“Black Kiss” di Raffaella V.Poggi – Vi racconto una storia…

Oggi vorrei raccontarvi una storia. Potrebbe quasi sembrare una favola; magari non inizia con “c’era una volta”, però c’è una strega cattiva, finita nel forno, e l’immancabile lieto fine.

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Perché dietro ad una storia ce n’è sempre un’altra, più nascosta, che alle volte merita anch’essa di essere raccontata.

Chi mi frequenta conosce la mia smania per lo sbrilluccichìo e l’atmosfera natalizia, fosse per me lascerei le lucine a sostare tutto l’anno, per compiere quella fatata magia che serve sempre, motivo per cui, qualche anno fa, quando ancora collaboravo con un vecchio sito, avevo pensato di festeggiare degnamente le feste organizzando una rassegna di racconti dedicati al periodo e, per aiutarmi nell’impresa, avevo coinvolto le mie pazze amiche autrici. Io avevo messo l’idea, ma il lavoraccio, quello tosto, toccava alla loro fantasia e talento.

Le avevo ingaggiate tutte, tranne una, perché conoscevo le sue problematiche e non volevo che, in qualche modo, si sentisse obbligata. La informai comunque, per amore di chiarezza, e lei, a sorpresa, mi rispose: “io te la scrivo lo stesso, tu dammi solo le direttive, uno spunto o le linee guida di come vuoi la storia, poi con la burocrazia me la vedo io.”

Io non feci altro che descriverle quello che per me rappresenta da sempre il mio ideale di Natale perfetto: tanta neve, una baita sperduta in montagna, un gruppo di amici ben collaudato, che si conosce da sempre. Poi, giusto per aggiungere del pepe, una coppia di ex un po’ dispettosi, e anche un tantino permalosi, con battibecchi e fuochi d’artificio annessi. Avete presente?, del tipo che mentre i due bisticciano ferocemente rivangando il passato, il resto del gruppo se ne sta comodamente in poltrona a seguire lo show con tanto di popcorn alla mano.

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Insomma, una cosetta semplice!

Quella storia non arrivò con Babbo Natale, un guasto alla slitta lo aveva bloccato su qualche tetto, ma fu una zelante Befana a recapitarla nella mia casella di posta e… fu così, che quella mina vagante di Woody e  quella scellerata di Bonnie, con tutti i Black Kiss al seguito, segnarono il loro esordio.

Che poi, se riflettete bene sulla mia richiesta, io non avevo fatto altro che raccontare il video di una delle mie canzoni preferite di sempre, l’immancabile, quella che se non l’ascolti almeno una volta non è Natale.  Solo con l’aggiunta della nota al peperoncino.

Avete già capito di quale si tratta, o volete l’aiutino da casa?

Perché sono buona, ve la servo sul famoso “piatto d’argento.”

Ditemi che non sono la sola, che anche voi, almeno una volta nella vostra vita, guardando questo video, avete immaginato di trovarvi in quella baita in mezzo a tutto quell’abbagliante candore.

Da quel momento in poi, i Black Kiss, spuntarono come funghi in una giornata di pioggia. Ogni tanto, a turno per non farli litigare, facevano la loro comparsata, ospiti qui, sul mio sito, o su Vivere nei Libri”, della mia amica Silvia e aggiungevano dettagli e piccoli tasselli sulla loro storia o, da bravi pettegoli, raccontando le vicende e le malefatte di amici o del resto della band.

Noi – Raffaella in primis, seguite dalla sottoscritta insieme con Silvia – li abbiamo tenuti in caldo, a occhio e croce, per circa quattro anni. Bacchettati all’occorrenza e anche un po’ coccolati. Abbiamo fangirlato senza ritegno, come tutte le groupie che si rispettano, tanto che, la nostra chat privata – quella che prima o poi se capita nelle mani sbagliate ci arrestano tutte – ha preso in prestito nome e immagine icona da un particolare di questa storia. Quale, ovviamente, non ve lo rivelo neppure sotto tortura.

Ma tutto quello che avete trovato in giro per il web fino a poco tempo fa, tutto rimosso per chiare ragioni – e vi assicuro che non è stata cosa facile, una vera battaglia dove compare la strega cattiva menzionata in apertura – era solo la punta dell’iceberg, piccoli cortometraggi che facevano parte di un film molto più complesso e ricco che stazionava nella super affollata testolina della nostra Raffaella. Perché quella donna non ha un cervello, ma un condominio in multiproprietà!

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Quello che ne è uscito fuori, e che le lettrici avranno la possibilità di leggere per intero a partire dal prossimo 3 febbraio, è un romanzo corale, diverso dal solito ed innovativo proprio per lo stile narrativo usato da Raffaella per raccontare le gesta dei personaggi, tanti, che si alternano sul palcoscenico della vita. Quegli stessi personaggi che, se farete la mia fine, amerete e vorrete prendere a sberle a fasi alterne, perché scanzonati e irriverenti, tanto che la sua “regista” ha faticato sette camicie per tenerli a bada e farli rientrare nei ranghi. Ma a noi piacciono così, abbiamo un debole per i bastardi diversamente romantici ingestibili e ribelli e anche un po’ ruvidi. E per ruvidi non mi riferisco a quel velo di barba sexy che ricopre la loro mascella, ma piuttosto ai loro modi di “moderni gentlemen che non devono chiedere mai.”

I Black Kiss non vi racconteranno solo una storia d’amore, ma di passione, speranza, seconde occasioni, riscatto e vendetta. Una lezione di vita a volte triste, a volte divertente ed ironica. Com’è la vita stessa.

E ora, se permettete, vorrei presentarveli i miei pupilli, a modo mio.

Quello con Woody – all’anagrafe Jason Woods – è stato il fatale “amore a prima vista”, con buona pace di Bonnie. Lui è la mente che sta dietro al successo mondiale dei “Black Kiss”. Resosi conto che era più in gamba nell’arte del contrattare che nel strimpellare la chitarra ha preso in mano le sorti della band, nella veste di agente, e ha investito ogni minuto del suo tempo e delle sue energie nel loro talento. Perché lui, da bravo amico, ci ha creduto, sempre. E non li ha mai abbandonati. È un uomo dal carattere deciso, e anche un po’ folle, che sa quello che vuole e come un caterpillar non si fa scrupoli ad abbattere chiunque ostacoli il suo obiettivo.

Altra storia con Paul – Garrison – frontman e voce solista del gruppo. Al nostro primo incontro sono volate scintille, non ci siamo presi subito. Diciamo che abbiamo un po’ bisticciato. Poi con il tempo si è riscattato, non abbiamo ancora fatto del tutto pace, perché sono dell’opinione che gli uomini come lui abbiano bisogno del “periodo di prova a tempo indeterminato”. Sempre meglio tenerli sulla corda.

Lui potrei definirlo come… “un arrogante ed incompresa faccia da schiaffi.”

Non accetta un “NO” come risposta e bisogna sempre sottostare al suo volere e ai suoi ordini. Il suo motto?

“…per ciò che desidero combatto e mi sbatto. Per tutto il resto faccio sbattere gli altri…”

Insomma, un tipino per niente facile.

come una lucciola dentro un bicchiere11

Signore e signori, diamo il nostro benvenuto a Steve, Stephen Jensen, batterista della band. Con lui è stato il proverbiale “colpo di fulmine”. Nel senso che mi sono sì innamorata ma, per i suoi modi poco ortodossi, mi ha fulminata sul posto. Non sapevo se baciarlo o prenderlo a badilate. Per farvi capire lui e l’universo femminile viaggiano su paralleli completamente diversi. È più il tipo da “Wilma passami la clava” che da fiori e corteggiamento, per intenderci. Non fraintendetemi, è tanto un bravo ragazzo, un po’ rude, quello sì, è che ha bisogno di buoni consigli affinché gli si illumini la retta via, tutto qui. Del resto, quando uno è abituato alle luci della ribalta alle volte capita di doverlo prendere per i piedi e riportarlo sul pianeta terra.

Ed infine lui, Robert “cucciolo” Price, Bobby per gli amici, il più piccolo del gruppo, addetto alle tastiere, ma la musica e gli strumenti in generale per lui non hanno segreti. Non fatevi fregare però dal suo faccino dolce: è una peste fatta e finita, degno compare del resto della brigata. Ma sotto la veste di mascalzone si nasconde un cuore d’oro, sempre pronto a farsi in quattro per chi conta veramente. O sempre pronto a farsi tutte. Un vero altruista. È solito ridere delle disgrazie altrui, ma ne ha passate talmente tante che gli si perdona tutto.

Tutti insieme hanno in comune la vita da musicisti girovaghi e un segno particolare…

“Le labbra nere sono il simbolo dei Black Kiss, il loro logo. Su internet ho cercato il significato, ma ho trovato solo ipotesi. Allora ho chiesto a lui, proprio ieri, e lui mi ha detto: «Fidati, non lo vuoi sapere»

LOGO BLACK KISS GIALLO

Scommetto che voi curiose, invece, volete saperlo, ma le mie di labbra sono cucite e per scoprirlo dovrete per forza di cose immergervi tra le pagine del libro non appena sarà possibile.

Sino ad ora vi ho parlato dei maschietti e mi sembra pure giusto perché, oltre al fatto che sono loro a destare l’interesse, sono anche i protagonisti che hanno prestato il titolo alla storia, ma in loro compagnia ne troverete molti altri comprese, ovviamente, le dolci donzelle che li faranno capitolare. E per stare al fianco di questi cavernicoli non possono che essere donne dal carattere forte e testardo, per la serie lo “show” è servito, mie care, perché se ne vedranno delle belle, che manco il 4 luglio.

Loro non ve le presento una ad una, se rubo la scena ai lor Signori più sopra potrei rischiare una piazzata, ma tanto tempo pochi giorni e potrete fare una conoscenza diretta con queste bellezze fuoriclasse, quindi state tranquille.

Sapete, devo ammettere che riguardo a questa uscita ho sentimenti un po’ contrastanti. Da una parte sono felice, ma dall’altra sono anche un po’ gelosa. Sono quattro anni che ne parliamo in privato… rivelazioni… confidenze… ed è dura lasciarli andare perché ora non saranno più “solo nostri”, ma diventeranno un po’ di tutti, di chiunque vorrà condividerli ed amarli, perciò avrei una richiesta da farvi: trattatemeli bene.

E a voi ragazze, Raffaella e Silvia, è sempre un piacere farsi i film con voi, ci si rivede alla prossima avventura. Kiss!

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TRAMA 

I Black Kiss sono una rock band. Irriverenti, ricchi, famosi e tatuati, sono abituati ad avere tutto ciò che desiderano. Paul Garrison, frontman e chitarrista, con la sua Gibson Les Paul incanta milioni di fan; è abituato a prendere tutto quello che vuole, quando vuole e come vuole. E adesso vuole Amy. Stephen Jensen, batterista e autore, ha il pallino dei felini… e non solo. Bobby Price… be’,  lui0_11a2ee_bb1d15a5_orig è quasi normale, ed è il tastierista. E le loro ragazze? Nulla hanno da invidiare a quei “signori”, anzi.  Non resta che leggere le loro storie e scoprire perché si chiamano Black  Kiss… 

 

 

 

 

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