Nuovo Racconto Inedito – “La Legge del Cuore” di Irina Bolaffi – 1° Parte

Il lunedì, si sa, è da sempre considerato un giorno triste e difficile.

Inizia la settimana, mille impegni da portare a termine e un week end che sembra troppo corto per ricaricare le pile come si deve.

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Motivo per cui noi, nel nostro piccolo, abbiamo pensato di venire in vostro aiuto, cercando di alleggerirlo un pò e renderlo spensierato quanto basta per affrontarlo al meglio e, d’accordo con Irina, abbiamo pensato di farvi fuggire dalla realtà che vi circonda fissando in agenda proprio questa giornata per la pubblicazione della sua nuova storia.

Del resto anche in passato, con la pubblicazione di “Scherzi dell’Anima“, questo giorno era dedicato a lei, quindi in pratica è un piacevole ritorno alle origini. Ogni giorno alla sua autrice. Anzi, per chi fosse interessato, il martedì, giovedì e sabato sono ancora liberi 

Dovete sapere che dietro ogni racconto si nascondono sempre diversi aneddoti, che prendono vita in ore e ore di chiacchiere infuocate in chat e “La Legge del Cuore“, titolo della nuova storia di Irina, non è da meno.

Nel maggio dello scorso anno, Irina, aveva pubblicato sotto l’etichetta della Delos Digital il racconto “Libera di essere Tua” e in quella occasione io e Samy avevamo ricoperto per lei il ruolo di beta. Come spesso accade durante la lettura, oltre ai personaggi principali, un’altra figura aveva spiccato per la sua personalità e aveva attirato la nostra attenzione e da li a ricamarci sopra il passo è stato breve.

Ovviamente, il personaggio di cui sto parlando, non poteva che essere un lui, Dylan, amico moltooo speciale della “principessa di Manhattan” che ci aveva incuriosito con il suo sorriso malandrino e l’aria da adorabile mascalzone ma, sotto sotto, con un cuore grande e tenero. E chi ha letto “Libera di essere Tua” credo abbia capito perfettamente che intendo.

 Inoltre, io e Sam, avevamo come l’impressione che, quella di Dylan, fosse un’anima vagabonda non completamente soddisfatta, in cerca di un suo personale riscatto e meritasse un’occasione.

E poi, voi che ci seguite assiduamente ormai lo sapete, noi abbiamo un debole per i cuori infranti e solitari, sentiamo il dovere di accasarli.

Quindi, nelle prossime settimane, Dylan e le sue particolari avventure amorose ci terranno compagnia ogni lunedì, per dieci settimane circa.

A aprire le danze sarà proprio il suo personale punta di vista che, settimana dopo settimana, si alternerà con quello della sua coprotagonista, Melanie, un’agguerrito avvocato, vero osso duro che, vedrete, gli darà del filo da torcere. Già a partire da questo primo appuntamento avrete un bel assaggino del peperino con cui avrete a che fare e sarà anche la giusta scusa per vedere come procede la relazione tra Samantha e Ryan 

Ora che tutte le spiegazioni di rito sono state fornite, vi lascio in pace a gustarvi la prima parte del racconto, ma non prima di avervi augurato l’immancabile…

Buona Lettura 

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-LA LEGGE DEL CUORE-

-Dylan-

Quando le tende di velluto si aprono, non posso trattenere un mormorio di approvazione nel contemplare la creatura vestita di bianco che ho davanti. L’abito da sposa che Nathan Zimmer ha disegnato per Sam è un trionfo di stile e avvolge il suo corpo con eleganza, mettendo in risalto la sua bellezza. Non sono un intenditore di abiti, ma si vede lontano un miglio che il pizzo e i ricami di cui è composto sono di squisita fattura e questo modello a sirena, mi pare che lo abbia chiamato così, mette in evidenza le sue forme senza risultare volgare.

–Allora?– lei interrompe la mia analisi sorridendo – Che ne pensi?

–Mi piace molto, è sexy e raffinato insieme – la rassicuro – Questo è un abito che finirà su tutti i rotocalchi e farà molto parlare di sé. E non soltanto per il prezzo da capogiro– aggiungo ammiccando.

Lo stilista sorride, grato, alle mie parole. Del resto la notizia ha già fatto impazzire i giornali di gossip. Samantha Harrington, l’ereditiera più desiderata di New York, che snobba le proposte di tutti i più grandi stilisti per farsi disegnare l’abito da un astro nascente della moda: Nathan Zimmer, l’enfant prodige delle passerelle.

–Che me ne importa dei giornalisti? Questi sono commenti che avrei potuto ricevere da Cat, da Babs o da qualsiasi altro – sbuffa lei – Ho bisogno del tuo parere di maschio: a Ryan piacerà?

Trattengo un sorriso e mi acciglio, fingendo di analizzare l’abito con grande attenzione e facendole segno di ruotare su se stessa per mostrarsi da ogni angolazione. Non avevo dubbi: è fantastica da qualunque lato la si guardi.

–Ma certo che gli piacerà, sei uno schianto! – lei sorride felice, ha gli occhi che brillano ed è radiosa come non mai – Però chiariamo una cosa – continuo, mentre le tende del camerino di prova vengono chiuse per permetterle di cambiarsi ­– Ryan è così innamorato di te che sarebbe felice anche di sposarti avvolta in un sacco della spazzatura.

–Anche io lo sposerei con qualsiasi abito, infatti mi ha minacciato di presentarsi in chiesa con la tenuta da rugby!– ride lei dall’altro lato della tenda, percepisco appena una punta di apprensione nel suo tono e mi affretto a rassicurarla:

­–Non ce ne sarà bisogno, sono andato con lui a scegliere il suo smoking e sarà impeccabile, vedrai!

Penso una volta di più alla stranezza del nostro rapporto. Io e Sam siamo stati amici di letto per tre anni, prima che conoscesse Ryan e siamo stati persino fidanzati per poche ore, per mettere a tacere i giornalisti che avevano scoperto di loro due. Ryan mi odiava ferocemente, ma in questi sei mesi siamo diventati buoni amici. Che cosa fa l’amore!

La tenda si apre e Sam fa la sua comparsa, indossando un semplice vestito turchese, che fa risaltare i suoi occhi cangianti, che oggi hanno il colore del mare. Ha raccolto i capelli biondi in una coda di cavallo e inforcato dei sandali con il tacco altissimo. Dà le ultime disposizioni allo stilista e prende la borsa, per poi raggiungermi sorridendo.

–Pronta? Dove vuoi che ti accompagni?

–Allo studio legale a prendere Ryan, doveva incontrarsi con l’avvocato.

–Come procede la causa? – mi informo, mentre lasciamo l’atelier ed entriamo nella mia Lamborghini per immetterci nel traffico di New York. Cinque anni fa Ryan giocava nella nazionale di rugby ed è stato accusato ingiustamente in una brutta storia di doping. Ha perso tutto e si è ridotto a vivere nella miseria più nera. Ora, grazie al sostegno di Sam e di suo padre, ha ingaggiato una brillante avvocatessa e ha citato in giudizio la Federazione.

–Ci sono buone speranze – sorride lei – Quella donna sa proprio il fatto suo, sta combattendo con le unghie e con i denti!

–Spero proprio che gli diano un risarcimento miliardario! – replico, mentre il navigatore mi guida verso lo studio legale.

–Sicuramente sono terrorizzati da lei, e hanno ragione! L’ho vista in tribunale, è una macchina da guerra.

–Una vecchia volpe eh?– sorrido, immaginando una specie di signora Thatcher in toga da avvocato.

–Beh, insomma… vecchia non direi – replica lei – Avrà più o meno la tua età; trentacinque, trentasei anni al massimo. È un prodigio, ha collezionato un successo dietro l’altro e ha aperto il suo studio associato a tempo di record!

–Però! – faccio un fischio di approvazione – Con tutte quelle cause vinte pensavo che fosse una vecchia signora!

Sam mi guarda un attimo pensierosa, poi improvvisamente si illumina e mi sorride.

–Non so come ho fatto a non pensarci prima!

–A che cosa?

–Devo assolutamente fartela conoscere, sareste una splendida coppia!

–Di nuovo con questa storia di farmi fidanzare con qualcuna? Lo sai che amo la mia libertà!

–Ma Dylan, lei è bellissima! Sono sicura che ti piacerà un sacco!

–Mmmm, descrivimela – chiedo, incuriosito.

–Capelli biondi, occhi celesti molto chiari, più chiari dei tuoi – strizza gli occhi cercando di visualizzarla nella mente – Gambe lunghe, una quarta abbondante di seno…

–Ok, ok, mi hai convinto! –rido, interrompendo la sua descrizione. Ho un debole per le donne, soprattutto per le belle donne, e Sam lo sa.

–Pranza con noi oggi – propone, e senza aspettare la mia risposta manda un messaggio a Ryan, chiedendogli di invitare l’avvocato a pranzo.

–Come si chiama questa meraviglia della natura?

–Melanie. Melanie Carter.

Per un attimo ho la sensazione di aver già sentito questo nome e mi sforzo di ricordare dove, ma senza successo. Probabilmente me ne avrà parlato Sam, non è niente di importante, mi dico, mentre guido con mano sicura verso lo studio legale.

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Mi guardo intorno nella grande hall dello studio legale Boyle, Grant & Carter, mentre aspettiamo Ryan e Melanie, sentendo una strana apprensione. Il posto è molto raffinato e ha una spartana eleganza, fatta di marmi candidi, mobili di design e ampie vetrate affacciate sul panorama mozzafiato di Manhattan. Al centro del salone, una scala moderna in cristallo e acciaio scompare in un varco circolare del soffitto, da cui proviene una luce candida; quasi una via d’accesso al Paradiso. Tutto  trasmette una sensazione di sicurezza e potere, si vede che è stato studiato ad arte per far sentire il potenziale cliente in una botte di ferro e vicino alla salvezza.

Geniale, se io fossi un criminale li assumerei seduta stante!

La segretaria ci ha fatto accomodare su un divano di lucida pelle nera e ci ha offerto un perfetto espresso italiano. Sam è immersa in una fitta conversazione via facebook con Cat, sicuramente le sta raccontando del vestito. È perfettamente a suo agio in questo lusso, mentre io mi sento un po’ a disagio. La cosa mi stupisce; da quando sono diventato amministratore delegato della Harrington Corporation ho visto luoghi ben più sfarzosi. Il mio ufficio non ha niente da invidiare a questo posto. Eppure, stare qui mi riporta alla mente quando ero uno stagista squattrinato, dopo il divorzio dei miei genitori, e il conseguente drastico peggioramento del tenore di vita mio e di mia madre. Non è stato facile, il mio misero stipendio non era sufficiente a pagare le spese e a garantirle lo stesso stile di vita di prima. Ho dovuto digerire molti rospi e inventarmi sempre nuovi modi per sbarcare il lunario.

Smettila Dylan, non pensarci. È meglio che il passato resti tale.

Scaccio questi lugubri ricordi annegandoli nel caffè e cercando di riempire la mia mente con pensieri più futili. Chissà com’è questa Melanie? Mi appoggio al rigido schienale del divano e fantastico su lunghe gambe e glutei sodi, scollature generose e labbra da baciare, lasciando che la mia fantasia elabori l’immagine della donna perfetta, un angelo biondo dalla sensualità esplosiva, un mix di innocenza e forza.

Oh sì, che darei per trovare una donna così!

Un rumore di passi mi riscuote dalle mie fantasticherie e mi volto per vedere un paio di scarpe nere con un tacco vertiginoso far capolino dagli ultimi gradini della scala, seguite da un paio di gambe da capogiro che la sobria gonna grigia al ginocchio non fa che mettere in risalto. Ammiro ogni parte del corpo che si rivela attraverso la luce, mentre lei scende un gradino alla volta. I fianchi snelli, ma con un piacevole accenno di morbidezza, la vita sottile, il busto elegante delineato dalla camicia maschile appena sbottonata, e un viso incantevole che mi fa tremare la terra sotto i piedi.

Conosco quel viso.

Conosco quello splendido corpo.

Ho davanti a me l’ultima persona al mondo che vorrei vedere.

Un incubo che diventa realtà.

Merda!

Dietro quella orribile donna scende Ryan, che si affretta a raggiungere Sam e chinarsi su di lei per sfiorare le sue labbra con un bacio e guardarla con amore. Per la prima volta da quando li conosco, il mio cuore si contorce dall’invidia. La mia condizione di scapolo incallito mi sembra ora una prigione. Stringo la mano al mio amico e poi mi rassegno ad affrontare lei. Prego che non mi riconosca.

–Dylan Thompson, Melanie Carter –  Sam sorride sorniona mentre ci presenta, scommetto che sta già immaginandoci insieme. Certo non può sapere che non succederà.

È impossibile.

Non con quella donna.

Mai.

Mai più.

–Felice di conoscerla, avvocato Carter – rispondo, afferrando la mano che mi porge con educazione. Scruto i suoi occhi di ghiaccio, ma non vedo segni che mi abbia riconosciuto.

Molto bene, gli anni trascorsi hanno fatto il loro dovere. Ora devi solo mantenere un basso profilo fino alla fine del pranzo, e poi non la rivedrai più.

–Mi chiami Melanie – le parole sono pronunciate senza civetteria, con la sua voce chiara e musicale che ricordo così bene. Mi concedo di guardarla più attentamente. I capelli biondi sono raccolti in un severo chignon che le regala qualche anno. Un paio di orecchini con una piccola perla sono l’unico vezzo che adorna la sua splendida figura. L’abbigliamento rigoroso è studiato ad arte per tenere le persone a distanza, trasmette serietà, sicurezza e freddezza. Non è un abbigliamento adatto ad un appuntamento, segno che non si è data pena di considerare questo incontro combinato come qualcosa di più di una breve pausa dal lavoro.

Stronza.

Peccato solo che sia così incredibilmente bella, non c’è vestito che possa nascondere questo dato di fatto.

–Forse con un burqa…

–Prego? ­

Cazzo Dylan, concentrati! Non posso credere che tu l’abbia detto ad alta voce!

–Nulla, dicevo… dove vogliamo pranzare? – sorrido forzatamente, guardando Sam perché mi venga in soccorso. Lei mi regala un’occhiata perplessa, ma risponde al mio appello descrivendo il Beaumont, il ristorante che ha scelto per questo appuntamento al buio.

In men che non si dica siamo nel garage, dove ho modo di scoprire di cosa è capace una donna, quando vuole far mettere insieme due persone.

–Non entriamo in quattro nella tua Lamborghini, né nell’Aston Martin di Ryan – esordisce infatti la mia amica – Quindi ci divideremo. Melanie, non ti dispiace andare in macchina con Dylan, vero?

–Potremmo prendere un taxi e andare tutti insieme – tento, disperatamente – eviteremmo di dover cercare parcheggio…

–Non ti preoccupare – mi interrompe allegramente – ho già chiamato il ristorante e fatto riservare due posti nel loro garage.

–Sembra che dobbiamo arrenderci – mi dice Melanie, con un lieve baluginio dei denti candidi che mi stride dentro come unghie su una lavagna. Ricambio forzatamente il sorriso e le apro lo sportello per farla accomodare nella mia macchina. La mia Lamborghini Gallardo, frutto di tanti sacrifici, simbolo del successo che ho finalmente raggiunto. Il mio gioiello. Mi irrita che lei lo contamini con la sua presenza, ma farò buon viso a cattivo gioco. Anche se non voglio vederla mai più mi comporterò da perfetto cavaliere. Non che lei lo meriti, sia ben chiaro.

Lei si siede e sembra concentrarsi per un attimo, posando il capo all’indietro sul poggiatesta e socchiudendo le labbra in un profondo respiro. Un flashback mi colpisce come un pugno in pieno petto, mozzandomi il fiato. Davanti a me rivedo per un attimo i suoi capelli scarmigliati sul cuscino, i suoi occhi lucidi di passione e la sua bocca, arrossata dai miei baci, dischiusa in un gemito di piacere. Il mio corpo reagisce a quel ricordo con un’imbarazzante erezione.

Maledetta!

Guido con lo sguardo fisso sulla strada, in un ostinato silenzio, evitando accuratamente di guardarla. So che dovrei fare conversazione, ma ho paura di dire qualcosa che le faccia ricordare chi sono, che scateni l’inferno. Allo stesso tempo sono quasi dispiaciuto che non mi abbia riconosciuto. Il mio orgoglio ne soffre, ma c’è molto di più. Vorrei che lei avesse sofferto come me, sforzandosi di dimenticarmi. Vorrei aver dominato i suoi sogni come lei ha dominato i miei, prima che riuscissi a cancellarla dalla mia mente.

E questo me lo chiami cancellare qualcuno dalla mente?

Ignoro la mia voce interiore e stringo convulsamente il volante fino a quando raggiungiamo il parcheggio. L’indolenzimento alla mascella mi dice che ho digrignato i denti per tutto il viaggio. Lo avrà notato? Lei non ha detto una parola, non so cosa darei per sapere a cosa sta pensando. Di Ryan e Sam nessuna traccia, scommetto che stanno ritardando apposta per farci restare soli. Scendo e faccio il giro della macchina, aprendole lo sportello con il mio migliore sorriso e tendendole la mano per aiutarla a scendere. Lei evita la mia mano e si alza agilmente, inchiodando gli occhi celesti nei miei.

–Non c’è bisogno di fingere quando siamo soli –la sua voce è un sussurro gelido e non ho dubbi su quello che leggo nel suo sguardo. Puro odio. Feroce, implacabile, cocente odio.

A quanto pare si ricorda di me, dopotutto!

Il mio sorriso si spegne, il moto di esultanza che mi scuote, alle sue parole, cede immediatamente il passo al rancore. Costruisco ad arte un’espressione sorpresa. Non darò a questa stronza la soddisfazione di sapere che ho pensato a lei!

–Come dice, scusi? –per un attimo nei suoi bellissimi occhi passa una nuvola di smarrimento, poi l’odio torna a colmarli, accompagnato da un ghigno sulle sue meravigliose labbra.

–Sono un avvocato, coglione – replica, gettando via la maschera –È il mio lavoro capire quando le persone mentono. Sai benissimo di cosa parlo.

–Che linguaggio, avvocato! Lo adoperi anche in tribunale? – la provoco.

–Solo con i pezzi di merda come te – i suoi occhi mandano lampi e mio malgrado non posso fare a meno di notare quanto è bella quando è infuriata. Sembra un angelo vendicatore, accidenti a lei!

–Va bene, mi ricordo di te – concedo – E preferirei essermi fatto lobotomizzare!

–Posso suggerire invece la castrazione? Un intervento più utile, nel tuo caso.

–Vai a farti fottere! – sibilo, stringendo i pugni.

L’Aston Martin di Ryan entra nel garage e si ferma non lontano dalla mia macchina. Facciamo un respiro profondo. Lei dipinge un sorriso tranquillo sul suo viso, mentre Sam ci si avvicina, scrutandoci curiosa.

–Credevo che quello fosse la tua specialità… – mi sussurra con un ghigno, poco prima che lei ci raggiunga. Sono costretto a ricacciarmi in gola la risposta piccata che mi è salita alle labbra e a concederle questo round. Mi impongo di sorridere e, cavallerescamente, l’accompagno al ristorante.

Ma non finisce qui!

 

FINE PRIMA PARTE

-ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO-

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Irina Bolaffi. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

9 Comments on Nuovo Racconto Inedito – “La Legge del Cuore” di Irina Bolaffi – 1° Parte

  1. Rosy ♥
    gennaio 16, 2017 at 4:46 pm (3 anni ago)

    Oh mio diooooooooooooooo ♡.♡
    Che inizio scoppiettante!!!

    Rispondi
    • Irina
      gennaio 16, 2017 at 7:42 pm (3 anni ago)

      Grazie Rosy, in effetti sono due tipetti :)

      Rispondi
  2. manu85
    gennaio 16, 2017 at 5:02 pm (3 anni ago)

    Wow che inizio scoppiettante mi piace mi piace
    Complimenti vivissimi
    Bacio

    Rispondi
    • Irina
      gennaio 16, 2017 at 7:42 pm (3 anni ago)

      Grazie manu! Il vostro sostegno è importantissimo per me!

      Rispondi
  3. Irina
    gennaio 16, 2017 at 7:45 pm (3 anni ago)

    Volevo aggiungere che anche la nostra Lorenza è stata una delle beta di Libera di Essere Tua, anche se siete state tu e Samy a convincermi a raccontare la storia di Dylan. Magari lui invece preferiva starsene tranquillo, chi lo sa! XD

    Rispondi
  4. paola
    gennaio 19, 2017 at 12:55 pm (3 anni ago)

    Wow molto interessante… sarà difficile aspettare lunedì senza fare congetture. Complimenti Irina

    Rispondi
    • Irina
      gennaio 19, 2017 at 7:37 pm (3 anni ago)

      Grazie Paola! Vedrai, lunedì arriva presto! :)

      Rispondi
  5. Lorenza
    febbraio 24, 2017 at 10:52 pm (3 anni ago)

    Meraviglioso! Finalmente sono riuscita a iniziare la tua storia! Bravissima

    Rispondi
    • Irina
      febbraio 27, 2017 at 5:26 pm (3 anni ago)

      Sono felice che tu la stia leggendo, il tuo parere è importantissimo per me! <3

      Rispondi

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