“Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 15° Capitolo

Anche questa domenica è tornata a trovarci la nostra coppia, Ale&Ele. I due stanno vivendo il loro momento magico, sospesi sulla loro nuvoletta tutta circondata da cuoricini.

Sono talmente teneri, dolci e innamorati da fare quasi invidia. Ho detto quasi.

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Ma un consiglio ragazzi…

…meglio tenere sempre occhi e orecchie bene aperte, il pericolo potrebbe sempre essere in agguato. E quel pericolo ha un nome e cognome piuttosto noti, lo sappiamo. Così come sappiamo che non si farà nessuno scrupolo per ottenere quello che vuole e il premio in palio nella sua malata testolina è sempre lei, la dolce Eleonora.

Curiose di vedere che combina questa settimana il viscido?

Non vi resta che scorrere più giù per scoprirlo con i vostri occhi, mentre alla sottoscritta non rimane che augurarvi una bellissima giornata seguito, come sempre, dall’immancabile…

Buona Lettura  kiss

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-Playlist-

Ricomincio da te

-Eleonora-

Sento Alessandro girarsi tra le lenzuola, cauto, si avvicina a me e con la mano sfiora il mio seno, le sue mani sono calde e possenti.
Mi piace sentire il suo corpo accanto al mio.
Guardo l’ora lampeggiare sul display della sveglia.
È ancora notte fonda, per fortuna, così mi accoccolo sul petto di Alessandro.
Inizia a stuzzicare i miei capezzoli, mettendosi di fianco a me.
‹‹Non riesci a dormire?›› sussurra sottovoce.
Faccio scorrere le mie dita sulle sue labbra, continuo a percorrere la linea del suo splendido viso e scendo in prossimità del collo.
‹‹Diciamo che non ho più molto sonno, adesso.›› mormoro lasciva.
‹‹Nemmeno io.›› sentenzia, posizionandosi sopra di me, tra le mie cosce.
Sono intrappolata sotto il suo corpo, accarezzo gli addominali, passo le mani dolcemente lungo le spalle. Mi sporgo per dargli un casto bacio.
‹‹Ti amo.›› dice con un tono quasi commosso.
Ed eccole qui, le famose cinque lettere, due brevi, ma intense parole.
Sento la felicità e l’emozione pervadermi.
Inclino la testa sorridendo, lui mi guarda con quello sguardo così sexy e sento che non esiste momento migliore di questo per confessargli ciò che il mio cuore prova già da un po’ di tempo.
‹‹Ti amo Alessandro.›› confesso, sentendo il cuore battere all’impazzata.
Mette le mani sui miei fianchi, li solleva leggermente e inizia a baciare ogni centimetro della mia pelle, scende sempre più in basso lasciando dietro ad ogni bacio un delizioso brivido di piacere.
Sto già ansimando, quando sento la sua lingua muoversi dentro di me.
È una sensazione sublime, mentre continua a darmi piacere senza mai fermarsi.
Un attimo va più veloce, quello dopo rallenta facendomi implorare di continuare ancora. E ancora.
D’istinto getto all’indietro la testa, abbandonandomi a lui e lasciandomi esplodere in mille frammenti.
Il respiro rallenta, sto cercando di riprendermi da uno degli orgasmi più intensi che io abbia mai avuto.
Adesso i baci di Alessandro continuano a farsi strada nell’interno coscia, sussulto ad ogni tocco, ogni fibra del mio corpo è sensibile a lui e a quello che mi fa.
‹‹Voglio baciare ogni centimetro di te.›› mormora tra le mie gambe.
E suona così sfacciatamente erotico. I muscoli d’istinto si contraggono.
Non mi è bastata la sua bocca, voglio tutto di lui.
Alzo lo sguardo, per cercare i suoi occhi. Ha le mani strette intorno alle mie cosce, le labbra schiuse e ha lo sguardo più sensuale che io abbia mai visto in uomo.
‹‹Ti voglio, ora.›› dico decisa.
‹‹Non hai che da chiedere, amore mio.›› dice soavemente.
Amo la sensazione che provo quando i nostri corpi sono uniti. Si muove dolcemente dentro di me, alterna momenti più veloci, a momenti più lenti, come in una danza sensuale.
Tutto è semplicemente perfetto.
Lui, io, noi e tutto quello che stiamo vivendo.

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La luce filtra dalla finestra, accanto a me Alessandro sta dormendo serenamente, mi stringo a lui e inspiro a fondo l’odore che emana la sua pelle.
Potrei restare in questa posizione per ore a godermi la visione del suo splendido corpo.
Mi alzo, facendo attenzione a non svegliarlo, ma una presa stretta e forte mi impedisce di muovermi.
‹‹Dove scappi?›› chiede sorridendo.
‹‹Vado a preparare il caffè.›› mormoro scoccandogli un bacio.
‹‹Il caffè può aspettare.›› ordina, costringendomi a rientrare nel letto.
Mi abbraccia forte, mi stringe come se avesse paura di perdermi, ed io non posso fare altro che assecondarlo.
‹‹Si sta bene qui, tra le tue braccia.›› dico posandogli un delicato bacio sul collo.
‹‹D’ora in avanti non dovrai più temere nulla. Adesso ci sono io con te.›› dice facendosi serio.
Mi volto verso di lui, alzando lo sguardo.
‹‹Sei un amore. Il mio amore.›› affermo con gli occhi lucidi.
‹‹Io, invece, mi sono innamorato di un angelo. Sei la cosa più bella che potessi capitarmi.›› sentenzia baciando i miei capelli.
Restiamo abbracciati, assaporando e godendo ogni secondo che ci resta prima di dover affrontare il mondo che ci attende là fuori.
Finalmente trovo la forza di alzarmi e andare a preparare la colazione.
In cucina, sull’attenti, trovo la mia adorata migliore amica.
‹‹Buongiorno.›› dico dirigendomi verso la macchinetta del caffè.
‹‹Deduco che sei riuscita a risolvere tutto con Alessandro.›› allude, sorseggiando il thè.
Mi volto e sorrido. Conoscendola, muore dalla curiosità di sapere i particolari.
‹‹Sì, tesoro. Tutto sistemato.››
Si avvicina e mi abbraccia.
‹‹Ne ero certa. Sai, ripensando a tutta la vostra storia, credo proprio sia destino. Dovete stare insieme, voi due.›› dice riflettendo a voce alta.
‹‹Lo spero. Perché ho paura, tanta paura, di soffrire ancora.›› mormoro sconsolata.
Rachele posa la tazza sul tavolo.
‹‹Vivi il momento amica mia. Emani una luce tutta nuova, sei radiosa e non può che farti bene vivere questa relazione con Alessandro.›› mi rassicura abbracciandomi.
‹‹Grazie, tesoro.›› ricambio l’abbraccio.
‹‹Adesso scappo, così potete stare più tranquilli.›› dice, avviandosi verso la porta.
Afferra la maniglia e proprio prima di uscire mi saluta con una delle sue perle di saggezza.
‹‹E poi uno che va avanti tutta la notte a fare sesso, non puoi mica lasciartelo scappare!›› e se ne va ridendo.
È sempre la solita, ma come si fa a non adorarla.
Preparo la tavola e verso il caffè, in un vassoio metto un po’ di biscotti e il pane appena tostato. Aggiungo il succo di frutta nella caraffa e proprio in quel momento Alessandro esce dal bagno.
Ha i capelli ancora umidi, indossa solo i pantaloni della tuta.
È sfacciatamente bello. Ed è mio. Stento ancora a crederci.
‹‹Ti accompagno al lavoro?›› chiede sedendosi di fronte a me.
Temo che sia una domanda retorica.
L’ansia mi assale.
‹‹Non preoccuparti, posso andare da sola se devi scappare in ufficio.›› rispondo cercando di camuffare la mia agitazione.
Resta con la tazza a mezz’aria e mi scruta.
‹‹Eleonora, sei imbarazzata all’idea di presentarti in ufficio con me?›› chiede ridendo.
Mi siedo silenziosamente. Non sono pronta a vedere di nuovo tutti gli occhi puntati su di me, su di noi.
‹‹Un po’…›› mormoro dispiaciuta.
Sospira e scuote la testa.
‹‹Cosa non ti è chiaro di quello che ho detto stanotte e poco fa sotto le lenzuola?›› domanda serenamente.
Arrossisco visibilmente. Solo al pensiero di quello che abbiamo fatto, inevitabilmente, mi fa provare un po’ di imbarazzo.
‹‹Alessandro, sei consapevole che scoppierà una bufera fatta di gossip e molto altro?››
‹‹Non mi interessano i pettegolezzi di corridoio. Ci siamo innamorati, stiamo insieme. Il resto non conta.›› afferma convinto.
‹‹Non vuoi parlarne prima con i tuoi genitori?›› azzardo titubante.
Scoppia in una fragorosa risata.
‹‹Credimi, è l’ultimo dei nostri problemi. Desidero solo stare il più a lungo possibile con la mia fidanzata.›› spiega tornando serio.
La sua fidanzata. Accarezzo con il pensiero queste tre parole. Un sorriso dipinge il mio volto.
‹‹Va bene, puoi accompagnarmi in ufficio.›› dico, trattenendo una risata.
‹‹Grazie per la gentile concessione.›› ride, prendendomi in giro.
Vado a prepararmi, scelgo un vestito rosso vinaccia nero, lo abbino a delle decolleté nere e raccolgo i capelli in una treccia morbida. Stendo un velo di fondotinta e valorizzo gli zigomi col fard, metto un po’ di mascara e infine passo il lucidalabbra.
Mi guardo allo specchio, sono così diversa dalla ragazza che qualche mese fa è scappata da Venezia.
‹‹Sei pronta?›› vedo Alessandro affacciarsi nella stanza.
‹‹Sì, eccomi.›› dico, prendendo in mano il mio giubbotto e dirigendomi verso il salotto.
‹‹Sei bellissima.›› sussurra Alessandro, facendosi strada con la mano sotto il vestito.
Caldo. Improvvisamente fa tanto, troppo caldo.
‹‹Stasera voglio togliertelo io quel vestito. A modo mio.›› dice in tono sensuale.
Suona come una proposta indecente, ma io già non vedo l’ora.
‹‹Andiamo, altrimenti faremo tardi.›› ordina subito dopo, in maniera gentile.
Salgo in auto e all’improvviso sento una strana delusione. Non vorrei separarmi da lui, le ore trascorse insieme sono state così intense e piene di emozioni che vorrei non dover fare i conti con la realtà.
Stiamo bene, ma sono spaventata all’idea di dover reggere il confronto con la moglie di Alessandro. Se non dovessi essere all’altezza, ne morirei.
All’improvviso le parole di Filippo e di Lorenzo riaffiorano nella mia mente.
Faccio una smorfia di disgusto e allontano quel pensiero.
‹‹Va tutto bene?›› chiede Alessandro, appoggiando la mano sulla mia gamba.
‹‹Sì, Ale. Va tutto bene.›› lo tranquillizzo sorridendo.
‹‹Non essere agitata. Pensa solo a noi e quanto stiamo bene insieme.››
Ha ragione. Non possiamo più nasconderci.
‹‹Lo farò e non smetterò mai di ricordarlo.››
Mi sfiora il viso con una mano, mentre io chiudo gli occhi per vivere ogni singolo frangente di questo tocco.
Mano nella mano ci avviamo all’ingresso della Ferraro&De Angelis.
Alessandro apre la porta e con un’estrema eleganza posa una mano sulla mia schiena, invitandomi ad entrare per prima. Una volta raggiunta la hall salutiamo le ragazze alla reception.
Non sembrano fare caso a noi, grazie al cielo.
Alessandro chiama l’ascensore, io nel frattempo resto ferma con la mia valigetta in mano e mille pensieri che mi ronzano nella testa.
Un breve suono precede l’arrivo dell’ascensore, adesso siamo soli dentro questo piccolo spazio.
La mano di Alessandro scivola sulla mia schiena, istintivamente mi volto a guardarlo e in un istante sono inchiodata alla parete dell’ascensore. Lascio cadere a terra la valigetta, metto le braccia intorno al suo collo mentre lui mi bacia ardentemente. Schiudo le labbra, la sua lingua accarezza la mia, dolce e sensuale, come sempre.
Adoro sentire le sue mani sulle mie gambe, ha una stretta dolce, ma decisa. Mi fa sentire desiderata.
Continua a baciarmi con una passione tale che sento tutto il mio corpo accendersi di desiderio.
Rivolgo un rapido sguardo al display, tra qualche secondo saremo arrivati.
Con gesto altrettanto repentino, Alessandro preme il pulsante rosso e l’ascensore si ferma.
Stacco controvoglia le mie labbra dalle sue.
Ci sistemiamo velocemente mentre i nostri sguardi continuano a cercarsi.
Mi cinge la vita, sono di nuova appoggiata alla parete e ho il suo profumo che mi invade le narici.
‹‹Mi stai facendo impazzire.›› sussurra dolcemente.
‹‹Potrei dire la stessa cosa a te.›› rispondo, cercando di domare i capelli.
‹‹Stai alla larga da Morandini, intesi?›› adesso il suo sguardo è cupo.
‹‹Messaggio afferrato.›› dico spostandomi leggermente.
‹‹Sul serio Eleonora, non sono tranquillo.›› insiste preoccupato.
Scocco un bacio sulle sue labbra.
‹‹Sono solo tua. Starò lontana dai guai. Promesso.›› sussurro.
‹‹Dillo ancora.››
‹‹Cosa vuoi che ripeta?››
‹‹Che sei mia. Solo mia.››
Il mio sguardo si perde nei suoi splendidi occhi verdi.
‹‹Sono tua. Solo tua.››
Sorride soddisfatto.
‹‹Andiamo.›› dice, pigiando il pulsante di avvio.
Afferra la mia mano, la porta all’altezza delle sue labbra e ne bacia il dorso.
‹‹Andrà tutto bene.›› conclude, infine.
Le porte dell’ascensore si aprono, Alessandro prende la mia mano nella sua e ci dirigiamo nella stanza adibita a bar.
Lo guardo, sembra tranquillo e a suo agio, a differenza mia che sto tentando di contenere un attacco di panico.
Saluto velocemente qualche collega e a passo svelto seguo Alessandro che, nel frattempo, ha già incrociato lo sguardo di Mattia.
Questo vuol dire che è rientrata anche Jenni, mi ritrovo a pensare sollevata.
Appena mettiamo piede nella zona relax veniamo travolti dagli sguardi dei presenti, tra i quali spicca quello di Lorenzo.
Distolgo lo sguardo da quel viscido di Morandini, Alessandro intanto cerca di ignorare ogni suo insistente tentativo e comincia a salutare tutti i colleghi.
Qualche istante dopo, in tutto il loro splendore, entrano Jenni e Mattia.
Tiro un sospiro di sollievo.
Finalmente due volti familiari.
‹‹Ele! Che bello vederti!›› esclama Jenni, correndo verso di me.
Ci abbracciamo, poi il suo sguardo si sofferma alle mie spalle.
‹‹Lo sapevo che prima o poi ti avrei visto qui, insieme a lei.›› dice, abbracciando Alessandro.
Si scambiano uno sguardo complice e poi torna a guardare me.
‹‹Ovviamente, muoio dalla curiosità di sapere come sono andate le cose.›› sentenzia sottovoce.
Sorrido, è così bello rivederla.
Sto sorseggiando il mio caffè, quando vedo Alessandro e Mattia appartarsi.
Stanno entrando nella sala conferenze e, di solito, non porta nulla di buono.
Allontano questo pensiero, sicuramente sto esagerando, probabilmente stanno discutendo di lavoro.

Getto il bicchiere del caffè e mi incammino verso la mia scrivania.
‹‹A quanto pare è ufficiale.›› sento la voce odiosa di Lorenzo dietro di me.
Mi volto di scatto. Improvvisamente il ricordo del nostro incontro in ascensore riemerge.
È tempo di dare un taglio a questa situazione.
‹‹Ascoltami bene, Lorenzo. Non voglio essere tua amica, non voglio avere a che fare con te, più di quanto già io non sia costretta, non ti avvicinare più a me. Spero di essere stata abbastanza chiara.›› tuono infastidita.
Resta fermo, è davanti a me con le mani in tasca e quella faccia da schiaffi spavalda.
Mette il nervoso solo a guardarlo.
Sento dei passi avvicinarsi, mentre i suoi occhi si posano dietro le mie spalle.
‹‹Morandini, se non sbaglio il tuo nuovo ufficio si trova al piano terra.›› afferma Alessandro, mettendosi di fianco a me.
‹‹Non sbagli, infatti. Stavo solo salutando la tua fidanzata.›› dice con un sorriso forzato.
‹‹Ci si vede, Eleonora.›› conclude, avviandosi verso l’ascensore.
Sento il suo sguardo contrito fisso su di me.
‹‹Mi avevi detto saresti stata lontana da lui.›› mi rimprovera, alterato.
‹‹Lo so. Infatti, me ne stavo andando.›› rispondo.
Il suo sguardo si addolcisce, è chiaro che Lorenzo sta creando problemi seri per far sì che Alessandro sia così duro con lui.
Accarezza il mio viso e mi dona un piccolo bacio sulle labbra.
‹‹Vieni da me stasera?›› chiede dolcemente.
‹‹Va bene.›› mormoro.
‹‹Passo a prenderti alle cinque e mezza.›› dice baciandomi un’ultima volta prima di andarsene.
Lo guardo allontanarsi e non posso fare a meno di sentirmi totalmente e completamente assuefatta da lui.

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-Filippo-

‹‹Hai svolto il compito che ti avevo assegnato?›› chiedo insistente.
‹‹Certamente. Il fotografo che ho ingaggiato è stato estremamente discreto.›› risponde Morandini.
‹‹Le hai con te?›› chiedo impaziente.
‹‹Sono salvate su un cd e sulla pen drive che mi ha fatto recapitare.››
‹‹Ottimo. Fammele avere il prima possibile.›› ordino.
‹‹Nel giro di poco tempo saranno nelle sue mani.›› conclude, fiero.

Mi aggiro per la camera impaziente. La serata non è andata come speravo, però poteva andare molto peggio. In fin dei conti, sono riuscito ad avvicinarmi ad Eleonora molto più di quanto in realtà sperassi. Mi auguro solamente che le foto siano abbastanza ambigue da far insinuare al caro Avvocato Ferraro che sia accaduto qualcosa di più quella notte.
Rileggo la mail che ho spedito ad Eleonora.
L’ho scritta abbastanza bene, non troppo esplicita, quanto basta, però, a far scattare qualche campanello d’allarme.
“Grazie per il ballo che mi hai concesso. Ho ancora il tuo profumo addosso.”
Le parole sono perfette. Fanno credere una cosa che non è accaduta, almeno in parte, ma le foto confermano il ballo e a quel punto sarà facile credere che sia successo qualcosa di più.
Decido di prepararmi e di andare a fare un giro. In fin dei conti sono single, in questo preciso momento e un po’ di divertimento non mi farà di certo male.
Ricordo ancora la prima volta che sono venuto a Roma.
Io ed Eleonora non eravamo ancora sposati e con la scusa di accompagnare Ruggero e il nuovo tirocinante per un viaggio di lavoro, ci siamo ritrovati a fare festa in un night club della città.
Una serata decisamente alternativa.
Io e Ruggero abbiamo rilevato la Ri.Me s.r.l. subito dopo il Diploma e per motivi burocratici la quota maggioritaria la possiede Ruggero, in quanto io gestisco oltre la metà dei titoli dell’azienda di famiglia, motivo per il quale sono sempre stato in viaggio nel corso degli anni.
Lorenzo è arrivato alla Ri.Me al momento giusto. Stava terminando il Master in Consulenza Tributaria a Venezia, avevamo bisogno di qualcuno che ci aiutasse a gestire l’ufficio e lui l’ha fatto egregiamente. Per un periodo abbiamo anche pensato di farlo entrare in società, ma poi abbiamo preferito non azzardare. Così il giovane Morandini è rientrato a Roma e noi abbiamo continuato a lavorare senza di lui.
È stata una bella sorpresa ricevere la sua mail, nella quale mi informava che la mia fidanzata, ora divenuta moglie, si trovava a Roma e che lui aveva avuto modo di incontrarla.
Dato che a Venezia, è riuscito ad incontrarla solo un paio di volte, e per di più di sfuggita, per accertarmi che stessimo parlando della stessa persona, gli ho spedito una foto di Eleonora.
Ho sempre saputo di avere la fortuna dalla mia parte e scoprire di avere un aggancio a Roma per poter controllare mia moglie è stato un segno del destino.
Niente viene al caso, e sono certo che è solo questione di tempo.
Presto tornerò all’attacco e questa volta in maniera decisiva.

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-Alessandro-

Apro gli occhi, ancora incerto su che ore siano. Dalla finestra filtra un raggio di sole, mi volto in cerca di Eleonora e la vedo infilarsi la mia maglietta.
‹‹Dove scappi?›› la afferro leggermente per il polso.
‹‹Vado a preparare il caffè.›› dice, baciandomi.
‹‹Il caffè può aspettare.›› affermo senza possibilità di replica.
La sento infilarsi sotto le lenzuola, mentre mi avvicino sempre di più per abbracciarla.
‹‹Si sta bene qui, tra le tue braccia.›› dice soddisfatta.
Sprofondo con il naso tra i suoi capelli, ripercorro con la mente tutto quello che è accaduto questa notte. Abbiamo fatto l’amore più volte, mi sono perso in lei, in noi e finalmente sono riuscito a dirle quello che provo.
‹‹D’ora in avanti non dovrai più temere nulla. Adesso ci sono io con te.›› dico, accarezzando il profilo del suo corpo.
Scosta leggermente la testa dal mio petto.
‹‹Sei un amore. Il mio amore.›› dice emozionata.
‹‹Io, invece, mi sono innamorato di un angelo. Sei la cosa più bella che potesse capitarmi.››
Stringe appena la mia mano, so che non ci sono altre parole da aggiungere.
Guardo l’ora, non c’è più tempo per restare a letto. Devo assolutamente alzarmi.
Mentre Eleonora prepara la colazione, la sento chiacchierare con Rachele, decido così di lasciarle tranquille e ne approfitto per prepararmi. Mi sento un po’ a disagio a fare l’ospite a casa delle ragazze, credo sia tempo che Eleonora venga a dormire da me qualche volta, giusto per lasciare a Rachele la sua privacy.
Cerco di fare il più presto possibile, e proprio mentre mi infilo i pantaloni sento la porta di casa chiudersi.
Mi affaccio alla porta della cucina, Eleonora ha preparato la tavola e indossa la mia maglietta e i suoi capelli sono raccolti in una coda spettinata. È così bella che la trascinerei di nuovo a letto.
Passo l’asciugamano tra i capelli, mentre il suo sguardo cade su di me.
Mi avvicino al tavolo.
‹‹Ti accompagno al lavoro?›› azzardo sedendomi.
È arrivato il momento di uscire allo scoperto.
Non voglio dover vivere una relazione come se fossimo amanti, siamo innamorati e voglio che sia ben chiaro a tutti, Morandini compreso.
‹‹Non preoccuparti, posso andare da sola se devi scappare in ufficio.›› dice, senza guardarmi negli occhi.
La guardo attentamente, crede di liquidare il discorso così facilmente, ma si sbaglia di grosso.
‹‹Eleonora, sei imbarazzata all’idea di presentarti in ufficio con me?›› dico schiarendomi la voce, ma non nascondendo un tono divertito.
Alza lo sguardo, i suoi occhi mi fissano dolcemente, ho centrato il problema, a quanto pare.
‹‹Un po’…›› dice facendo spallucce.
Poso la tazza e la prendo per mano.
‹‹Cosa non ti è chiaro di quello che ho detto stanotte e poco fa sotto le lenzuola?›› domando curiosamente.
Arrossisce, intimidita.
‹‹Alessandro, sei consapevole che scoppierà una bufera fatta di gossip e molto altro?›› sbotta preoccupata.
‹‹Non mi interessano i pettegolezzi di corridoio. Ci siamo innamorati, stiamo insieme. Il resto non conta.›› affermo cercando di tranquillizzarla.
Continua a guardarmi dubbiosa.
‹‹Non vuoi parlarne prima con i tuoi genitori?›› prosegue, incerta.
Non riesco a trattenere la risata. Certo, dovrò informarli del fatto che ho una fidanzata, ma ad essere onesti, credo proprio sia l’ultimo dei miei pensieri.
Sono sicuro che saranno contenti per me, piuttosto mi preme capire a che punto siamo con Morandini e soprattutto se l’ex marito ha capito l’antifona. Mi auguro che Eleonora ottenga presto la separazione. Il resto è del tutto secondario.
‹‹Credimi è l’ultimo dei nostri problemi. Desidero solo stare il più a lungo possibile con la mia fidanzata.›› spiego deciso.
Uno splendido sorriso illumina il suo volto.
‹‹Va bene, puoi accompagnarmi in ufficio.›› asserisce, afferrando la tazza del caffè.
‹‹Grazie per la gentile concessione.›› la stuzzico divertito.
Mentre aspetto che Eleonora esca dalla camera, prendo il cellulare e controllo gli ultimi messaggi di posta elettronica. A parte i soliti avvisi e la noiosa pubblicità, nessuna nuova notizia da parte di Mattia.
Digito velocemente un messaggio.

A: Mattia
Ore 08.12 01-03-2010
Ci vediamo alla Ferraro&De Angelis tra poco. Accompagno Eleonora, ma ho anche bisogno di parlare con te.

Ripongo il telefono in tasca e vado in cerca di Eleonora.
‹‹Sei pronta?›› domando restando fuori dalla stanza.
‹‹Sì, eccomi.›› risponde affrettando il passo con in mano la valigetta e il giubbino.
È semplicemente perfetta. Sexy, elegante e raffinata. Quel vestito rosso scuro le sta d’incanto e giuro che sarei tentato di spogliarla qui e adesso.
Inizio a sentire il desiderio prendere vita, ancora una volta.
‹‹Sei bellissima.›› dico, passando la mano tra le calze autoreggenti e il vestito.
Passo le dita sul bordo dello slip, la tentazione di sentirla ansimare al mio tocco è tanta, ma non so come, riesco a resistere.
‹‹Stasera voglio togliertelo io quel vestito. A modo mio.›› la provoco, accarezzandola un’ultima volta.
Lo sguardo che mi riserva, fa capire che anche lei lo desidera, tanto quanto me.
‹‹Andiamo, altrimenti faremo tardi.›› sentenzio, togliendo le mie mani da quel corpo che mi fa andare fuori di testa.
Saliamo in auto e appena mi avvio verso il centro, Eleonora inizia ad essere silenziosa.
Credo, o meglio spero, sia solo preoccupata, anche se mi auguro di essere riuscito a tranquillizzarla a riguardo.
‹‹Va tutto bene?›› le chiedo, tastando il terreno.
Si volta e mi sorride.
‹‹Sì, Ale. Va tutto bene.›› risponde, toccando la mia mano.
‹‹Non essere agitata. Pensa solo a noi e quanto stiamo bene insieme.›› proseguo, accarezzando la sua gamba.
‹‹Lo farò e non smetterò mai di ricordarlo.›› conclude, sorridendo.
Non posso far altro che questo, solo così posso farle capire tutto il mio amore.
Voglio che sia felice. Felice con me.
La osservo scendere dall’auto, infilare il soprabito e impugnare la sua valigetta.
Mi viene da sorridere, perché sa essere così fragile e timida quanto sicura e forte.
Intreccio la mia mano nella sua e proseguiamo lungo il cortile alberato.
Apro la porta e la faccio passare, il suo profumo aleggia intorno a me, ricordandomi quanto mi faccia impazzire.
Salutiamo velocemente le ragazze all’accoglienza e avanzo verso gli ascensori.
Premo il pulsante di chiamata.
Qualche istante e siamo di nuovo soli, lo spazio è ristretto e sento il desiderio riprendere forma.
Poso la mano sulla sua schiena, lentamente vado un po’ più giù e il momento dopo siamo avvinghiati contro la parete. Lasciamo cadere a terra le nostre borse, passo le mani sul suo perfetto sedere, stringo appena le cosce mentre un bacio infuocato prende vita. La voglio. Di nuovo.
La sento così vicina a me, le sue mani sul mio collo e le mie mani tra le sue gambe mi fanno venire voglia di averla subito. Qualche istante ancora e decido a fermare questo ascensore.
Ansimiamo l’uno nelle labbra dell’altra, lei si scosta leggermente cercando di riprendere fiato e di ricomporsi mentre io la guardo, completamente in preda al desiderio.
La avvolgo, appoggiandola sulla parete e baciandola lievemente.
‹‹Mi stai facendo impazzire.›› mormoro tra le labbra.
‹‹Potrei dire la stessa cosa di te.›› sorride maliziosa.
Mi rabbuio per un istante.
‹‹Stai alla larga da Morandini, intesi?››
‹‹Messaggio afferrato.›› asserisce, facendosi seria.
‹‹Sul serio Eleonora, non sono tranquillo.›› dico insistentemente.
Si sporge per darmi un bacio.
‹‹Sono solo tua. Starò lontana dai guai. Promesso.›› mi tranquillizza con il suo dolce sorriso.
La guardo, con un mezzo sorriso soddisfatto.
‹‹Dillo ancora.››
‹‹Cosa vuoi che ripeta?›› chiede in tono canzonatorio.
‹‹Che sei mia. Solo mia.›› dico calcando il tono sulle ultime due parole.
Siamo ad un soffio di distanza. Posso sentire ancora il suo profumo su di me.
‹‹Sono tua. Solo tua.›› ripete, guardandomi negli occhi.
Inclino la testa in segno di approvazione.
‹‹Andiamo.›› concludo, facendo riavviare l’ascensore.
Prima di uscire, afferro la sua mano e la porto alla mia bocca.
‹‹Andrà tutto bene.›› sentenzio, baciandone il dorso per l’ultima volta.
Entriamo nel pianerottolo adiacente agli uffici, resto accanto ad Eleonora e la guido lungo il corridoio. Con lo sguardo intravedo Mattia, ci lanciamo un’occhiata d’intesa e vado verso la zona relax. Appena varchiamo la soglia, la prima persona che trovo davanti a noi è ovviamente Morandini, cerco di mantenere la calma, anche se quella faccia da viscido mi fa venire il nervoso.
Distolgo lo sguardo per salutare gli altri ragazzi dell’ufficio, e dopo i primi convenevoli, accompagnati da sguardi incuriositi, tutto sembra assestarsi.
Accarezzo la schiena di Eleonora, per rassicurarla, mentre con la coda dell’occhio vedo Mattia che sta per entrare insieme alla sua fidanzata.
Jenni corre incontro ad Eleonora, mentre tengo sempre sotto controllo Lorenzo.
Ho l’impressione stia registrando ogni movimento.
Continuo a pensare che ci stia nascondendo qualcosa.
L’arrivo di Jenni mi distare dai pensieri.
‹‹Lo sapevo che prima o poi ti avrei visto qui, insieme a lei.›› dice sottovoce.
Le rivolgo uno sguardo di riconoscenza e un sorriso. È in gamba la nostra Jenni.
Mattia mi chiama con un colpetto sulla spalla, facendomi poi segno di seguirlo.
Apre la porta della sala conferenze e tira fuori dalla cartellina qualche foglio.
‹‹E’ tutto quello che sono riuscito a trovare.›› spiega, porgendomi i documenti.
‹‹Grazie mille.›› dico, afferrando il piccolo malloppo di fogli.
‹‹L’unico contatto che ha avuto a Venezia è stato presso un’azienda di nome Ri.Me s.r.l., intestata ad un certo Ruggero Menegatto.›› dice cercando di essere esaustivo.
Leggo velocemente i fogli. Lorenzo ha lavorato durante tutta la durata del Master presso questa azienda, il suo titolare non ha alcun precedente penale, anche se, qualche anno fa ha trasferito la sede legale negli Stati Uniti. Per incrementare il business, a quanto pare.
‹‹Non hai trovato nient’altro?›› chiedo speranzoso.
‹‹Spiacente, amico. In quei fogli c’è tutto quello che so di Morandini.›› conferma accigliato.
‹‹Almeno è un punto di partenza. Credo che questa Ri.Me sia la chiave per arrivare a cosa sta escogitando quel verme.›› proseguo, fiducioso.
Mattia sospira, scuotendo la testa.
‹‹Ale, io ho cercato a fondo notizie su Lorenzo, su questo Menegatto e sull’azienda da lui rilevata. Non ho trovato nessun collegamento con Eleonora.›› afferma deciso.
‹‹Perché secondo te, un’azienda che fattura cifre a sei zeri, decide di spostarsi all’estero?›› alludo sospettoso. ‹‹No Mattia, Lorenzo non me la racconta giusta.›› continuo sempre più convinto della mia teoria.
‹‹Troverò altre informazioni. Voglio sapere chi è questo Ruggero Menegatto e soprattutto con chi è entrato in affari o se ha società aperte con qualcuno.›› concludo.
‹‹Non so cosa speri di trovare, Alessandro.›› dice dubbioso.
‹‹La verità, per poterlo sbattere fuori dalla nostra azienda.›› sentenzio amareggiato.
Mi guarda cupo, sa che forse potrei avere ragione.
‹‹D’accordo. Dammi qualche giorno per avere informazioni su questo imprenditore veneto.››
Faccio cenno di sì con la testa e ci lanciamo uno sguardo solidale.
Su Mattia posso sempre contare, è così da quando eravamo bambini.
Infilo i documenti nella mia borsa ed usciamo dalla sala.
Lascio che Mattia si trattenga un po’ più a lungo per non destare sospetti e appena alzo lo sguardo vedo Eleonora e Lorenzo parlare in fondo al corridoio.
Lei gli sta dicendo qualcosa, mentre lui è fermo ad ascoltarla.
Mi viene il voltastomaco vederli vicini.
Lentamente mi avvicino, nella speranza di sentire ciò che lui potrebbe risponderle.
Lo vedo alzare lo sguardo verso di me, nel frattempo ho già raggiunto Eleonora e adesso sono al suo fianco.
‹‹Morandini, se non sbaglio il tuo nuovo ufficio si trova al piano terra.›› dico usando il tono più educato che riesco a trovare.
Non deve sospettare nulla, voglio che si senta libero di agire come meglio crede.
Fa una smorfia contrita.
‹‹Non sbagli, infatti. Stavo solo salutando la tua fidanzata.›› spiega con un sorriso tirato.
Maledetto figlio di puttana.
‹‹Ci si vede, Eleonora.›› la saluta, voltandosi verso le scale.
Ti sbatterò fuori verme schifoso. Vedrai che bel ben servito ti ritroverai.
Mi volto verso Eleonora.
‹‹Mi avevi detto saresti stata lontana da lui.›› sbotto in modo un po’ brusco.
‹‹Lo so. Infatti, me ne stavo andando.›› risponde risentita.
Devo darmi una calmata.
Torno a guardarla e le do un piccolo bacio sulle labbra.
‹‹Vieni da me stasera?›› chiedo gentilmente.
‹‹Va bene.›› risponde, sorridendo appena.
‹‹Passo a prenderti alle cinque e mezza.›› e la bacio dolcemente, avvicinandola un po’ di più a me.
È come una ventata di aria fresca, come il primo giorno d’estate, come un bacio sotto la pioggia.
Ha il potere di calmarmi e di farmi sentire completo.
È chiaro che ne sono innamorato. Follemente innamorato.

FINE 15° CAPITOLO 

 

– ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA – 

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Renèe. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

4 Comments on “Ricomincio da Te” by Renèe – Seconda Edizione- 15° Capitolo

  1. Lorenza
    ottobre 31, 2016 at 11:13 pm (4 anni ago)

    Leggendo questo capitolo sono passata dall’avere gli occhi a cuoricino all avere il fumo che mi usciva dalle orecchie! Ma si potrà? Colpa tua Renèe che sei troppo brava !

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    • Renèe
      novembre 1, 2016 at 10:43 am (4 anni ago)

      Lory, cara ti ringrazio, ma sei davvero troppo buona! ❤ alla prossima settimana mia cara!!!

      Rispondi
  2. manu85
    novembre 1, 2016 at 9:39 am (4 anni ago)

    Quel brutto viscido arrogante ….io non ho più termini..la storia tra i 2 piccioncini mi piace sempre di più
    brava Renee

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    • Renèe
      novembre 1, 2016 at 10:45 am (4 anni ago)

      Manu, intanto congratulazioni per la tua bella novità ❤ e poi…. Grazie mille per farmi compagnia in questa seconda edizione, è sempre un piacere! Un abbraccio grande ❤

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