Una chiacchierata con Sagara Lux per parlare del suo ultimo romanzo “Non Mentirmi” e non solo…

Io sono una gran curiosa e rompiscatole, mi faccio duemila viaggi e altrettante domande e queste due mie… chiamiamole doti, mi portano a tormentare spesso la malcapitata di turno, ovvero le povere autrici che finiscono sul mio lettore e che io poi bombardo con le mie richieste di chiarimenti.

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Sagara Lux è una di quelle finite nella mia rete che, ad ogni uscita di un suo romanzo, si sorbisce le mie chiacchiere in chat.

E non è l’unica.

Distribuisco questa mia indole in parti uguali tra le poverine.

Se ve lo chiedete da tempo, sappiate che non siete sole, ecco.

Nel maggio scorso, non ero neppure arrivata alla metà di “Riscatto“, che già bussavo cassa chiedendo del seguito: di chi parlava e se lo stava scrivendo, soprattutto.

In quell’occasione mi aveva confidato che stava rivedendo i suoi programmi, aveva bisogno di staccare la spina perché, quel genere di storie, erano devastanti per il lettore, ma non che chi le scrivesse se la passasse meglio. L’impegno emotivo era notevole e le serviva una pausa per “rilassarsi”.

Tenete bene a mente questo termine, se volete ve lo ripeto pure – “rilassarsi” -, se preferite ve lo dico anche in inglese, “relax”, con quella “e” che si pronuncia “i” strascicata e lenta, tanto per far capire che non abbiamo nessuna fretta e vogliamo spassarcela.

E arriviamo così a due mesi fa, quando lei ha fatto di nuovo “toc toc”, per presentarmi il suo nuovo lavoro, una cosa tutta nuova, che non aveva niente a che fare con la sua precedente serie; era rimasta fedele al suo pensiero e si era dedicata a qualcosa di completamente “rilassante”, a suo dire.

Allora tu inizi a leggere tutta tranquilla, ma dopo le prime dieci righe, giuro son bastate quelle, ti senti…

Avete presente quella fottuta cappa estiva?, quella che ti opprime la mente e ti lascia addosso quella fastidiosa patina di umido?

Tu non la vedi, ma sai che c’è, la percepisci, la maledetta.

Ecco, io mi sentivo così, dopo dieci righe sentivo quella stessa cappa, leggasi ansia che non mi abbandona mai, sulle mie spalle.

Dopo dieci righe avevo già compreso che Sag mi aveva bellamente fregata e il “relax”, qui, addio core. Potevo sognarmelo.

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Mi sono chiesta: ma se per lei presentarsi con un erotic-thriller equivale ad una passeggiata all’aria aperta, quando sente l’esigenza di emozioni forti, che fa, l’aperitivo con Ted Bundy?!?

Per la cronaca: ero in fissa con serial killer vari anche prima della “Campus Series“. Se interessa, ho anche una bella collezioni di libri a riguardo, tanto per ricordare che mi mancava qualche rotella fin da piccola.

Comunque, capito poi l’andazzo di “Non Mentirmi” – non avevo ancora detto il titolo, ma tanto voi siete delle volpi e lo avevate già capito -, è stata tutta una corsa in discesa. In termini di lettura, si intende, perché io non corro a occhio e croce più o meno dal 1989.

E mentre leggevo, il primo termine che mi è venuto in mente per definire questo romanzo è stato “raffinato”.

In realtà, non è vero. Il primo che mi era venuto sulla punta della lingua era “elegante”, ma poi lo ha già usato la mia amica Alice nella sua rece, così, dal momento che non volevo ripetermi, mi sono sfogliata il dizionario dei sinonimi ed è saltato fuori “raffinato”, ed anche se è una seconda scelta, non è meno importante.

Il termine prescelto – ed anche il suo sinonimo va’ – si sposano alla perfezione con l’ambientazione, quel mondo della musica classica che, se vogliamo, è un po’ elitario e snob, e viaggia a braccetto con la suggestiva Parigi, sempre glamour e chic, che ospita la storia che, in questa occasione, non ha nulla di quel romantico tanto celebrato.

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Ma non sono gli unici due elementi che si rispecchiano in questi termini, potrei andare avanti citando il mondo della politica, della legge e anche del malaffare, con suoi impeccabili uomini in giacca e cravatta, oppure parlando di quella parte thriller del romanzo che svela le sue carte piano piano, una alla volta, come nella più combattuta delle partite a poker.

– Scusate, ma il poker mi assilla ultimamente.-

Tutti gli ingredienti sono sapientemente dosati, non troppo, non troppo poco. Come la parte erotica, mai volgare e coinvolgente; quello che mi ha fatto impazzire è stata quella sensazione di attesa, era come guardare il conto alla rovescia sul display di una bomba ad orologeria e intanto prepararsi all’impatto e tu, spettatore, non potevi che finire bruciacchiato e po’ accaldato. Morto no, perché con il risveglio dei sensi ti sentivi più vivo che mai, con un bel ventaglio stile vecchia signora per bene e una doccia fredda come unici alleati.

La tentazione ruota attorno ad uno schema più vecchio del mondo: il triangolo.

O meglio, a pensarci bene, un quadrilatero.

E no, non mi riferisco a quello della moda.

Lui, lei, l’altro e…la quarta incognita dovrete scoprirla da voi, altrimenti vi rovino il gusto della sorpresa e sia mai. Ci tengo.

Dove i due lui sono fratelli, intriganti e così diversi.

Uno dall’aspetto rigido e nordico e l’altro dal fascino e dai colori latini, ma entrambi belli come il peccato e leggendo la commettereste volentieri anche voi qualche trasgressione assieme a loro.

Quello tra i due è un legame in continua ed estenuante competizione, malata e soffocante, di quelle che divorano la ragione e ti portano a compiere alle volte azioni che potrebbero rivelarsi illegali.

Non vi dirò altro sulla sua trama, mi cucio la bocca, ma vi faccio raccontare dalla penna della diretta interessata, Sagara, altre curiosità su “Non Mentirmi” e dato che ci siamo anche su Genz, l’indimenticato Darren e tutta la “Souls”.

Perché, quelle famose chiacchierate private in chat post lettura in cui tedio le autrici, questa volta, ho deciso di renderle pubbliche e di farvi conoscere meglio, dopo alcuni anni era quasi doveroso, la mente di colei che le partorisce e ci fa penare. E non poco.

Ho messo lei sulla graticola, una volta tanto, con il mio interrogatorio  (:wink:)

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-Ciao Sag, partiamo subito con una domanda facile facile: come, quando e perché è nato lo pseudonimo Sagara Lux?
Aaaahhhh quante ne voglio sapere, iniziamo subito con il botto!

Ciao Stella! Uh, già con la prima domanda mi costringi a fare un gigantesco sforzo di memoria…

Sagara è nata alla fine di un periodo difficile della mia vita. Ero uscita da una situazione particolare e avevo voglia di condividere quello che avevo provato con chi, magari, stava attraversando un periodo come quello che mi ero lasciata alle spalle. Avevo una storia da raccontare, insomma, ma era personale, quindi, oltre ad avere una storia, avevo bisogno di un nickname.

Sagara era il nome di un personaggio di un racconto che stavo leggendo in quel periodo, mi piaceva il suono e così l’ho tenuto.

-Chi si nasconde dietro Sagara Lux, invece?

Dietro Sagara c’è l’inatteso e dietro l’inatteso c’è Sagara.

No, scherzo!

Il giorno in cui qualcuno mi vedrà, probabilmente farà fatica a trovare corrispondenza tra quello che sono e le storie che racconto, eppure sono io! Nulla di speciale da fuori, un mondo oscuro e profondo dentro.

-Quando hai iniziato a scrivere?

Sono la classica persona che ogni tanto punta lo sguardo nel vuoto e si estrania. Magari non ho cominciato a scrivere subito, ma ho sempre avuto la testa piena di idee e di storie… Finché non è arrivata quella che non sono riuscita a tenere per me e tutto è cambiato!

-Raccontami una tua giornata tipo quando sei in fase creativa e stai scrivendo un romanzo.

Purtroppo (e per fortuna) ho un lavoro che mi occupa gran parte della giornata. Scrivo ogni momento che posso: in pausa pranzo, di notte, in metropolitana e soprattutto puntando la sveglia alle cinque del mattino!

E ora che lo sapete… Chi vuole venire ospite a casa mia???

-Guarda, saremmo proprio una bella coppia: io ultimamente soffro d’insonnia e ne approfitto per leggere, non mi addormento quasi mai prima delle quattro, cinque del mattino. Potremmo darci quasi il cambio!

Passiamo alla prossima domanda.

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-In tante ormai sappiamo che sei particolarmente affezionata al numero ventitré, si tratta di un legame affettivo o semplice superstizione?

Quando ho pubblicato “Di carne e di piombo” non l’ho vissuta come l’occasione di diventare una scrittrice, ma come un regalo che stavo facendo a me stessa. È uscito il 23 settembre, aggiungiamoci che ventitré è il numero del giorno della mia nascita, che è andata benissimo e che sono una sportiva dedita al “squadra che vince non si cambia” e… Beh, il gioco è fatto!

“Inganno” è arrivato il 23 dicembre. “Riscatto” il 23 maggio. E “Non mentirmi” il 23 febbraio.

Se vi piace vincere facile vi lascio indovinare quando pubblicherò il prossimo romanzo!

-Provo ad indovinare? Il ventitré? Magari se mi anticipi anche il mese!

Con il tuo ultimo romanzo – Non Mentirmi” – mi ha completamente spiazzata. Mi avevi confidato che dopo la “Broken Souls”, molto impegnativa dal punto di vista emotivo, avevi bisogno di staccare la spina e prenderti un momento di pausa dalle emozioni forti. Poi, ti ripresenti con un erotic-thriller. A questo punto dammi la tua definizione di relax.

Per me “Non Mentirmi” è relax. Ma sul serio.

Ho capito che nessuno mi crederà mai, ma è un libro che comincia e finisce. È un libro che, sì, ti tiene con il fiato sospeso e incollato alle pagine, ma sfido chiunque a essere arrivato alla fine e non avere sorriso.

Ecco, per me questo è relax: una lettura che ti tiene viva e che, arrivati alla fine, ti lascia soddisfatto.

Questa cosa con gli altri miei libri non l’ho sentita perché i finali sono più aperti, di conseguenza, oltre a ritrovarmi profondamente coinvolta dalla trama, la mia mente arrivata alla fine della storia ha ricominciato a pensare, immaginare, farsi domande e tracciare trame.

-Eeeehhhh, però qui ti frego! Perché hai presentato “Non Mentirmi” come un romanzo singolo ma, anche in privato, ti ho fatto notare che hai lasciato in sospeso alcune situazioni, non del tutto chiarite, quelle che io definisco porte chiuse, questo perché inconsciamente già pensavi di aggiungere un sequel a questa storia?

Lo ammetto. Sono una che, quando si innamora di qualche personaggio, poi fatica a lasciarlo andare.

Nonostante questo le situazioni sospese derivano tutte da una mia precisa scelta: quella di concentrarmi sui personaggi principali.

Un domani non escludo di riprendere in mano queste situazioni e usarle per farne un nuovo romanzo, sempre autoconclusivo. Tanti mi stanno chiedendo di saperne di più su Feng Zhou, Chantal e Dominic. Di cose ce ne sarebbero tante da dire… Ho già in testa un dark meraviglioso, chissà che non mi metta a scriverlo davvero!

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-Devi, se non vuoi che divento il tuo peggior incubo. Arrivati a questo punto ti chiedo: qual è stato l’imput iniziale che poi ha dato vita a “Non Mentirmi”?

L’ispirazione è un processo che faccio fatica a spiegare. A creare “Non mentirmi” hanno contribuito diversi fattori, primo tra tutti il mio desiderio di scrivere qualcosa che avesse a che fare con una musicista e con due uomini, ciascuno con una verità diversa da raccontare.

Nel momento in cui mi sono resa conto di avere tra le mani una storia che poteva essere letta in due maniere diversa, a seconda del personaggio a cui si decideva di credere, ho riordinato le idee, aperto un word e mi sono messa a scrivere senza sapere dove sarei arrivata.

-Sai che ho un’ammirazione per la cura con cui presenti ogni tua pubblicazione, intendo il pacchetto completo, che va dalla cover, alla promozione per poi arrivare ai tuoi scritti. Ti occupi tutto da sola o ti affidi ad un team di fiducia, ormai collaudato?

Sono una perfezionista e amo curare ogni aspetto delle mie opere, però, allo stesso tempo, so di avere molti limiti, per cui ci sono cose che delego ad altri. Persone fidate, ovvio, con le quali l’istinto mi dice che mi troverò bene.

Per “Non mentirmi” mi sono affidata a una editor professionista e a un grafico per la cover.

Ho curato da sola la promozione, la realizzazione del booktrailer e dei teaser grafici.

Amo sperimentare, ma se non sono soddisfatta del risultato preferisco incaricare altri decisamente più esperti di me. Se una storia è buona, merita innanzitutto rispetto. E mani esperte capaci di valorizzarla in ogni suo aspetto.

-Visto la particolarità delle tue storie, che hanno sempre questa vena di suspense, da cosa trai ispirazione?

In realtà non lo so… So solo che il genere dark, romance, thriller e suspense fanno parte di me.

Posso partire da una storia comica, posso tentare in ogni modo di non rendere intricata la trama… Ma qualcosa di suspense verrà sempre fuori. Se la narrazione scorre lenta blocco le dita sulla tastiera, sbuffo, e cambio completamente trama.

Alcuni scrivono per il mercato (più eros, se va di moda. Uno stile d’impatto. Un genere non loro perché è quello che “tira”). Io credo fermamente che l’unico modo per fare arrivare qualcosa al lettore sia essere se stessi. Se non sono libera quando scrivo, quando altro posso esserlo?

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-In tutti i tuoi romanzi, hai questo modo di scavare nell’animo umano e nella psiche del personaggio, a tutto tondo, è per caso deformazione professionale?

Ho tante passioni, una di queste è tentare di capire qualcosa delle persone che ho davanti cogliendo i dettagli. Per mia natura sono curiosa. Osservo le posture, il modo in cui si vestono, quello in cui si muovono… Tento di immaginare la storia dietro le persone su cui poso lo sguardo.

Non credo sia deformazione professionale, ma posso dire che per lavoro mi è capitato più volte di seguire corsi di psicologia comportamentale o generale e che li ho amati moltissimo!!!

-Cosa fa Sagara Lux quando non scrive?

Oh, Sagara fa tantissime cose! Non sa stare ferma, per cui a parte lavorare e fare in modo che la sua dispensa sia sempre piena adora viaggiare, leggere, uscire all’aria aperta… Sono meteoropatica, se vedo una giornata di sole state pur certe che non mi troverete da nessuna parte!

-Abbiamo ben chiaro che ti piace raccontare emozioni forti, ma come lettrice, invece, quali sono le tue storie preferite? Quelle in cui ti identifichi maggiormente come lettrice?

Scrivo quello che vorrei leggere, leggo quello che mi piace scrivere. Amo le storie che ti tengono col fiato sospeso, quelle dove arrivi al 90% senza sapere come andrà a finire… Amo le storie d’amore senza zucchero (e non per una questione di grassi), amo le protagoniste forti, disposte a tutto. Amo gli uomini che ti fanno sciogliere con uno sguardo, quegli amori dove ci si dice tutto senza parlare e amo tutto quello che riesce a provocare emozioni così forti da serrarmi lo stomaco.

-In tutti i tuoi romanzi non può mai mancare la playlist, unire le parole alla musica che accompagna le emozioni. Devo dire che anche io le amo molto, le trovo molto suggestive; come procedi alla ricerca della colonna sonora, sono le note che ti trovano e ispirano i tuoi momenti di scrittura o viceversa?

La mia prima storia è nata proprio mentre ascoltavo una canzone. Per le successive è stato diverso, ma non ho mai perso l’abitudine di scrivere con una canzone nelle orecchie. Mi aiutano a trovare l’atmosfera che vorrei trasmettere a chi legge e, spesso, sono fonte di ispirazione.

Mi chiedi dove le trovo? Mah, un po’ ovunque…

Dalla radio, da youtube, dalle nuove uscite dei gruppi musicali che seguo… Dove capita!

Se qualcosa mi colpisce lo infilo nella playlist e mi accompagna lungo la stesura.

“NON MENTIRMI” PLAYLIST

-Miranda – protagonista di “Non Mentirmi” – suona il violino, Sagara suona…?

Sagara suonava il pianoforte, e anche abbastanza bene. Ora ha smesso, ma la passione per la musica le è rimasta addosso, insieme al desiderio di imparare prima o poi a suonare anche la chitarra.

-Posso dirti che ti ho fatto questa domanda perché in qualche modo avevo capito che la musica era il tuo mondo, da come l’hai raccontata sentivo che ti apparteneva, ecco. Mi racconti, invece, com’è nata e ha preso vita la “Broken Souls Serie”?

Anche se detto ora sembrerà strano, non sono una tipa da “serie”. Odio leggerle e non avrei mai voluto scriverne. Poi è arrivato Darren Swan di “Di carne e di piombo”. Ha bussato alle porte della mia mente e mi ha tormentato con la sua storia finché non mi sono decisa a scriverla.

Il problema è che, mentre la scrivevo, è comparso Genz (il cattivo di “Di carne e di piombo”), e che me ne sono perdutamente innamorata XD.

Ho dovuto scrivere anche la sua storia, “Inganno e Riscatto”, dove sono comparsi Jesus, Ivar e tutta una serie di personaggi affascinanti di cui non vedo l’ora di scrivere!

-E noi di leggere! Mi hai detto, infatti, che manca un quarto volume per completare la “Broken Souls”, puoi anticiparci qualcosa? Chi saranno i protagonisti? Hai già iniziato a lavorarci o ti stai godendo un periodo di pausa?

La verità, cara Stella, è che ho paura di scrivere l’ultimo volume della Broken Souls, “Vendetta”.

Mi spaventa perché amo Darren, Genz, Iryna, Amanda e tutti gli altri personaggi… Non vorrei mai lasciarli andare. E non so nemmeno come fare a lasciarli andare.

I prossimi mesi saranno decisivi per le mie scelte, nel frattempo posso darti un’indiscrezione: sicuramente alcuni capitoli saranno narrati con il POV di Darren. I lettori me lo hanno sempre chiesto, lo aspettano da “Di carne e di piombo” e, oltre a essere necessario per lo svolgimento della trama, non vedo l’ora di accontentarli e mettermi alla prova!

– Sento in giro tappi che stanno saltando! Dopo queste tue parole, di sicuro, qualcuno sta festeggiando, io compresa.

Tornando a noi, le storie che stai pubblicando, sono chiuse in un cassetto da tempo e le stai rispolverando, oppure sono nascite recenti.

Un po’ e un po’. “Di carne e di piombo” l’ho scritto qualche anno fa. Quando l’ho pubblicato, “Inganno” era già concluso. “Riscatto” l’ho scritto l’anno scorso, mentre “Fai il tuo gioco” era uno dei tanti file mezzi pronti sul mio computer.

Su “Non mentirmi” ho lavorato diversi mesi, è il più recente tra i miei lavori.

Nel mio computer, in ogni caso, ci sono ancora moltissime storie in attesa di essere riviste e proposte!

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-Eeehhhh, se quei pc potessero parlare!

Accontentiamo di parlare di “Fai il tuo Gioco”, invece, racconto che hai pubblicato nell’estate scorsa con una casa editrice. Ora che hai provato entrambe le esperienze, puoi illustrami, secondo il tuo punto di vista, i pro e contro di una pubblicazione con CE e in self.

Sono per natura insofferente alle restrizioni di qualsiasi tipo, ma allo stesso tempo curiosa.

Ho cercato e voluto l’esperienza editoriale per potermi immergere in una realtà diversa dal self. In tutta onestà, quando a tre giorni dalla pubblicazione non avevo ancora visto la cover (che è il biglietto da visita dell’opera) ho avuto un mezzo attacco di panico. Sono abituata a lavorare con mesi di anticipo, di solito.

Poi, vista la cover (meravigliosa) e le numerose segnalazioni derivanti dalla fiducia nella CE, il panico è rientrato.

Self o CE?

Se lo chiedono tutti. Dipende tantissimo dalla CE, dalla storia e da quel che si desidera.

Il self ti rende libero e responsabile, ti permette un’esperienza trasversale della pubblicazione e il pieno controllo di tutto quel che succede.

La CE (ammesso e concesso di venire scelti, e non è mai semplice) in teoria dovrebbe farsi carico di una parte di lavoro e lasciarti libero di scrivere. La triste verità, però, è che ci sono CE e CE. Alcune non curano la promozione. Altre non fanno editing, ma una semplice correzione di bozze. Altre ancora propongo libri meravigliosi a prezzi inaccessibili, affondando quindi un autore.

La scelta della CE è tutto. Se non la si fa consapevolmente, allora meglio mille volte il self.

-Mi riallaccio al discorso cover, le tue sono sempre molto accattivanti, strizzano parecchio l’occhio a quelle americane che ci piacciono tanto. Sai che noi lettrici siamo parecchio sensibili a questo argomento, io da sempre sostengo che un prodotto deve avere un buon packing e presentarsi al meglio in tutte le sue forme per conquistare il potenziale cliente, quindi volevo chiederti: hai già le idee chiare su che tipo di immagine vuoi che accompagni la tua storia quando commissioni la copertina, o ti affidi al gusto della grafica?

Fatta eccezione per il romanzo pubblicato con Rizzoli, dove non ho ovviamente potuto scegliere, normalmente sono io a dare indicazioni piuttosto precise. Sono anche stressante, diciamolo, perché insisto finché la cover non viene come dico io.

La cover di “Non mentirmi” ha però una storia diversa dalle altre, perché, a poco più di un mese dall’uscita del libro, ho scoperto che un’altra autrice avrebbe usato per la sua cover la stessa immagine che avevo scelto io… Panico!

Si tenta sempre di essere originali, di distinguersi… Uscire lo stesso mese di qualcuno con la stessa immagine in copertina era da escludersi per me, quindi ho dovuto cambiare completamente la mia idea.

Ho avuto fortuna. In questo caso – e nel pieno di una mia crisi esistenziale – la proposta del mio grafico mi ha letteralmente conquistata (oltre che salvata). Grazie quindi a lui (sì, è un lui), alla sua pazienza e alla sua passione che hanno dato vita alla cover con cui è uscito “Non mentirmi”.

– Per concludere la nostra chiacchierata, c’è qualcosa che vorresti dire alle tue lettrici?

Sono banale, ma l’unica cosa che mi viene da dire è GRAZIE. Ho cominciato a scrivere su un sito di scrittura amatoriale, dove il massimo del riscontro erano due righe di recensione ogni mille letture o un messaggio privato. Ora che mi sono “buttata” nel self sto ricevendo qualcosa di infinitamente più prezioso, perché oltre a parlare con chi mi legge e a trarne impressioni e consigli utilissimi sono anche nate tante belle amicizie. Sento intorno a me l’attesa di un nuovo romanzo, e non c’è nulla di più stimolante che scrivere sapendo che qualcuno ti leggerà e ti dirà sinceramente se sei riuscito o meno a colpirlo al cuore.

-La nostra chiacchierata con Sagara si conclude qui, la ringrazio di cuore per il tempo che mi ha dedicato e anche per farci impazzire tutte le volte con i suoi romanzi, continua così! Un bacio e alla prossima (:kiss:) 

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* ATTENZIONE *
Il romanzo contiene scene di sesso esplicite e tratta contenuti delicati. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

Nathan Blair nasconde un segreto.
A Miranda basta un semplice sguardo per percepire in lui qualcosa di affascinante e spaventoso al tempo stesso; qualcosa che l’attira al punto da farle mettere da parte la carriera di violinista e investire tutta se stessa nella ricerca della verità.

Miranda De Luca possiede un talento.
Il suono del suo violino riesce a penetrare le barriere della mente di Nathan. Risveglia le ombre del suo passato e riporta alla luce qualcosa che credeva di avere sepolto per sempre.

Miranda è la stella che brilla sul palcoscenico.
Nathan è il mostro che la osserva nell’ombra.
Uno dei due mente, l’altro vuole scoprire la verità.
È per questo che scendono a un patto pericoloso e sensuale, che li costringerà a rivelarsi per quello che sono e legherà per sempre le loro vite, i loro corpi… E i loro segreti.

BASTA IL SOLITO CLIC…E PASSA LA PAURA  (:kiss:)

firma stella

Per conoscere altri lavori di Sagara Lux clicca QUI. 

 

3 Comments on Una chiacchierata con Sagara Lux per parlare del suo ultimo romanzo “Non Mentirmi” e non solo…

  1. Veronica80
    marzo 9, 2017 at 8:09 pm (6 mesi ago)

    Prossima lettura…
    Grazie Stella!
    Sembra ieri che ho conosciuto Sagara grazie a un tuo articolo… <3

    Rispondi
  2. Sagara
    marzo 9, 2017 at 8:35 pm (6 mesi ago)

    E’ difficile non sentirsi a proprio agio con te…
    Grazie di avermi accolto, ascoltato e fatto sorridere per l’ennesima volta!
    Un abbraccio forte, Sag ;)

    Rispondi
  3. Claire
    marzo 10, 2017 at 6:03 am (6 mesi ago)

    Leggere così tante informazioni di una delle mie autrici preferite è stato un bellissimo regalo! Complimenti a Stella che, come sempre, ci hai donato un’intervista speciale e per nulla scontata, e complimenti a Sagara per le bellissime emozioni che ogni volta mi fa provare,lasciando un segno nel mio cuore!

    Rispondi

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