Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 10° Capitolo

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Mie care, nel capitolo di oggi non troverete le solite brevi righe di intro che accompagnano l’appuntamento del venerdì, perché oggi abbiamo in serbo una sorpresa per voi. Forse l’avrete già vista oppure no e, se volete rimediare e vedere di che si tratta, volate sul profilo facebook della nostra Samy, altrimenti…

Buona Lettura 

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-PLAYLIST-


PROLOGO —-
Capitolo 1 – TANGO SANTA MARIA Gotan Project
Capitolo 2 – TIME IS RUNNING OUT Muse
Capitolo 3 – YOU’RE MY EVERYTHING Santa Esmeralda
Capitolo 4 – SHAPE OF YOU Ed Sheeran
Capitolo 5 – WHAT ABOUT US Pink
Capitolo 6 – PURPLE RAIN Prince
Capitolo 7 – LOVE IS A TEMPLE Mario Biondi
Capitolo 8 – NOTHING’S GONNA HURT YOU BABY Cigarettes After Sex
Capitolo 9 – MORE THAN WORDS Extreme
Capitolo 10 – ALL OF ME John Legend
Capitolo 11 – SEXY BACK Justin Timberlake
Capitolo 12 – TWENTY ONE PILOTS Heathensn
Capitolo 13 – STAIRWAY TO HAVEN Led Zeppelin
Capitolo 14 – F.O.D. Green Day
Capitolo 15 – LOVESONG The Cure
Capitolo 16 – ROMEO & JULIET Dire Straits
EPILOGO —-

LA PLAYLIST DEL RACCONTO E’ DISPONIBILE SUL CANALE YOUTUBE E CONDIVISIBILE SUI SOCIAL ANDANDO QUI

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– PERSONAGGI –

veritànascoste

-STEPHEN MARSHALL (STEVE) 40 anni, Procuratore distrettuale

-GREGORY CARTER (GREG) 38 anni, Sostituto procuratore

-CLARK KENT 36 anni, Assistente procuratore

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Capitolo 10

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Mikaela

Steve apre la porta del suo appartamento e mi fa entrare con eleganza.

Avanzo all’interno e mi guardo intorno, mentre sento che la richiude alle nostre spalle.

«Bevi qualcosa?» mi domanda lui.

«No, grazie.» Scuoto la testa, decisa.

«Un po’ di musica?»

Mi volto verso di lui, gli sorrido. «Quella sì, grazie.»

Annuisce, si avvicina a un magnifico stereo contro la parete e preme un tasto, le prime note di All of me di John Legend invadono l’appartamento.

Mi lascio abbracciare dalla musica e mi guardo intorno curiosa, avanzo piano in quella che è la vita di Steve.

I miei tacchi risuonano sul marmo lucido del silenzioso appartamento, osservo la grande vetrata ad angolo che offre una magnifica vista sulla città.

È tutto essenziale, le linee sono semplici e pulite.

I mobili sono moderni, il nero e l’acciaio predominano ovunque.

Un inconfondibile appartamento da scapolo.

Sento i suoi passi alle mie spalle, si avvicinano lenti mentre il mio desiderio cresce e da flebile fiamma diventa un fuoco che arde e inizia a divorarmi.

Appoggia una mano su un mio fianco, con l’altra mi sfila con delicatezza la borsetta dalla spalla e la appoggia sul divano, di fianco a noi.

Sento il suo respiro sul collo, le sue labbra che mi sfiorano la pelle.

«Dio, Miki» mi mormora con voce roca. Mi morde il collo con delicatezza, mi scappa un sorriso. Piego la testa di lato e lo guardo, mi perdo nei suoi occhi magnetici che mi scrutano a fondo. «Ti voglio, Mikaela. Ti voglio da impazzire.»

Mi sporgo verso di lui e non esita: mi cattura le labbra e me le divora in un bacio appassionato. Le sue labbra plasmano le mie, la sua lingua gioca con la mia.

Sento le sue mani che mi divorano il corpo, mi sfila la camicetta dalla gonna e le sue dita si intrufolano sotto il tessuto, si bevono la mia pelle.

«Non resisto, non resisto» mi mormora tra un bacio e l’altro. «Stavolta non resisto, perdonami.»

Faccio appena in tempo a realizzare cosa sta accadendo che con un gesto veloce mi alza la gonna fino ai fianchi e i miei slip sono già a terra. Alzo i piedi per uscire dall’indumento mentre lui mi accarezza il pizzo delle autoreggenti, con delicatezza. Un istante dopo lo sento armeggiare con la sua cintura, alle mie spalle.

E il suo membro rigido preme contro le mie natiche.

La sua mano scivola davanti, si intrufola tra le mie cosce e raggiunge il mio sesso. Ci gioca, lo stuzzica, mi cattura di nuovo la bocca con la sua e mi bacia, mentre il desiderio dentro di me inizia a diventare insopportabile. Mi tiene stretta a lui in una morsa, impedendomi di muovermi o reagire.

Mi rende passiva del piacere che mi sta donando, mi spinge ad assaporare solo quello.

Ma io voglio di più, ormai non resisto. Lo voglio dentro di me.

Gemo per protestare, lui stacca le labbra dalle mie e sorride. Mi parla con voce bassa, sensuale.

«Hai voglia, tesoro, eh?» Muove ancora le dita, mi stuzzica il clitoride e ne infila una dentro, facendomi mancare il respiro. «Lo so che hai voglia, amore.»

«Sì, ti prego… anch’io non resisto più, Steve.» Glielo dico senza mezzi termini, con un tono di supplica.

«Cosa vuoi, dimmelo.» Entra con un altro dito, li muove con lentezza esasperante. «Dimmelo!»

«Ti voglio, Steve… io…»

«Vuoi che ti scopi, vero?» Ride, con soddisfazione e lussuria. «Già, so che lo vuoi.»

Mi spinge verso il bancone della cucina, senza togliere le dita dal mio corpo e rimanendo attaccato alla mia schiena con il bacino. Mi fa appoggiare con le mani, mi tira appena indietro.

«Apri le gambe, Mikaela» mi ordina, dandomi un colpetto con un piede su una caviglia.

Faccio quello che mi ha chiesto, senza fiatare. Sono eccitata da morire, e questo suo modo di imporsi mi sta facendo perdere la testa.

Sfila le dita da me all’improvviso. «Aspettami qui. Non muoverti.»

Sento i suoi passi allontanarsi, rimango in quella posizione per non so quanto tempo. Resto appoggiata alla penisola della sua cucina con le mani, chinata in avanti e con le gambe divaricate, la gonna sollevata fino ai fianchi e senza biancheria intima.

Solo le autoreggenti e le scarpe con il tacco a spillo.

Respiro in modo affannoso, sentendomi terribilmente esposta.

Ma questo non mi spaventa, anzi. Ha il potere di eccitarmi ancora di più.

Questa attesa si sta rivelando il più potente degli afrodisiaci e sono convinta che lui lo sappia.

La sua voce mi arriva all’improvviso, da dietro le spalle. «Ma che brava, tesoro. Non ti sei mossa davvero.»

Sento la punta del suo membro premere contro il mio sesso ed entrare appena, mi si mozza il respiro. Ha indossato il preservativo e noto i suoi piedi nudi tra i miei, aperti. Dev’essersi spogliato.

Dio, che voglia di ammirare il suo magnifico corpo! Faccio per voltarmi, ma una presa salda si impossessa del mio chignon. Con maestria mi sfila le forcine e mi scioglie i capelli sulle spalle, lasciandoli ricadere morbidi.

«Non farlo. Non voltarti» mi mormora.

«Perché?»

«Perché te lo dico io, semplice.» Preme con forza e spinge a fondo, con un colpo secco entra dentro di me e mi fa sua. Sussulto, in preda a uno spasmo di piacere che mi divora il ventre. «E ora vallo a dire a qualcun altro che vuoi dimenticarmi.»

Si ritrae appena e spinge di nuovo, facendomi sobbalzare in avanti. Una sua mano mi afferra un fianco, mi stringe la pelle delle natiche con forza. L’altra mi prende i capelli con una stretta salda e tira, causandomi un lieve, ma sopportabile dolore. «E da oggi, Miki, non riuscirai più a dimenticarmi. Da oggi non potrai più fare a meno di me.»

Le sue parole mi fanno perdere la testa, il suo assalto diventa furioso, riversa la sua frustrazione di questi giorni, la cui causa sono io, in questo folle ed estatico momento.

Grido sotto le sue spinte, e geme lui ad ogni suo affondo.

Mai nessuno mi ha preso con una tale passione, mai nessuno mi ha mai adorata in questo modo.

La sua furia ci porta all’estasi e ci arriviamo entrambi, distrutti e appagati.

Steve si abbandona su di me, mi avvolge in un abbraccio caldo e carico di possesso, mi stringe i seni ancora avvolti nei miei vestiti. Mi lascio cullare dalla sensazione di protezione che mi sta donando, mi godo questi attimi preziosi con lui, sperando in cuor mio, ormai, che non siano gli ultimi.

Come se mi avesse letto nel pensiero la sua voce proclama ciò che ormai entrambi sappiamo.

«Miki, io mi sono innamorato di te.» Mi stringe, se possibile ancor più forte di prima. «E tu lo sei di me, ormai non puoi più negarlo.»

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Steve

Esco da lei e mi sfilo il preservativo, lo annodo e mi allontano, per gettarlo nel cestino.

Lei drizza la schiena, mi guarda estasiata da capo a piedi mentre mi muovo nella mia cucina.

Mi sento il suo sguardo affamato addosso che studia il mio corpo nudo e questo mi fa impazzire. La guardo e apro lo sportello, getto via il tutto e lo richiudo, senza staccare gli occhi da lei.

Non servono più molte parole, ormai.

Quello che ho detto prima è una grande verità e lo sappiamo entrambi.

Non so che ci sia tra lei e il marito e ho il sospetto che abbia dei figli. Ma non è ora il momento di parlarne, quando lo sarà lo faremo.

Ora è il momento di non pensare e di farle capire che io intendo lottare fino in fondo per lei.

Voglio che sia mia.

Mia e basta.

Mi avvicino e a sorpresa la prendo tra le braccia e la sollevo facilmente. Lei ride, con quella risata cristallina che le ho sentito fare quella notte a casa sua.

E a me si apre il cuore.

«Dove intendi portarmi, signor Marshall?»

«Dove nessuna donna è mai stata finora.» Avanzo a grandi passi ed entro nella mia camera da letto, lei si guarda intorno ammirata.

«Vuoi dire che hai sempre approfittato di loro sul divano o sulla penisola della tua cucina?»

«No.» La guardo serio, senza lasciar trapelare il minimo sentimento. «Sotto la doccia, in realtà. Sai che mi piace.»

Lei inarca un sopracciglio, mi guarda negli occhi perplessa e io non resisto a lungo, scoppio a ridere. La getto sul letto con foga, facendola persino rimbalzare.

Mi guarda con sfida. «Mi stai prendendo in giro, vero?»

«Sì.» Mi avvicino a lei, piano. Le metto un dito sotto il mento e glielo alzo, la guardo negli occhi. «Nessuna donna è mai stata in questo appartamento, nessuna donna è mai entrata nella mia vita e nel mio cuore, da un anno a questa parte.»

«Dopo… Chicago?»

«Sì, dopo Chicago.» Ripenso a Roxy, il suo ricordo non mi fa più male e questo significa solo una cosa. «Nessuna donna… finora, Miki.» Mi sporgo verso di lei e la bacio, con infinita tenerezza.

Lei risponde al mio bacio, mi cinge il collo con le mani e mi accarezza le spalle. Solo questo gesto ha il potere di risvegliare la mia voglia.

Mi stacco da lei, la guardo con desiderio. «Ma ora basta chiacchierare. Ti voglio nuda. Adesso.»

Mi fa un sorriso sensuale, mentre corre con le mani ai bottoni della sua camicetta. Li slaccia uno a uno, e mi rivela le sue magnifiche tette, coperte da un reggiseno di pizzo bianco.

Si sfila la giacca, nel farlo inarca il torace e i miei occhi si bevono la magnificenza delle sue forme rotonde e piene.

Lascia cadere giacca e camicia sul pavimento, si sfila la gonna e si slaccia il reggiseno.

Rimane con scarpe e calze autoreggenti, arretro appena e con le dita le accarezzo le cosce. «Lascia fare a me.»

Annuisce, mentre le sfilo una scarpa e poi l’altra, mentre con lentezza studiata le tolgo le calze.

Mi alzo in piedi e la ammiro nuda e splendida, distesa sul mio letto.

Anche lei corre con lo sguardo sul mio corpo, si sofferma sul mio uccello che è già pronto e scattante per lei. Mi sorride languida, stringe appena le cosce, so che è eccitata.

Mi chino in avanti e sposto le coperte da sotto il suo magnifico corpo, si alza appena con un movimento sensuale per agevolarmi l’operazione. Senza esitare la raggiungo, le apro le gambe e mi sistemo tra le sue cosce. Le accarezzo un seno, con il pollice le stuzzico il capezzolo. «Voglio prenderti con lentezza, questa volta, amore mio.» Mi avvicino con la bocca senza distogliere lo sguardo da lei e glielo stuzzico con le labbra, con la lingua, con i denti. «Voglio godere di ogni centimetro del tuo corpo e voglio che tu goda del mio. Non voglio pensare ad altro, non stasera.»

Lei mi accarezza con dolcezza una guancia, sorride. «Nemmeno io.»

La attiro a me e mi giro su un fianco, tendendola stretta al mio corpo.

Chiudo gli occhi e inspiro, mi tuffo con il viso nei suoi capelli morbidi, mi riempio i polmoni del suo odore, come per imprimerlo nella mia mente e nel mio cuore.

Le sue mani scorrono sulla mia pelle, mi accarezza con lentezza la schiena, le natiche, le braccia.

Intreccio le gambe con le sue e la prendo per la nuca, con un gesto deciso la invito a guardarmi in viso.

E mi perdo in quei suoi occhi scuri e caldi, grandi, lucidi.

Definitivamente, senza più possibilità di ritorno.

E glielo dico.

«Non mi importa cosa ci riserva il futuro, Miki, e non mi importa cosa dovrò fare per averti.» Le poso un bacio leggero sulle labbra, le accarezzo la nuca. «Ma una cosa la so, ed è l’unica certezza che ho, al momento. Io ti amo e non posso farci niente. Mi sono innamorato di te nel momento in cui ti ho vista e non ho nessuna intenzione di rinunciare ad averti.»

Lei schiude appena le labbra, come se fosse senza fiato. «Steve, io…»

«Ssh. Non parlare.» Le poso un dito sulle labbra, con il polpastrello l’accarezzo appena. «Non adesso.»

Tolgo il dito e mi getto sulla sua bocca. Dapprima con lentezza esasperante, con dolcezza infinita. Voglio gustarmi questi istanti fino in fondo, voglio che siano indimenticabili per me e per lei.

Le accarezzo la schiena, arrivo piano alle magnifiche rotondità del suo sedere, delle sue cosce avvinghiate alle mie. Uniti in un dolce abbraccio ci baciamo a lungo, ci accarezziamo con sensualità e ardore, ci perdiamo l’uno nell’altra.

Scorro con le labbra sul suo morbido collo, traccio un sentiero infuocato con la lingua e scendo sempre più giù, nell’incavo dei suoi seni.

Con un gesto deciso la faccio girare sulla schiena, le divarico le gambe con una mano e mi sistemo in mezzo. Mi guarda con passione, con infinita dolcezza.

«Rilassati, tesoro» le sussurro languido «ora ci penso io a te.»

Sorrido e le mordo un seno, lei sussulta.

«Steve!» Ride di gusto, ma un attimo dopo il respiro le si spezza.

Perché io mi sono gettato su un suo capezzolo e lo sto succhiando famelico, vorace. Senza respiro.

Con una mano scivolo tra le sue cosce, raggiungo la sua fica calda e umida. Ci gioco, la stuzzico, le stringo tra due dita il clitoride. I suoi gemiti mi penetrano le orecchie, il cuore, l’anima.

Scivolo dentro con due dita e mi muovo avanti e indietro, con i denti stringo il suo capezzolo turgido. Lei inarca la schiena e si lascia andare a un lungo gemito roco che mi squarcia il ventre di desiderio.

La sto facendo godere e di riflesso è come se stessi godendo anch’io.

Darle piacere è quello che mi appaga di più e voglio che lei si prenda tutto quanto, voglio che si lasci andare. Stacco le labbra dal suo seno.

«Avanti, Miki… lasciati andare. Rendimi felice» le ordino con una voce talmente roca che quasi non la riconosco come mia. «Avanti, dai!»

«Oddio, Steve!» grida lei.

Ed esplode.

Mi getto di nuovo sul suo seno, succhio vorace, mordo, muovo la mia mano le sue cosce in modo veloce, tra i suoi gemiti e i suoi spasmi di piacere. La sento contrarsi in modo ritmico, intorno alle mie dita, mi gusto il suo orgasmo in ogni singolo istante.

Si rilassa, e io rallento il ritmo. Premo con il pollice sul suo clitoride, sussulta e ride. Mi allontano con la bocca dal suo seno e scivolo sopra di lei, la guardo negli occhi mentre ancora muovo le dita con lentezza, a fondo. La sua espressione estasiata è la cosa più bella che io abbia mai visto in tutta la mia vita.

Scuote la testa, con un sorriso languido. «Sei pazzo, Steve.»

«Pazzo di te» le mormoro e le poso un bacio sulle labbra.

Lei inarca un sopracciglio.

Rido. «Lo so che è una frase fatta e posso fare di meglio, giuro.»

Lei scoppia a ridere di gusto, poi mi guarda e mi accarezza una guancia. «Lo so che puoi fare di meglio, tu. Sei un uomo meraviglioso.»

Corro con lo sguardo sul suo bellissimo viso, sulla sua pelle del collo. Ammiro i suoi capelli sparsi sul cuscino, i suoi seni pieni, i suoi capezzoli turgidi.

È lei a essere meravigliosa. Ed è mia.

E ora la voglio.

«Sarò pure meraviglioso, donna» commento mentre sfilo le dita da lei. «Ma ora sono anche molto arrapato, fidati.»

«Addirittura!» ride di nuovo, e io la voglio ancora di più.

«Apri la bocca» le ordino.

Mi guarda, con lentezza fa quello che ho chiesto. Mi perdo nei suoi occhi mentre le infilo le dita ancora intrise di lei tra le labbra. Succhia e mi guarda, e io penso che potrei impazzire sul serio, questa volta.

Gliele tolgo dalla bocca, con un gesto veloce mi prende il polso e guida la mia mano verso le mie labbra. La assecondo, succhio le mie stesse dita e sento sulla lingua il sapore del suo orgasmo e della sua bocca, insieme.

Si avvicina a me, mi stuzzica le labbra con la lingua, accarezza le mie dita, la mia lingua stessa in una danza talmente sensuale che mi fa perdere la ragione.

E cazzo, non resisto più.

«Basta, ti voglio!» mi allontano da lei e mi allungo verso il comodino, per prendere un preservativo nel cassetto.

«Aspetta, Steve.»

Mi volto verso di lei. «Che succede?»

«Io mi fido di te, sai?»

«Anch’io mi fido di te. E allora?» la guardo con aria interrogativa.

«Purtroppo non prendo anticoncezionali, ma sono sana come un pesce, te lo giuro…»

Le sorrido, ritorno sopra di lei e mi sistemo tra le sue gambe, nel mio paradiso personale.

«Sono sano anch’io, Miki.» La bacio sulle labbra, con dolcezza. «Cosa vuoi? Dimmi.»

Lei fa un lieve sospiro. «Voglio sentirti.»

«Oddio, lo voglio anch’io… Starò attento, amore mio. Puoi fidarti di me.»

Annuisce, mentre con la mano prendo la mia asta e la punto verso la sua bellissima fica. Sento il suo ingresso umido contro la punta, la guardo negli occhi mentre la penetro con lentezza.

Ci gustiamo entrambi la nostra pelle, il nostro calore e la nostra passione senza più barriere, senza più limiti. Ci perdiamo in un abbraccio e in un bacio senza fine mentre io affondo con un ritmo incessante, spingo e mi godo ogni suo singolo orgasmo, ogni suo gemito e ogni suo grido.

Finché non sento arrivare anche il mio e con un movimento secco esco veloce, riversandone ogni singola goccia sul suo ventre ancora scosso dagli spasmi.

«Oh mio Dio…» mi mormora mentre la abbraccio di nuovo e mi perdo tra i suoi capelli, tra la sua pelle.

I nostri respiri si calmano, il senso di beatitudine ci avvolge in un caldo abbraccio. Non mi sono mai sentito così unito a qualcuno anima e corpo prima d’ora. E questo vorrà pur dire qualcosa.

La guardo in viso, con dolcezza le infilo una ciocca ribelle dietro l’orecchio. «Ormai non puoi più negarlo nemmeno tu» le mormoro.

«Cosa?»

«Che mi ami.»

Mi guarda con un lieve sorriso, chiude gli occhi e li riapre subito dopo. Sono lucidi d’amore.

«No, non posso più, hai ragione.» Si protende verso di me e mi posa un leggero bacio sulle labbra. «Anch’io ti amo, Steve.»

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Mikaela

Quando rincaso è ormai tardi, apro la porta e la richiudo subito alle mie spalle.

Scuoto la testa, mentre ripenso alla serata di oggi.

Mi ha riaccompagnato all’auto, ci siamo baciati a lungo nel parcheggio sotterraneo del Dipartimento. Ormai la nostra relazione è di dominio pubblico e non oso immaginare cosa mi dirà il capitano Mitchell, dal momento che gli uomini della scorta faranno presto rapporto.

Sospiro.

Per fortuna qui in casa sono sola e al riparo da sguardi indiscreti, anche se so che fuori sono più che osservata. E questo lo ammetto, mi fa stare tranquilla, ma a volte un po’ di privacy ci vuole.

Mi tolgo le scarpe e mi avvio verso la camera, pregustandomi già la doccia calda che mi farò. Dopodiché andrò a letto a riposare e a ripensare al magnifico uomo con cui ho avuto la fortuna di passare le ultime ore.

Stephen Marshall.

È innamorato di me e io la sono di lui. La sua forza e determinazione mi fanno sperare per il futuro, anche se ho ancora tante cose da risolvere, prima di potermi permettere il lusso di pensare alla mia vita.

Ancora non gli ho detto che ho un figlio, chissà se gli piacerà Lucas.

Ricordo con dolcezza quel giorno che mi ha parlato dei suoi nipoti, la luce che gli illuminava lo sguardo. Sì, forse gli piacerà avere nella sua vita un bambino.

Sorrido ironica, e penso a come può cambiare la visione della vita nel giro di poche ore. La sua forza e l’intensità di quello che prova per me mi hanno dato speranza. Tanta speranza.

Accendo la luce in camera, ma quello che vedo mi fa tremare dalla paura.

Sobbalzo e mi lascio sfuggire un urlo di terrore.

L’uomo che mi sta guardando è seduto sul mio letto e i suoi occhi azzurri sono glaciali, crudeli. Diversi da quelli del mio Steve.

Ma sono occhi che conosco bene.

«Bentornata, amore.» Si alza in piedi e si avvicina a me, che sto tremando come una foglia.

«Come hai fatto a entrare?» gli chiedo.

Lui inarca un sopracciglio. «Non si usa salutare un marito dopo tanto tempo che lo vedi?»

«Sì, scusami.» Abbasso lo sguardo, ma lui mi mette un dito sotto il mento e me lo fa alzare di nuovo.

«Allora?»

«Ciao, John.»

«Ciao, moglie» mi dice con un sorriso soddisfatto. Mi posa un bacio sulle labbra, che mi fa venire il voltastomaco. «È ora di finirla con questa bravata. Ho sopportato tutto, la tua fuga, il tuo scomparire nel nulla. Ho accettato anche che tu abbia iniziato un lavoro, anche se non ne hai bisogno. Ho sopportato anche il tuo tradimento con quel procuratore, ma adesso basta.»

«Che cosa vuoi dire?»

«So che quello che hai visto ti ha sconvolta, amore mio. Credimi. È successo anche a me, sai? E la prima volta che vidi uccidere un uomo fu per mano di mio padre.» Mi prende per la vita, mi guarda negli occhi e mi fa rabbrividire. «Devo spiegarti delle cose, devo spiegarti qual è il mio ruolo e qual è il tuo e quello di Lucas. Noi siamo una famiglia, una famiglia d’onore, Miki. Tu sei la donna di un uomo d’onore e Lucas il mio erede.»

Il solo sentire il nome di mio figlio mi fa rabbrividire. «Lo so. Lui come sta?»

«Gli manchi, lo sai. E so che manca anche a te.»

Serro le labbra, cerco di trattenere le lacrime. Lo immagino da solo, senza di me, è così piccolo… Deve aver sofferto molto per la mia assenza e mi sono condannata per quello che ho fatto ogni singolo giorno.

«Avanti, su» mi dice John all’improvviso, allontanandosi da me. «Prendi le cose che ti servono.»

«Come, scusa?» Lo guardo angosciata.

«Perché credi che sia qui, amore? È ora di tornare a casa.»

 

– ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO – 

Questo racconto inedito a puntate è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo ed esclusivamente sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

6 Comments on Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 10° Capitolo

  1. Giacangela
    febbraio 16, 2018 at 8:36 pm (4 mesi ago)

    Mo che vuole questo…
    A venerdì prossimo

    Rispondi
    • Samy
      febbraio 17, 2018 at 7:02 am (4 mesi ago)

      “Questo” è tosto forte, Angela…
      Un bacione, a venerdì ❤

      Rispondi
  2. Renée
    febbraio 16, 2018 at 11:09 pm (4 mesi ago)

    E nooooooo….nooooooo…. Mikaela scappa, insomma, qualcuno faccia qualcosa!!!!!!!!!!
    Samy, questo capitolo lo definirei croce e delizia….. A venerdì prossimo!!! Non vedo l’ora!!!!

    Rispondi
    • Samy
      febbraio 17, 2018 at 7:03 am (4 mesi ago)

      E adesso arriva il bello….
      Un bacione ragazza ❤❤ a venerdì

      Rispondi
  3. Manu85
    febbraio 17, 2018 at 12:47 pm (4 mesi ago)

    C’è l ho fatta ho recuperato i capitoli persi ….e questo che dire l inizio e un fuoco puro e la fine una vero pugno nello stomaco …
    Dimmi che non se ne va così?
    Un bacio

    Rispondi
  4. Valentina
    febbraio 19, 2018 at 12:14 am (4 mesi ago)

    Oh mia cara, con questo racconto stai dando il meglio di te, quanto a perfidia. Ma che si fanno soffrire così le lettrici?!
    A venerdì, cara!
    Un abbraccio

    Rispondi

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