“Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 9° Capitolo

Buonasera e bentornate, quella che ci aspetta questa sera è un capitolo che potremmo definire di assestamento.

Eleonora sta ancora facendo i conti con uno scomodo passato ed Alessandro, invece, con i sensi di colpa. Entrambi si stanno ancora girando intorno ed annusando, ammettere la forte attrazione che provano l’uno l’altra è il grande scoglio da superare per raggiungere l’agognata felicità. Il viaggio è ancora lungo, ma i nostri cari ragazzi sono sulla strada buona 

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Non mi resta che lasciarvi in buona compagnia, augurandovi la buonanotte seguita, come sempre, dall’immancabile…

Buona Lettura     

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Playlist

Ricomincio da Te

-Eleonora-

Non ho chiuso occhio tutta la notte. Mi sono girata e rigirata tra le lenzuola pensando alla serata trascorsa con Alessandro. Ho ripercorso con la mente ogni momento, ogni gesto. Desideravo un suo bacio, lo avrei ricambiato senza alcun timore, ma lui alla fine si è tirato indietro, ha solamente fatto scorrere le sue dita sul mio viso e questo è bastato a farmi perdere la ragione.

Mi schiaccio il cuscino sulla faccia, come per riuscire a dimenticare tutto, ma so bene che non sarà possibile. Voglio ancora sentire le sue mani su di me, e questo mi sconvolge non poco.

Mi alzo dal letto, mi sciacquo il viso con dell’acqua fredda e mi preparo per andare al lavoro.

«Buongiorno tesoro.» mi saluta Rachele da dietro il tavolo.

«Buongiorno.» dico sbadigliando.

«Come stai oggi?» le chiedo apprensiva.

«Sto già molto meglio. Domani credo che riprenderò ad andare in ospedale.» mi informa, mangiando un biscotto.

«E tu mia cara? Com’è andata la serata?» chiede curiosa.

Sorrido e mi metto comoda sullo sgabello.

«La serata è stata fantastica.» sentenzio versando del caffè nella tazza.

«Si vede da come brillano i tuoi occhi, tesoro.»

Rimango in silenzio per un po’, persa nei miei pensieri, quando il suono del citofono irrompe insistentemente nell’appartamento.

Vedo Rachele intenta a rispondere, nel giro di qualche secondo il suo sguardo si rabbuia e per un attimo penso a Filippo.

“No, non un’altra volta.”

Quando Rachele si volta per dirmi qualcosa la porta di casa si spalanca e la realtà mi colpisce come uno schiaffo in pieno viso. Di fronte a noi c’è mia madre, con uno sguardo decisamente infuriato.

«Quando avevi intenzione di dirmi che hai lasciato tuo marito?» urla furibonda.

Non le ho detto nulla perché si trovava dall’altra parte del mondo e non avrebbe potuto fare niente.

Faccio un lungo sospiro e le vado incontro.

«Ciao mamma.» mormoro.

«Ele, che sta succedendo? Sono tornata a Venezia e quando sono venuta a casa per salutarti ho trovato Filippo disperato. Mi ha detto solo che te ne sei andata da due mesi! Due mesi ed io non ne sapevo nulla!» esclama inorridita.

 «Mamma, non è come credi. Siediti e ti spiegherò tutto.» le dico cercando di calmarla.

Rachele, mi guarda accigliata, e dopo aver salutato mia madre si rifugia in camera sua. Beata lei, vorrei sfuggire anch’io allo sguardo severo di Cristina Marcato.

«Vuoi un caffè?» le chiedo gentilmente.

«Lascia perdere il caffè. Che cosa hai intenzione di fare?» chiede guardinga.

Mi siedo accanto a lei e le prendo la mano.

«Mamma, ascolta so che vuoi bene a Filippo, ma lui mi ha tradita con la sua segretaria, li ho trovati io stessa in ufficio. Non potevo restare a casa un attimo di più e tu eri così lontana, non saresti stata in grado di aiutarmi in alcun modo.» le spiego pazientemente.

Mi rivolge uno sguardo perplesso.

«Tutto qui?» chiede sorpresa.

La fisso interdetta per qualche secondo, poi riprende a parlare.

«Mi stai dicendo che hai lasciato tutto per una scappatella? Oh cielo, Eleonora. Devi ancora imparare molto dalla vita. Non è niente di irreparabile, capita anche nei migliori matrimoni, ma Filippo ama te e tu sei sua moglie, hai il dovere di salvare il vostro matrimonio.» afferma in tono di rimprovero.

Sposto la mia mano e mi allontano leggermente, incredula a ciò che sto sentendo.

«Mamma, ma stai scherzando?» le chiedo irritata.

«Mai stata più seria. Credo tu debba tornare subito a Venezia.» risponde severamente.

«No, non intendo tornarci. È un bugiardo, un manipolatore e io non voglio tutto questo.» dico amareggiata.

«Cosa credi di fare qui? Che aspettative hai per i prossimi anni?» chiede sarcastica.

Penso a questi mesi trascorsi lontano da casa e non mi sono mai sentita più viva di così.

«Vivo in un bellissimo appartamento nel cuore di Roma, ho un lavoro che mi piace e mi soddisfa. Direi che questo basta a farmi escludere l’idea di lasciare questa splendida città.» continuo.

«Eleonora, presto ti stancherai di tutto questo e vorrai tornare da tuo marito, e lui potrebbe non volerti più a quel punto.» dice, liquidando con un gesto le mie parole.

Resto ferma, mentre le sue parole riecheggiano nella mia mente.

«Mamma, adesso devo andare al lavoro, se ti va ne parliamo questa sera.» concludo, mettendo fine a questa discussione.

«Alloggio al Grand Hotel Plaza. Ti aspetto per cena.» dice dirigendosi verso la porta.

Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, l’ho rimandato sperando di non dovermene preoccupare tanto presto, ma purtroppo non posso sfuggire a mia madre.

Vado in camera, e vedo Rachele che fa capolino dalla porta.

«Ehi, tutto bene?» mi chiede preoccupata.

«No, non va bene per niente.» mormoro affranta.

«E’ solo in pensiero per te e per il tuo futuro, cerca di metterti al suo posto. Sono certa che riuscirai a farle capire che questa è la scelta più giusta. Non farti intimorire da nessuno, segui il tuo istinto.»

Annuisco di fronte alle sue parole, mentre ci abbracciamo come due sorelle.

«Come farei senza di te?» le sussurro.

«Me lo chiedo anch’io a volte! Adesso muoviti ad andare al lavoro, altrimenti farai tardi.» mi rimprovera scherzosamente.

Nonostante il traffico mattutino e il mio piccolo imprevisto riesco ad arrivare in tempo in ufficio, e la prima cosa che mi ritrovo ad affrontare è la faccia di Lorenzo che mi aspetta come un predatore davanti alla mia scrivania.

«Ciao Ele.» esordisce con quel sorrisetto provocatorio.

«Ciao Lorenzo.» rispondo freddamente, mentre sistemo la mia borsa.

«Ho provato a contattarti ieri sera, ma il tuo cellulare non era raggiungibile. Hai ascoltato la segreteria?» mi chiede leggermente agitato.

«A dire il vero no, ho avuto una mattinata impegnativa e, se non ti dispiace, ora ho da fare.» rispondo, sperando che se ne vada quanto prima.

È chiaro che non è la mia giornata fortunata.

«Senti, non vorrei avessi interpretato male ciò che hai visto ieri nell’archivio.» sbotta ad un tratto.

Alzo lo sguardo, indubbiamente sconvolta.

«Interpretato male?» ripeto in un sussurro.

«Si, cioè… La ragazza con cui mi hai visto è un’amica e noi occasionalmente ci divertiamo un po’, ma questo non ha niente a che vedere con quello che provo per te.

Tu mi piaci Eleonora. Mi piaci davvero.» mi spiega diligentemente.

Per un momento ci ho quasi creduto. Le doti artistiche che possiede superano quasi quelle di Filippo.

Ho detto quasi.

«Ascoltami bene Lorenzo perché non intendo ripeterlo. Non mi interessa cosa fai, o meglio, chi ti fai nell’archivio e non mi interessa uscire con te. Spero di essere stata chiara.» lo guardo con un’aria di puro disprezzo.

«Eleonora, la sera dell’ultimo dell’anno siamo stati bene insieme, voglio conoscerti meglio e portarti fuori a cena. Che ne dici?» chiede insistente.

«Dico di no. Non amo ripetere le cose due volte Lorenzo.» concludo incenerendolo con lo sguardo.

Il mio sguardo ha avuto l’effetto sperato, Lorenzo non mi risponde nemmeno e si dirige verso il suo ufficio.

“Non credo di poter sopportare un altro uomo del genere.”

Una volta sistemato Lorenzo, entro nella piccola stanza adibita a bar del nostro reparto e mi verso una quantità smisurata di caffè. Mentre sorseggio la mia bevanda preferita il pensiero ricade un’altra volta su Alessandro.

Vorrei vederlo ancora, ma purtroppo non ho modo di rintracciarlo se non tramite Mattia, e per ora non voglio espormi troppo, sono già abbastanza incasinata.

Posso solo augurarmi che sia lui a cercarmi.

La giornata trascorre lenta e monotona, l’ufficio è semi deserto, Jenni è in trasferta con il padre di Alessandro mentre di Mattia non ho notizie da ieri sera.

Metà dei miei colleghi sono ancora in ferie, mentre io mi ritrovo a fare l’inventario di tutti i clienti, in più, come se non bastasse, si sta avvicinando l’ora dell’appuntamento con mia madre.

Finisco velocemente di catalogare l’ultimo contratto e mi affretto a spegnere il computer e ad uscire.

Mi concedo una lunga passeggiata, il freddo è pungente ma ho bisogno di stare all’aria aperta. Sono troppi i pensieri che affollano la mia mente e sono davvero confusa.

Ho l’impressione di fare un passo avanti e cinque indietro, ieri sera mi sentivo bene e stamattina tutto è stato rivoluzionato dalle congetture di mia madre.

“E se avesse ragione? Se mi stancassi di tutto questo?”

Tanti, troppi dubbi mi divorano.

Cammino per le vie di questa città che risplende ancora a festa, e so che nonostante i dubbi io amo stare qui.

Credo di aver trovato il mio posto, quello in cui dove ti immagini per tutta la vita, dove ti senti al sicuro e protetta.

Accompagnata dalle mie fantasie arrivo davanti al Grand Hotel, entro e mi accomodo sui divanetti elegantemente sistemati nella sontuosa hall, prendo il telefono in mano e scrivo un messaggio a mia madre per informarla del mio arrivo.

«Eleonora?» e quella voce fa mettere in allerta tutti i miei sensi.

Mi volto, ed eccolo lì, splendido come sempre con le mani in tasca e quel sorriso così dolce.

«Ciao Alessandro.» sussurro stupita.

«Sembra proprio che siamo destinati ad incontrarci.» dice rivolgendomi uno sguardo curioso.

«Lo credo anch’io.» rispondo impacciata.

«Allora, se non sono indiscreto, cosa ti porta qui?» chiede sedendosi nel divanetto di fronte al mio.

«Sono venuta per cenare con mia madre. È arrivata questa mattina da Venezia.» rispondo nervosamente.

«E tu? Che cosa ci fai qui?» proseguo incuriosita.

«Io vivo nella suite all’ultimo piano.» mi risponde sorridendo.

“Eh certo, lui nel Grand Hotel ci vive, ma che cosa ci faccio io qui?”

«Posso offrirti qualcosa nel frattempo che aspetti tua madre?» continua gentilmente.

Un piccolo, leggero tuffo al cuore si propaga in me.

«Credo sarà qui tra poco.» sentenzio in un soffio.

«Allora sarà per la prossima volta, d’accordo?» chiede dolcemente, guardandomi negli occhi.

Vedo il suo sguardo alzarsi oltre le mie spalle, mentre mi saluta e fa un cenno alla persona dietro le mie spalle.

«Buona serata Eleonora.» sussurra dandomi due baci sulla guancia.

Respiro il suo profumo, e mi godo quel piccolo contatto, che mi fa vibrare tutto il corpo.

Mi volto e trovo mia madre intenta a guardarci attentamente.

Questa donna ne sa una più del diavolo, e adesso sta fissando Alessandro. Di bene in meglio.

Non capisco se ne sia affascinata oppure se sia semplicemente incuriosita dal nostro incontro.

«Tesoro eccomi, scusa il ritardo.» esclama rivolgendosi verso di me.

«Ciao mamma.» la saluto con un bacio sulla guancia.

«Salve, io sono Cristina, la madre di Eleonora.» dice tendendo la mano verso Alessandro.

I suoi occhi si illuminano, mentre vedo mia madre capitolare di fronte al suo fascino.

«E’ un vero piacere conoscerla. Io sono Alessandro Ferraro, un ex socio dell’azienda in cui lavora Eleonora.» si presenta con un’aria molto professionale.

«Il piacere è tutto mio, non ho ancora avuto modo di conoscere le persone che stanno accanto a mia figlia in questo periodo.» risponde con un pizzico di sarcasmo.

Io e Alessandro ci guardiamo e mi auguro abbia compreso l’imbarazzo che ora provo nei suoi confronti.

In risposta, mi rivolge un intenso sguardo e annuisce rivolgendosi di nuovo a mia madre.

«Sua figlia è una ragazza splendida, ha conquistato già tutta la dirigenza della Ferraro& De Angelis. E’ una risorsa molto preziosa, deve andarne fiera.» sentenzia deciso.

Mia madre resta in silenzio.

È un evento più unico che raro, e noto, con piacere, che annuisce confortata.

Forse questa serata non sarà il disastro che avevo previsto.

«Bene, adesso vi lascio alla vostra cena. Spero di rivederla presto, signora.» dice Alessandro.

«Sicuramente ci saranno altre occasioni, signor Ferraro.» lo saluta stringendogli la mano.

Mi dona un’ultima visione del suo bellissimo viso, mentre io rimango a fissarlo.

«Ehi, Ele?» la voce di mia madre mi riporta alla realtà.

«Sì, eccomi. Andiamo a bere qualcosa?» propongo per depistare la sua curiosità.

«Quell’uomo ti piace, anzi, voi due vi mangiate letteralmente con gli occhi!» esclama sorpresa.

«Mamma, ma che stai dicendo?» fingo di essere stupita.

«Dimmi un po’ signorina, questo Alessandro ha a che fare con la tua decisione di lasciare Filippo?» chiede seriamente.

«Assolutamente no! Ti ho già detto che lui tecnicamente è il mio capo, ci conosciamo perché io lavoro per suo padre e suo zio.» spiego estremamente convinta.

Mi guarda sospettosa, ma alla fine sceglie di credermi e finalmente provo a rilassarmi di fronte ad un Martini.

Non vedo l’ora che questa giornata finisca, non posso tollerare tutti questi attacchi nell’arco di sole ventiquattro ore.

La tensione che c’era questa mattina tra noi, sembra essersi un po’ allentata.

Decido di raccontarle come sono andate realmente le cose tra me e Filippo, e cerco di spiegarle le mie motivazioni.

Lei mi ascolta in silenzio, mi lascia esprimere ogni singolo dettaglio.

Ed io come un fiume in piena, le racconto tutto.

La mia tristezza, la sera in cui ho trovato Filippo con Selene, la mia fuga in albergo e tutto il dolore e lo sconforto che ho provato nel mese in cui ho dormito con Rachele.

Alla fine di tutto il mio racconto, posa la forchetta e sorseggia un po’ di vino.

È chiaro che sta architettando qualcosa per smontare la mia tesi, ma con mio grande stupore si volta e mi guarda attentamente.

«Capisco, dunque sei sicura della tua scelta?» chiede scettica.

Annuisco convinta.

«Bene, deve esserti chiaro però che dopo non potrai più tornare indietro e che affrontare un divorzio non è una cosa che si fa a cuor leggero, questo riesci a comprenderlo?» continua con uno sguardo severo.

«Si, è quello che voglio.» sentenzio.

«Molto bene, detto questo, voglio che tu sia felice. Non mi interessa se dovrò prendere un aereo per vederti, l’importante è che tu viva la vita che desideri.»

Mi sento finalmente libera da un enorme macigno che mi impediva di respirare bene.

«So che non ti farà piacere sentirlo dire, ma qui io mi sento a casa.» dico estremamente rilassata.

Ci guardiamo e subito dopo mi abbraccia forte, è da moltissimo tempo che non la sento così vicina, così presente.

«Sii felice tesoro mio.» sussurra al mio orecchio.

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-Alessandro-

 

Sento in lontananza un rumore fastidioso, mi giro nel letto e guardo la sveglia posta sopra al comodino. Sono le sette e mezza e sono certo di aver messo il cartello “non disturbare” fuori dalla porta ieri sera.

Mi alzo e vado verso la porta, decisamente incazzato, mi auguro che chiunque sia abbia una buona ragione per venire qui a quest’ora.

«Buongiorno cugino!» esclama Mattia entrando in camera.

«Ma che cazzo ci fai qui?» ringhio.

«Dobbiamo parlare di te amico, ci sei dentro fino al collo.» sentenzia sedendosi sul divano.

«Come scusa?» chiedo attonito.

«Ale, oggi devo andare in tribunale per richiedere i documenti del divorzio e tu verrai con me. E poi voglio sapere che cosa diavolo succede tra te ed Eleonora.» sentenzia componendo il numero del servizio in camera.

«Vuoi il divorzio da Natalie?» chiedo sconvolto.

«Certo. Siamo separati da cinque anni, e dato che le cose con Jenni si stanno facendo serie, credo sia arrivato il momento di chiudere i conti col passato.» mi spiega serio.

«Era ora che trovassi il coraggio di farlo. Non puoi andare avanti a scopare con la tua ex moglie, non ha senso.» affermo deciso.

«Tutte le donne che ho avuto dopo Natalie, sono state avventure, mi sentivo sempre e comunque legato a lei. Ma adesso che c’è Jenni, tutto è diverso.» conclude categorico.

«Dunque, parliamo di te adesso. Che intenzioni hai?» chiede curiosamente.

«Non ho nessuna intenzione, a dir la verità, mi sento piuttosto confuso.» rispondo incerto.

«Ale, lei ti piace e molto anche. Dovresti invitarla a cena o chiederle di uscire.» insiste convinto.

Scuoto la testa e vado farmi una doccia, nel frattempo sento Mattia che ordina la colazione e accende la televisione.

Sotto il getto bollente della doccia penso alla serata trascorsa con lei.

Le mie mani che la avvolgono, i nostri corpi così vicini e così perfetti insieme, il suo collo che profuma di buono e all’improvviso il desiderio e la voglia di lei mi invadono.

Potrebbe essere una follia, potrebbe essere anche sbagliato per certi versi, ma la realtà è che mi è entrata sotto la pelle e non riesco a smettere di pensare a lei.

Esco dal bagno, mi infilo i pantaloni e una t-shirt e mi accomodo sul divano.

La colazione è già arrivata, sopra il carrellino c’è un piccolo buffet.

Adoro le colazioni che servono in questo hotel, prendo una tazza di caffè e addento il primo croissant che trovo.

«E così oggi chiederai il divorzio.» inizio a dire.

«Ho già chiamato Natalie e per fortuna è d’accordo con me.» annuncia Mattia.

«Ottimo, nel giro di qualche mese sarà effettivo.»

«Allora, hai pensato a quello che ti ho detto su Eleonora?» mi chiede cambiando discorso.

«Si, non preoccuparti, sto già pensando a come farle una sorpresa.» sospiro fingendo di essere irritato.

«Hai solo bisogno di qualcuno che ti dica che non c’è niente di male nel frequentare un’altra donna. So che ti ho detto di andarci piano, ma dopo ieri sera mi è sembrato abbastanza chiaro che siete entrambi attratti l’uno dall’altra.»

«D’accordo signor Cupido, adesso alza le chiappe dal mio divano e andiamo in tribunale.» annuncio, cercando di non pensare ad Eleonora.

Siamo nel pieno centro di Roma, immersi nel traffico e noto l’agitazione di Mattia che si fa sempre più palpabile.

Il matrimonio con Natalie è stato come un fulmine a ciel sereno per le nostre famiglie, erano così giovani ed inesperti, dopo i primi anni di passione sfrenata sono cominciati i problemi veri.

Entrambi hanno sofferto molto per la separazione, e dopo di lei Mattia non ha più cercato né voluto storie serie.

Mi sono sempre chiesto se sarebbe arrivato il momento in cui avrebbero definitivamente chiuso il loro matrimonio e, nonostante il mio affetto per Natalie, credo che Jenni sia la ragazza perfetta per Mattia.

«Tutto bene?» chiedo mentre ci avviciniamo al tribunale.

«Si, sono solo un po’ nervoso.» risponde con lo sguardo concentrato sulla strada.

«E’ normale. Prenditi tutto il tempo che ti serve, possiamo venire un altro giorno se preferisci.» dico provando a tranquillizzarlo.

«Oggi, domani o fra un mese, cosa cambia? Ormai è finita, e da molto tempo. È solo che è difficile da accettare. È pur sempre un fallimento.»

Annuisco e resto in silenzio, è una cosa che deve affrontare da solo. Per troppo tempo ha ignorato questa situazione e adesso non gli resta che affrontarla.

Entriamo in tribunale, saliamo al terzo piano del palazzo e ci dirigiamo di fronte le aule.

Mattia estrae i documenti dalla valigetta e me li porge.

«Facciamo in fretta.» mormora leggermente agitato.

«D’accordo.» rispondo afferrando i fogli.

Il giudice ci convoca, ma Natalie ancora non si è presentata.

Cerco di temporeggiare mentre Mattia prova a rintracciarla telefonicamente.

Dopo un quarto d’ora finalmente la vedo arrivare, è sempre bellissima anche se sembra molto scossa.

Ci viene incontro e quando arriva davanti a noi, scoppia in un pianto incontenibile.

Non ho idea di cosa le sia preso, le metto un braccio intorno alle spalle e provo a consolarla, sotto lo sguardo attonito di Mattia.

«Scusami Mattia, è solo che non credevo sarebbe accaduto. Sono sempre stata convinta che prima o poi saresti tornato da me.» dice singhiozzando.

«Ma quando ti ho telefonato mi sei sembrata tranquilla, anzi sollevata direi. Ne parlavamo già da un po’ di tempo.» le dice Mattia, decisamente sorpreso.

«Lo so Mattia, ma essere qui adesso, mi sembra così sbagliato.» mormora sconsolata.

Decido di lasciarli da soli e chiedo gentilmente al giudice di procedere con le altre pratiche, e di convocarci al prossimo turno.

Mi siedo sulle panchine poste fuori dalle aule, e mi ritrovo a pensare se accadesse la stessa cosa ad Eleonora. In fin dei conti mettere fine ad un matrimonio non è una cosa semplice, a maggior ragione quando si è molto giovani.

“Forse dovrei lasciarla perdere. Resterà qui per un periodo e poi magari tornerà da suo marito. Se accadesse sarebbe devastante per me, e anche per lei. Potremmo risparmiarci tutto questo dolore, lasciando le cose così come stanno.”

Un’ora dopo, usciamo tutti e tre dal tribunale. Alla fine Mattia e Natalie si sono chiariti e hanno firmato la sentenza di divorzio, si sono salutati con abbraccio.

«Come stai?» chiedo, mentre mi metto al volante.

«Mi sento bene, libero da tutto il peso che portavo dentro.» mi risponde serenamente.

Gli sorrido con un cenno e inizio a guidare.

Dopo i primi momenti di tristezza che hanno avvolto la nostra giornata tutto è tornato alla normalità. Mattia è ritornato a casa per incontrare Jenni ed io, invece, ho optato per una corsa liberatoria.

Sono diviso a metà, ho troppe incertezze che non mi stanno facendo ragionare razionalmente.

La verità è che voglio rivederla, quando sono con lei perdo la cognizione del tempo e mi sento bene. È da troppo tempo che non mi sento in pace con me stesso.

Rientro nella mia suite e dopo essermi cambiato decido di andare al ristorante, questa sera non ho voglia di cenare in camera.

Afferro la chiave magnetica e mi dirigo verso gli ascensori.

Appena mi affaccio nella sala della hall, vedo Eleonora seduta su uno dei divanetti riservati agli ospiti.

«Eleonora?» sussurro avvicinandomi.

«Ciao Alessandro.» il suo sguardo è decisamente sorpreso.

«Sembra proprio che siamo destinati ad incontrarci.» dico in tono scherzoso.

«Lo credo anch’io.» risponde timidamente.

«Allora, se non sono indiscreto, cosa ti porta qui?» chiedo accomodandomi di fronte a lei.

«Sono venuta per cenare con mia madre. È arrivata questa mattina da Venezia.» mi spiega, con quel sorriso stupendo.

«E tu? Che cosa ci fai qui?» mi chiede ad un tratto incuriosita.

«Io vivo nella suite all’ultimo piano.» rispondo.

Noto che mi sta fissando da capo a piedi e la cosa mi lusinga non poco.

«Posso offrirti qualcosa nel frattempo che aspetti tua madre?» le chiedo sperando che sua madre sia in ritardo.

La vedo arrossire e tossire lievemente. È così timida che mi viene voglia di abbracciarla e dirle che va tutto bene.

«Credo sarà qui tra poco.» mormora, infine.

«Allora sarà per la prossima volta, d’accordo?» le propongo, cercando di toglierla dall’imbarazzo.

Vedo arrivare un’elegante signora e noto subito l’evidente somiglianza con Eleonora, deve essere sicuramente sua madre. Sono semplicemente due gocce d’acqua.

Mi alzo e le faccio un cenno di saluto, avvicinandomi per salutarla.

«Buona serata Eleonora.» le sussurro all’orecchio.

La madre di Eleonora è di fronte a me e ci guarda attentamente.

Dopo aver aspettato qualche istante si avvicina per salutare la figlia e si presenta.

«Salve, io sono Cristina, la madre di Eleonora.» dice tendendomi la mano.

«E’ un vero piacere conoscerla. Io sono Alessandro Ferraro, un ex socio dell’azienda in

cui lavora Eleonora.» mi presento sorridendo.

«Il piacere è tutto mio, non ho ancora avuto modo di conoscere le persone che stanno

accanto a mia figlia in questo periodo.» risponde leggermente indispettita.

Guardo Eleonora e mi accorgo che è un po’ in difficoltà, meglio intervenire per smorzare i toni.

«Sua figlia è una ragazza splendida, ha conquistato già tutta la dirigenza della Ferraro&

De Angelis. E’ una risorsa molto preziosa, deve andarne fiera.» sentenzio.

Vedo Eleonora trasalire, non si aspettava di certo una frase del genere, ma sua madre mi guarda compiaciuta.

D’altronde è la pura verità, Eleonora è impeccabile nel suo lavoro.

«Bene, adesso vi lascio alla vostra cena. Spero di rivederla presto, signora.» mi congedo salutandole.

«Sicuramente ci saranno altre occasioni, signor Ferraro.» ricambia il mio saluto con una stretta di mano forte e decisa.

Faccio un altro sorriso ad Eleonora, come per tranquillizzarla e mi volto diretto al ristorante.

Se fino a qualche ora fa i dubbi mi tormentavano, ora sono stati tutti spazzati via.

La desidero. Mi piace ogni sua piccola espressione o gesto.

Ho perso letteralmente la testa per questa ragazza, non mi rimane che affrontare a cuore aperto i miei sentimenti per lei.

 

FINE 9° CAPITOLO 

 

– ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA – 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

6 Comments on “Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 9° Capitolo

  1. manu85
    agosto 2, 2016 at 8:44 am (4 anni ago)

    Sempre piacevole leggere e non vedo l ora di scoprire il cuore aperto di Alessandro x i sentimenti…
    un bacio e buona estate a tutte

    Rispondi
    • Renèe
      agosto 2, 2016 at 5:46 pm (4 anni ago)

      Manu, grazie davvero per continuare a seguirmi… Un abbraccio grande e buona estate a te. Alla prossima puntata

      Rispondi
  2. gloria
    agosto 10, 2016 at 10:16 am (4 anni ago)

    ma il decimo capitolo?

    Rispondi
    • Renèe
      agosto 11, 2016 at 9:39 pm (4 anni ago)

      Cara Gloria, non so dirti esattamente quando verrà pubblicato, ma sicuramente arriva! Un abbraccio

      Rispondi
  3. gloria
    settembre 21, 2016 at 11:02 am (4 anni ago)

    ma non sarà più pubblicato il racconto?

    Rispondi
    • Stella
      settembre 21, 2016 at 2:19 pm (4 anni ago)

      Ciao Gloria.
      Si, riprenderemo anche con quello, come da precedente programma, e anche con alcune novità

      Rispondi

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