte le sue bellissime gambe. Certo, non lascia molto all’immaginazione, ma d’altronde il nostro obiettivo è quello di far capitolare il povero Mattia.

Io, invece, indosso un tubino nero con scollo a cuore, il davanti è semplice, ma dietro regala una generosa scollatura lavorata in pizzo, lo trovo estremamente sexy, ma al tempo stesso raffinato, dato che arriva sotto il ginocchio. Il tutto è definito con delle favolose decolleté color oro con un vistoso tacco dodici, una pochette nera e un trucco leggero.

Esco dalla mia camera e vado in salotto dove le ragazze stanno già bevendo un eccellente Prosecco di Valdobbiadene, regalo da parte dei genitori di Rachele.

Le guardo mentre scherzano e ridono, sono veramente bellissime, stasera Mattia rimarrà basito di fronte a Jenni.

«Wow!» esclamo entrando nella sala.

«Accidenti Ele! Che schianto! Quel vestito è una favola.» sentenziano in coro.

«Prevedo una serata impegnativa!» prosegue Rachele divertita.

«Sarà meglio che ci avviamo, altrimenti non troveremo nemmeno un posto dove poter parcheggiare.» affermo pensierosa.

«E chi ha detto che dobbiamo guidare?» domanda Rachele.

«Non credo che troveremo un taxi libero la sera di Capodanno.» continua Jenni.

Pochi secondi più tardi il citofono suona, Rachele corre per prima verso la porta, mentre io e Jenni ci guardiamo perplesse.

«Scendiamo subito!» esclama al citofono.

«Hai chiamato un tassista abusivo?» chiedo ridendo.

«Dai, scendiamo, altrimenti facciamo tardi sul serio!» dice aprendo la porta.

Usciamo dall’atrio del condominio, chiudiamo il cancello e quando ci voltiamo rimaniamo interdette.

Di fronte a noi, c’è una lussuosa limousine con tanto di chauffeur che ci sta tenendo la porta aperta.

«Ma come hai fatto?» sussurriamo allibite.

«Sorpresa!!!!!!!» esclama Rachele raggiante.

«Diciamo che è una sorpresa di Mattia, ci siamo sentiti in questi giorni e siccome non voleva che prendessimo l’auto per muoverci questa sera, gli ho dato un piccolo aiutino.» prosegue.

«Hai familiarizzato con il nemico, insomma!» la incalza Jenni.

«E’ stato un gesto molto carino e premuroso, dovremmo ringraziarlo.» aggiungo io.

Jenni mi fissa con uno sguardo truce.

Non ha ancora capito che Mattia vuole sorprenderla, o forse non vuole ammettere l’attrazione che provano l’uno verso l’altra.

Le metto una mano intorno alle spalle, invitandola ad entrare e a godersi la serata, dopo un secondo di incertezza, mi sorride e ci accomodiamo all’interno della limousine.

Una volta salite e dopo esserci tolte i soprabiti, troviamo una bottiglia di Dom Pérignon dentro un cestello di ghiaccio e tre rose rosse.

«Ci sa fare il ragazzo.» allude Rachele.

«Di certo non si può dire che non sia un gentiluomo.» continuo io.

«Ricordatevi ragazze che per gli uomini come lui, il fine giustifica i mezzi.» risponde Jenni, con aria diplomatica.

Rachele versa lo champagne nei calici e propone un brindisi alla fine di questo anno che si sta concludendo nel migliore dei modi.

Non avrei mai immaginato di trascorrere il Capodanno in una limousine, insieme alle mie amiche e  in uno dei locali più alla moda di Roma.

Ma devo dire che inizio a sentirmi a mio agio.

Per un momento penso a Filippo, mi chiedo cosa stia facendo, se è solo come ha detto nel  messaggio di auguri il giorno di Natale, oppure se è con lei. Mi fa ancora troppo male pensare a lui e a Selene.

Decido di affogare i miei pensieri bevendo un ultimo sorso di Dom Pérignon, prima di arrivare al ricevimento organizzato da Mattia.

Il Golf Club è molto elegante e raffinato: gli addobbi natalizi e il clima festivo lo rendono semplicemente incantevole. Tutto è organizzato nei minimi dettagli e il parco illuminato è uno spettacolo sensazionale.

Ci accomodiamo nel lussuoso atrio e subito ci viene incontro Mattia, accompagnato da alcuni suoi colleghi che riconosco, ma di cui, purtroppo, non ricordo i nomi.

«Signore, è un piacere vedervi. Avete fatto buon viaggio?» chiede canzonatorio.

Mi volto e sfioro il gomito di Jenni, intimandola a rispondere.

«Certo. Grazie per la piacevole sorpresa.» risponde, finalmente.

«Di niente, è stato un piacere.» le sorride lui, malizioso.

Subito dopo ci accompagnano nella sala allestita a buffet, dove troviamo gran parte dei nostri colleghi e molti amici di Jenni e Rachele. Sono ancora un po’ intimidita, sono solo poche settimane che lavoro per la Ferraro & De Angelis e non ho ancora molta confidenza con tutti i miei colleghi. Per adesso sono ancora “la nuova arrivata”, nonostante i continui inviti e la gentilezza che mi dimostrano, per fortuna le ragazze sono sempre al mio fianco, rendendomi partecipe.

Finalmente mi sono rilassata e adesso mi sto davvero godendo la serata.

L’atmosfera è cambiata, tutti sono più sciolti e la festa sembra essere davvero decollata.

Il volume della musica inizia ad aumentare e mi rendo conto di essere un po’ euforica.

Mancano una decina di minuti prima che scocchi la mezzanotte, le ragazze sono al bar, e dopo averle avvisate mi avvio verso le toilette per sistemare il trucco.

Mentre ripasso il rossetto sulle labbra, il mio telefono suona. Sicura che si tratti delle ragazze, rispondo senza nemmeno guardare il display.

«Arrivo ragazze, sono venuta a sistemarmi il trucco, vi raggiungo subito.» dico allegramente.

«Sono certo che sei bellissima anche senza rossetto.» la voce di Filippo mi destabilizza per un attimo.

Dopo qualche secondo di silenzio, ritrovo l’uso della parola e rispondo.

«Scusa, credevo fosse Rachele a chiamarmi.»

«Suppongo tu non abbia fatto caso al numero, dunque.» prosegue.

«No, infatti.» rispondo tagliente.

«Volevo farti gli auguri di Buon Anno.» dice a mò di spiegazione.

«Grazie. Auguri anche a te.» rispondo sintetica.

Qualcuno sta bussando alla porta del bagno, sento le ragazze ridere e subito dopo la voce di Mattia, che ridendo anche lui, mi chiama.

«Ele, dai esci che tra poco c’è il primo brindisi dell’anno, oppure stai già festeggiando con qualcuno lì dentro?» ride, chiaramente su di giri.

«Sta zitto, Mattia! Adesso esco!» esclamo.

«Muoviti!» gridano in coro le ragazze.

All’improvviso il tono di voce di Filippo cambia, diventando più severo.

«Sei con qualcuno?» tuona.

«Non sono affari tuoi, Filippo.» rispondo, iniziando a ridere anch’io per la situazione tragicomica in cui mi trovo.

«Sei ubriaca?» chiede gelido.

«Uhm… un pochino brilla, ma non ubriaca. Mi sto godendo la serata.» affermo, soffermandomi sulla parola “godendo”.

«Ti stai scopando il tipo che è lì con te?» grida inferocito.

«Detto da te, ha dell’assurdo…» dico in tono allusivo.

«Se solo ti tocca…se ci vai a letto…» inizia a urlare.

Click. Telefonata conclusa.

Non credevo che un paio di Mojito mi avrebbero resa così audace. Rimetto al suo posto il telefono, apro la porta e trovo un collega di Mattia che mi aspetta pazientemente con le mani in tasca.

«Ciao, ho preferito aspettarti, altrimenti ti saresti persa tra la calca.» spiega il giovane ragazzo davanti a me.

Gli sorrido, grata di non dover passare la mezzanotte chiusa in bagno da sola.

«Beh, allora grazie.» dico imbarazzata, perché non ricordo il suo nome.

«Lorenzo.» dice alla fine, sorridendo.

In lontananza sento il deejay annunciare che mancano poco meno di trenta secondi alla mezzanotte.

«Vieni, Eleonora.» prende la mia mano e mi porta in mezzo alla folla.

La sua mano ha una presa forte e accogliente, è veramente un bel ragazzo. Certo, non bello come l’uomo misterioso che ho incontrato in aereo poche settimane fa, ma è comunque molto affascinante.

Indossa uno smoking, i capelli sono pettinati all’indietro e ha due occhi intensi color ghiaccio.

Il suo sorriso è bellissimo e mentre mi fa strada per arrivare in giardino, dove ci sarà lo spettacolo pirotecnico, mi cinge la vita  con fare protettivo.

«Meno nove, otto, sette… forza ragazzi il 2009 sta per finire, spero per voi che siate in buona compagnia, per il primo bacio del 2010.» annuncia il deejay.

Lorenzo si volta e mi sussurra una frase.

«Spero non ti dispiaccia se ti ho presa per mano, poco fa.»

«Tranquillo, altrimenti ci saremmo persi di vista in mezzo a tutto questo casino.»

«Meno tre, due, uno…» la voce del vocalist sfuma per lasciar spazio alle urla di gioia.

Esplodono migliaia di coriandoli, quando le labbra di Lorenzo si posano sulle mie. Mi bacia delicatamente, mentre mi tiene stretta a lui, è chiaro che vorrebbe un bacio vero ma per fortuna si accontenta e mi toglie dall’imbarazzo facendomi volteggiare e ballare con noncuranza.

Dopo avermi riaccolta tra le braccia, mi stringe a sé.

«Buon Anno, Eleonora.» sussurra dolcemente.

«Buon Anno anche a te, Lorenzo.» rispondo, decisamente confusa.

 

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-Alessandro-

 

Mi ritrovo su un altro aereo. Questa volta, però, non c’è nessuno al mio fianco.

Ho passato tutto il tempo a riflettere su ciò che è successo questa mattina, ma non trovo una spiegazione razionale.

Tento di riposare, sperando di dimenticare quegli occhio azzurri che da qualche ora non mi stanno dando più tregua.

Per fortuna dopo il decollo mi addormento, finendo, finalmente, di pensare.

Mi sveglio dopo parecchie ore, un po’ frastornato e affamato.

La hostess mi porta da bere e da mangiare, nonostante abbia acquistato un biglietto in prima classe, il cibo è pessimo.

Nel display posizionato di fronte a me vedo la rotta che stiamo attraversando, non manca molto all’arrivo. Nell’attesa accendo il tablet che ho portato con me insieme al portatile, sul desktop c’è ancora l’immagine che ho scattato a Gran Canaria insieme ad Angelica ed Emma. Una fitta al cuore si propaga in me. È la prima volta che lo accendo da quando abbiamo fatto quell’incidente. Ci sono giorni in cui il dolore è talmente forte da non riuscire a respirare, altri invece, mi sembra di riuscire anche a sorridere e a pensare che ce la farò a sopravvivere.

Mi auguro che questi giorni possano aiutarmi a ritrovare un po’ di serenità.

Appena scendo dall’aereo, sento l’aria gelida pizzicarmi il volto. Finalmente lontano da casa e immerso in una realtà completamente nuova, mi dirigo verso l’uscita.

Osservandomi attorno, leggermente spaesato, mi rendo conto che il caos regna sovrano qui a New York, e per un istante mi sento libero.

Libero dal dolore, dalla disperazione in cui sono intrappolato da più di un mese.

Appena varco la soglia che delimita il suolo americano, vedo mio fratello.

«Ehi,  Ale!»

«Ciao Riky.»

«Hai fatto buon viaggio?»

«Si, tutto bene.» rispondo, omettendo l’incontro che ho avuto con la ragazza incontrata a Venezia.

«Come stanno andando gli affari al ristorante?» domando, per allontanarla dai miei pensieri e per fare un po’ di conversazione.

«Alla grande, non possiamo lamentarci. Mi dispiace, però, farti lavorare durante le feste.» dice rammaricato.

«Non preoccuparti, aiuterà a distrarmi.»

«Ale, sono addolorato per tutto quello che è successo.» esordisce, mentre si mette alla guida del suo Dodge.

«Lo so.» rispondo fissando fuori da finestrino.

Quello che apprezzo di più del carattere di Riccardo è il suo essere riservato e per niente invadente.

So che soffre da impazzire anche lui, ma non vuole infliggermi altro dolore, e io gliene sono grato.

Non sopporterei di caricarmi del dolore e delle lacrime di qualcun altro.

Il ristorante si trova nell’ Upper East Side, una zona estremamente lussuosa, e da qualche anno è riuscito anche a comprare un appartamento proprio sopra il locale.

Entro nel sontuoso appartamento, mentre mio fratello mi accompagna in quella che sarà la mia stanza per le prossime settimane.

«Ecco, questa è la camera. Spero ti piaccia. L’ho fatta preparare da Julia.» annuncia Riccardo, appoggiando la valigia a terra.

«Julia?» chiedo perplesso.

Riccardo sorride e capisco tutto.

«La conoscerai stasera a cena.» sorride estasiato.

«E bravo il mio fratellino!» esclamo, scompigliandogli i capelli, come quando eravamo bambini.

«Spero non ti dispiaccia conoscerla.» prosegue intimorito dalla mia reazione.

«Per niente, anzi, sono felice per te.» rispondo sinceramente.

Annuisce rilassandosi visibilmente e poi si siede sul letto.

«Allora che ne pensi?» chiede guardandosi attorno.

«È perfetta.» dico sinceramente.

«Beh, adesso è meglio se ti riposi, sarai stanco dal viaggio. Se hai bisogno di me mi trovi giù al ristorante.» si congeda e mi batte una pacca sulla spalla.

Mi adagio sul letto, prendo il computer e mando un’e-mail a Mattia.

 

Da: Alessandro Ferraro

A: Mattia De Angelis

Data: 13/12/2009 ore 17.30

Oggetto: New York.

 

Eccomi finalmente arrivato a destinazione. È andato tutto bene. Ci sentiamo nei prossimi giorni. Ciao Cugino.

 

A Roma sono all’incirca le undici e mezza di sera, quindi dovrebbe riuscire a rispondermi subito. Lascio il computer acceso e vado a farmi una bella doccia rigenerante. Una volta finito di sistemarmi sento l’avviso dell’arrivo di un’ e-mail. Mi posiziono sul letto e leggo la risposta.

 

Da: Mattia De Angelis

A: Alessandro Ferraro

Data: 13/12/2009 ore 23.56

Oggetto: Buoni propositi.

 

Ciao Ale, qui tutto bene. Tuo padre è abbastanza tranquillo, è convinto che tornerai con dei buoni propositi da questo viaggio, non gli ho detto che sarò io ad acquisire le tue quote, non la prenderebbe per niente bene, lo conosci meglio di me.

Rimanderò questo discorso  all’anno nuovo sperando che, nel frattempo, ti deciderai a riportare le  chiappe qui a Roma!

 

Ps: Sto cercando di trovare il modo per trascorrere la sera di Capodanno con Jenni. Pensavo di mandarle una limousine a casa.

Si, lo so, sono un fottuto genio!!!

Fatti sentire, ciao!

 

Rido guardando lo schermo del computer.

Una limousine per la sera di Capodanno poteva riuscire ad ottenerla solo lui.

 

Da: Alessandro Ferraro

A: Mattia De Angelis

Data: 13/12/2009 ore 18.00

Oggetto: Fottuti geni, che spendono fottuti soldi aziendali.

 

Ottima l’idea di rimandare certi discorsi all’anno nuovo. Non ho ancora comprato il biglietto di ritorno, ma non preoccuparti, sono certo che te la caverai benissimo anche senza di me.

Per quanto riguarda la nostra cara Jenni, devo ammetterlo, sei un FOTTUTISSIMO GENIO, anche perché so che il conto lo includerai nell’elenco delle spese aziendali… Intanto, provvederò a farti avere l’accesso al free bar del Mood,  dammi qualche giorno e ti farò avere notizie certe.

Ci sentiamo nei prossimi giorni.

Ciao.

 

La risposta non tarda ad arrivare.

 

Da: Mattia De Angelis

A: Alessandro Ferraro

Data: 14/12/2009 ore 00.09

Oggetto: Noi, FOTTUTISSIMI geni!

 

Mi sento in dovere di avvisarti che potrei farlo fallire, il Mood. Comunque, attendo tue notizie.

Buonanotte a me e buona serata a te! Ciao.

 

P.s: Muoviti a tornare, in ufficio è arrivata la nuova segretaria e Morandini è già sul piede di guerra! Non l’ho mai visto così su di giri per una ragazza, nemmeno per Monia “la tettona”!

 

Scoppio in una fragorosa risata al pensiero di Morandini. Non gliene sfugge una dal suo radar. Povera ragazza. Spero per lei che sia fidanzata.

Guardo l’orologio e mi accorgo che è quasi ora di andare al ristorante. A quanto pare conoscerò la fidanzata di mio fratello, così mi vesto e scendo al piano terra di questo lussuoso residence. Appena sono fuori dal palazzo svolto a destra e faccio una decina di passi, ed eccomi arrivato.

«In perfetto orario!» esclama Riccardo, aprendomi la porta.

«E’ arrivata Julia?» chiedo curiosamente.

«Non ancora, abbiamo qualche minuto per noi.» gesticola invitandomi ad entrare.

Il locale è ancora chiuso, tutto è a lume di candela, il personale sta diligentemente lavorando ognuno nella propria postazione. Riccardo mi presenta velocemente i suoi collaboratori e poi mi fa cenno di seguirlo nel suo studio.

«Tutto bene?» domando preoccupato.

«Si, cioè no…senti devo dirti una cosa.» balbetta imbarazzato.

«Che succede?» lo incalzo.

«Io…  Io e Julia aspettiamo un bambino.» mormora in tono rammaricato.

Un profondo sconforto mi colpisce e mi riporta brutalmente alla realtà. So che in questo momento devo pensare a mio fratello. Non posso addossargli tutto il mio dolore, adesso ha bisogno di me.

«E’ una splendida notizia!!!» esclamo, cercando di non fargli notare la piccola crepa di dolore che si sta espandendo nel mio cuore.

«Non avevo idea di come l’avresti presa.» annuncia sconsolato.

«Diventerò zio, come potrei non essere felice?» gli sorrido sinceramente.

«Grazie. Non sai quanto ci tenevo.» mi abbraccia forte.

«Quando lo dirai a mamma e papà? Lo sai che impazziranno all’idea di sapere che finalmente hai messo la testa a posto.» lo punzecchio ridendo.

«Pensavo di invitarli il mese prossimo.»

«Ottima idea.» sorrido, restituendogli la pacca sulla spalla.

 

Julia è una ragazza splendida. Non appena mi ha sorriso ho capito che è perfetta per Riccardo. Con mia grande sorpresa parla molto bene l’italiano, si è laureata in Lingue e Letterature moderne e parla fluentemente l’italiano e lo spagnolo, oltre alla sua lingua madre.

Si sono conosciuti al corso di inglese per stranieri, nel quale lei insegnava. Dopo qualche mese di frequentazione sono andati a vivere insieme e poco dopo hanno scoperto che sarebbero diventati una famiglia.

«Volevo portare Julia a Roma dopo le feste, ma la notizia del bambino ha rivoluzionato i nostri piani.» mi spiega Riccardo.

«E’ una bellissima notizia.» dico rivolgendo lo sguardo verso Julia.

«Spero che i vostri genitori ne siano contenti, so che stiamo insieme da poco tempo e di certo non era programmata questa gravidanza, ma è la cosa più bella che potesse capitarci.» mi spiega con un debole sorriso.

«Non preoccuparti di questo. Vedrai che ti adoreranno.» rispondo per tranquillizzarla.

«Speriamo tu abbia ragione!» esclama lei, visibilmente più rilassata.

Riccardo e Julia sono molto affiatati e mio fratello è perdutamente innamorato di questa ragazza. Gli occhi brillano ad entrambi e a malincuore mi ritrovo ad invidiarli, fino a non molto tempo fa anch’io potevo contare sull’appoggio di una compagna.

Non poter condividere più nessun momento con la persona amata è la cosa più dolorosa che possa capitare. Avevo la felicità tra le mani e all’improvviso è svanita, dissolvendosi nel nulla.

 

Passati i primi giorni di stordimento per colpa del jet-lag, mi sono decisamente ambientato.

La casa è enorme, quindi non vedo molto spesso Julia e Riccardo, se non quando lavoriamo insieme al ristorante.

Dopo aver trascorso insieme il Natale, sono partiti per andare a trovare i genitori di Julia che vivono vicino a Boston, avendo così per qualche giorno la casa tutta per me.

Mi vesto per andare a fare una corsa liberatoria, devo smaltire tutti i dolci che Julia ha preparato durante queste settimane e anche riflettere su quando, ma soprattutto, se tornare a Roma.

Afferro il lettore mp3 e mi avvio nella direzione di Central Park.

Nonostante il cielo grigio, che promette l’arrivo di una pioggia a breve, inizio comunque a correre, mentre la melodia di Endlessly dei Muse, riempie i miei pensieri e la mia testa.

 

“Hopelessly I’ll love you endlessly. Hopelessly I’ll give you everything, but I won’t give you up.
I won’t let you down. And I won’t leave you falling, if the moment ever comes.”

 

Il titolo e le parole di questa canzone mi colpiscono come uno schiaffo in pieno volto, descrivono tutto ciò che provo. Non sono pronto a lasciarle andare, ma inevitabilmente, deve accadere. Il mio amore per loro durerà all’infinito, proprio come il titolo di questa canzone. Corro più veloce, sfogando il mio dolore. La rabbia prevale, mentre il cuore batte all’impazzata.

Loro saranno sempre una parte di me, una parte del mio cuore, ma devo ricominciare a vivere, e nascondermi qui di certo non mi aiuterà.

Pochi istanti dopo parte Starlight, anche questa canzone mi sembra perfetta per il mio stato d’animo. Mi perdo tra la folla, tra le strade di questa città così grande, ma anche così anonima e frenetica.

Riprendo fiato e decido di rientrare a casa.

Il tragitto del ritorno è stato molto meno intenso e i Muse hanno continuato a farmi compagnia, con i loro album e le loro splendide canzoni.

Attraverso di nuovo Central Park, stanco ma soddisfatto, credo di essermi sfogato e devo ammettere di sentirmi un po’ più sereno, quanto basta per farmi prendere in mano il computer e scrivere a Mattia.

 

Da: Alessandro Ferraro

A: Mattia De Angelis

Data: 27/12/2009 ore 12.30

Oggetto: Novità vs Buoni propositi.

 

Buongiorno! Ho deciso di tornare a Roma, spero che i soldi e i documenti siano pronti al mio rientro.

 

Mentre aspetto una risposta da parte di Mattia, vado farmi una doccia.

Una volta finito, vado in cucina e mi preparo un sandwich con bacon e uova, prendo una birra e mi siedo sul divano.

Posiziono il computer di fianco a me e cerco un volo diretto per Roma. Potrei rientrare dopo il Capodanno, così avrei qualche giorno per sistemarmi e decidere cosa fare con il lavoro.

Sto inserendo i dati della mia carta di credito, quando l’icona della bustina posta sul desktop inizia a lampeggiare. Clicco e apro l’e-mail che mi è arrivata.

 

Da: Mattia De Angelis

A: Alessandro Ferraro

Data: 27/12/2009 ore 18.50

Oggetto: Allora Babbo Natale esiste!!!!

 

Quando ho letto la tua mail non volevo crederci. Quando rientri? Proprio oggi ho sistemato la pratica, credo che già dai primi di gennaio potresti avere i tuoi soldi. Ale, mi hai fatto proprio un bel regalo di Natale, non credevo saresti tornato. Fammi sapere la data e l’orario così mi organizzo e ti vengo a prendere all’aeroporto.

Non vedo l’ora. Ciao e a presto.

 

Fisso lo schermo, anche io in fondo al cuore credevo che non sarei più tornato, ma qui ho capito che non avrei comunque dimenticato ciò che ho lasciato alle mie spalle, nemmeno tutti i chilometri del mondo possono renderti immune da certe cose.

Sono ancora convinto di voler cambiare la mia vita, niente potrà essere più come prima, ma devo tornare a casa.

Devo affrontare quello che questa tragedia mi ha lasciato, e poi forse, ricomincerò a vivere.

 

 

FINE 6° CAPITOLO 

 

– ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA – 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

 

12 Comments on “Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 6° Capitolo

  1. manu85
    luglio 12, 2016 at 9:04 am (3 anni ago)

    Sempre un piacere legerre questo racconto e non vedo l ora di domenica baci e complimenti

    Rispondi
    • Renèe
      luglio 12, 2016 at 1:11 pm (3 anni ago)

      Grazie Manu cara,
      a domenica, in attesa dei nuovi sviluppi.
      Un abbraccio <3

      Rispondi
  2. Gianna
    luglio 13, 2016 at 6:24 am (3 anni ago)

    È meraviglia questo racconti. Sarebbe stupendo,farne un libro…bravissima,Renée

    Rispondi
  3. Gianna
    luglio 13, 2016 at 6:25 am (3 anni ago)

    È una meraviglia questo racconto. Sarebbe stupendo farne un libro. Bravissima Renée ♡♡♡

    Rispondi
    • Renèe
      luglio 15, 2016 at 10:35 pm (3 anni ago)

      Cara Gianna, non posso far altro che ringraziarti e mandarti un caloroso abbraccio.
      A domenica <3
      Buona notte :*

      Rispondi
  4. Lorenza
    luglio 16, 2016 at 10:15 pm (3 anni ago)

    Mamma mia! Mi ero persa questo capitolo! Colpa delle valigie da fare! Ma ora hotel recuperato! Se non altro dovrò aspettare meno per leggere il prossimo! ;)
    P.s. voto per il libro pure io!

    Rispondi
  5. gloria
    luglio 18, 2016 at 11:58 am (3 anni ago)

    Attendo con la solita impazienza la pubblicazione del capitolo 7…. sto diventando la vs. ossessione lo so, ma questa lettura davvero mi affascina perché mi ricorda molto la mia esperienza di vita.

    Rispondi
    • Stella
      luglio 18, 2016 at 1:20 pm (3 anni ago)

      Gloria tranquilla, nessuna ossessione, sono io che sono perennemente in ritardo ultimamente, ma purtroppo in questo momento sono fuori casa tutto il giorno. Comunque arrivo il prima possibile, sicuramente entro sera

      Rispondi
      • Renèe
        luglio 18, 2016 at 1:56 pm (3 anni ago)

        Stella cara, non preoccuparti, qui aspettiamo. <3
        Buona giornata cara!

        Rispondi
    • Renèe
      luglio 18, 2016 at 1:51 pm (3 anni ago)

      Gloria, grazie per attendere il nuovo capitolo insieme, spero che la continuazione ti piaccia – e se ti va- mi puoi trovare anche su Facebook :-)
      Spero di conoscerti meglio, nel corso delle prossime settimane :-)
      Un abbraccio grande

      Rispondi
      • gloria
        luglio 18, 2016 at 2:23 pm (3 anni ago)

        Ciao Stella! Nessun problema… prima di abbandonarmi alle braccia di Morfeo questa sera controllerò di nuovo il sito.
        Cara Renèe, il tuo racconto mi piace molto e non vedo l’ora di conoscerne gli sviluppi e ovviamente commentare insieme a Voi.
        A presto!

        Rispondi
  6. Veronica80
    luglio 18, 2016 at 6:42 pm (3 anni ago)

    Eccomi finalmente, in ritardo, ma recupero tutto ;)
    Concordo con quanto detto, voglio un libro, da leggere fino a notte fonda :)

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