Nuovo Racconto Inedito – “La Legge del Cuore” di Irina Bolaffi – 3° Parte

Perdonate il ritardo, ma oggi sono veramente fuori combattimento, sembra che tutti i virus del circondario si siano dati appuntamento a casa mia.

la legge del cuore-irina bolaffi

Quindi oggi sarò di poche, pochissime parole. Mi pare che, protagonista del capitolo che segue, sia il passato, con nuovi incontri e tutto quello che ciò implicherà sul futuro.

Almeno credo, perchè il filtro cervello tastiera non è del tutto attivato.

Buona Lettura 

 

-LA LEGGE DEL CUORE-

-Dylan-

Il suono dell’interfono mi distrae dai miei pensieri. Rispondo svogliatamente alla mia segretaria, chissà da quanto mi sta chiamando.

–Dimmi, Sandra.

–Io dovrei uscire per la pausa pranzo, posso portarle qualcosa?

Pausa pranzo? Ma dov’è volato il tempo? Guardo l’orologio incredulo.

Sono qui da ore, imbambolato alla mia scrivania, pensando a quello che è successo stamattina. Quella donna mi ha stregato. Non avrei dovuto baciarla, ma era così bella in quella tenuta sportiva, accaldata e spettinata, così lontana dall’impeccabile e gelida Regina dei tribunali, che per un attimo ho dimenticato il mio odio. Non riesco a pentirmene, anche se la guancia mi brucia ancora per il suo schiaffo. Lo rifarei, e questa è la cosa che mi spaventa di più. Lo rifarei mille volte. Ho bisogno di aiuto.

–Grazie, ma pranzerò fuori. Per favore annulla i miei appuntamenti del pomeriggio.

–Tutti gli appuntamenti? – il suo tono è incredulo e non le do torto, è parecchio tempo che non mi prendo una mezza giornata di vacanza.

–Sì, grazie. A presto – taglio corto, prima che mi chieda se deve chiamare un dottore.

Poco dopo sono a casa di Ryan, una graziosa villetta a Pelham Bay dove lui e Sam trascorrono i fine settimana, insieme a Cat, Bill e Lucy, i tre orfani che sono in procinto di adottare. I miei amici non hanno battuto ciglio quando mi sono praticamente auto-invitato a pranzo, ora però, concluso l’ottimo pasto, i loro occhi sono puntati su di me e c’è un silenzio carico di preoccupazione. Siamo soli nella grande cucina di legno chiaro, Cat è uscita per andare al conservatorio,  Bill è in camera sua a studiare per il compito in classe di domani e Lucy è in soggiorno a guardare i cartoni animati in tv.

–Qualsiasi cosa sia successa, con noi puoi parlarne – Sam è la prima a infrangere in silenzio. So che è sincera, ma ho paura di come reagirà.

–Ho bisogno di parlarne con qualcuno– replico – Ma non so se saremo ancora amici quando avrò finito.

–Mettici alla prova – mi incoraggia Ryan.

Sospiro e guardo il bicchiere di brandy che ho davanti, cercando ispirazione sul suo fondo.

–Ho conosciuto Melanie molti anni fa – comincio – Noi… abbiamo avuto una breve storia, durata un week end.

–Mi sembrava che ci fosse qualcosa di strano nel modo in cui vi guardavate! Come vi siete incontrati? – chiede Sam, incuriosita.

–Ad una festa in maschera…– distolgo lo sguardo e lascio che la porta dei miei ricordi si apra, rovesciandomi nell’anima ogni maledetto fotogramma del nostro primo incontro.

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Il salone dell’hotel è splendidamente addobbato e illuminato e gli invitati nei loro abiti colorati affollano la pista da ballo e la zona del buffet. Donne bellissime e uomini affascinanti danzano con gli ospiti e ovunque io mi giri vedo sorrisi. Nonostante l’atmosfera gioiosa sono di pessimo umore. Non sopporto più questo lavoro e questa vita, vorrei potermene andare e buttarmi tutto alle spalle. Se non fosse che ho bisogno di quei maledetti soldi! Isaac, accanto a me, si sfrega le mani soddisfatto, si preannuncia non solo una bellissima festa, ma ottimi affari.

–Qual è il mio incarico? –domando, passando con gli occhi da una delle signore presenti all’altra e ricambiando i sorrisi che alcune matrone dall’aria rispettabile mi rivolgono. Rispettabili qui in pubblico, certo, non in camera da letto. Mi domando chi di loro dovrò soddisfare stanotte per guadagnarmi il mio compenso.

–Per te, amico mio, stasera ho un incarico speciale – sogghigna lui – Si tratta di una bellissima ragazza.

–E per quale motivo una bella ragazza avrebbe bisogno di me?

–Sembra che abbia qualche difficoltà a lasciarsi andare, se capisci cosa intendo – ammicca –Il tuo compenso sarà maggiorato.

–E come mai? –sento puzza di fregatura.

–Diciamo che le tue attenzioni sono un regalo, e deve restare una sorpresa.

L’idea di mentire non mi piace, sto per aprire la bocca per mandare Isaac al diavolo, quando lui sfila dalla tasca un fascio di banconote e me lo sventola davanti. Sono tanti soldi. Abbastanza per far andare avanti me e mia madre per un mese e darmi la possibilità di cercare un lavoro vero. Potrei finalmente riuscire a smetterla con questa vita. Deglutisco, la tentazione è forte. Vedo nel suo sguardo che sa bene di avermi in pugno. L’ultima briciola di esitazione viene spazzata via quando lui mi indica una persona dall’altra parte della sala.

–Ecco guarda, è lei. Un bel bocconcino, no? – sussurra in tono ammirato.

La ragazza è una visione da togliere il fiato. Ha lunghi capelli biondi che le scendono mossi sulle spalle, un incarnato di porcellana dove spiccano, attraverso la maschera ornata di piume, due occhi di un celeste commovente. Scendo con lo sguardo ad accarezzare il suo corpo, avvolto in un abito da sera di pizzo color oro: è uno schianto. Seni pieni, vita piccola, fianchi che sembrano fatti per l’amore. Si guarda intorno curiosa, con l’aria di chi non conosce nessuno, ma nel suo sguardo c’è un’incredibile fierezza. Non è un cucciolo smarrito, ma una giovane donna che sa bene quello che vuole. Sento un sorriso piegare le mie labbra, la sfida mi attrae. Conoscerla, conquistarla, fare sesso con lei e per giunta essere pagato per farlo. Mi sembra un meraviglioso cambiamento, una sorta di riscatto per tutte le volte in cui ho dovuto soddisfare la lussuria di donne vecchie, ricche e annoiate per riuscire a sbarcare il lunario.

Isaac sorride soddisfatto, sa che accetterò senza fare storie. Mi dà una pacca sulla spalla e si allontana lasciandomi preparare la mia strategia. Sistemo la mia maschera sul viso, controllo il mio smoking e il mantello nero che indosso su di esso. Il mio travestimento è studiato ad arte per far capitolare qualsiasi donna, ma con lei servirà un approccio diverso. Devo fare in modo che sia lei ad avvicinarsi a me. Raggiungo Crystal, una delle escort più belle nella squadra di Isaac, che si trova non lontana dalla ragazza.

–Balliamo? – le faccio un mezzo inchino e al suo cenno di assenso la cingo alla vita e inizio a muovermi con lei a tempo di musica.

–Su chi devi fare colpo? – mi chiede, pratica.

–La biondina con il vestito dorato.

Roteando nel valzer passiamo vicino a lei, Crystal le rivolge un’occhiata di astio e gelosia inequivocabile.

–Chi è quella? – mi chiede quindi in tono inviperito e con voce abbastanza alta da farsi sentire dalla ragazza, che a quel punto non può fare a meno di interessarsi a noi. Sento che ci segue con lo sguardo e il sorrisetto della mia collega me lo conferma. Lei è bravissima ad agganciare le altre donne, abbiamo già usato questo trucco e funziona ogni volta.

–Nessuno, non la conosco nemmeno…– replico, in tono dispiaciuto, poi guardo la ragazza facendole un sorrisetto di scuse. Lei ricambia scuotendo la testa per farmi capire che non ci sono problemi. Noto una volta di più che è bellissima. Un cameriere passa accanto a noi con il suo vassoio e la mia dama afferra un calice e mi guarda interrogativamente. Faccio un impercettibile segno d’assenso.

Lo champagne gettatomi addosso da Crystal mi colpisce in pieno viso.

–Questo è troppo! Sei un traditore! Non voglio vederti mai più! – mi urla contro, attirando su di noi gli sguardi di tutti i presenti. Mormoro qualche parola di scusa, ma lei come da copione mi pianta in asso e lascia la sala in un turbinio di gonne. Tiro fuori il fazzoletto e con aria afflitta mi asciugo il viso madido di champagne, per poi dirigermi sulla terrazza. Mi affaccio al parapetto poggiandomi alla balaustra di pietra con i gomiti e lasciando che il vento della sera mi scompigli i capelli. So che devo solo aspettare.

Dopo pochi istanti sento dei passi leggeri dietro di me.

–Stai bene? – la sua voce è chiara e musicale, velata di una punta di apprensione che mi rivela il suo buon cuore. Si preoccupa per me anche se sono un perfetto sconosciuto. Almeno per ora.

–Sì, scusami, non volevo metterti in imbarazzo –le faccio un sorriso triste mentre si poggia al parapetto accanto a me, mi arriva il suo buon profumo di fiori e spezie –Le cose non vanno bene da molto tempo tra noi e lei pensa che sia per via di un’altra donna…

–Mi dispiace…

–Forse è meglio che sia finita. Ora almeno posso riprendermi la mia vita e smettere di fingere – sospiro – Non hai idea di quanto sia difficile!

Lei mi mette una mano sul braccio, in una carezza gentile. Mi sorride, poi mi tende la mano per presentarsi –Comunque io mi chiamo M…

Le metto un dito sulle labbra, interrompendola.

–No, niente nomi. Voglio credere che tu sia un angelo venuto a liberarmi. Un angelo incredibilmente bello, se posso permettermi – la vedo arrossire di colpo e abbassare lo sguardo, ho segnato un punto a mio favore. Restiamo in silenzio per un po’, fingo di non accorgermi che mi sta guardando di sottecchi. Il suo linguaggio del corpo è inequivocabile, sono certo di piacerle. Chiacchieriamo del più e del meno e, prima che possa rendermene conto, iniziamo a confidarci. Parlare con lei è bellissimo, mi sento completamente a mio agio e per me è una novità. Di solito non parlo di me alle donne per cui lavoro, ma con lei è diverso. Non è soltanto bella, ma ha un carattere forte e volitivo, mitigato da un’innata simpatia e da una profonda dolcezza. È adorabile, sono totalmente preso da lei e dimentico che sto lavorando. Le ore passano, la notte si fa profonda, gli invitati iniziano a lasciare la festa e noi continuiamo a parlare, come un fiume in piena. Mi trovo a raccontarle del divorzio dei miei genitori e del mio sogno di lavorare in una grande azienda dopo la laurea in economia. Mi parla della sua famiglia e di suo padre, un giudice della Corte Suprema, estremamente severo e autoritario, che tiene le sue figlie sotto stretto controllo. Mi fa ridere con l’imitazione della donna con cui si è risposato, dopo la morte di sua madre, una virago che ha reso la sua vita insopportabile, tanto da costringerla a lasciare Washington e trasferirsi a New York con sua sorella. Le confido persino di non essermi mai innamorato veramente e lei ricambia raccontandomi del suo ex, un porco che le faceva continue pressioni per forzarla a fare sesso con lui e che l’ha lasciata perché non voleva assecondare le sue perversioni.

–Che stronzo! – commento a voce alta, tanto che una coppia vicino a noi mi guarda con aria di rimprovero. Lei soffoca con le mani una risata –Vieni, allontaniamoci da questi parrucconi!

Voglio stare solo con lei, scoprire se le sue labbra sono dolci come immagino, esplorare quel corpo meraviglioso. La prendo per mano e la trascino in un’allegra corsa giù per la scalinata e poi nel giardino, fino a un angolo che conosco bene, un giardino segreto, a cui si accede tramite un passaggio nascosto da una fitta siepe di gelsomini e lontano da sguardi indiscreti. Il sentiero è piuttosto angusto e ci costringe a stare vicinissimi. La cingo ai fianchi con fare protettivo e lei mi lascia fare.

–Questo è uno dei miei posti preferiti – le dico, facendole cenno di alzare lo sguardo. Su di noi si stende un bellissimo angolo di cielo, in cui le stelle brillano come diamanti. Il profumo dei fiori ci avvolge in un abbraccio delicato, i grilli cantano la loro serenata e intorno a noi danzano le lucciole. È un luogo magico, dove tutto sembra possibile. Mi scopro ad essere totalmente felice. Ci sediamo vicini, sulla piccola panchina di pietra circondata da cespugli di rose. La stringo a me e la sento rilassarsi tra le mie braccia.

I nostri occhi si incontrano e ci scambiamo uno sguardo intenso, che mi colpisce al cuore. Mi sorride appena e schiude leggermente la bocca. Sembra chiedere un bacio e la attiro un po’ di più a me, chinandomi su di lei.

–Non hai paura a stare con uno sconosciuto, di notte, in un giardino deserto? – le chiedo in un sussurro.

–Dovrei averne? – sorride, chiudendo gli occhi e protendendo il viso verso di me. La sua bocca è a pochi centimetri dalla mia, succosa e morbida, tutta da baciare. Sono riuscito a conquistare la sua fiducia e per un attimo mi sento tremendamente in colpa, ma stare così vicino a lei mi inebria e farei qualsiasi cosa per farla mia.

–Forse. Perché in questo momento sto impazzendo dalla voglia di baciarti, e non solo… – È la verità, e la verità funziona sempre con le donne.

–Mi fido di te – replica, con un sorriso che mi manda al tappeto.

Le tolgo la maschera, beandomi dei lineamenti perfetti che si rivelano alla luce delle stelle. Lei mi sorride e toglie a sua volta la mia maschera, sfiorandomi il viso con le sue mani delicate. Faccio scivolare le dita tra i suoi capelli, accarezzandole la nuca e avvicinandomi di più a lei. Bacio le sue guance, gli zigomi, il naso delicato, le palpebre socchiuse, la fronte spaziosa. I suoi occhi sono due stelle incandescenti che mi affondano nel cuore lasciando una scia infuocata di desiderio. Realizzo, con un brivido di paura, che non mi sono mai sentito così. Non ho mai provato niente di simile. Quando le mie labbra toccano le sue, qualcosa esplode dentro di me. Il desiderio mi travolge con una forza inaspettata e non posso fare altro che cedere ad esso. Affondo con la lingua tra le sue labbra dischiuse, accarezzando la sua e gustando il suo sapore inebriante. La stringo forte a me e sentirla abbandonarsi così mi fa perdere la testa. Le bacio il collo e indugio con la lingua sulla sua pelle, nel punto più sensibile dietro l’orecchio. I suoi sospiri non fanno che eccitarmi ancora di più.

–Mi fai impazzire –mormoro rauco– voglio fare l’amore con te. Ma solo se lo vuoi anche tu.

Per tutta risposta lei mi guarda intensamente, prende la mia mano e la posa sul suo morbido seno. Le mie dita si fanno strada nella sua scollatura per accarezzare quella meraviglia e raggiungere il capezzolo turgido. Lo sfioro con il pollice con un lento movimento circolare e lo sento indurirsi ancora di più tra le mie dita. Un richiamo che non posso ignorare. Abbasso la spallina del suo abito mettendo a nudo il suo bellissimo seno e mi chino su di lei, a gustare quel tenero bottoncino di carne profumata. I suoi gemiti sono musica per le mie orecchie. Mi inginocchio davanti a lei, le mie mani sollevano il suo vestito, risalendo lungo le sue gambe, attirate dal calore che si sprigiona dal Paradiso tra le sue cosce. La guardo fisso negli occhi, ma non leggo paura né vergogna. Il suo sguardo è il riflesso del mio desiderio. Trasalisce quando le sfilo gli slip e le mie dita si bagnano di lei, lasciandosi sfuggire un “Oh!” di sorpresa. Sentirla così eccitata mi fa perdere la testa, la mia erezione sta scoppiando nei pantaloni.

–Ho voglia di assaggiarti… – mormoro, guardandola negli occhi.

–Io… – esita, posso leggere in quei dischi di cielo un desiderio selvaggio lottare con l’incertezza – Nessuno mi ha mai fatto una cosa simile…

–Allora lascia che ti mostri quanto può essere piacevole. Voglio farti godere.

Lei annuisce appena. Le strizzo l’occhio e la vedo arrossire deliziosamente, prima di tuffarmi con la testa sotto la sua gonna e raggiungere la sorgente del suo desiderio. Divarica di più le gambe e sporge il bacino in avanti, offrendosi alla mia lingua avida con un gesto innocente e provocante insieme. Niente conta più, sono rapito dal suo sapore delizioso, dal calore del suo sesso e dalla voglia che mi esplode dentro. Mi avvento su di lei, amandola con tutta l’urgenza della mia passione, penetrandola con la lingua e lasciandomi guidare dai suoi gemiti per trovare il ritmo che la fa godere di più. La sento contrarsi e tremare mentre l’orgasmo esplode sotto la mia bocca. Il suo grido di piacere mi risuona dentro e la voglia si fa incontenibile. Riemergo per guardarla negli occhi e sotto il suo sguardo emozionato stendo sull’erba il mio mantello e le sorrido invitante. Si alza e con un gesto deciso fa scendere la lampo del vestito, se lo lascia cadere ai piedi e lo scavalca, restando davanti a me, nuda e bellissima, rossa in viso, con il fiato corto per il desiderio, eppure fiera. È una visione fatata, un fiore superbo tra i fiori del giardino, le lucciole sembrano danzarle intorno, come attirate dalla sua luce. Non ho mai visto una creatura più bella. Le tendo la mano e l’aiuto a stendersi sul mantello, prima di liberarmi dei miei vestiti più velocemente che posso. Mi infilo rapidamente un preservativo e mi inginocchio sul mantello. Quando mi stendo su di lei e la mia pelle nuda incontra la sua sono travolto dalle mie emozioni, la voglia di lei è così intensa che devo trattenermi per non perdere il controllo. Voglio che duri a lungo, voglio che non dimentichi mai questa notte. La bacio ardentemente, mentre mi posiziono tra le sue cosce dischiuse e mi struscio contro la sua fessura strappandole un singhiozzo eccitato.

–Ti voglio – mormora, mordendomi le labbra –Ti ho atteso per tanto tempo…

–Ora sono qui, angelo mio – so quello che intende, mi sembra di aver aspettato di incontrarla per tutta la vita.

–Allora prendimi, non farmi più aspettare – mi supplica.

Scivolo dentro di lei con delicatezza, ma, con mia grande sorpresa, incontro resistenza. È vergine, cazzo! Faccio appello a tutta la mia forza di volontà per ritrarmi, ma lei intreccia le gambe intorno ai miei fianchi e mi pianta gli occhi negli occhi.

–Ti voglio – ripete con decisione – Subito.

–Sei sicura? Io… – sono frastornato, la desidero da impazzire e non so per quanto ancora potrò trattenermi, ma il fatto che sia la sua prima volta mi spaventa. Ricordo improvvisamente il motivo per cui sono qui. Domani sarò fuori dalla sua vita e lei mi odierà. Isaac avrebbe dovuto dirmelo! Lei annuisce con decisione e si muove contro di me in maniera maledettamente sensuale, mandando ogni mia resistenza in frantumi. Mi giro sulla schiena, fino a farla trovare su di me, nella posizione che so essere meno dolorosa per una prima volta. Metto le mani sui suoi glutei, guidandola verso di me e lasciandola allo stesso tempo libera di decidere se fermarsi. Lei mi fissa ardentemente negli occhi e con un coraggioso colpo di bacino mi accoglie dentro di sé, sento la sua carne schiudersi per me e affondo in lei con un gemito, facendola mia per sempre. Inizio a muovermi piano dentro di lei, i suoi movimenti sono incerti, la guido delicatamente con le mani sui suoi morbidi fianchi.

–Segui il tuo istinto – le sussurro –Lasciati andare…

Porto la mia mano tra noi per stuzzicarle il clitoride, deciso a farla godere anche se è la sua prima volta. Lentamente la smorfia di dolore si trasfigura in un’espressione di puro godimento e il suo respiro si fa affannoso. Inizia a muoversi insieme a me, reclinando il capo all’indietro. Il suo viso contratto dal piacere che si staglia sul cielo notturno e i suoi capelli biondi illuminati dalle stelle mi trafiggono il cuore, so che è un’immagine che non dimenticherò mai. In un attimo è come se fossimo nati per fare l’amore. La nostra intesa è assoluta e totale e il piacere cresce, affondo dopo affondo sento che sto per raggiungere il culmine e che non posso trattenermi ancora per molto. Intensifico le carezze e solo quando la sento irrigidirsi e tremare mi abbandono e lascio che l’orgasmo ci sorprenda insieme. Quando i tremiti si placano, mi sorride timidamente. Ha gli occhi lucidi, le guance in fiamme, le labbra turgide per i miei baci. L’attiro sul mio petto, posandole le labbra sulla tempia e stringendola forte a me.

–Grazie – le sussurro. Cos’altro potrei dire dopo il regalo che mi ha fatto? Lei solleva la testa e mi bacia a lungo, giocando con la mia lingua e affondando le dita tra i miei capelli.

–A te… è stato bellissimo! Io, non credevo che fosse così, così…

Le sorrido, rendendomi conto di sentirmi inspiegabilmente sollevato. Sono abituato a ricevere complimenti dalle donne, ma questa volta avevo paura di non essere bravo abbastanza per lei.

Ma che diavolo ti succede, Dylan?

–Hai programmi per questo week end? – continua lei sottovoce, e ogni parola è un’eccitante promessa.

Il mio lavoro è finito, dovrei tornare da Isaac a riscuotere il mio compenso, ma come posso resistere a quest’offerta? Non desidero altro che amarla ancora. E ancora, e ancora…

–Uno solo: stare con te – replico, mentre accarezzo in punta di dita la sua schiena, beandomi dei brividi che sento scorrere sulla sua pelle.

 

FINE TERZA PARTE

 

-ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO-

Questo racconto inedito a puntate è un opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Irina Bolaffi. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

6 Comments on Nuovo Racconto Inedito – “La Legge del Cuore” di Irina Bolaffi – 3° Parte

  1. Rosy ♥
    gennaio 31, 2017 at 12:25 am (3 anni ago)

    Oh mamma ♡.♡
    Che capitolo magico!
    Mi sembrava di vedere il giardino e sentirne i profumi!
    Brava Irina ♡♡♡

    Rispondi
    • Irina
      gennaio 31, 2017 at 7:10 pm (3 anni ago)

      Sono contenta che ti sia piaciuto Rosy, cercavo di dare un po’ di poesia a questa prima volta insolita :)

      Rispondi
  2. Valentina
    gennaio 31, 2017 at 6:51 am (3 anni ago)

    Questo racconto è una sorpresa dietro l’altra!
    Complimenti!

    Rispondi
    • Irina
      gennaio 31, 2017 at 7:11 pm (3 anni ago)

      Grazie Valentina! I vostri commenti mi danno la carica!

      Rispondi
  3. Lorenza
    febbraio 25, 2017 at 10:34 pm (3 anni ago)

    Bellissimo! Ho gli occhi a cuoricino!

    Rispondi
    • Irina
      febbraio 27, 2017 at 5:25 pm (3 anni ago)

      <3 _ <3

      Rispondi

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