Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 6° Capitolo

Corto, ma intenso; come quei caffè ristretti, che finiscono subito, ma che ti danno una gran carica. E così è il capitolo che vi aspetta oggi.

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In poche parole: ci pensa il bel procuratore a scaldare animi e cuori.

Peccato che nubi oscure minacciano ancora l’orizzonte; il temporale non è ancora cessato e la quiete è lontana.

Buona Lettura 

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PLAYLIST

PROLOGO —-
Capitolo 1 – TANGO SANTA MARIA Gotan Project
Capitolo 2 – TIME IS RUNNING OUT Muse
Capitolo 3 – YOU’RE MY EVERYTHING Santa Esmeralda
Capitolo 4 – SHAPE OF YOU Ed Sheeran
Capitolo 5 – WHAT ABOUT US Pink
Capitolo 6 – PURPLE RAIN Prince
Capitolo 7 – LOVE IS A TEMPLE Mario Biondi
Capitolo 8 – NOTHING’S GONNA HURT YOU BABY Cigarettes After Sex
Capitolo 9 – MORE THAN WORDS Extreme
Capitolo 10 – ALL OF ME John Legend
Capitolo 11 – SEXY BACK Justin Timberlake
Capitolo 12 – TWENTY ONE PILOTS Heathens
Capitolo 13 – STAIRWAY TO HAVEN Led Zeppelin
Capitolo 14 – F.O.D. Green Day
Capitolo 15 – LOVESONG The Cure
Capitolo 16 – ROMEO & JULIET Dire Straits
EPILOGO —-

LA PLAYLIST DEL RACCONTO E’ DISPONIBILE SUL CANALE YOUTUBE E CONDIVISIBILE SUI SOCIAL ANDANDO QUI

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– PERSONAGGI –

veritànascoste

-STEPHEN MARSHALL (STEVE) 40 anni, Procuratore distrettuale

-GREGORY CARTER (GREG) 38 anni, Sostituto procuratore

-CLARK KENT 36 anni, Assistente procuratore

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Capitolo 6

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Steve

Le ho appena ordinato di andare a letto e le ho detto che la farò mia, finalmente.

E lei mi sorride, complice.

E a me sembra di impazzire.

Lascia cadere a terra il telo, io faccio lo stesso.

Mi sta già tornando duro e il solo guardarla non fa che aumentare la mia voglia di possederla.

Contemplo il suo corpo, magnifico e formoso. I suoi seni pieni, dove svettano due grandi capezzoli scuri, i suoi fianchi arrotondati e le sue lunghe gambe perfette, che in cima racchiudono il suo sesso ricoperto da una corta peluria scura.

Che magnifica donna.

Mi porge la mano, che non esito a prendere, per lasciarmi condurre dove lei voglia.

Usciamo dal bagno e ci avviamo verso la sua stanza da letto, il suo magnifico culo ondeggia a ogni passo davanti a me e io non vedo l’ora di afferrarlo con le mani.

Ma prima devo fare una cosa. «Puoi scusarmi un attimo?» le chiedo mentre mi fermo in corridoio.

Lei si volta, mi guarda perplessa. «Certo.»

Mi allontano da lei, in pochi passi raggiungo i miei pantaloni, ancora fradici e abbandonati sul pavimento. Li raccolgo e sfilo il portafogli, apro la taschina richiusa con un bottone e prendo tre preservativi.

Ributto tutto in terra e torno da lei, che mi sorride e inarca un sopracciglio, curiosa.

«Stephen Marshall… mi hai detto che era molto tempo che non andavi con una donna, ma come noto sei sempre previdente.» Guarda le tre bustine che ho in mano, poi solleva lo sguardo su di me e incrocia le braccia al petto. Con quel gesto le sue magnifiche tette sembrano esplodere davanti ai miei occhi. Deglutisco.

«È così, Mikaela» le rispondo avvicinandomi a lei e facendole un sorriso perverso. «È molto tempo che non vado con una donna e ho dovuto buttare quelli che avevo, perché ormai erano scaduti.»

Lei ride, scuote la testa.

«Ma sai» continuo io «quando ti ho vista la prima volta al party di Walsh questa è la prima cosa che ho acquistato, il giorno dopo.»

Lei spalanca gli occhi e socchiude le labbra, stupita. Un leggero rossore le imporpora le guance, e io perdo letteralmente la testa.

«E ora, cazzo, sbrigati a entrare in quella stanza perché giuro che se non lo fai ti scopo qui sul pavimento. Chiaro?» le intimo divertito.

Lei sorride, fa un passo indietro e mi volta le spalle. Inizia a camminare ondeggiando di nuovo i fianchi, e io la seguo inebetito.

Con lo sguardo annebbiato dal desiderio entro con lei nella sua camera, i mobili moderni ed essenziali, completamente bianchi, incorniciano un grande letto matrimoniale posizionato al centro, contro la parete.

Ed è lì che la voglio, ora.

Come se esaudisse il mio desiderio lei ci monta sopra, a gattoni. Sta per girarsi, ma io non resisto più e sono più svelto.

Getto i preservativi sul letto, l’afferro per i fianchi e la blocco, ci salgo sopra a mia volta e mi metto in ginocchio dietro di lei. Le faccio allargare le gambe piegate, la sollevo per la vita e guardo un attimo verso il suo volto, che girato verso di me mi osserva con lussuria, da dietro la spalla.

Le accarezzo una natica soda, con lentezza. La afferro e la stringo, con forza. Di nuovo, una carezza, mentre infilo l’altra mano tra le sue cosce aperte.

La sento emettere un gemito roco, profondo.

«Ah, Miki… stasera ti farò capire quanto ti ho desiderato in questi giorni e quanto tu mi abbia fatto impazzire.» Raggiungo il suo sesso umido, le stuzzico il clitoride, lei geme più forte. «Sei magnifica.» Infilo due dita dentro la sua fessura, che scopro già fradicia.

Le muovo avanti e indietro, lei nasconde il viso tra i cuscini, sento i suoi gemiti soffocati nelle pieghe della loro stoffa morbida. Sorrido soddisfatto.

Accelero il ritmo, per portarla sempre più in alto, per farla impazzire e farla godere sempre di più.

Solleva il viso dai cuscini, si volta verso di me con gli occhi cupi e lucidi dal piacere. «Steve… Oh mio Dio, Steve!» mugola impaziente.

So che sta per venire.

Sfilo le dita dal suo corpo e rido nell’udire il suo grido di frustrazione. «Non credevi davvero che ti avrei fatto venire subito, vero?» le mormoro divertito mentre le accarezzo di nuovo le natiche.

«Lo speravo, in realtà…» mugugna con un tono disperato.

Rido di nuovo, scuoto la testa. «Abbiamo tutta la notte, davanti, tesoro. E io intendo sfruttarla molto bene.» Senza attendere oltre mi abbasso, tuffo il viso tra le sue cosce, con la bocca raggiungo subito la sua carne.

Il mio è un assalto furioso, è voglia della sua essenza, del suo nettare. Ho voglia di sentirla esplodere nella mia bocca, di sentirla gridare per me.

E quando accade, il cuore mi salta un battito.

La sento irrigidirsi, e poi esplodere.

Sento il suo sapore sulla lingua, il suo calore nella mia bocca. Mi bevo tutto il suo orgasmo, e non ancora pago di tutto quello che mi sta donando mi stacco da lei, drizzo la schiena, prendo una bustina abbandonata sulle lenzuola e la apro febbrile. In una frazione di secondo mi infilo il preservativo.

La afferro per i fianchi, infilo la punta della mia asta rigida tra le sue labbra. «Miki… ti voglio, cazzo.»

«Sì, ti prego…»

Il suo invito fa crollare l’ultima barriera. Spingo, affondo, me la prendo tutta.

È stretta, meravigliosa.

Piego la testa all’indietro, assaporo la mia invasione, la sua carne che stringe la mia. Attendo qualche istante, prima di iniziare a godere di lei.

Riporto lo sguardo sulla sua schiena, la vedo scossa da profondi sospiri. Mi piego in avanti e le metto una mano sulla nuca, con lentezza le percorro tutta la spina dorsale. La sento gemere.

Non resisto più.

Esco appena, e affondo ancora.

La afferro con una presa salda per la vita, stringo la sua carne tra le mani, come se temessi di vederla scappare.

Esco e affondo, esco e affondo.

Ancora e ancora, con sempre più enfasi, con sempre più lussuria.

Ho perso la testa, e i suoi gemiti che si confondono con i miei non fanno che aumentare la mia frenesia. Senza riflettere la spingo in avanti, la afferro per il torace e la costringo ad attaccarsi alla testiera del letto, di fronte a lei.

In quella posizione riesco a toccare i suoi seni, che ondeggiano sotto le mie spinte, vedo la sua schiena inarcata, i suoi lunghi capelli scuri come la notte scivolare sulle sue spalle.

La contemplo in tutta la sua bellezza, mentre sento l’orgasmo salirmi dal ventre.

Affondo potente, la sento gridare e lasciarsi andare al piacere, scossa dai brividi dell’estasi che sta provando.

Soddisfatto, lascio che l’apice travolga anche me, la stringo in modo convulso mentre affondo sempre di più in lei, con le ultime poderose spinte.

Restiamo così, in attesa che i battiti dei nostri cuori tornino normali, in attesa che i nostri respiri si calmino. I nostri corpi sudati e ansimanti sono ancora incatenati, uniti.

Mi avvicino al suo orecchio, le mordo il lobo con delicatezza, tra un respiro spezzato e l’altro.

«Ehi, bellezza» le sussurro languido «per questa notte puoi considerarti fortunata: ne ho portati solo tre e uno purtroppo è già andato.»

La sento ridere, una risata cristallina che non le avevo mai sentito fare prima di questo momento.

E sapere che ne sono io la causa di questo mi fa esplodere il cuore di gioia.

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Mikaela

Guardo fuori dalla finestra, la notte buia e scura abbraccia la città.

Piove ancora, ma il temporale è cessato e ha lasciato il posto a una pioggerella leggera.

Una pioggia invisibile e inutile, come mi sento io in questo momento.

Non avrei mai dovuto permettere a Steve di entrare nel mio letto, di fare l’amore con me, di possedere il mio corpo… e la mia mente.

Mi sono sentita legata in modo indissolubile a lui, dentro e fuori.

E questo non va… non va.

Osservo le gocce cadere, che sotto i lampioni rossastri si tingono di mille colori.

Ripenso all’uomo nella mia camera, a quello che ho fatto questa notte con lui. E mi torna in mente una canzone che adoro, Purple rain di Prince.

Non intendevo causarti nessun dolore

Non intendevo causarti nessuna pena

Volevo solo vederti ridere una volta…

Mi stringo le spalle, al buio. Afferro con rabbia la stoffa ruvida della maglia che ho indossato, in fretta e in silenzio.

Mi volto, osservo i nostri vestiti che ho steso sulle sedie della sala da pranzo, ormai asciutti.

Deglutisco e chiudo gli occhi, perché so cosa devo fare, e mi costa da morire.

Ma devo mandarlo via.

«Ehi, tutto bene?» La sua voce profonda mi fa quasi sussultare, mi volto e la sua sagoma si staglia sulla porta, illuminata solo dalla luce dei lampioni che filtra dalle finestre.

Lo osservo mentre avanza verso di me, completamente nudo e magnifico. Si avvicina, mi cinge la vita con le braccia e mi attira a sé. Mi deposita con delicatezza un bacio su una tempia.

«Allora, tesoro» mi sussurra tra un bacio e l’altro «mi rispondi? Che ti succede?»

«Nulla» gli mormoro piatta.

«Uhm» mugugna lui, non troppo convinto. «E perché non torni a letto, allora? Ho finito i preservativi, certo, ma se vuoi posso fare tanto altro, sai?» Mi bacia di nuovo sulla tempia, con infinita dolcezza. «Posso anche tenerti stretta tutta la notte. Vuoi?»

«No, grazie.» Mi irrigidisco istintivamente, e lui lo percepisce.

Sento la sua stretta che si allenta, mi prende per le spalle e mi fa voltare verso di lui. «Ehi, Miki. Che cos’hai?»

«Ti ho detto che non ho nulla.» Mi divincolo dalla sua stretta e mi allontano da lui. «E smetti di chiederlo.»

Lui mi segue, sento i suoi passi attutiti sul pavimento, che rimbombano nel mio cuore come se fossero bombe che esplodono in sequenza, l’una dopo l’altra. E a ogni esplosione corrisponde uno squarcio nella mia anima. Chiudo gli occhi, consapevole del fatto che se voglio allontanarlo devo fargli male.

Molto male.

Raggiungo i nostri abiti, la sua mano mi cinge il polso e con un gesto deciso mi costringe a voltarmi.

«Fermati, Mikaela.»

Mi volto a guardarlo, incontro i suoi occhi che mi studiano, indagatori.

«Che vuoi, Steve?»

Lui aggrotta la fronte. «Che voglio? Ma che diavolo stai dicendo?»

«Senti.» Scuoto la testa, gli faccio un sorriso amaro «È stato bello, davvero, ma…»

«Eh, no, cazzo!» Alza la voce all’improvviso, si allontana da me. «Non farlo, Mikaela.»

«Fare cosa?»

«Lo sai. Non darmi il benservito, non ora. Non dopo come siamo stati stanotte, non dopo quello che è successo tra di noi. L’hai sentita anche tu l’attrazione che c’è, l’affinità che si respirava in quel letto, sotto quella doccia.»

«È stato solo del buon sesso. Non era niente di più, Steve.»

Si avvicina di un passo, il suo volto sfiora il mio. «Stronzate» sibila.

Serro le labbra. «Mi dispiace, Steve.»

«Che cazzo stai dicendo, Mikaela?» ringhia furente. «Ti dispiace? Per cosa? Per aver fatto l’amore con me, per quello che abbiamo provato? O ti dispiace per il fatto che mi stai mandando via dopo una notte come quella che abbiamo passato? O forse devi mandarmi via. Vero?»

«Smettila.» Lo guardo in viso, seria.

«Dimmelo, cazzo!» La disperazione della sua esclamazione mi fa comprendere che è stato tutto un errore. Non avrei mai dovuto fare l’amore con lui.

E proprio per questo la mia disperazione è ben più grande della sua.

Cerco di rimanere calma e ferma, il più possibile. Cerco di mascherare l’inferno che ho dentro. «Steve, vai a casa, ti prego.»

«No.»

«No?»

«Non me ne vado da qui finché non mi avrai detto perché devo farlo.» Mi guarda con aria di sfida, fermo e glaciale.

«Perché vuoi farti del male? Dimmelo.»

«Voglio la verità, Mikaela. Penso di averne il diritto, dopo quello che abbiamo condiviso insieme stanotte. Ti assicuro che per me non è stata solo una scopata, ma è stato molto di più.»

«Bè, per me invece lo è stata.» La mia affermazione fende l’aria come una lama incandescente e nei suoi occhi vedo brillare una scintilla di dolore. Capisco di aver colpito nel segno e incalzo, per ottenere il mio scopo. «Steve, siamo stati bene, davvero. Questo non lo nego. Ma per me è stata una cosa di una sera soltanto, non ci sarà mai nulla di più.»

Lui serra le labbra. «Perché?»

«Perché io sono fatta così, e basta.» Mi volto, afferro i suoi vestiti e glieli porgo. «E ora vattene a casa, per favore. Ho bisogno di dormire, domani mi attende una giornata pesante in ufficio.»

Resto con la mano sospesa a mezz’aria, in attesa che prenda i suoi abiti. Lui mi guarda serio, senza parlare.

Dopo alcuni istanti che mi sembrano eterni li afferra e inizia a infilarseli, in fretta.

«Buonanotte, Steve.» Gli volto le spalle e torno in camera, provando a cancellare i momenti di estasi che ho vissuto con lui.

«Mikaela.»

Mi blocco, senza voltarmi. Non posso guardarlo, non posso vedere sul suo volto il male che gli sto facendo.

«Non ti credo, non credo a una sola delle tue parole. Non so perché tu lo stia facendo, e spero che un giorno me lo dirai, ma…»

«Vattene via, Steve» sibilo con il respiro strozzato. Se ne deve andare, e basta. Non voglio più sentire la sua voce, non voglio più il suo odore intorno a me, non voglio più nulla. Devo solo cancellarlo.

Lo sento fare un sibilo stizzito, alle mie spalle. «Come vuoi, va bene. Me ne vado.» La sua voce carica di rabbia mi squarcia il cuore come un pugnale. «Ma tu non hai idea di quello a cui stai rinunciando, o almeno voglio sperarlo.»

E invece ne ho idea… eccome.

Ma lui non deve saperlo, perché io non sono altro che una donna senza un cuore, senza un’anima. Ho fatto scelte che mi logorano ogni singolo istante della mia vita e non posso permettere che lui stia al mio fianco.

È un prezzo troppo alto da pagare.

Riprendo a camminare nel silenzio, barcollo mentre raggiungo la mia stanza, mentre mi appoggio al muro e mi mordo le labbra, per soffocare i singhiozzi che non mi fanno quasi respirare.

Sento il rumore dei suoi abiti, delle sue scarpe.

Sento la porta che si apre e un attimo dopo la sento sbattere con violenza, il tonfo mi fa sobbalzare.

E mi abbandono.

Lascio che il rimorso mi travolga, che le lacrime trattenute sgorghino dai miei occhi e attraversino le mie guance in solchi di dolore. Gli ho fatto male e lo so, e che io sia dannata per questo.

Non lo meritava, è un uomo meraviglioso, un uomo giusto. Non come me.

Se solo sapesse quello che sono stata costretta a fare!

Ha ragione, sono una stronza schifosa, una donna che non è più degna di esserlo. Ho giocato con il suo cuore e con il suo corpo, con la sua anima… quando sapevo di non poterlo fare.

Non me lo potevo permettere e l’ho fatto lo stesso, incurante delle conseguenze e incurante delle ferite che avrei potuto causare.

Quando imparerò a non far più del male a nessuno?

Quando?

Forse… mai.

– ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO – 

Questo racconto inedito a puntate è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo ed esclusivamente sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

6 Comments on Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 6° Capitolo

  1. Rosy Palazzo
    gennaio 19, 2018 at 9:46 pm (7 mesi ago)

    Oh mio dio!!!
    Ma cosa è successo a Mikaela???
    Non vedo l’ora di scoprirlo :-)

    Rispondi
  2. Samy
    gennaio 19, 2018 at 10:49 pm (7 mesi ago)

    Rosy ci vorrà ancora un po’…
    Grazie cara ❤❤❤

    Rispondi
  3. Federica
    gennaio 20, 2018 at 11:21 am (7 mesi ago)

    Aaaaah, cara vecchia Samy, non ti smentisci mai ;)
    Steve si sta mostrando come al solito un uomo determinato e adorabile *-* è Mikaela.. Chissà cosa nasconde. Non vedo l’ora di scoprire tutto *-*

    Rispondi
  4. Maria
    gennaio 20, 2018 at 7:21 pm (7 mesi ago)

    Inizi che a momenti ti bruci da quanto hanno scaldato l’aria quei due e finisci con una gelata…qui il mistero comincia a infittirsi. Cosa nasconde Mikaela???? La curiosità aumenta… Ovviamente sono sicura che Steve non mollerà… Non può mollare!
    Vedremo venerdì prossimo cosa ci hai riservato….

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  5. Donatella
    gennaio 21, 2018 at 11:45 am (7 mesi ago)

    Nella mia fantasia, lui ha solo finto di andare via e a questo punto, lei non può evitare di dargli una spiegazione…
    Ma povero Steve… per una volta che un uomo non scappa!

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