Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 14° Capitolo

Obiezione Vostro Onore!

AAAAaaahhhhhh, ho sempre sognato di dirlo; probabilmente ho sbagliato mestiere e mia madre ha sempre avuto ragione, come al solito, e dovevo fare l’avvocato invece della cazzara full time, ma che volete farci, quando il destino chiama.

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Questa settimana , se non lo avete già capito, passeremo del tempo in tribunale insieme al nostro affascinante procuratore, che non potrà aprir bocca perché fuori giurisdizione, ma che tutto osserva e nulla gli sfugge con i suoi meravigliosi occhioni azzurri. Ed è buona cosa, visto che serviranno tutte le sue doti, quelle nascoste comprese, per avere la meglio su Mr Bastardo Russo.

Io vado a meditare tremende torture per l’avvocato Morgan, Russo e il famigerato Karl  e nel frattempo che mi ingegno a scovare qualcosa di veramente cattivo, vi lascio in buona compagnia e vi auguro come al solito…

Buona Lettura 

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-PLAYLIST-


PROLOGO —-
Capitolo 1 – TANGO SANTA MARIA Gotan Project
Capitolo 2 – TIME IS RUNNING OUT Muse
Capitolo 3 – YOU’RE MY EVERYTHING Santa Esmeralda
Capitolo 4 – SHAPE OF YOU Ed Sheeran
Capitolo 5 – WHAT ABOUT US Pink
Capitolo 6 – PURPLE RAIN Prince
Capitolo 7 – LOVE IS A TEMPLE Mario Biondi
Capitolo 8 – NOTHING’S GONNA HURT YOU BABY Cigarettes After Sex
Capitolo 9 – MORE THAN WORDS Extreme
Capitolo 10 – ALL OF ME John Legend
Capitolo 11 – SEXY BACK Justin Timberlake
Capitolo 12 – TWENTY ONE PILOTS Heathensn
Capitolo 13 – STAIRWAY TO HAVEN Led Zeppelin
Capitolo 14 – F.O.D. Green Day
Capitolo 15 – LOVESONG The Cure
Capitolo 16 – ROMEO & JULIET Dire Straits
EPILOGO —-

LA PLAYLIST DEL RACCONTO E’ DISPONIBILE SUL CANALE YOUTUBE E CONDIVISIBILE SUI SOCIAL ANDANDO QUI

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– PERSONAGGI –

veritànascoste

-STEPHEN MARSHALL (STEVE) 40 anni, Procuratore distrettuale

-GREGORY CARTER (GREG) 38 anni, Sostituto procuratore

-CLARK KENT 36 anni, Assistente procuratore

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Capitolo 14

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Mikaela

Due settimane dopo

Le luci del mattino filtrano dalle finestre, apro gli occhi e li sbatto ripetutamente.

Sono passate due settimane da quando l’FBI è venuta a perquisire l’appartamento, so solo che non hanno trovato la collana, ma per il resto non ho più saputo nulla.

Avrò dormito sì e no qualche ora per notte, e non posso andare avanti così.

Mi siedo sul letto, mi passo una mano sul viso e faccio un lungo sospiro.

Oggi sarà una giornata davvero difficile, inizia il processo a carico di John e io sarò chiamata a testimoniare da parte della difesa.

Guardo davanti a me il tailleur bianco che ho preparato, bordato di nero, ovviamente Chanel. È il preferito di John e ieri sera mi ha telefonato l’avvocato Morgan, chiedendomi di indossarlo questa mattina. Osservo le mie Loboutin nere con il tacco a spillo e la Prada in tinta che ho abbinato.

L’immagine di una perfetta donna di classe, che andrà a difendere il marito in aula a spada tratta.

Ho il voltastomaco.

Ma devo farlo, a ogni costo.

Per Lucas.

Per me.

E per tutti quelli che hanno sofferto a causa di Jonathan Russo.

Ho promesso a Steve di fare tutto quello che mi chiede John, di stare al suo gioco e di non farlo insospettire o alterare. Mi sto fidando di lui e so che sta lavorando per salvare me e mio figlio, ma non mi ha più dato notizie dal giorno in cui è stato qui e le mie speranze stanno diventando vane.

Mi alzo e come un automa mi dirigo in bagno, mi rinfresco velocemente e inizio a truccarmi, pronta per uscire. Indosso il tailleur, un paio di orecchini di perle e una collana abbinata, mi infilo le scarpe ed esco dalla camera, la prima cosa che vedo sono gli occhi di Karl che mi fissano truci.

«Era ora, stavo per entrare» ringhia alterato. «Sbrigati a far colazione che è tardi, l’avvocato ha chiesto di vederti prima dell’udienza.»

«Buongiorno» mormoro soltanto io «prendo un caffè e andiamo subito.»

Mi dirigo in sala da pranzo, noto che Sophie sta portando un piatto con due pancake, uova e bacon. Solleva lo sguardo e mi rivolge un timido sorriso.

«Buongiorno signora» appoggia il piatto e mi sposta la sedia «cerchi di mangiare, questa mattina. La aspetta una giornata intensa, ha bisogno di essere in forze.»

Annuisco, appena. «Grazie, cara.» Alzo lo sguardo e ricambio il suo sorriso delicato. «Potresti portarmi un caffè per favore?»

«Certo» risponde lei mentre mi versa una generosa dose di succo d’arancia. «Arriva subito.»

Posa la caraffa e si allontana, dirigendosi subito in cucina.

Di fronte a me osservo Karl che divora le uova con il bacon e mi guarda sprezzante.

Detesto quest’uomo e non sopporto di averlo intorno tutto il giorno. Ma è un prezzo da pagare che riesco ancora a sopportare, se servirà a farmi riabbracciare Lucas.

«Mi raccomando, oggi» sibila lui tra un boccone e l’altro. «Vedi di non fare la furba.»

«La furba?» gli domando, e inarco un sopracciglio. «Che intendi, scusa?»

«Sai cosa intendo» mi dice con un sorriso sarcastico.

«Come credi che possa permettermi di fare la furba?» gli dico seria. «Non so dove sia mio figlio, pensi che abbia qualche altro motivo per fare la furba

Lui soffoca una risata, si rimette a mangiare e mi guarda carico di disprezzo. Mi appoggio con la schiena alla sedia, sorseggio un po’ di succo d’arancia fresco. Lo osservo e dentro di me spero con tutto il cuore che l’FBI riesca a trovare Lucas e a sbattere in galera John e quello stronzo che ho davanti in questo momento. Così come tutti i suoi scagnozzi.

«Ecco il caffè, signora» la voce di Sophie, dolce e tenera, mi riporta alla realtà. Osservo la tazza che mi posa davanti, il liquido nero e caldo al suo interno. «Però mangi qualcosa, prima.»

Annuisco, mi drizzo con la schiena e provo a concentrarmi sulla colazione.

L’unica cosa che riesco a trangugiare nei lunghi minuti seguenti è mezzo pancake masticato a fatica, un paio di sorsi di succo d’arancia e il caffè.

Karl si alza, guarda l’orologio e si sistema la giacca sulle spalle. «Allora, andiamo?»

«Sì» annuisco. Mi alzo anch’io e ci dirigiamo in tribunale, sotto lo sguardo comprensivo di Sophie che ci segue fino dentro l’ascensore.

Scendiamo fino nel parcheggio sotterraneo senza dire nulla, so che non mi sopporta come del resto non lo sopporto nemmeno io e nelle ultime due settimane, dopo la sua aggressione in casa di quel giorno, per fortuna ci siamo rivolti la parola solo per quello che riguardava l’indispensabile.

Ho mantenuto il sangue freddo, mi sono tenuta a distanza e distaccata da lui, senza far trapelare l’inferno di paure ed emozioni che mi si scatena nel cuore ogni giorno.

Ma per fortuna nel silenzio della mia camera, ogni notte, lui non può vedermi.

E ogni dannata notte mi sono abbandonata a pianti disperati.

Temo per la vita di mio figlio, temo per la mia. Temo che tutte le scelte che ho fatto ci porteranno alla rovina e soprattutto a un’orrenda morte.

Solo il pensiero di Steve mi ha dato la forza di ricominciare a fingere, ogni giorno. Sapere che lui è al mio fianco e sapere che sta lottando per me e per Lucas mi sprona ad andare avanti.

Non dimenticherò mai le ultime parole che mi ha detto, chiusi nel bagno di quel maledetto studio di avvocati. Vuole portare me e Lucas a Washington, vuole iniziare una nuova vita insieme a noi.

E sapere che l’uomo di cui mi sono innamorata vuole avermi al suo fianco, insieme a mio figlio, e sta facendo di tutto per salvarci è una gioia infinita, un raggio di sole che illumina le mie giornate buie.

Inspiro profondamente mentre le porte dell’ascensore si aprono e usciamo nel parcheggio. Con falcate veloci arriviamo all’auto di John, saliamo, e questa volta, a tenermi compagnia, ci sono le note di F.O.D. dei Green Day. Le parole di puro disprezzo del cantante mi fanno capire che anche questa volta Karl l’abbia scelta apposta.

Mi guarda nello specchietto, avvia il motore e si dirige in fretta verso il tribunale dove so che l’avvocato Morgan mi sta aspettando per una bella ramanzina, prima di chiamarmi al banco dei testimoni.

Mi sfugge un sorriso ironico, al pensiero di quello che avrà da dirmi.

Minacce.

Intimidazioni.

Istruzioni sulle menzogne che dovrò dire sotto giuramento.

Stringo gli occhi a fessura e mi concentro sul paesaggio urbano che scorre veloce davanti a me, brulicante di auto e di persone.

So cosa comporta commettere spergiuro e sono convinta del fatto che il mio caro marito un giorno utilizzerà questa cosa per il suo tornaconto personale.

Ma per ora non posso fare altrimenti.

Se non sperare, nel frattempo, che Steve trovi qualcosa che possa aiutarci.

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Steve

«L’avvocato Morgan come immaginavo sa il fatto suo» mi mormora Amanda, avvicinandosi a me. «Ha tenuto Mikaela come ultimo testimone, terrà lungo l’interrogatorio in modo che io non possa controinterrogarla oggi e in modo che la giuria lasci l’aula con la convinzione che Russo sia innocente.»

«Io non credo invece che sia tanto furbo» commento io di rimando, facendo un sorriso ironico. «In questo modo abbiamo un altro giorno a nostra disposizione per lavorare sulle nostre domande e credo proprio che potrebbero cambiare le cose. Inoltre le indagini stanno andando avanti, tutta l’FBI è concentrata su questo caso. Vedrai che troveranno quella donna in tempo.»

Lei annuisce e guarda l’orologio nervosa, mentre inermi ascoltiamo l’interrogatorio dell’ennesimo testimone della difesa, membro dello “staff” – così hanno il coraggio di chiamarlo – di Russo, che ribadisce che il suo capo è un uomo leale, onesto e di sani principi e mai e poi mai avrebbe potuto acquistare un’opera simile sapendo che era rubata.

«L’accusa vuole controinterrogare il teste?» ci chiede all’improvviso il giudice Mallory.

Amanda gli risponde subito. «No, Vostro Onore.»

«Bene» commenta lui e si rivolge alla persona che siede al banco degli imputati. «Prego, può accomodarsi al suo posto.»

Alle mie spalle sento la pesante porta in legno che si apre e un brivido mi percorre la schiena. So che è lei, ormai ci siamo. E finalmente è qui e posso rivederla di nuovo.

«Prego, avvocato Morgan. Può chiamare il prossimo teste» gli ordina il giudice.

«La difesa chiama la signora Mikaela Moore Russo al banco dei testimoni» proclama lui soddisfatto.

Mi volto a guardarlo, noto Russo che sorride beffardo e si gira verso di me. Leggo nei suoi occhi una tale crudeltà da spiazzarmi, una tale perfidia che raramente ho visto in qualcuno.

Sento i passi della donna che amo avvicinarsi, ci oltrepassa e si va a sedere al banco dei testimoni. Lui continua a fissarmi e a me non importa veramente un cazzo della sfida che mi sta lanciando.

Non so cosa voglia dimostrare, non so se sia una velata minaccia sul fatto che io sto insieme a sua moglie e lui lo sa.

Ma non me ne importa davvero nulla, al punto che distolgo lo sguardo da lui e mi volto verso Miki.

La osservo in piedi, con quell’elegante tailleur alla Jackie Kennedy, truccata alla perfezione e con un’acconciatura a regola d’arte.

Ma con la morte nello sguardo.

Ha paura, glielo posso leggere in viso. Lo vedo dall’espressione delle sue labbra, dalla luce cupa dei suoi occhi scuri, dalle mani che le tremano.

È dimagrita, molto.

Ed è fragile come non l’ho mai vista prima.

Serro i denti e provo un odio infinito per quel bastardo che è seduto a pochi metri da me. Per la prima volta nella mia vita ho voglia di far del male a qualcuno.

Dilato le narici e inspiro a fondo, mentre lei pronuncia il suo giuramento.

Si siede e per un attimo i nostri occhi si incontrano: lei al banco dei testimoni e io seduto davanti a un tavolo in legno massiccio, al fianco dell’accusa.

Le faccio un lieve sorriso, cerco di infonderle coraggio.

Dovrà mentire sotto giuramento e non dev’essere facile per lei.

«Allora, signora Russo, buongiorno» esordisce l’avvocato Morgan, mentre con passi lenti e calmi si avvicina a lei. «Siamo qui a difendere suo marito dall’accusa di furto aggravato. Lo sa, vero?»

«Sì» risponde solo lei.

«E pensa che quest’accusa sia giustificata?»

«Obiezione, vostro onore» interviene Amanda «si sta chiedendo un’opinione alla teste, atteniamoci ai fatti.»

«Obiezione accolta» risponde il giudice. «Avvocato Morgan, riformuli la domanda.»

Lui annuisce, con un sorriso. «Va bene.»

Si schiarisce la voce, passeggia ancora per pochi secondi, poi si ferma e si volta verso Miki.

«Signora Russo, in base a come conosce suo marito e in base ai fatti che si sono verificati in casa da quando vi siete sposati… ha prove per asserire che la collana che suo marito le ha fatto indossare quella sera fosse rubata?»

«No» risponde lei prontamente.

Per ora non ha mentito. Bene.

«Era presente quando suo marito l’ha acquistata?» le domanda lui, di nuovo.

«No, avvocato Morgan. Mi ha fatto un regalo, era una sorpresa, quindi io non potevo certo essere presente al momento dell’acquisto.»

«E allora come può affermare quanto ha detto prima?» le domanda lui piegando appena la testa. «Le ricordo che è sotto giuramento.»

Noto che deglutisce. Inspira. «Perché mio marito non ha mai commesso un furto, di questo ne sono abbastanza certa. Ogni cosa è stata sempre regolarmente comprata da lui, ero presente a diversi dei suoi acquisti, comunque.»

Ho intuito cosa vuole fare Morgan. Vuole che lei dichiari sotto giuramento che Russo è un uomo onesto e che lei non l’ha mai visto commettere alcun crimine, quando sappiamo tutti che non è vero.

Che bastardo.

E brava Miki.

Ha aggirato l’ostacolo, non gli sta dando quello che vogliono, ma lo sta facendo con infinita intelligenza.

E io la amo ancora di più.

«E pensa che suo marito sia un uomo che possa commettere qualche crimine?» le domanda di nuovo Morgan.

«Obiezione, Vostro Onore!» esclama Amanda. «Ancora opinioni?»

«Accolta.» Si volta verso l’avvocato della difesa. «Avvocato Morgan, riformuli di nuovo la domanda.»

Lui annuisce, beffardo.

«Signora Russo» la guarda serio, immobile, al centro dell’aula. «Può affermare senza ombra di dubbio che suo marito non ha mai commesso alcun crimine?»

Miki serra le labbra.

È tesa e si vede, non so come potrà sfuggire a questa domanda.

«Avvocato Morgan, purtroppo non sono con lui ventiquattrore su ventiquattro…» dice all’improvviso.

«Signora Russo, le ho fatto una domanda diretta» le sibila lui.

«E io le ho risposto, avvocato» ribatte lei. «Non sono, e ribadisco purtroppo, con mio marito tutto il giorno. Entrambi abbiamo impegni e interessi, ma posso garantirle che è un uomo molto dedito al lavoro e molto fiscale dal punto di vista dei suoi acquisti. Quindi posso dichiarare senza ombra di dubbio che ogni cosa che lui ha acquistato in mia presenza è stata comprata e pagata regolarmente.»

Cazzo, Miki. Bravissima!

«La tua compagna dovrebbe fare l’avvocato, lo sai?» mi mormora Amanda con un sorriso soddisfatto, avvicinandosi piano a me. «Per ora sta sviando le domande di Morgan, e lo sta facendo con classe.»

Annuisco, rimanendo concentrato sull’interrogatorio. «Come vorrei poter essere io a controinterrogarla, domani.»

«Lo so, Steve, credimi» sussurra lei. «Ma sai che non sei nel tuo distretto, non puoi. Puoi assistermi, ma non puoi partecipare all’udienza.»

«Certo» sospiro rassegnato. Sapevo che non avrei potuto far nulla, ma il fatto di potermi sedere qui a fianco dell’accusa è già una vittoria, per me. Posso seguire tutto da vicino e guardarla negli occhi, capire come si sente e vivere quello che sta provando.

E soprattutto, farle capire che io sono con lei, qualsiasi cosa accada.

«Signora Russo» continua Morgan. «Le faccio un’altra domanda.»

Lei annuisce.

«Può anche affermare che suo marito è un uomo onesto, e mai e poi mai commetterebbe qualsiasi altro crimine, oltre al furto?» le chiede deciso.

«Obiezione!» esclama Amanda.

«Stiamo parlando di un uomo accusato di un furto aggravato, Vostro Onore! Un uomo che ha molti dipendenti a cui pensare e che sicuramente tremano per quello che accadrà loro nel caso in cui questa ingiusta accusa verrà confermata» replica Morgan.

«Se questa accusa sarà ingiusta o no lo lasci decidere alla giuria, avvocato» gli dice serio il giudice. «Piuttosto, la sua obiezione, sostituto procuratore?»

«Qui non stiamo facendo un processo a un uomo, Vostro Onore. Stiamo processando il signor Russo per l’accusa di furto aggravato, non per altri reati. Seppur velata, la domanda chiede un’opinione alla teste e non si attiene ai fatti.»

«Obiezione accolta» sentenzia il giudice Mallory. «Avvocato Morgan, si attenga ai fatti e al crimine in questione, mi raccomando. Può riformulare la domanda.»

Morgan ride nervoso e io esulto.

La furbizia di Miki e l’intelligenza di Amanda lo hanno fatto desistere dal suo progetto, e anche se non abbiamo ancora nulla in mano è come una piccola vittoria.

«Signora Russo» annuncia di nuovo. «Ha qualche prova per affermare che suo marito ha acquistato regolarmente il gioiello in questione?»

«Come le ho già detto, la collana in questione era un regalo e di certo io non ho visto l’atto di acquisto, avvocato, ma ho parlato con il suo commercialista, che mi ha garantito di esserne in possesso. Deduco quindi che sia tutto in regola.»

«E quindi non ha dubbi su questo?»

«Direi di no.»

«Bene.» Morgan la guarda, non sembra essere molto contento. Miki sbianca appena, ma mantiene il suo portamento elegante e il mento dritto, in segno di sfida. L’avvocato guarda il giudice, serio. «Non ho altre domande, Vostro Onore.»

«Bene, la teste può accomodarsi» sentenzia lui. Guarda l’orologio e come immaginavamo ordina di interrompere il dibattimento. «Vista l’ora l’udienza è rimandata a domani mattina, sostituto procuratore.»

Amanda lo osserva, in attesa.

«Si prepari per il controinterrogatorio, se vorrà farlo» le dice lui, serio.

«Grazie, Vostro Onore» risponde Amanda, mentre si alza in piedi e raduna le carte sul tavolo.

Osservo Miki alzarsi, lasciare il banco dei testimoni e dirigersi verso il corridoio, tra le persone che assistono al processo. Mi volto a guardarla, seguo la sua andatura sinuosa e noto l’energumeno che la segue ovunque sbucare all’improvviso e camminarle a fianco, fino all’uscita.

E scompare dalla mia vista, lasciandomi in balia delle emozioni.

«Mikaela è stata brava, oggi» mi dice Amanda con un sorriso, mentre infila nella sua borsa in pelle gli ultimi documenti, e la richiude. «Speriamo che domani ci sia la possibilità di fare un contro interrogatorio.»

«Sì, perché Morgan è stato frenato da noi e dal giudice, ma ha anche limitato il nostro raggio d’azione» le sibilo stizzito. «È furbo eccome, devo ricredermi. Oggi non gli è stata data la possibilità di fare domande che riguardino altri reati, credi che domani verrà data a noi?»

Amanda inarca un sopracciglio. «Si era preparato tutto, immagino.»

«Già» sbuffo io, mentre con lei mi dirigo verso l’uscita dell’aula. «Sapeva quello che faceva, quel bastardo.»

Usciamo dal tribunale e una moltitudine di giornalisti urlanti ci bloccano le scale. Riesco a sgusciare via, mentre Amanda rilascia una breve dichiarazione.

Russo sarà un criminale, certo. Ma è anche un personaggio noto in città per i suoi hotel e per il casinò. Ovvio che la notizia fa scalpore.

Sento il mio cellulare vibrare in tasca, lo sfilo e guardo incuriosito il display.

Capitano Mitchell.

«Pronto!» rispondo subito.

«Steve, venite immediatamente al Quartier Generale.»

«Che succede?»

«Abbiamo novità su Lucas, e purtroppo non sono buone» mi confessa a voce bassa.

Un brivido gelido mi attraversa la schiena. «Che significa?»

«Significa che abbiamo trovato le sue tracce su una barca di proprietà di Russo. C’erano i suoi vestiti e… c’era del sangue. Crediamo che sia suo, la scientifica lo sta analizzando.»

Cazzo.

«Arriviamo subito» mormoro soltanto. Guardo Amanda che sta parlando con i giornalisti, lei si volta verso di me, come se la sua attenzione venisse attirata da qualcosa.

Mi rivolge uno sguardo interrogativo, mentre ho ancora il cellulare appoggiato alla mia guancia.

Scuoto la testa, la vedo impallidire.

Si scusa con i giornalisti e mi raggiunge, insieme ci precipitiamo verso l’FBI, in un cupo e inquietante silenzio.

 

– ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO – 

Questo racconto inedito a puntate è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo ed esclusivamente sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

 

2 Comments on Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 14° Capitolo

  1. Manu85
    marzo 16, 2018 at 4:31 pm (1 mese ago)

    Noooooo povero piccolo spero che non gli sia successo nulla…
    A venerdì prox un bacio

    Rispondi
    • Samy
      marzo 16, 2018 at 9:11 pm (1 mese ago)

      Speriamo Manu!! ❤
      Grazie di cuore….a venerdì!!!

      Rispondi

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