“Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 12° Capitolo

Fuoco è la parola chiave di questa settimana.

Fiamme rosse e calde che con il loro tepore riscaldano le temperature di questa domenica pomeriggio, oppure come le vampate di un incendio che distrugge tutto quello che incontra sul suo cammino, o come quelle della passione che divampa tra due innamorati.

Comunque la mettiate sarà il rosso con tutte le sue sfumature il colore dominante di questa giornata.

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Come forse avrete compreso, per Ale & Ele è arrivato il momento di approfondire la conoscenza e l’atmosfera tra i due si fa incandescente 

Ma occhio, perchè Mr Viscido non si è ancora arreso e ci mette sempre lo zampino.

Nel caso anche voi vogliate scaldarvi un pò, se non altro l’animo, vi lascio alla lettura del dodicesimo capitolo della nostra Renèe e vi auguro una bellissima giornata seguito, come sempre, dall’immancabile…

Buona Lettura 

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-Playlist-

Ricomincio da Te

-Eleonora-

Dopo due settimane, oggi Alessandro rientra da New York.

Purtroppo c’è stato un incendio nel ristorante del fratello, a quanto pare di origine dolosa, quindi è stato costretto a salire sul primo volo per gli Stati Uniti.

Spero di riuscire a trascorrere un po’ di tempo con lui, mi manca terribilmente.

La melodia di I’ll fly with you mi avvisa dell’arrivo di una chiamata da parte di Alessandro.

‹‹Ciao…››  rispondo felice di sentire la sua voce.

‹‹Ciao tesoro.›› la sua voce è così profonda.

‹‹Stai tornando?›› chiedo impaziente.

‹‹Apri la porta.›› ordina dolcemente.

‹‹Non ci credo. Sei già arrivato.›› dico emozionata, dirigendomi verso l’ingresso.

Apro la porta. Ed eccolo lì, in tutto il suo splendore, tra le mani ha un piccolo bouquet di roselline rosse, accompagnate dal suo sorriso.

‹‹Mi sei mancata.›› dice stringendomi forte a sé.

Sono pervasa dal suo profumo, da tutto quello che lui emana.

‹‹Vieni qui.›› sentenzia posando le rose sul tavolino, e trascinandomi sul divano.

Le mie braccia sono intorno al suo collo, le sue mani sono appoggiate sui miei fianchi mentre un bacio pieno di desiderio e passione esplode tra noi.

‹‹Anche tu mi sei mancato.›› mormoro sul suo petto.

Da quel giorno trascorso ad Ostia è passato oramai quasi un mese.

Quel pomeriggio, mentre passeggiavamo lungo il pontile di Piazza dei Ravennati abbiamo deciso di scoprire le carte e di ammettere quello che provavamo sul serio.

Quando ripenso a quel giorno, il cuore mi si gonfia di gioia.

L’emozione di quei momenti, quando non sai come andrà a finire, quando la voce trema e lo sguardo si sposta altrove per nascondere l’imbarazzo.

Ecco, quello è stato il momento in cui mi sono resa conto che potevamo rischiare, perché quando la paura di perdersi supera la paura di star insieme allora non ti resta che andare avanti e vivere.

‹‹Sono state interminabili queste due settimane.›› dico, allontanandomi appena dal suo bellissimo viso.

‹‹Lo so, ma purtroppo questo imprevisto non era stato calcolato.›› sospira, preoccupato.

‹‹Siete riusciti a risolvere almeno un po’ di problemi?›› chiedo, sperando di non essere invadente.

‹‹Sì, abbiamo risolto tutto, o quasi, non preoccuparti. Il locale ha subito parecchi danni ma per fortuna l’assicurazione copre quasi per intero la somma che servirà per rimettere a nuovo il ristorante.›› mi spiega, leggermente sollevato.

‹‹La brutta notizia è che il mese prossimo sarò costretto e tornare lì per seguire i lavori e per dare una mano a Riccardo.›› prosegue, dispiaciuto.

‹‹Di questo non devi preoccuparti, l’importante è che il locale riapra al più presto.›› lo rassicuro, sfiorando la sua guancia.

Si volta, mi bacia delicatamente sulle labbra, avvolgendomi in un bellissimo abbraccio.

Sento una strana eccitazione diffondersi nell’aria: i suoi baci, le sue movenze sono molto più esplicite, sta bramando ogni centimetro del mio corpo e il sentirmi così desiderata non fa altro che indurmi ad abbandonarmi ancora di più a lui.

Continuiamo a baciarci, lentamente, come a voler godere di ogni tocco, i nostri corpi si reclamano, si cercano, il bisogno di lui adesso è impellente.

Con una mano mi sfiora il collo, d’istinto sospiro inclinando la testa di lato, lascio che Alessandro mi baci delicatamente ogni centimetro della pelle scoperta, scende impercettibilmente verso la clavicola. Adesso le sue mani sono sul mio ventre, dolcemente mi accarezza, sfilando il sottile strato di stoffa che ci divide, il suo sguardo si posa su me ed io sento il desiderio divampare.

‹‹Voglio che tu sia sicura…›› mormora boccheggiando. ‹‹Se lo vorrai, aspetterò tutto il tempo necessario.›› la sua voce è ridotta ad un sussurro.

Quelle parole mi incendiano dentro. Lo voglio. Con tutta me stessa.

‹‹Non intendo aspettare un solo minuto di più.››

Poso le mie mani sul suo petto, lentamente inizio a sbottonare la camicia, una volta tolta, accarezzo la sua pelle, è una sensazione del tutto nuova, con le dita passo il contorno del drago tatuato sulla sua spalla. È tremendamente sexy.

Mi tiene stretta a sé, mi solleva leggermente, quanto basta per sfilare i pantaloni, le sue mani sfiorano le mie gambe, il suo tocco è estremamente delicato.

Mi bacia lungo tutto il corpo, con un gesto rapido slaccia il reggiseno, passando le sue dita sui miei seni ed io, istintivamente, inarco la schiena, abbandonandomi a lui.

Sento il suo respiro accelerare mentre gli poso piccoli baci lungo il petto.

Ha un profumo delizioso.

Abbasso lentamente i pantaloni, esplorando tutto il suo corpo, passo lentamente le dita lungo i fianchi, fino ad arrivare al pube, lo sfioro senza provare alcun imbarazzo, Alessandro geme sotto il mio tocco. È una sensazione divina.

Bacio il suo collo, la sua spalla, e proseguo accarezzando la sua schiena.

Lascio che le sue mani mi esplorino, voglio sentire le sue mani ovunque: come se mi avesse letto nel pensiero, asseconda i miei desideri, sfiorando la mia parte più intima.

Decido di aprire gli occhi e di godermi il suo sguardo.

Scopro che anche lui mi sta guardando e non posso che sentire il cuore esplodere di fronte a queste emozioni.

In quel momento sono sua, completamente abbandonata a lui.

Sono stesa, lo sguardo è incatenato al suo. Adesso è sopra di me, intento ad accarezzarmi.

Sto aspettando il momento in cui, finalmente, saremo una cosa sola.

Si muove lentamente dentro di me, ad ogni leggera spinta i nostri respiri si fanno più veloci, è sfacciatamente erotico il modo che ha di sfiorarmi nei punti giusti, perdo il controllo ed ogni inibizione, sento il piacere accendersi e, repentinamente, invadermi il corpo.

Alessandro continua la sua dolce tortura, alternando i baci alle spinte, trovando un ritmo perfetto.

Il nostro.

Mi lascio andare al piacere poco dopo, le mani di Alessandro sono intrecciate nelle mie, non ha intenzione di staccarsi da me ed io non voglio separarmi da lui, è una sensazione straordinaria.

Con la bocca si sofferma sui seni, facendomi tremare ancora una volta sotto il suo tocco.

Sento il calore prendere vita di nuovo, questa volta, il ritmo aumenta mentre io mi perdo nuovamente in lui, in noi e in tutto questo.

E così, per la seconda volta in meno di un’ora, vengo invasa dal piacere.

Sono fuori controllo, non credo di essere mai stata così disinibita con un uomo.

Assaporo la magia di questo momento, Alessandro continua ad accarezzare la mia pelle provocandomi deliziosi brividi, ovunque.

‹‹Ele, questo è l’effetto che hai su di me. Perdo il controllo, quando ti sto accanto.›› sussurra, sfiorandomi appena.

‹‹Mi piace quando perdi il controllo.››

Ride, accarezzandomi il volto.

‹‹Vedrò di perderlo più spesso, allora.›› dice, baciandomi ancora una volta.

Restiamo accoccolati sul divano, mano nella mano, mi appoggio alla sua spalla mentre gli poso un delicato bacio sulle labbra.

‹‹Non te ne andare.›› mormora trattenendomi per mano.

‹‹Non vado da nessuna parte.››

Per la prima volta, dopo molto tempo, mi sento protetta e al sicuro.

 

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Il suono insistente del telefono mi costringe ad aprire gli occhi, sono sola sul divano.

Di scatto mi volto in cerca di Alessandro e lo vedo intento a preparare la cena, si è cambiato e adesso è in tenuta sportiva. Ovviamente, è dannatamente sexy.

Mi alzo, avvolgendomi la coperta intorno al corpo, mi avvicino al tavolo da pranzo per rispondere al telefono e leggo il nome di Filippo che lampeggia incalzante.

‹‹Sarà la decima volta che prova a chiamarti.›› annuncia Alessandro, voltandosi verso di me.

‹‹Scusa, ora lo spengo.›› dico imbarazzata.

“Che razza di tempismo!”

‹‹Suppongo che Filippo sia il tuo ex marito.›› domanda a bruciapelo.

‹‹Sì.›› mi sento in totale imbarazzo a parlare di Filippo adesso.

So bene che prima o poi avremmo dovuto affrontare questo argomento, ma non ora, non dopo aver fatto l’amore. Al diavolo Filippo e il suo dannato tempismo.

‹‹Mi sono permesso di cucinare qualcosa, perché non so tu, ma io sto morendo di fame.›› dice, sfiorando le mie labbra con un tenero bacio.

Sono confusa, non so che dire. Sono ancora sotto l’effetto del favoloso sesso fatto poco fa, mi risveglio e trovo un uomo a petto nudo nella mia cucina, infine come ciliegina sulla torta il mio ex marito che mi perseguita come un’ossessione.

Scuoto la testa. Non mi riconosco più.

Alessandro mi osserva, l’unica cosa che indosso è una coperta, peraltro striminzita, che mi copre appena.

‹‹Non che mi dispiaccia vederti così, ma forse è il caso di indossare qualcosa, altrimenti sarà difficile continuare a cucinare con te che mi giri intorno mezza nuda.›› dice, con un tono decisamente provocatorio.

Arrossisco, mentre tutti i miei muscoli si contraggono all’idea di avere di nuovo il suo corpo addosso al mio.

‹‹Ti prometto che dopo cena te li tolgo di nuovo, i vestiti.›› mi sussurra sfacciato.

Sposto la coperta, quanto basta per appoggiare il mio seno sul suo petto.

Sento un gemito di piacere quando la nostra pelle si incontra.

‹‹Torno subito.›› dico godendomi il suo abbraccio.

Mi fiondo sotto la doccia, cercando di fare il prima possibile, una volta uscita mi passo un po’ di crema profumata e mi infilo al volo una maglietta e un paio di pantaloncini.

‹‹Tra dieci minuti è pronta la cena.›› sentenzia Alessandro, versando del vino in due calici.

‹‹Grazie.››

‹‹Non ho avuto coraggio di svegliarti. Sei bellissima mentre dormi.››

Sposto lo sguardo per l’imbarazzo. Mi sento vulnerabile in questo momento, vorrei dire tante cose, troppe forse, ma dalla mia bocca non esce nulla.

‹‹Ehi, tutto bene?›› domanda dolcemente.

‹‹Sì, va tutto bene. Mi dispiace per poco fa, non è come credi.›› azzardo.

‹‹Quando sarai pronta a parlarne, io sarò qui ad ascoltarti. Non c’è fretta.›› dice, cingendomi la vita.

‹‹Nel frattempo, godiamoci la serata.›› conclude baciandomi.

Ho la sensazione che Alessandro non abbia scelto il termine godere a caso.

Sorrido sorniona, consapevole di quanto desiderio c’è tra noi, e improvvisamente tutto mi sembra così insignificante.

 

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La mattina dopo, mi risveglio di nuovo da sola nel letto.

Preoccupata, mi guardo attorno in cerca di Alessandro. Di lui nessuna traccia.

Mi alzo, un po’ dispiaciuta, e vado in cucina.

Sul frigorifero trovo un biglietto scritto a caratteri cubitali e sottolineato in rosso.

“Buongiorno splendore. Sono andato a prendere la colazione. Ho preso in prestito le tue chiavi.

Ps: Dormire con te è semplicemente fantastico. Bacio.”

Un radioso sorriso mi dipinge il viso. Per un momento ho creduto che se ne fosse andato, che sciocca, Alessandro non è di certo quel tipo d’uomo.

Qualche momento dopo, sento il rumore delle chiavi e la porta che si apre.

‹‹Buongiorno.›› dico sorridendo.

‹‹Buongiorno a te, tesoro.››

Guardo il sacchetto che ha tra le mani. È andato al fast food per prendere muffin, donuts e caffè americano da asporto.

‹‹Ho preso un po’ di tutto, dato che non conosco ancora i tuoi gusti.›› spiega rammaricato.

Mi avvicino a lui.

‹‹Mi piacciono i muffin ai frutti di bosco. Sono i miei preferiti.›› dico, prendendo tra le mani il bicchiere di caffè e posandogli un casto bacio sulle labbra.

Sorride, indugiando con le sue mani sotto la mia camicetta.

Una scossa mi percorre, emetto un piccolo gemito di piacere. Mi piace avere le sue mani addosso, ma prima di cedere al suo fascino, vorrei mettere in chiaro come stanno le cose con Filippo.

‹‹Alessandro, c’è una cosa di cui vorrei parlarti.››

‹‹Dimmi.›› dice sedendosi di fronte a me.

‹‹Non abbiamo ancora affrontato un argomento, decisamente importante per me.›› dico, cercando di trovare le parole giuste.

Adesso il suo sguardo è serio, forse anche un po’ preoccupato.

‹‹Non so se tu conosci il motivo reale per il quale mi sono trasferita a Roma.›› comincio a dire.

Scuote la testa impercettibilmente, concedendosi un piccolo sbuffo.

‹‹Vagamente…››

Annuisco, pronta a vuotare il sacco.

‹‹Mi sono sposata circa due anni e mezzo fa, e dopo aver scoperto di essere stata tradita, ho fatto le valigie e sono venuta a trovare Rachele. Dovevo rimanere solo qualche settimana, ma poi tutto è accaduto così velocemente che mi sono ritrovata a firmare un contratto nella tua azienda, senza neanche accorgermi di quanto io stessi, in realtà, rivoluzionando la mia vita.››

Prendo un momento di pausa per riordinare le idee, Alessandro non dice nulla, è intento ad ascoltarmi e il suo sguardo è per me ora indecifrabile.

‹‹Ho iniziato a circondarmi di nuove abitudini, di nuove persone e la vita che ho cominciato a vivere qui all’improvviso è diventata un toccasana per me. Poi sei arrivato tu, il destino ti ha messo sul mio cammino non una, ma ben due volte.›› sorrido, al ricordo dei nostri primi due incontri.

‹‹Ma c’è una cosa che devi sapere. Io sono ancora sposata, legalmente s’intende, e sto affrontando una separazione… come dire… non proprio consensuale. Per questo motivo capita che mio marito, o meglio ex marito, ogni tanto si faccia vivo.›› proseguo, sentendomi, finalmente, libera da un peso.

Alessandro mi guarda, spero abbia compreso il mio stato d’animo.

‹‹Sono molto contento che tu mi abbia raccontato tutto questo, mi sono chiesto molte volte che tipo di rapporto avessi con la persona che hai lasciato a Venezia. Adesso la situazione mi è abbastanza chiara. Se sei sicura di non avere ripensamenti e se sei certa di voler portare avanti questa relazione, io sono qui. Io sono sicuro di volerti vivere.

Per quanto riguarda il tuo passato, lo dice la parola stessa, è passato.›› dice con estrema naturalezza.

Mi prende per mano ed io vorrei piangere dalla felicità. È straordinario il modo in cui mi rassicura anche solo guardandomi. Mi sento libera dall’enorme macigno che mi attanagliava lo stomaco.

‹‹Non mi hai ancora risposto, però.›› azzarda sorridendo.

‹‹A cosa non ho risposto.›› chiedo, confusa.

‹‹Sei sicura di voler portare avanti questa relazione? È quello che vuoi davvero?››

‹‹Sì.›› affermo sicura di volerlo.

Si alza, senza lasciare la mia mano, si avvicina facendo scivolare la spallina della mia camicetta, sfiorandomi teneramente. Sussulto appena, il suo tocco fa vibrare ogni fibra del mio corpo.

Con un gesto inaspettato mi prende in braccio, adesso il mio viso e appoggiato al suo collo, inspiro profondamente il suo profumo, accorgendomi che ne sono già dipendente, e in silenzio si avvia al corridoio che porta in camera. Sento già l’adrenalina percorrermi ovunque.

Non mi rimane che abbandonarmi a lui un’altra volta.

 

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Il bello di vivere certe situazioni è che vorresti non finissero mai, ed io vorrei svegliarmi ogni mattina con un messaggio così.

“Sarei rimasto abbracciato a te per tutto il giorno, ma purtroppo devo andare al lavoro. Ti chiamo dopo, amore mio.”

È lunedì mattina, ho trascorso quasi due giorni chiusa in casa con Alessandro. Credo di non aver mai fatto così tanto sesso in poche ore.

Mi spazzolo i capelli e li raccolgo in uno chignon spettinato, passo un po’ di fard sulle guance, metto l’eyeliner sulle palpebre e completo il trucco con un velo di mascara.

Guardo l’ora, tra poco dovrebbe rientrare Rachele e spero di riuscire a salutarla prima di dover scappare in ufficio.

Vado in cucina, mi verso un po’ di caffè e, come previsto, sento la porta aprirsi.

‹‹Ele! Ti prego dimmi che ci sei!›› urla entrando in casa.

Rido, divertita dal suo contagioso entusiasmo.

‹‹Sì, sono qui!›› esclamo, correndole incontro.

Si ferma sul ciglio della porta, mi osserva attentamente e capisco di essere spacciata.

Io e Rachele ci conosciamo dalla prima elementare, non c’è stata una sola volta in cui sono riuscita a nasconderle qualcosa.

‹‹Ehi, ma che ti è successo?›› domanda sospettosa.

Mi guardo velocemente, ho messo il tubino nero abbinato ad un paio di stivali. Niente di eccezionale, credo.

‹‹Niente…›› mormoro lasciva.

‹‹Hai un’aria estremamente rilassata. Sei andata alle terme senza di me?›› chiede con un tono leggermente offeso.

Distolgo lo sguardo, sorridendo alla sua bizzarra allusione, ma basta qualche altro secondo perché il suo radar si attivi.

‹‹Aspetta un attimo. È tornato Alessandro?›› domanda guardinga.

Mi astengo dal risponderle e mi affretto ad aiutarla con le valigie.

‹‹Hai fatto sesso!›› sentenzia portandosi una mano alla bocca.

Rido, e non so se sia più per disperazione o per felicità.

‹‹Signorina Martinelli!›› esclama sconvolta.

‹‹E va bene! Sì, ho passato il weekend chiusa in casa a fare del fantastico sesso.›› affermo esausta.

Mi guarda con le mani sui fianchi, il viso corrucciato e una cascata di capelli ricci che le ricadono sulla spalla.

‹‹Tutto il weekend?›› chiede sorpresa.

‹‹Più o meno.›› mormoro

Scoppia in una fragorosa risata.

‹‹Ragazza mia, Alessandro deve fare davvero bene il suo dovere, hai un’aria tremendamente erotica. L’aria di chi la sa lunga!›› dice divertita.

‹‹Che scema.›› mormoro, coprendomi il viso con le mani.

‹‹Era quello di cui avevi bisogno. Ti ha dato una botta di vita, insomma.›› spiega, facendomi l’occhiolino per il doppio senso.

‹‹Beh, mi sa che saremo costrette a rimandare i nostri discorsi a stasera, devo correre al lavoro. Piuttosto, com’è andato il corso di inglese?››

‹‹Intenso, come tutti i corsi che sono costretta a fare›› afferma, buttandosi a peso morto sul divano.

‹‹Riposa un po’ adesso, ci sentiamo più tardi.›› dico, dandole un veloce bacio sulla guancia.

‹‹D’accordo, Miss mi chiudo in casa e faccio sesso sfrenato per tutto il weekend!›› dice prendendomi in giro.

Afferro la borsa ed esco di casa. Decido di concedermi una bella camminata per arrivare in ufficio, mi servirà a riordinare i pensieri.

Come sempre, mi fermo da Augusto e prendo la mia seconda dose di caffè, la giornata sarà lunga, oggi ci sono ben cinque riunioni e mi auguro che il tempo passi in fretta.

Il telefono suona, inizio a cercarlo sul fondo della mia borsa, e quando finalmente lo trovo, il mio sorriso si spegne.

È Filippo.

Incerta se rispondere o meno, lo poso sul tavolino e aspetto.

Pochi istanti dopo ricomincia a suonare.

‹‹Ciao Filippo.›› dico, usando un tono di voce infastidito.

‹‹Ciao amore.››

Detto da lui mi innervosisce.

‹‹Cosa vuoi?›› chiedo senza tanto entusiasmo.

‹‹Ti sei svegliata male, questa mattina?›› chiede gentilmente.

‹‹Lascia perdere i convenevoli. Di cosa hai bisogno?››

‹‹Di te.›› mormora malinconico.

‹‹Filippo, smettila con questi giochetti. Se mi chiami, devi avere una buona ragione, come per esempio dirmi che hai accettato la mia proposta e che firmerai quei dannati documenti.›› spiego con un tono di voce piatto.

Resta in silenzio. Mi chiedo che cosa sta architettando.

‹‹Sono a Roma.›› afferma, senza tante cerimonie.

‹‹Hai i documenti con te?›› chiedo speranzosa.

‹‹Ele, sono venuto per te. Per riportarti a casa.›› annuncia con una tranquillità che mi inquieta.

Rimango in silenzio, immobile.

Le uniche parole che restano impresse nella mia testa, sono le ultime quattro.

“Per riportarti a casa”. 

 

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-Alessandro-

 

Osservo per l’ultima volta il ristorante, o meglio, quello che ne resta.

L’ingresso è completamente carbonizzato, le sale e il bancone della caffetteria distrutti, la zona della cucina e del magazzino al momento ancora inagibili. Mi guardo attorno, sconvolto.

Ricordi e immagini di qualche mese fa mi attraversano la mente.

È completamente disastrato, non è rimasto neanche un metro quadro intatto.

L’odore acre e intenso pizzica la gola e mi rendo conto che non ha più senso rimanere.

Gli agenti della polizia hanno indagato sulle possibili cause che potrebbero aver provocato l’incendio, ma tutti gli accertamenti fatti in queste due settimane portano ad una sola conclusione, l’incendio molto probabilmente è stato di natura dolosa.

Mi chiedo chi possa avere avuto interesse nel fare questo.

Il locale è inagibile ed oltre all’aspetto economico si parla di mesi di inattività.

La buona notizia però, a detta di Riccardo, è che per nostra fortuna l’assicurazione copre quasi per intero la somma necessaria per iniziare la ristrutturazione.

Una magra consolazione.

‹‹Ci vediamo il mese prossimo, nel frattempo tienimi informato su come procedono i lavori.›› dico a mio fratello, mentre ci salutiamo all’aeroporto.

‹‹D’accordo. Speriamo che comincino al più presto.›› si affretta a precisare.

‹‹L’assicurazione ha garantito di erogare la somma entro quindici giorni. Lo so che non sono pochi, ma poteva andarci sicuramente peggio.››

‹‹Non ci resta che attendere. Adesso torna a casa, buon viaggio fratello.›› mi saluta con una pacca sulla spalla.

‹‹A presto.››

In questo momento non ci voleva proprio questa notizia, quando Riccardo mi ha telefonato per dirmi dell’accaduto sono salito sul primo aereo per New York e ho dovuto tralasciare l’inaugurazione del mio nuovo studio.

Ovviamente, ho trascurato anche il Mood, e ringrazio il cielo di aver assunto Andrea, è un ottimo collaboratore.

Dovrei aumentargli lo stipendio perché, onestamente, non ho idea di come farò a seguire tutto.

E poi c’è Eleonora. È stato difficilissimo allontanarmi da lei.

Mi accomodo sul sedile, gli occhi si chiudono per la stanchezza, mi auguro di dormire per tutta la durata del viaggio, cosicché il tempo passi il più in fretta possibile.

Appena l’aereo decolla, metto le cuffie e seleziono una delle playlist disponibili.

La musica invade la mia testa, è rilassante e senza neanche rendermene conto mi abbandono al sonno.

Mi sveglio, molte ore dopo, grazie al tocco gentile della hostess: tolgo le cuffie e in un perfetto inglese mi informa che a breve inizierà la manovra di atterraggio.

Assonnato e indolenzito le riconsegno il cuscino e mi affretto a darmi una rinfrescata in bagno. Guardo l’ora. Ho dormito praticamente per tutto il viaggio. Mi cambio la camicia, passo un po’ gel tra i capelli e mi sistemo quanto basta per essere presentabile. Mi rivolgo un rapido sguardo.

Ora va molto meglio.

Finalmente giunto a Roma, ritiro la valigia, chiamo un taxi e mi faccio accompagnare a casa di Mattia, per poter prendere la mia auto.

Entro nella hall del palazzo e chiedo al portiere le chiavi della macchina.

‹‹La trova posteggiata al P5.›› mi informa.

‹‹Grazie Sergio.››

Chiamo la fioreria migliore di Roma e faccio preparare un bouquet di rose per Eleonora, mi fermerò lungo il tragitto a ritirarli, prima di arrivare a casa sua.

Immagino che si aspetti il mio arrivo, ma vorrei comunque farle una piccola sorpresa.

Una volta arrivato salgo velocemente le scale e nel frattempo la chiamo al telefono.

‹‹Ciao..›› risponde dolcemente.

‹‹Ciao tesoro.››

‹‹Stai tornando?›› chiede speranzosa.

Sorrido, sono dietro la porta di casa sua.

‹‹Apri la porta.›› dico cercando di restare serio.

‹‹Non ci credo. Sei già arrivato.›› il suo tono è felice.

La porta si apre e lei è davanti a me, bella come sempre, con gli occhi che luccicano di felicità.

Mi avvicino e la stringo tra le braccia.

‹‹Mi sei mancata.››

Il suo profumo mi invade le narici, sento il desiderio animarsi, ho desiderato così tanto che arrivasse questo momento.

Lei è immobile, la sento inspirare il mio profumo ed io mi godo l’abbraccio accogliente che sto imparando a conoscere, e del quale credo non potrei più fare a meno.

‹‹Vieni qui.›› sussurro entrando in casa.

Appoggio i fiori sul tavolo, le cingo la vita e in un attimo nasce un bacio avido di passione.

Non credo che resisterò a lungo, la desidero troppo.

‹‹Anche tu mi sei mancato.›› mormora appoggiata al mio petto.

Se solo immaginasse cosa sto iniziando a provare per lei.

Quel giorno sul lungomare di Ostia credevo che avrei potuto anche perderla.

Avrebbe potuto dire di no, avrebbe potuto rifiutare il mio invito.

Nel momento in cui le ho detto di venire via con me e ho visto il suo volto illuminarsi, avevo già capito tutto e quando mi ha detto di sì, tutto finalmente ha avuto un senso.

‹‹Sono state interminabili queste due settimane.›› sospira malinconica.

‹‹Lo so, ma purtroppo questo imprevisto non era stato calcolato.›› mormoro sfiorandole il volto.

‹‹Siete riusciti a risolvere almeno un po’ di problemi?›› chiede dispiaciuta.

‹‹Sì, abbiamo risolto tutto, o quasi, non preoccuparti. Il locale ha subito parecchi danni, ma per fortuna l’assicurazione copre quasi per intero la somma che servirà per rimettere a nuovo il ristorante.›› spiego un po’ pensieroso.

‹‹La brutta notizia è che il mese prossimo sarò costretto e tornare lì per seguire i lavori e per dare una mano a Riccardo.›› proseguo rammaricato.

‹‹Di questo non devi preoccuparti, l’importante è che il locale riapra al più presto.›› mi rassicura avvicinandosi a me.

Mi volto, non resisto più, sto perdendo il controllo.

La bacio, sfiorando appena le sue labbra, mi muovo per accoglierla in un abbraccio.

Le sue labbra così morbide ed invitanti mi fanno impazzire. Sento il suo corpo che lentamente si avvicina al mio, ci stiamo cercando, sfioro la sua pelle e mi perdo in quello che ormai mi sembra il profumo più buono del mondo.

Le bacio il collo, scendo piano sulla spalla, poso le mani sotto la sua maglietta, accarezzando la sua pelle. Sento che anche lei lo desidera tanto quanto me, e così proseguo, dolcemente sfilo la maglietta e mi godo il bellissimo spettacolo che mi dona.

Indossa un reggiseno in pizzo nero, i suoi seni sono perfetti, e d’istinto passo una mano sulla morbida curva di quella meraviglia.

Le sposto i capelli mentre lei sbottona la mia camicia, sento le sue mani che esplorano il mio corpo, sta assaporando ogni centimetro di me ed io glielo lascio fare.

‹‹Voglio che tu sia sicura…›› le confesso. ‹‹Se lo vorrai, aspetterò tutto il tempo necessario.››

Sono ancora in tempo per fermarmi, a malincuore sia chiaro, ma non intendo indurla a fare qualcosa di cui, poi, potrebbe pentirsi.

Con un gesto si scioglie i capelli, che ora ricadono lungo le sue spalle scoperte.

‹‹Non intendo aspettare un solo minuto di più.›› bisbiglia soavemente nel mio orecchio.

Sento il desiderio divampare. Le sue parole fanno scattare in me qualcosa di primordiale. La voglio. Adesso.

Con un gesto veloce la alzo leggermente, giusto per spogliarla e godermi la visione del suo corpo senza vestiti. Sono in estasi, accarezzo le sue gambe, lei impercettibilmente le apre, permettendomi di baciarne ogni centimetro possibile. Lascio dietro di me una scia di baci, fino ad arrivare al ventre, continuo passando le mie mani sui suoi splendidi seni, appena li accarezzo sento Eleonora espirare e d’istinto lasciarsi andare.

La seguo in questa tempesta di emozioni, mi adagio tra le sue gambe, ora le sue mani sono ovunque, abbassa leggermente i miei pantaloni, toccando e accarezzando la mia parte più intima. Sto perdendo il controllo, il respiro accelera e mi perdo nei suoi occhi blu.

È una sensazione stupenda, lei è stupenda, tutto questo è semplicemente unico.

La voglio. Voglio tutto di lei, ogni parte del suo corpo, voglio che sia solo mia.

Lascio che le mie mani vaghino lungo tutto il suo corpo, provo a conoscere ogni singolo particolare e a memorizzare ogni cosa di lei.

Quando mi avvicino alle cosce, sentendola ansimare, provo a darle un po’ di sollievo, sfiorandola nella parte più sensibile. La sento inspirare ed espirare, si sta muovendo seguendo il ritmo delle mie dita, e non posso che constatare quanto sia sensuale ed erotica l’immagine di lei in questo istante.

Appena il suo respiro si fa più regolare, rallento, adagiandola mi metto comodo tra le sue gambe.

Intreccio le mie dita alle sue e, lentamente, lascio che diventi mia.

Voglio godermi ogni istante, ogni momento, quindi vado adagio, con calma, aspettando di trovare il giusto ritmo insieme.

È sensuale e dolce allo stesso tempo fare l’amore con lei.

Assaporo il suo collo, scendo lungo il seno e poso le mie mani su di lei.

Alterno i baci alle spinte, portandola nuovamente lì al culmine del piacere, inarca la schiena, io sento il piacere che si sta diramando ovunque, le spinte inevitabilmente si fanno più veloci, ma voglio concederle ancora di assaporare il piacere, voglio darle tutto.

Passo una mano sulla coscia, la sollevo appena, nonostante sia appena stata travolta da un orgasmo, continua a spingere contro i miei fianchi.

Affondo le mie dita nella sua pelle. Mi sto lasciando andare e so che di lei, non ne avrò mai abbastanza.

‹‹Ele, questo è l’effetto che hai su di me. Perdo il controllo, quando ti sto accanto.›› mormoro, accarezzando il suo corpo.

‹‹Mi piace quando perdi il controllo.››

‹‹Vedrò di perderlo più spesso, allora.››

Si appoggia alla mia spalla, e in quel momento le parole escono ancor prima di rendermene conto.

‹‹Non te ne andare.›› mormoro.

‹‹Non vado da nessuna parte.››

 

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Apro gli occhi, Eleonora sta ancora dormendo avvinghiata a me.

Delicatamente la sposto e la copro con una coperta. Raccolgo i miei vestiti e vado a cambiarmi, il trolley è ancora in auto, così scendo velocemente a prenderlo.

Per mia fortuna trovo un cambio completo, nel frattempo, Eleonora continua a dormire, mi siedo accanto a lei, ad osservarla.

È bellissima, anche con i capelli spettinati e il trucco sbavato.

Le sfioro la mano e la bacio.

Mi aggiro per la cucina, ho decisamente appetito, apro il frigo, e decido di preparare qualcosa da mangiare.

Lavo e taglio le verdure, preparo in una terrina un po’ di pollo e poi mi dedico all’insalata.

Apro a caso qualche anta, trovando le tovagliette e le posate, le dispongo sulla tavola, quando il telefono inizia a squillare.

Mi volto e vedo il display lampeggiare. Lascio perdere e continuo a preparare la tavola.

Qualche istante dopo il telefono suona un’altra volta.

È dura ammetterlo, ma la curiosità ha avuto la meglio, mi avvicino al telefono solo per vedere di chi si tratta.

Il nome Filippo lampeggia costantemente.

“Almeno non è quel pervertito di Lorenzo.”

Le chiamate si susseguono insistenti e un dubbio inizia a invadere la mia mente.

D’istinto mi irrigidisco, chiedendomi se davvero si tratta dell’ex marito, ma soprattutto cosa vuole da Eleonora.

Cerco di calmarmi, magari si tratta solo di una telefonata riguardante il divorzio.

Anche se a dirla tutta, questa insistenza mi infastidisce.

Sento Eleonora stiracchiarsi, forse si sta svegliando. Poco dopo sento i suoi passi avvicinarsi e vedo che con lo sguardo cerca il telefono.

‹‹Sarà la decima volta che prova a chiamarti.›› dico, voltandomi verso di lei.

‹‹Scusa, ora lo spengo.›› mormora dispiaciuta.

Decido di togliermi ogni dubbio.

‹‹Suppongo che Filippo sia il tuo ex marito.›› dico, cercando di tenere un tono pacato.

‹‹Sì.›› mormora.

Sospiro, non voglio che si senta sotto pressione, ma ho bisogno di capire che ruolo ha quest’uomo nella sua vita e, soprattutto, che posto occupo io adesso.

Temo, però, che per ora dovrò accontentarmi.

‹‹Mi sono permesso di cucinare qualcosa, perché non so tu, ma io sto morendo di fame.›› annuncio, cambiando discorso.

Mi guarda accigliata, indossa solo una coperta che le copre appena lo stretto necessario e sapere che sotto è completamente nuda, mi fa venire voglia di lasciare tutto e portarla in camera da letto.

‹‹Non che mi dispiaccia vederti così, ma forse è il caso di indossare qualcosa, altrimenti sarà difficile continuare a cucinare con te che mi giri intorno mezza nuda.›› alludo, guardando tutto il suo corpo.

Arrossisce, e io vorrei prenderla in braccio e fare l’amore su ogni angolo di questa casa.

‹‹Ti prometto che dopo cena te li tolgo di nuovo, i vestiti.›› la provoco.

Ride, spostando la coperta, facendomi vedere quel poco che basta a farmi perdere la concentrazione.

Appoggia la sua pelle contro il mio petto e mi ritrovo a respirare profondamente per riuscire a mantenere il controllo.

Se continua così, credo che non finiremo la cena questa sera.

‹‹Tra dieci minuti è pronto in tavola.›› la avviso, versando del vino in due calici.

‹‹Grazie.›› mi guarda un po’ imbarazzata.

‹‹Non ho avuto coraggio di svegliarti. Sei bellissima mentre dormi.›› azzardo per farle capire cosa vedono i miei occhi.

Il suo sguardo si distoglie dal mio, spero non si sia pentita di quello che è successo poco fa.

Non credo che sopporterei una cosa simile.

‹‹Ehi, tutto bene?›› chiedo apprensivo.

‹‹Sì, va tutto bene. Mi dispiace per poco fa, non è come credi.›› prova a giustificarsi.

La paura scompare, è solo preoccupata per la telefonata. Vorrei farle mille domande, ma capisco bene che è il momento meno opportuno per affrontare tutto questo.

‹‹Quando sarai pronta a parlarne, io sarò qui ad ascoltarti. Non c’è fretta.›› dico, provando a tranquillizzarla.

‹‹Nel frattempo, godiamoci la serata.›› proseguo, baciandola.

Non ricordavo nemmeno più cosa significasse dormire con una donna.

Addormentarsi abbracciati, cercarsi di notte e cominciare a fare l’amore per la seconda, e poi, per la terza volta.

Credo che potrei abituarmi ad averla nel mio letto.

Mi fa stare bene e dopo tanto tempo mi sono svegliato rilassato e di buon umore.

Infilo i pantaloni della tuta e vado in cucina, apro la dispensa e mi accorgo che non c’è molta scelta per fare colazione.

Afferro le chiavi di casa di Eleonora, scrivo un biglietto e lo lascio sul frigorifero, ben in evidenza.

Ho deciso di andare a prendere la colazione al fast food.

Lei ama il caffè americano e i muffin, quindi direi che è una buona idea, spero solo non si svegli prima del mio arrivo.

Indeciso su cosa prendere, scelgo un po’ di tutto e dopo aver svaligiato la vetrina dei dolci e dei croissant, ritorno verso casa.

Appena varco la soglia Eleonora è davanti a me. Indossa una camicetta stropicciata e le culottes.

Allontano il pensiero erotico che mi attraversa la mente e le vado incontro.

‹‹Buongiorno.›› mi accoglie sorridendo.

La guardo muoversi per la casa. Sto di nuovo fantasticando su come fare l’amore con lei qui, adesso.

‹‹Buongiorno a te tesoro.›› mi avvicino baciandole la spalla.

La sento sospirare, e vorrei già posare le mie mani su di lei.

Sposta lo sguardo sul sacchetto e curiosamente guarda all’interno.

‹‹Ho preso un po’ di tutto, dato che non conosco ancora i tuoi gusti.›› mi giustifico.

‹‹Mi piacciono i muffin ai frutti di bosco. Sono i miei preferiti.›› dice, prendendo tra le mani il caffè e baciandomi lievemente.

Bella mossa, adesso la mia erezione preme sui pantaloni.

Le accarezzo la schiena, mettendo la mia mano sotto la sua camicetta, la sento trasalire al mio tocco. Mi piace vedere l’effetto che ho su di lei.

‹‹Alessandro, c’è una cosa di cui vorrei parlarti.›› sbotta ad un tratto.

Mi volto perplesso.

‹‹Dimmi.››

Il mio tono forse è più allarmato del dovuto, ma non mi aspettavo questo cambio di rotta, credevo avremmo concluso a letto la questione.

‹‹Non abbiamo ancora affrontato un argomento, decisamente importante per me.›› inizia a dire.

Okay, forse è il caso di cominciare a preoccuparsi.

‹‹Non so se tu conosci il motivo reale per il quale mi sono trasferita a Roma.››

Sospiro, in realtà so abbastanza, ma decido di restare sul vago e darle la possibilità di spiegare come sono andate realmente le cose.

‹‹Mi sono sposata circa due anni e mezzo fa, e dopo aver scoperto di essere stata tradita, ho fatto le valigie e sono venuta a trovare Rachele. Dovevo rimanere solo qualche settimana, ma poi tutto è accaduto così velocemente che mi sono ritrovata a firmare un contratto nella tua azienda, senza neanche accorgermi di quanto, in realtà, io stessi rivoluzionando la mia vita.››

Resta per qualche istante in silenzio, ed io non so cosa dire, sto aspettando che finisca di dirmi ciò che pensa.

‹‹Ho iniziato a circondarmi di nuove abitudini, di nuove persone e la vita che ho cominciato a vivere qui all’improvviso è diventata un toccasana per me. Poi sei arrivato tu, il destino ti ha messo sul mio cammino non una, ma ben due volte.››

Un altro interminabile silenzio.

‹‹Ma c’è una cosa che devi sapere. Io sono ancora sposata, legalmente s’intende, e sto affrontando una separazione… come dire… non proprio consensuale. Per questo motivo capita che mio marito, o meglio ex marito, ogni tanto si faccia vivo.›› conclude, adagiandosi sulla sedia.

Continuo a guardarla, finalmente adesso so che ruolo ha questo uomo.

Probabilmente non accetta l’idea che lei se ne sia andata e quindi credo dovrò prepararmi all’idea di avere a che fare con questo personaggio.

‹‹Sono molto contento che tu mi abbia raccontato tutto questo, mi sono chiesto molte volte che tipo di rapporto avessi con la persona che hai lasciato a Venezia.  Adesso la situazione mi è abbastanza chiara.›› spiego serenamente. ‹‹Se sei sicura di non avere ripensamenti e se sei certa di voler portare avanti questa relazione, io sono con te. Io sono sicuro di volerti vivere. Per quanto riguarda il tuo passato, lo dice la parola stessa, è passato.›› dico, sperando che lei non abbia alcun ripensamento su di noi e su quello che sta accadendo.

Sorride, sembra essere sollevata ed io mi rendo conto che, ora come ora, non posso più fare a meno di lei.

‹‹Non mi hai ancora risposto, però.›› le chiedo titubante.

‹‹A cosa non ho risposto.›› dice perplessa.

‹‹Sei sicura di voler portare avanti questa relazione? È quello che vuoi davvero?›› riformulo la domanda.

‹‹Sì.››

Mi avvicino, facendo scivolare la spallina di quella deliziosa camicetta, sfioro teneramente la sua spalla. Sussulta appena, ma mi permette di continuare a toccarla ovunque.

La prendo in braccio, sento il suo respiro sul mio collo e in silenzio mi avvio al corridoio che porta in camera.

 

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La mano di Eleonora è sul mio petto, le sue gambe sono intrecciate  nelle mie.

Siamo perfettamente uniti. La bacio delicatamente, senza svegliarla e le sistemo la coperta.

La sento girarsi tra le lenzuola, forse sta cercando me, così mi avvicino un’altra volta e le do un bacio un po’ più intenso. Prendo i miei vestiti e vado in bagno.

È stato un weekend intenso, pieno di prime volte e di emozioni forti.

Fare l’amore con Eleonora è stato bellissimo e, ora, non credo che riuscirò più a starle lontano.

Le lascio un biglietto accanto al cuscino, purtroppo devo rientrare a Sabaudia per lavoro e non voglio di certo svegliarla così presto. Le bacio i capelli ed esco di casa.

Appena salgo in auto ascolto i messaggi che Mattia mi ha lasciato nella casella vocale.

Non mi sono nemmeno accorto di aver dimenticato di accendere il telefono per quasi due giorni.

Devo essermi proprio rincoglionito.

Scuoto la testa e digito velocemente un messaggio.

 

A: Mattia

Ore 06.48 27-02-2010

Ciao. Tutto bene, ci sentiamo in mattinata. Ale

 

Ripongo il telefono e mi dirigo in direzione di Sabaudia. Sarà una giornata lunga ed estenuante.

Durante il viaggio tutte le immagini e le sensazioni vissute in questi giorni mi fanno compagnia.

Non credevo che il mio cuore sarebbe ritornato a battere, però è accaduto, ed è la cosa più bella del mondo. Tutto adesso sembra avere un senso.

Ora mi sento pronto a ricominciare.

 

 

FINE 12° CAPITOLO 

 

– ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA – 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

7 Comments on “Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 12° Capitolo

  1. Valentina
    ottobre 9, 2016 at 3:03 pm (3 anni ago)

    In un pomeriggio di chiacchiere hot, questo capitolo è perfetto!

    Rispondi
    • Renèe
      ottobre 9, 2016 at 7:14 pm (3 anni ago)

      Ciao Valentina, grazie di cuore, alla prossima settimana… Adesso entriamo nel vivo. Teniamoci pronte ;) Un bacio a te

      Rispondi
  2. manu85
    ottobre 9, 2016 at 4:00 pm (3 anni ago)

    Che bello non me lo ricordavo e stato bellissimo questo capitolo..un po come tutta la storia
    un bacione

    Rispondi
    • Renèe
      ottobre 9, 2016 at 7:15 pm (3 anni ago)

      Manu cara! È sempre bello ritrovarti qui, rivivere con voi questa avventura mi emoziona sempre come la prima volta ;) <3

      Rispondi
  3. Rosy ♥
    ottobre 10, 2016 at 4:41 pm (3 anni ago)

    Oh Alessandro ♡.♡
    Esiste davvero??? O è solo una proiezione dei nostri desideri femminili???
    Che uomo ♡

    Rispondi
  4. Renèe
    ottobre 10, 2016 at 7:21 pm (3 anni ago)

    Rosy, è la stessa domanda che mi sono posta io mentre lo scrivevo….;)
    Ti aspetto la settimana prossima mia cara <3

    Rispondi
  5. gloria
    ottobre 19, 2016 at 2:52 pm (3 anni ago)

    E il capitolo successivo?

    Rispondi

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