Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 8° Capitolo

Vi vedo, sapete?!?

Le vedo le vostre testoline che, settimana dopo settimana, fumano nel tentativo di riuscire a districare la matassa, di riuscire a intuire le dinamiche di questa storia che vi sta tendendo all’amo ormai da qualche mese.

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Quali saranno queste “Verità Nascoste” che Mikaela sta custodendo così gelosamente, da non condividere con nessuno, neppure con quel sant’uomo del nostro procuratore, che si farebbe in quattro per lei!

Aaaahhhhhhh testarda di una donna!

Lui, poveretto, rimarrà all’oscuro della situazione ancora per un po’, ma voi, forse, con il capitolo di oggi inizierete a mettere insieme i pezzi di questo intricato puzzle. Dovrete solo capire cosa verrà dopo. Chissà chi, tra voi, ci aveva visto giusto.

Il toto scommesse è aperto nei commenti, mentre io invece vi auguro come sempre…

Buona Lettura 

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-PLAYLIST-

PROLOGO —-
Capitolo 1 – TANGO SANTA MARIA Gotan Project
Capitolo 2 – TIME IS RUNNING OUT Muse
Capitolo 3 – YOU’RE MY EVERYTHING Santa Esmeralda
Capitolo 4 – SHAPE OF YOU Ed Sheeran
Capitolo 5 – WHAT ABOUT US Pink
Capitolo 6 – PURPLE RAIN Prince
Capitolo 7 – LOVE IS A TEMPLE Mario Biondi
Capitolo 8 – NOTHING’S GONNA HURT YOU BABY Cigarettes After Sex
Capitolo 9 – MORE THAN WORDS Extreme
Capitolo 10 – ALL OF ME John Legend
Capitolo 11 – SEXY BACK Justin Timberlake
Capitolo 12 – TWENTY ONE PILOTS Heathens
Capitolo 13 – STAIRWAY TO HAVEN Led Zeppelin
Capitolo 14 – F.O.D. Green Day
Capitolo 15 – LOVESONG The Cure
Capitolo 16 – ROMEO & JULIET Dire Straits
EPILOGO —-

LA PLAYLIST DEL RACCONTO E’ DISPONIBILE SUL CANALE YOUTUBE E CONDIVISIBILE SUI SOCIAL ANDANDO QUI

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– PERSONAGGI –

veritànascoste

-STEPHEN MARSHALL (STEVE) 40 anni, Procuratore distrettuale

-GREGORY CARTER (GREG) 38 anni, Sostituto procuratore

-CLARK KENT 36 anni, Assistente procuratore

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Capitolo 8

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Mikaela

«Stai tranquilla, ti proteggeremo.» Il capitano Mitchell mi guarda, dall’altra parte della sua scrivania. «Ti ho messo altri due uomini di scorta, stiamo monitorando l’aeroporto. Quando arriva in città lo becchiamo, fidati.»

«Certo, come no.» Rido sarcastica, mentre mi abbandono sulla poltrona davanti a lui. «Voi non sapete di cosa è capace, voi non vi rendete conto!»

«Spero che tu non stia dicendo sul serio, Mikaela.» Lui aggrotta la fronte, infastidito. «Lo conosciamo bene, sono anni che gli stiamo alle calcagna. E sappiamo quanto sia furbo: lo dimostra il fatto che è ancora a piede libero.»

«È molto furbo. Non sarebbe a capo del suo impero, se non lo fosse.»

«Già» sbuffa lui. Le labbra gli si piegano in un sorriso. «Ma ora noi abbiamo te, Mikaela. E lui non lo sa.»

Sbuffo dal naso, spazientita. «Lo spero, perché se dovesse scoprirlo, non ho idea di come reagirebbe.» Mi metto le mani nei capelli, sento le lacrime affiorare, con forza le ricaccio indietro.

«Non lo saprà» sibila lui deciso. «La tua copertura è perfetta, non scoprirà che dietro alla tua nuova vita ci siamo noi. Abbiamo studiato tutto nei minimi particolari, su questo non ho dubbi.»

Guardo il capitano Mitchell a lungo, mentre un nodo mi serra la gola. Non riesco a trattenere le lacrime, una mi solca una guancia, lui la segue con lo sguardo.

«Mikaela, la situazione è sotto controllo, devi fidarti di noi.»

«Ho paura, capitano.»

«Lo so, credimi. Lo so.»

«Ho paura non per me stessa, ho paura che lui gli faccia del male.» Mi metto una mano davanti alle labbra, come per soffocare un pianto a dirotto, come per soffocare il suo nome. «Se dovesse accadere, io… e non so nemmeno dove sia! Ma cosa ho fatto, cosa ho fatto? Che Dio mi perdoni…»

Lui si alza, fa il giro della scrivania e si avvicina a me. Si piega sulle gambe e mi prende per le spalle, mi guarda con decisione. «Scopriremo dove l’ha nascosto, Mikaela. Te lo giuro, dovesse essere l’ultima cosa che faccio lo scopriremo, chiaro?»

«E me lo riporterete?» gli chiedo, mentre tremo come una foglia.

«Te lo prometto, Mikaela.» Mi accarezza con delicatezza i capelli, un lieve sorriso gli piega le labbra. «Riabbraccerai tuo figlio. Molto presto.»

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Steve

Passeggio nervoso per il mio appartamento, la mia mente viaggia a ritroso in tutti gli avvenimenti che hanno riempito la mia vita nelle ultime settimane.

Non ho fatto altro che pensare tutto il pomeriggio a questo, senza venirne a capo.

L’incontro con Mikaela, il ritorno di Michelle nella mia vita, il party, il matrimonio.

La notte che ho passato con lei.

E l’odore delle menzogne che mi impregna le narici, quando penso a tutto quello che è accaduto dopo.

Non ne vengo a capo, non riesco a trovare una spiegazione, un filo logico in tutta la vicenda. Sono un avvocato e sono abituato a ragionare sulle cose, a trovare filo conduttore in ogni fatto.

Ma qui non riesco.

Forse perché sono coinvolto?

Sbuffo dal naso e mi porto alle labbra la bottiglietta di birra, ne bevo un sorso a lungo, il liquido fresco e dolcemente amaro mi scivola lungo la gola.

Guardo la sera che scende sulla città oltre la finestra del mio appartamento, frutto delle mie scelte. Le note di Nothing’s gonna hurt you baby riempiono il mio bel bilocale all’ottavo piano di un bel palazzo, al 920 della Ist street Northwest, con tutte le comodità che vorrebbe un uomo solo: elettrodomestici di ultima generazione, donna delle pulizie, un bel divano con tv a led cinquanta pollici e una grande vetrata ad angolo, con vista sulla città. Un grande letto matrimoniale nell’unica camera e un solo bagno: era quello che mi bastava, al momento in cui l’ho scelto.

Volevo iniziare la mia vita da solo, ritrovare me stesso, cosa che ho fatto.

E lo testimonia il fatto che quell’unico letto, da quando l’ho acquistato, non ha mai visto una donna.

Nel ricordare il mio passato una fitta al cuore mi fa rivivere i momenti di dolore passati a causa di Roxy. So che è una ferita che probabilmente non si chiuderà mai del tutto, ma l’incontro con Mikaela mi aveva fatto sperare, mi aveva fatto venir voglia di guardare avanti, di nuovo.

Di riprovare.

Scuoto la testa, non riuscendo a capire il perché del suo comportamento, e consapevole del fatto che c’è solo una persona che può spiegarmelo.

Lei.

Cammino a piedi nudi sul pavimento in marmo, mi dirigo verso il tavolino in cristallo davanti al divano. Mi chino e prendo il cellulare, compongo il suo numero come animato da una flebile speranza. Tanto so che non mi risponderà mai, non l’ha più fatto, dopo quella notte.

Gli squilli risuonano nelle mie orecchie a vuoto, a ognuno la mia speranza si affievolisce.

«Ciao, Steve.» La sua voce morbida e calda mi coglie di sorpresa.

«Mikaela» le dico quasi sgomento «ti giuro che non credevo mi rispondessi.»

«E allora perché hai chiamato?»

«Perché forse ho ancora una speranza, non credi?» le dico con decisione. Ha risposto e ho l’opportunità di parlarle con calma, finalmente. Non posso lasciarmela sfuggire. «Quello che è successo tra di noi è stato qualcosa di unico e raro, lo sai anche tu. E non posso lasciare che venga gettato tutto al vento. Non posso.»

«Steve, io…»

«Non dirmi che non ti importa, non mentirmi. So che non è così.»

La sento sospirare, dall’altra parte della cornetta. «È troppo complicato, non posso permettermi di…»

«Che tu dica non posso mi fa già capire che non è come hai voluto farmi credere, e questo mi spinge ancora di più a voler andare fino in fondo.» Mi schiarisco la voce, inspiro nervoso. «Puoi fidarti di me, Mikaela. Qualsiasi cosa ti stia accadendo puoi fidarti, io posso aiutarti. Ma non tenermi lontano dalla tua vita come stai facendo. Non farlo.»

«Tu non capisci» mi mormora con la voce che le trema «non capisci, Steve. Ci sono cose più grandi di me e te, sai? Cose che hanno la priorità per me: persone, responsabilità, doveri che io ho e non posso permettermi di pensare ad altro, al momento.»

Rifletto un attimo sulle sue parole. Persone, responsabilità, doveri?

Merda.

«Mikaela, ora ti faccio una domanda e vorrei che tu mi rispondessi sinceramente.»

Sospira. «Prova.»

«Sei sposata?»

Silenzio, da parte sua. Un silenzio che mi fa sprofondare in un baratro.

Mi manca il respiro, per un momento, e rivivo in un attimo tutto quello che ho vissuto in un anno. Fantasmi e demoni riaffiorano nel mio cuore, lo soffocano.

Non posso pensare di dividerla con un altro uomo e soprattutto non voglio.

Serro i denti, deglutisco per soffocare la rabbia che mi sta salendo dalla bocca dello stomaco.

«Il tuo silenzio è già una risposta, quindi non credo che abbiamo più nulla da dirci, noi due» le sibilo stizzito.

Sto per riattaccare, ma la sua voce mi ferma subito.

«Aspetta, Steve… ti prego.»

Non le rispondo, ma attendo, in silenzio.

«Non è come pensi, io… ti spiegherò tutto, va bene. Vediamoci domani pomeriggio dopo il lavoro, alle cinque da Starbucks, vicino al Dipartimento di Stato.»

Chiudo gli occhi e sospiro. Non dovrei acconsentire, rischio di farmi male di nuovo e non posso permettermelo, non una seconda volta.

Ma lei mi piace da impazzire e qualcosa nel mio istinto mi dice che una spiegazione c’è e dovrei starla a sentire. L’affinità che ci ha legati quella notte è stata incredibile e dovrà pur significare qualcosa, no?

«Dove siamo andati l’altra volta?» le chiedo.

«Sì.»

«Va bene, Mikaela. A domani, allora.»

«Grazie. Buonanotte, Steve.»

«Buonanotte.» Chiudo la comunicazione e stringo il telefono tra le dita, fissandolo a lungo.

Forse domani avrò le spiegazioni che attendo da tempo, forse domani mi sarà tutto chiaro, finalmente.

Spero solo di non andare incontro a un nuovo dolore.

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Mikaela

Riattacco il telefono e lo getto di fianco a me, sul materasso.

Oggi è stata una giornata assurda, incredibile.

E ora la sua telefonata, il dolore che ho percepito nella sua voce. L’intesa che c’è tra di noi, l’attrazione che ho respirato in questa stanza solo poco tempo fa, con lui.

La passione che ci ha unito, il piacere che ci siamo donati.

No, Steve. Non lascia indifferente nemmeno me.

No.

E dentro di me so che non voglio perderlo, è un uomo eccezionale.

Ed è il procuratore distrettuale, ha ragione sul fatto che può aiutarmi e che devo fidarmi di lui.

Forse, se gli parlassi…

Il suono del telefono interrompe i miei pensieri, guardo il cellulare.

Numero anonimo.

Aggrotto la fronte, non ho idea di chi possa essere. Forse il capitano, o un uomo della scorta.

Devo rispondere, tanto il mio numero è protetto e non ce l’ha nessuno.

Premo il pulsante, veloce. «Pronto?»

«Amore mio, finalmente ti ho trovata.»

Un brivido gelido mi attraversa la schiena, il terrore mi chiude la gola. Riconoscerei tra mille quella voce che tanto ho amato in passato e che ora mi provoca un’angoscia senza fine.

«Miki, non dici nulla?» Ride appena, soddisfatto. «Non sei felice di sentirmi?»

«John. Come mi hai trovata?»

Lui scoppia in una risata. «Ho i miei informatori, tesoro mio. Davvero non avrai creduto di poter sparire così, senza spiegazioni, e che io stessi qui fermo senza nemmeno cercarti?»

«In effetti, no» gli confesso, e cerco di mantenere la calma.

«Senti, è ora di tornare a casa, non credi? Vengo a prenderti.»

«No.»

«Piantala. Sono stato anche troppo buono con te, questa stupida sciocchezza deve finire. Dimmi dove abiti, vengo a prenderti.»

Chiudo gli occhi, come per trovare il coraggio di rispondergli. Ma il suo volto mi riempie la mente: bello, affascinante, ma crudele. E trovo la forza per farlo. «John, no.»

«Basta!» Il suo grido mi fa sussultare, è furioso e carico di rabbia. «Ora basta, Mikaela! Giuro che ti troverò ovunque tu sia e ti verrò a prendere! Chiaro? E ti riporterò a casa, dove è il tuo posto!»

Soffoco un singhiozzo, mi metto la mano davanti alle labbra. Lui lo percepisce, la sua voce si addolcisce, diventa melliflua. Mi dà la nausea.

«Amore, è ora di tornare a casa. A fare la moglie, la madre. Ti rivoglio al mio fianco, sai che non posso vivere senza di te. Come del resto non può farlo Lucas.»

Al suono di quel nome mi si apre il cuore. Inspiro profondamente. «Come sta?»

«Nostro figlio sta bene, amore mio. E ti aspetta, sai? Gli manchi, come manchi a me.»

«Dov’è?» gli chiedo decisa.

Lui scoppia in una fragorosa risata. «Non dirmi che mi credi così stupido, Miki. Vieni a casa e potrai riabbracciarlo. Dimmi dove sei, vengo a prenderti subito.»

Mi sfugge un sorriso di trionfo.

Sapevo che non gli avrebbe mai fatto del male, non può farlo. Le regole della famiglia glielo impongono, è suo figlio. Sangue del suo sangue, il suo erede.

E ora ho anche la conferma che lo considera il suo asso nella manica per riavere me. E questo mi dà ancora più forza, ora più che mai il mio Lucas è al sicuro.

Guardo l’orologio, devo interrompere la comunicazione, sono certa che sta cercando di rintracciarmi.

«Risentiamoci domani, John.» Prendo tempo, è l’unica cosa che posso fare. «Devo pensarci su.»

Lui fa un leggero ringhio, dall’altra parte. «Non mi piace che tu debba pensarci su, Mikaela. Non mi piace affatto.» Resta in silenzio, per un momento. «Ma tu sai quanto ti amo, e so che quello che hai visto prima di scappare via da me ti ha sconvolta, quindi posso capirti.»

«John, richiamami domani, d’accordo?»

«Ti amo» mi sussurra lui, facendomi venire il voltastomaco.

Riattacco, senza perdere più tempo. Butto il telefono sul letto e lo fisso sconvolta, chiedendomi dove ho trovato il coraggio di essere così lucida e calcolatrice.

È stato Lucas.

Il mio amore, il mio bambino. Lui mi dà la forza, lui mi ha fatto trovare il coraggio di fare le mie scelte. Lui viene prima di tutto, anche di me.

Mi sento una madre senza cuore quando ripenso al momento in cui me ne sono andata e l’ho lasciato là con suo padre. Mi sono maledetta milioni di volte ripensandolo con lui e senza avere notizie.

Ma sapevo che lui non lo avrebbe toccato e in un certo senso era più al sicuro con lui a Detroit che con me qui a Washington. Quando ho contattato l’FBI, dopo quello che avevo visto, ho pensato solo ad andare da loro e a trovare un modo per mandarlo in prigione.

Sapevo con certezza e ora lo so più che mai che è il modo di mettere in salvo sia me che Lucas.

Sospiro, mentre un senso di tristezza mi attanaglia il cuore.

Non posso confessare tutto a Steve, domani. Quello che è appena successo cambia tutto e non è ancora il momento.

Il nostro appuntamento non ci riavvicinerà, purtroppo. Ci allontanerà ancora di più.

Devo farlo.

Devo allontanarlo definitivamente da me.

 

– ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO – 

Questo racconto inedito a puntate è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo ed esclusivamente sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

7 Comments on Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 8° Capitolo

  1. Manu85
    febbraio 2, 2018 at 4:54 pm (2 settimane ago)

    Oh mio dio che colpì di scena…il bimbo ci avevo preso che c’era..lei è sotto copertura per prendere il suo vecchio marito…vediamo se il mio cervello ragiona Ancora…complimenti un abbraccio

    Rispondi
  2. Maria
    febbraio 2, 2018 at 7:21 pm (2 settimane ago)

    Sul fatto che avesse un figlio ci avevamo visto giusto…. Sto John mi sa che è nella criminalità organizzata… Povero piccolo!!! Chissà che possa poter riabbracciare il suo bambino molto presto
    Per Steve povero, mi dispiace… Sembra che non gliene vada bene una!! Ora sono curiosa di sapere cosa succederà!!!
    Brava Samy!

    Rispondi
    • Stella
      febbraio 3, 2018 at 9:21 pm (2 settimane ago)

      Hahahahahah Te piacerebbe!!! Buongustaia ;)

      Rispondi
  3. Valentina
    febbraio 3, 2018 at 6:51 am (2 settimane ago)

    Oh mamma!
    Quel nome mi stuzzica parecchio, John, il mio cervello sta facendo centocinquantamila supposizioni. Vedremo se azzecco qualcosa. Ahahah! Perfida come sempre la mia Samy.
    Un abbraccio, a venerdì

    Rispondi
  4. Renée
    febbraio 3, 2018 at 5:17 pm (2 settimane ago)

    Nooooo, qualcosa mi dice che Steve soffrirà, ora che abbiamo questa news qualcosa comincia a tornare, ma la strada temo sia ancora in salita…… Soprattutto mi chiedo cosa abbia visto di così agghiacciante Mikaela.
    E niente, fino a venerdì sarà una tortura…già lo so!!!!!! Ahhhhh la mia Samy, come sempre la più diabolica e sempre più brava!!! Grazie per questo bellissimo racconto ❤️

    Rispondi
  5. Giacangela
    febbraio 4, 2018 at 6:29 am (2 settimane ago)

    Mmmm…. sento odore di mafia…

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