Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 1° Capitolo

Siamo partite in pompa magna la scorsa settimana ma, in realtà, possiamo dire che si trattava quasi di una falsa partenza, avendo pubblicato il prologo di “Verità Nascoste” già reso pubblico qualche mese fa in anteprima con la presentazione della raccolta dedicata alla “Life Secrets“, un ripassino per rinfrescare la memoria.

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Ma oggi si inizia a fare sul serio, mie care, con i nuovi capitoli completamente inediti che vi sveleranno, strada facendo settimana dopo settimana, la storia di Steve Marshall e i suoi degni compari, decretati gli uomini più affascinanti della procura.

I tre, avranno “tirato fuori il vestito buono”? Si saranno tirati a lucido per benino? Perché vi ricordo che hanno un party a cui assistere e noi vecchi amici da rivedere con immenso affetto grazie a loro.

Qualcuno potrà non essere dell’umore adatto per festeggiare, ma dietro l’angolo può sempre esserci qualche piacevole imprevisto capace di svoltare la giornata. Basta avere fede e qualche angelo busserà alla loro porta 😉

Non mi rimane che lasciarvi in buona compagnia, così potrete scoprire cosa aspetta al simpatico trio, e auguravi come sempre…

 

Buona Lettura 😘

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PLAYLIST

PROLOGO —-
Capitolo 1 – TANGO SANTA MARIA Gotan Project
Capitolo 2 – TIME IS RUNNING OUT Muse
Capitolo 3 – YOU’RE MY EVERYTHING Santa Esmeralda
Capitolo 4 – SHAPE OF YOU Ed Sheeran
Capitolo 5 – WHAT ABOUT US Pink
Capitolo 6 – PURPLE RAIN Prince
Capitolo 7 – LOVE IS A TEMPLE Mario Biondi
Capitolo 8 – NOTHING’S GONNA HURT YOU BABY Cigarettes After Sex
Capitolo 9 – MORE THAN WORDS Extreme
Capitolo 10 – ALL OF ME John Legend
Capitolo 11 – SEXY BACK Justin Timberlake
Capitolo 12 – TWENTY ONE PILOTS Heathens
Capitolo 13 – STAIRWAY TO HAVEN Led Zeppelin
Capitolo 14 – F.O.D. Green Day
Capitolo 15 – LOVESONG The Cure
Capitolo 16 – ROMEO & JULIET Dire Straits
EPILOGO —-

LA PLAYLIST DEL RACCONTO E’ DISPONIBILE SUL CANALE YOUTUBE E CONDIVISIBILE SUI SOCIAL ANDANDO QUI

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– PERSONAGGI – 

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-STEPHEN MARSHALL (STEVE) 40 anni, Procuratore distrettuale

-GREGORY CARTER (GREG) 38 anni, Sostituto procuratore

-CLARK KENT 36 anni, Assistente procuratore

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Capitolo 1

Una settimana dopo

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Steve

Non appena giungo nel cortile della grande e lussuosa villa in stile Tudor di proprietà di Nicholas Walsh, faccio una smorfia disgustata. Evito con cura le segnalazioni che mi indirizzano verso i parcheggiatori in divisa e accosto a fianco dell’edificio, fermandomi con la mia Chevrolet Tahoe nera nel primo spazio libero.

Spengo il motore e assaporo gli ultimi momenti di quiete, sfruttando i vetri oscurati della mia auto. Odio mettermi in mostra, e arrivare di gran carriera là davanti è un’ipotesi che non posso nemmeno contemplare.

«Ehi, capisco che tu sia geloso della tua auto, boss, ma…» mi dice Greg voltandosi verso di me, seduto al mio fianco «non avresti dovuto andare da quegli eleganti ragazzi laggiù e consegnargliela?»

«Per l’amor del cielo, Greg. Siamo venuti qui con la mia auto, non con quella diplomatica.» Spengo il motore e mi slaccio la cintura. «E ho intenzione di parcheggiarla dove mi pare e riprenderla per andarmene quando ne avrò voglia.»

«Certo, certo.» Anche Greg si slaccia la cintura, imitato subito da Clark, sul sedile posteriore. Si volta verso di me con un’espressione che mi lascia intendere che nemmeno lui questa sera è ben disposto. «Che dite, entriamo o vogliamo ripensarci? Conosco un locale, poco distante da qui, che…»

«No, no» sentenzia Clark deciso. Si aggiusta il papillon nero e gli occhiali sul naso con estrema eleganza. «Tra l’altro, il tizio, qui… non è irlandese? Magari ha della buona birra.»

«Ne dubito. A queste feste c’è solo champagne, ostriche e caviale, una noia mortale» esclama Greg e scuote la testa, in modo ironico.

«Che schifo, eh?» Clark scoppia a ridere.

«L’importante è che non ci sia della kryptonite, vero?» replica lui. Si volta e gli strizza l’occhio.

«Che stronzo, ma la vuoi piantare?» Clark serra le labbra, quel maledetto nome che gli ha dato suo padre James Kent, fan di Superman, lo tortura dal momento in cui è nato. E lo farà per sempre.

Ma io ho smesso di ascoltarli.

Perché un improvviso lampo rosso nello specchietto retrovisore della mia auto ha attirato la mia attenzione, anche se in realtà non riesco ancora a capire bene cosa sia quell’oggetto che continua a muoversi e che sporge dalla portiera anteriore aperta di una magnifica Cadillac coupé, bianca.

Allungo il collo curioso e comprendo solo in quell’istante di cosa si tratta.

Sgrano gli occhi.

Cazzo. È il culo di una donna.

Guardo meglio e non ho dubbi, ora, è proprio un culo femminile e dal poco che posso vedere è anche un gran bel culo.

La donna a cui appartiene sembra armeggiare con qualcosa all’interno dell’auto, poi all’improvviso si sporge ancora di più dentro, piega una gamba che di riflesso si solleva verso l’alto, all’indietro.

L’abito in questione è lungo, ma quel movimento fa scoprire il suo polpaccio e il suo piede, che indossa una scarpa da tennis, nera.

Aggrotto la fronte.

C’è qualcosa che non quadra.

Nessuno si presenta a un party come questo con le scarpe da ginnastica ai piedi. E con un vestito simile, poi, figuriamoci. Mi sfugge un sorriso ironico: la mia ex fidanzata avrebbe molto da ridire, su quell’abbinamento alquanto bizzarro.

Un attimo dopo lei esce dall’abitacolo e si sistema i capelli scuri, acconciati a regola d’arte. Il corpo sembra sinuoso, fasciato in un vestito rosso con una scollatura generosa. Noto che le maniche le arrivavano al gomito, sembrano in pizzo o qualcosa di simile.

La gonna le scende morbida, fino a terra.

Mi accorgo che si è appoggiata con una mano alla portiera aperta e con l’altra, dopo aver piegato una gamba, si sta sfilando la scarpa da tennis, che getta dentro l’abitacolo con un gesto veloce. Si sporge appena e ne esce con una scarpa dal tacco altissimo, color oro, che si infila subito al piede. Stessa cosa con l’altra. Si china ad allacciarsi con ogni probabilità i cinturini alle caviglie, poi drizza la schiena.

Ecco svelato l’arcano.

Sorrido, mentre la osservo chiudere la portiera, e con una borsetta tonda e dorata legata al polso dirigersi con passo frettoloso verso la mia auto. Ci oltrepassa per entrare con ogni probabilità in casa.

La seguo con lo sguardo, ma dopo che ha compiuto pochi passi noto che si blocca e torna indietro, dal lato dov’è seduto Greg. Si ferma accanto alla mia auto e inizia a specchiarsi nei vetri oscurati, inconsapevole del fatto che ci sia o meno qualcuno all’interno.

Ma noi ci siamo… e a differenza di lei la vediamo.

E molto bene.

Greg e Clark smettono di parlare all’istante e insieme a me osservano la scena che si sta consumando davanti ai nostri occhi esterrefatti.

La donna che abbiamo di fronte è di una bellezza quasi imbarazzante: labbra carnose, naso sottile e viso di un ovale perfetto, con due profondi occhi scuri e caldi. Ha i capelli castani, che sotto la luce dei lampioni brillano in riflessi d’ambra.

Si china ad armeggiare con la piccola borsetta, ne sfila un rossetto rosso e se lo passa sulle labbra, serrandole subito dopo per uniformare il colore. Lo ripone di nuovo al suo interno e sfodera i denti bianchissimi, osservandoli riflessi.

Vi passa sopra la lingua con lentezza.

Quel gesto mi rifila una stilettata diretta al mio inguine.

«Cazzo.» La voce di Greg interrompe il silenzio ovattato che regna tra di noi.

«Zitto.» Clark lo ammonisce, sottovoce. «Lasciala fare.»

Io non capisco più nulla, sono completamente rapito dalla sua bellezza.

La vedo aggiustarsi una ciocca di capelli sfuggita all’acconciatura, specchiarsi di nuovo girando il viso da una parte e dall’altra.

Ma quando si infila una mano nella scollatura per sistemarsi il seno dentro il vestito, smetto di respirare.

«Oh, merda.» Greg sussulta. «Clark, sgancia cinquanta dollari, che glieli infilo in quelle magnifiche tette. Uno spettacolo così non l’ho mai visto in vita mia, giuro.» Si sporge in avanti, togliendomi di colpo la visuale.

Senza esitare, gli pianto una mano sul petto e lo costringo ad appoggiarsi al sedile, lui si volta a guardarmi stupito: sono sempre stato poco incline a fare commenti sulle donne. Dopo quello che ho passato a causa di Roxy sono un argomento chiuso da tempo, per me.

«Boss.» La voce di Greg attira la mia attenzione, riportandomi alla realtà. «Se continui così dovremo iniziare a cercare la tua mascella tra i tappetini dell’auto.»

Chiudo la bocca di riflesso e in quel preciso istante la donna si allontana da noi, inconsapevole di essere stata vista. Si dirige verso la villa ed entra subito, noto che gli uomini all’ingresso la salutano con un gesto della mano.

Inarco un sopracciglio, incuriosito.

Deve per forza conoscerli o quantomeno far parte dello staff.

«Avanti.» Mi volto verso i miei due collaboratori, che mi fissavano divertiti. «Che aspettiamo a entrare?»

 

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Mikaela

Entro trafelata nella grande casa di Nicholas Walsh, il mio capo. Mi guardo intorno, studio l’ambiente che mi circonda con attenzione professionale.

Con sollievo noto che è tutto come ho disposto: i fiori che addobbano l’ambiente sono rose bianche e arancio, abbinate a molto verde.

Mi era sembrata una scelta di buon gusto, mentre riflettevo sulla storia tra Nick e Michelle. Volevo riuscire a fondere l’amore che si vedeva nei loro occhi, la passione che si percepiva tra di loro e il verde dell’Irlanda, che lui tanto ama.

Sorrido soddisfatta appurando che si è trattata di un’ottima scelta: i bouquet che io stessa ho preparato sono posizionati a regola d’arte, creano un effetto che sembra quello di un romantico e sensuale abbraccio.

Saluto con un cenno un paio di camerieri che portano vassoi ricolmi di pietanze e dopo aver fatto un profondo sospiro faccio infine il mio ingresso nel grande salone.

Mi fermo per studiare tutto l’insieme: è perfetto.

Sul fondo, noto subito gli strumenti dell’orchestra, già posizionati.

Ai lati dell’immensa sala ho posizionato delle “isole del gusto”, composte da grandi tavoli rotondi su cui si possono trovare pietanze di un solo tipo: insalate piuttosto che pesce, carne e anche formaggi. Ce n’è persino una per i vegetariani e una per i vegani.

Due isole sono invece dedicate alle bevande.

Faccio di nuovo un sospiro, pensando che mi sono spaccata in quattro per fare una bella impressione a Nick, che è appena tornato. Il mio posto, in precedenza, era stato ricoperto proprio dalla perfida Alexandra e non era certo un buon biglietto da visita, per me.

Una mano maschile sul braccio mi fa sussultare, mi volto di colpo e incontro un paio di magnifici occhi blu che mi fissano.

E capelli rossi.

E un sorriso smagliante.

«Miky… rilassati.» Nick mi prende per il gomito, spostandomi dall’ingresso e dirigendosi verso Michelle, che ci osserva impenetrabile. Non so il motivo, ma sono convinta di non starle molto simpatica, anche se faccio ogni giorno di tutto per riscattarmi.

«Hai organizzato tutto alla perfezione, hai un gusto magnifico. Io e Michelle siamo davvero orgogliosi del tuo lavoro.»

«Oh, grazie…» Mi sento avvampare, sorpresa da quel complimento.

«Non è vero, tesoro?» Nick si volta verso la sua compagna, lascia il mio gomito e le circonda la vita con un braccio, in maniera possessiva.

La vedo stringere gli occhi e guardarmi sospettosa. «Verissimo.» Poi si illumina all’improvviso, attratta da qualcuno alle mie spalle. «Capitano! Grazie per essere venuto.»

Mi volto e noto il capitano Mitchell, che si sporge per salutarla. Si volta poi verso di me, mi mette una mano dietro la schiena. «Come va, Mikaela?»

Annuisco, compiaciuta. «Molto bene, grazie.» Lui si preoccupa sempre per me, segue il mio operato ogni giorno. Gli sono molto grata.

Per tutto.

«Allora, avete deciso di celebrare il ritorno in grande stile, vedo.» Noto che si guarda intorno, soddisfatto. «E scommetto che questa è tutta opera tua, Mikaela.»

«Già» gli confermo con un sorriso.

«È molto brava, non potevo trovare una collaboratrice migliore» sentenzia Nick soddisfatto, concordando con il capitano. «Ha ottime idee e credo che il nostro rapporto proseguirà a lungo.»

«Lo penso anch’io» interviene Michelle a sorpresa, guardandomi con un ampio sorriso. «Il vostro rapporto di lavoro proseguirà a lungo.»

Intuisco in quell’istante che il problema di Michelle è la gelosia, e me ne rammarico.

Se solo sapesse quanto si sbaglia…

Io non sono certo una donna pericolosa, da quel punto di vista.

Anzi.

«Oh, eccolo qui.» Il capitano Mitchell si volta all’improvviso e fa un cenno di saluto a qualcuno che è appena entrato. «Finalmente posso presentarvi il nuovo procuratore distrettuale in carica: Stephen Marshall.»

Mi volto curiosa e quello che vedo mi ferma il cuore.

Un uomo bellissimo, vestito con un abito scuro elegante e cravatta argento si sta avvicinando a noi. Ha corti capelli brizzolati e ben curati, un pizzetto corto che gli accarezza il mento.

Il suo sguardo ha un magnetismo senza precedenti e non accenna a distoglierlo dal mio.

Nervosa, mi schiarisco la voce e mi volto, riportando l’attenzione sui miei interlocutori.

Il sorriso radioso di Michelle mi incuriosisce. «Oh, finalmente Steve!» Allarga le braccia, si stacca da Nick e si avvicina a lui.

Si abbracciano, restano stretti per qualche istante. Osservo Nick, che guarda la scena con un sorriso.

«Come sono felice di vederti, Michelle» le mormora lui. Le posa un bacio delicato su una guancia. «E vedere che stai bene e che sei felice è una gioia immensa, per me.»

Si sciolgono dall’abbraccio, lui si volta verso Nick e gli porge la mano. «E lei dev’essere Nicholas Walsh, molto piacere.»

«Il piacere è mio, signor Marshall. Michelle mi ha parlato a lungo di lei e sono davvero contento di conoscerla, finalmente.» Nick ricambia la sua stretta, con un largo sorriso.

«Grazie. Vi presento i miei collaboratori: Gregory Carter, sostituto procuratore, e Clark Kent, assistente procuratore. Capitano Mitchell, è un piacere rivederla» dice lui con un sorriso smagliante. Entrambi si stringono la mano in maniera frettolosa.

Mi volto e noto in quel momento due uomini belli quanto lui, che avanzano verso di noi e si presentano anche loro. Li fisso allibita. Ma che diavolo sta succedendo, in Procura? Forse avrebbero dovuto assumermi là, non al Dipartimento di Stato. Almeno avrei avuto qualcosa di molto bello da guardare, durante il giorno.

Mi sfugge un sorriso, se avessi saputo così lo avrei proposto al capitano, a suo tempo.

«Lieto di divertirla, signorina…» Stephen Marshall si avvicina a me, porgendomi la mano.

«Oh, mi scusi. Ero soprappensiero.» Gliela prendo, stringendogliela con decisione. Il contatto con la sua pelle mi fa subito fremere, cerco di allontanare quelle sensazioni che considero ormai lontane da me. «Mi chiamo Mikaela Moore, sono la responsabile eventi per il signor Nicholas Walsh.»

Lui mi guarda sorpreso. «Quindi tutto questo è opera sua?»

«Sì» gli confermo infastidita. «Perché? Non le sembra possibile?»

«No, non mi fraintenda.» Lui mi sorride e scuote la testa. «Anzi, le faccio i miei complimenti. Davvero di buon gusto, delicato e non troppo eccessivo. Mi piace molto.»

«Bè, grazie.»

«Grazie lo dico io a lei.»

Lo guardo incuriosita. «Per cosa?»

«Uhm…» Mi sorride, accattivante. Si china verso di me e abbassa la voce, in modo da non essere sentito. «Le dico solo questo, signorina Moore: controlli bene, in futuro. Le auto con i vetri oscurati possono nascondere dei segreti.»

All’improvviso mi manca il respiro e mi sento avvampare.

Oh, mio Dio.

Quindi, poco prima… Lui era all’interno di quell’auto.

Un momento. Lui o tutti e tre?

Alzo lo sguardo e quando noto le espressioni dei suoi due collaboratori comprendo che hanno assistito tutti al mio spettacolino privato.

Mi maledico per la mia leggerezza.

Ma mostrarmi in difficoltà non fa certo parte del mio carattere e ho anche l’impressione che l’uomo davanti a me stia cercando proprio quello, in realtà. Sfodero gli artigli.

«Beh, ho reso la vostra serata frizzante, quantomeno» sibilo con un sorriso ironico.

«Certo che sì» mi mormora lui, languido.

«Ottimo. Le auguro un buon proseguimento allora, procuratore.» Detto questo, gli volto le spalle e mi allontano, dirigendomi verso le cucine e lasciandolo lì come inebetito.

Sorrido soddisfatta, oltrepassando i suoi due scagnozzi e alzando il mento in segno di sfida.

Se quel Marshall crede di aver trovato una donna da manipolare, si sbaglia di grosso.

 

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Steve

Ha snocciolato un’insipida frase di circostanza, poi mi ha lasciato qui su due piedi.

Interessante.

Mi infilo le mani in tasca e la osservavo allontanarsi, mentre la voce di Greg mi arriva all’orecchio.

«Avrai il tuo bel da fare, con lei, boss. Lo sai, vero?»

«Me ne sono accorto. Ha un bel caratterino, la ragazza.»

«E le assicuro che è anche molto in gamba» interviene Nicholas Walsh con un tono secco e deciso.

Mi volto e noto lo sguardo serio del capitano Marshall, che mi studia con attenzione.

Che strano.

«Credo che dire che sia in gamba sia riduttivo, signor Walsh.» Mi sento come se mi stessero accusando di qualcosa e cerco di sdrammatizzare, guardandomi intorno. «Un’organizzazione di questo tipo richiede molta attenzione anche ai minimi particolari e mi creda, visto il mio lavoro… ne so qualcosa.»

Walsh mi sorride. «Immagino. E colgo l’occasione per farle i miei complimenti. Credo che noi due potremmo avere più o meno la stessa età, circa quarant’anni.»

Annuisco, dandogli conferma.

«Diventare procuratore così giovane denota una grande professionalità da parte sua, ho la sensazione che saremo tutti in buone mani.»

«Grazie.»

«Benissimo.» Mi sorride compiaciuto, prima a me e poi al mio staff. «Ma ora scusatemi, devo dedicarmi anche agli altri ospiti. Se volete approfittare del buffet, è a vostra disposizione. Per qualsiasi altra cosa necessitiate, siamo qui.»

«La ringrazio molto.» Saluto lui e la sua fidanzata e faccio un cenno con la testa al capitano Mitchell, imitato subito da Greg e Clark. Ci allontaniamo, ci dirigiamo al centro della sala e ci immergiamo nel pieno del party.

La serata per fortuna prosegue tranquilla, faccio conoscenza con diversi politici e persone influenti, per un certo verso mi sembra quasi di essere tornato al passato.

Ma le cene a cui avevo partecipato con Natalie erano ben diverse.

Le persone che sono qui questa sera sono tutte amiche di Walsh e sono qui in veste informale, l’atmosfera è rilassata e la compagnia è buona. Non ci sono persone che fanno manovre per arrampicarsi e raggiungere chissà quali risultati, nessuno che cerca di convincere qualcuno a passare da una parte o dall’altra.

Niente giochi strani, solo chiacchiere leggere, per fortuna.

Ma per sfortuna, nessuna traccia della bella organizzatrice dell’evento.

Come se si fosse volatilizzata, come se fosse sparita all’improvviso.

Mi guardo intorno, impaziente.

Non riesco a capire dove diavolo si sia cacciata.

Ed è proprio per questo che, nonostante prima di venire qui avessi deciso che me ne sarei andato presto, non l’ho ancora fatto.

Voglio rivederla.

Mi avvicino a un tavolo e prendo un calice di champagne, mentre lo sorseggio esamino la stanza.

Greg e Clark si sono fermati a conversare con alcuni dipendenti del Dipartimento di Stato, Walsh e la sua fidanzata chiacchierano con alcuni amici. I musicisti stanno prendendo posizione, con ogni probabilità a breve si inizierà a ballare.

Chissà se anche la musica l’ha scelta lei.

E finalmente la mia costanza viene premiata, dopo ore, perché è in quel preciso istante che la vedo.

Sta parlando con il cantante, sorridono entrambi. Lui le fa un cenno con la testa, poi sale sul palco e prova il microfono, accertandosi che funzioni.

L’uomo inizia a parlare ringraziando coloro che sono intervenuti, ma io non lo ascolto affatto.

Senza attendere oltre ho abbandonato il bicchiere sul tavolo e mi sto dirigendo a passo spedito verso di lei, perché questa volta non ho alcuna intenzione di farmela sfuggire.

Arrivo proprio al suo fianco quando le note sensuali di Tango Santa Maria di Gotan Project iniziano ad accarezzare l’aria.

Sorrido soddisfatto, perché so cosa fare.

Le prendo un polso con delicatezza, attirando la sua attenzione.

«Avanti, balliamo» le dico con voce roca. Fremo dalla voglia di sentire il suo corpo contro il mio, questa attesa mi ha logorato. L’ho appena conosciuta, ma il magnetismo che sento tra di noi non mi lascia indifferente.

Anzi.

«Oh, no… io…»

«Non puoi rifiutarti, Mikaela» le mormoro e scuoto la testa, lento. «Andiamo.»

La vedo alzare gli occhi al cielo, perché sa che ho ragione. Con ogni probabilità qualcuno ha assistito alla scena e lei non può rifiutarsi di fare un ballo con il procuratore in carica. Mi fa un cenno d’assenso con la testa e mi segue al centro della pista, prende posizione e lascia che la mia mano le scivoli sulla schiena.

Alza il braccio e intreccia le dita alle mie, alza il mento e mi guarda in viso, tesa.

Iniziamo a ballare, seguendo il ritmo sensuale della musica.

La faccio volteggiare con maestria, la tengo stretta in una presa salda, contro il mio corpo. La faccio girare di spalle e me la appoggio contro il torace, muovendomi con lentezza.

La sento lasciarsi trascinare da me, dalla musica e dalla danza. Il suo corpo si abbandona al mio, sfrega le sue natiche contro il mio inguine, che sta per esplodermi nei pantaloni.

Noto che si irrigidisce, ovvio che ha sentito la mia erezione.

Sorrido perfido quando la vedo prendere le distanze e con un gesto secco la faccio roteare e la riporto in posizione, di fronte a me. La stringo al mio corpo, avvicinando le labbra al suo orecchio.

«Ma chi sei, tu? Dimmi…» le chiedo con voce roca. Sento che sto perdendo il controllo, e non me l’aspettavo. «Stai riaccendendo qualcosa, dentro di me, io…»

Mi allontano appena e la guardo in viso, avvicino il mio volto al suo. Le nostre labbra si sfiorano, i respiri si mischiano. È un momento che ha del magico e non so spiegarmi come in poche ore, dal nulla che regnava nel mio cuore e nel mio corpo, io sia riuscito ad arrivare a una tale tempesta.

Ma l’istante surreale a cui mi stavo aggrappando si interrompe bruscamente, così come fa la musica, e la voce del padrone di casa mi riporta alla realtà.

Ci scostiamo l’uno dall’altra come se avessimo preso la scossa e con finta indifferenza ci voltiamo verso il palco, dove un Walsh sorridente al fianco della sua fidanzata sta guardando gli invitati.

«Buonasera a tutti, vi ringrazio di essere intervenuti stasera e di aver preso parte a questa festa insieme a noi. Una festa, certo. Perché celebra il nostro ritorno e perché sarà testimone di un annuncio importante.» Si volta verso di lei e la guarda con dolcezza. «Amore mio. Abbiamo già parlato di matrimonio, ti ho già chiesto di sposarmi solo pochi giorni fa, anche se in un modo un po’ inusuale… ma non abbiamo ancora fissato una data. Che ne dici di fissarla… ora?»

«Come?» Lei spalanca gli occhi, mi giro verso Mikaela che li sta guardando felice e commossa, sorpresa come tutti i commensali.

«Ora. Dimmi quando vorrai celebrare il matrimonio e così sarà deciso. Domani? Tra un mese o un anno? Decidi tu.»

«Oh, bè… io… non saprei. Qualche mese?» La sua frase viene accolta da un brusio, gli invitati non accettano la sua scelta. Qualcuno fischia, per protestare.

Lui ride compiaciuto. «Direi che è troppo, non credi?» Le sorride di nuovo, accarezzandole il volto. «Che ne dici, tra un paio di settimane? Miky!» Si volta verso Mikaela, entusiasta. «Riuscirai a organizzare un matrimonio in sole due settimane?»

Lei li fissa a bocca aperta, poi si scuote subito. «Assolutamente sì!»

«Perfetto, allora.» Lui annuisce, compiaciuto. «Quindi appuntamento tra due sabati, per il nostro matrimonio. Vi aspettiamo!»

Vengono accolti da un grande applauso, mentre io mi sporgo verso di lei. «Complimenti, avrai il tuo bel da fare nei prossimi giorni.»

«Già, sembra proprio di sì» annuisce entusiasta, voltandosi verso di me.

«E il tuo capo non baderà certo a spese, credo che vorrà organizzare qualcosa di molto sontuoso, tipo l’evento dell’anno. Preparati a finire su tutti i giornali, cara.»

A quelle parole la vedo irrigidirsi e impallidire. «Oh mio Dio…»

«Ehi, che succede?» le chiedo preoccupato, mi avvicino e leggo il terrore puro, sul suo volto. «Ti senti bene?»

«No.» Alza lo sguardo, smarrita. «Scusami.»

Mi volta le spalle e si allontana da me, senza darmi spiegazioni.

E per il resto della sera, scompare.

 

– ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO – 

Questo racconto inedito a puntate è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo ed esclusivamente sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

 

 

17 Comments on Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 1° Capitolo

  1. Manu85
    dicembre 15, 2017 at 4:39 pm (1 mese ago)

    Se con il prologo mi hai incoriusito qui hai acceso altro che la mia curiosità …tra tutti sono tutti delle belle pesti…
    Non so ma il cognome della assistente di Nick a me dice qlcs mi sembra di averlo già sentito…magari mi sbaglio
    Un bacio a venerdì prof non vedo l ora

    Rispondi
    • Samy
      dicembre 15, 2017 at 5:10 pm (1 mese ago)

      E sono molto contenta di aver acceso la tua curiosità, Manu… Ne vedremo delle belle!!
      A venerdì prossimo!! ❤

      Rispondi
    • Stella
      dicembre 17, 2017 at 3:56 pm (1 mese ago)

      Ciao Manu, felice di ritrovarti e di sapere che la tua piccola peste cresce bene!
      Non so se ci sia un altro personaggio in giro con lo stesso cognome di Mikaela, può essere, ma sfugge anche a me, però tra i personaggi di Samy è nuovo nuovo, completamente inedito. Una bella new entry ;)

      Rispondi
  2. Maria
    dicembre 15, 2017 at 5:37 pm (1 mese ago)

    Ecco che si parte col botto…e poi col tango non poteva che infuocarsi la situazione. Mi sa che Steve è Mikaela faranno faville!!!
    La curiosità sale sempre più…. E sti 3 insieme mi sa che ci faranno penare…
    Nick che bello rivederti!!! Mi sei mancato!!!!
    Samy brava come sempre!!! Per ora torno nel congelatore… A venerdì prossimo!!!

    Rispondi
    • Samy
      dicembre 15, 2017 at 7:20 pm (1 mese ago)

      Maria mi fai morire
      Dobbiamo trovare un nome a questo trio, per forza!
      Sono contenta che ti sia piaciuto ❤
      A venerdì!!!!

      Rispondi
      • Maria
        dicembre 16, 2017 at 9:32 am (1 mese ago)

        Adesso mi ingegno e cerco il nome… Vediamo che riesco a trovare, ahahahah!!!!

        Rispondi
        • Stella
          dicembre 17, 2017 at 3:59 pm (1 mese ago)

          Con l’aria che tira in questo periodo basta ti piazzi una mezz’ora di fuori per raffreddare i bollenti spiriti :D

          Rispondi
  3. Gianna Saponaro
    dicembre 15, 2017 at 8:04 pm (1 mese ago)

    Bellissima la scena di Mikaela che si specchia al finestrino oscurato della macchina di Steve..quanto ho riso..oookkk..mi sa che ne vedrem delle belle in questo nuovo lavoro. Vi seguirò con cuore❤

    Rispondi
    • Samy
      dicembre 15, 2017 at 8:11 pm (1 mese ago)

      Ma grazie Gianna!!! ❤❤❤❤
      Ne vedremo eccome delle belle….
      A venerdì!!!

      Rispondi
    • Stella
      dicembre 17, 2017 at 3:58 pm (1 mese ago)

      La scena che hai citato è anche una delle nostre preferite. Ci siamo divertite come matte ogni volta che ne parlavamo ad immaginare le facce dei tre con mascella slogata :D

      Rispondi
  4. Valentina
    dicembre 17, 2017 at 9:00 am (1 mese ago)

    Perdonami il ritardo, cara Samy, ma i tre cuccioli mi hanno dato del filo da torcere questa settimana! Ora passiamo ai tre ragazzacci qua, wow! Se infiammi così l’atmosfera al primo capitolo, che farai nei prossimi? Maria, c’è posto nel congelatore anche per me? Ahahah!
    Brava come sempre, Samy. Mi fai sempre entrare tanto nella storia, hai un modo di scrivere che mi coinvolge tanto. Grazie e a venerdì prossimo!

    Rispondi
    • Samy
      dicembre 17, 2017 at 12:44 pm (1 mese ago)

      Grazie a te Vale per leggermi e per esserci sempre!!!
      ❤❤❤
      E un abbraccio ai tuoi cuccioli!

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  5. Luisa
    dicembre 17, 2017 at 9:59 pm (1 mese ago)

    Favoloso, assolutamente fantastico. Oddio questi tre ci faranno morire. Grazie mille Samy.

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  6. Veronica80
    dicembre 18, 2017 at 9:20 pm (1 mese ago)

    Eccomi!
    Verrebbe da dire “gli uomini e le tette” ah ah ah
    Esilarante.
    A venerdì prossimo <3

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  7. Rosy Palazzo ❤❤❤
    dicembre 19, 2017 at 11:21 pm (1 mese ago)

    Finalmente sono riuscita a leggere il racconto :-)
    Che dire??? Sono già innamorata!

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  8. Irina
    dicembre 20, 2017 at 6:54 am (1 mese ago)

    La scena della macchinano ha fatto ridere, immaginavo la faccia di Steve! E che bello il ballo! Non vedo l’ora di leggere il resto

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    • Irina
      dicembre 20, 2017 at 6:55 am (1 mese ago)

      *mi ha fatto ridere

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