Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 15° Capitolo

Per settimane vi siete sfogate e avete sofferto, ma se avete fatto attenzione vi sarete accorte che, tolto l’appuntamento di oggi con il nuovo capitolo di “Verità Nascoste“, siamo a meno due e anche questa avventura sarà arrivata al capolinea.

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Questo significa che, a partire da quest’oggi, vedrete quella famosa luce in fondo al tunnel che avete tanto agognato; quei cuori e fiori tanto desiderati.

Forse.

Perché in fondo in fondo, sono sempre un po’ carogna inside e mi piace lasciarvi quel pizzico di dubbio che vi mette quel brivido lungo la schiena.

 

Buona Lettura 

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-PLAYLIST-


PROLOGO —-
Capitolo 1 – TANGO SANTA MARIA Gotan Project
Capitolo 2 – TIME IS RUNNING OUT Muse
Capitolo 3 – YOU’RE MY EVERYTHING Santa Esmeralda
Capitolo 4 – SHAPE OF YOU Ed Sheeran
Capitolo 5 – WHAT ABOUT US Pink
Capitolo 6 – PURPLE RAIN Prince
Capitolo 7 – LOVE IS A TEMPLE Mario Biondi
Capitolo 8 – NOTHING’S GONNA HURT YOU BABY Cigarettes After Sex
Capitolo 9 – MORE THAN WORDS Extreme
Capitolo 10 – ALL OF ME John Legend
Capitolo 11 – SEXY BACK Justin Timberlake
Capitolo 12 – TWENTY ONE PILOTS Heathensn
Capitolo 13 – STAIRWAY TO HAVEN Led Zeppelin
Capitolo 14 – F.O.D. Green Day
Capitolo 15 – LOVESONG The Cure
Capitolo 16 – ROMEO & JULIET Dire Straits
EPILOGO —-

LA PLAYLIST DEL RACCONTO E’ DISPONIBILE SUL CANALE YOUTUBE E CONDIVISIBILE SUI SOCIAL ANDANDO QUI

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– PERSONAGGI –

veritànascoste

-STEPHEN MARSHALL (STEVE) 40 anni, Procuratore distrettuale

-GREGORY CARTER (GREG) 38 anni, Sostituto procuratore

-CLARK KENT 36 anni, Assistente procuratore

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Capitolo 15

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Steve

Seduto al banco dell’accusa, la mattina dopo, ripenso a quanto è accaduto la sera precedente.

Ho ancora le idee confuse, non abbiamo contattato Mikaela per dirle nulla.

Anche perché in realtà cosa potrei dirle?

Che non sappiamo dove sia suo figlio?

Che abbiamo trovato il suo sangue su una barca, insieme alle sue impronte e a quelle di un adulto?

E che oltre a quello non abbiamo altro?

Osservo Amanda sistemare le sue carte sul tavolo, come me sta cercando di farsi forza.

Stiamo aspettando che entrino tutti nell’aula per iniziare il processo, Russo e il suo avvocato sono già sistemati al loro tavolo, con il solito sorriso sulle labbra.

Parlottano tra loro, sembrano quasi divertirsi.

E questo non mi piace.

Non mi piace per niente.

Serro la mascella, mentre la giuria e il giudice fanno il loro ingresso in aula.

In piedi, attendiamo che si siedano per farlo anche noi. Dichiarano iniziato il processo e Amanda può chiamare il primo teste, chiedendo il controinterrogatorio.

«Chiamo a testimoniare Mikaela Moore Russo» annuncia solenne.

Sento i suoi passi dietro le spalle, avanzare piano. Ignoro Russo che mi fissa beffardo, ho occhi solo per lei, per la mia donna.

Per il suo corpo esile fasciato in un tailleur scuro, le sue gambe slanciate che avanzano decise e il suo viso pallido, e segnato dai giorni di lontananza da suo figlio.

Mi si spezza il cuore vederla così.

La osservo prestare di nuovo giuramento e sedersi al banco, i suoi occhi corrono ai miei, disperati.

Ricambio il suo sguardo, cercando di infonderle più fiducia possibile.

«Buongiorno, signora Russo» dichiara Amanda mentre si avvicina a lei. «Si sente bene? Vuole un bicchier d’acqua?»

«No, grazie» risponde lei e si schiarisce la voce. «Sto bene.»

«Ottimo» annuisce Amanda, decisa. «Allora, ieri è stata interrogata dalla difesa, come testimone a loro carico. Poiché il processo è stato interrotto e l’udienza è stata rinviata a questa mattina, si trova qui perché io in qualità di accusa, ho chiesto un controinterrogatorio.»

«Va bene» annuisce lei, con la voce che le trema appena.

Amanda annuisce e le sorride comprensiva. «Possiamo procedere, allora. Vediamo… signora Russo, da quanto tempo è sposata con l’imputato?»

«Obiezione, Vostro Onore!» interviene Morgan. «Questo c’entra con il processo a carico del mio assistito?»

«Certo che c’entra, Vostro Onore!» ribatte Amanda. «Si tratta di un controinterrogatorio, non conosco la teste e ho bisogno di alcune domande generiche per capire il rapporto che c’è tra la signora Russo e l’imputato.»

«Obiezione respinta, avvocato Morgan. Procuratore, proceda pure. La teste può rispondere.»

«Io e John siamo sposati da sei anni.»

«E come lo ha conosciuto, se posso sapere?»

«Obiezione!» interviene ancora Morgan.

«Vostro Onore, il signor Russo è un uomo molto in vista in città e non solo. Mi chiedo soltanto come si sono conosciuti, cerco di capire la loro storia per giungere a conoscere la teste.»

«Respinta, avvocato» sentenzia il giudice Mallory, poi si rivolge ad Amanda. «Queste domande preliminari vanno bene, procuratore, ma veda di non esagerare. D’accordo?»

Amanda annuisce. «Certo, Vostro Onore.»

«Proceda pure, allora. La teste risponda» ordina di nuovo lui.

«Io sono nata a Detroit e purtroppo ho perso entrambi i genitori, quando ero una ragazzina. Da un giorno all’altro mi sono ritrovata senza un soldo, senza una casa e con tanti debiti da saldare. Cercavo un lavoro e una mia cara amica si offrì di ospitarmi nel suo appartamento e mi disse che al JR Grand Hotel di Detroit cercavano cameriere per il casinò. Feci domanda e dopo un breve colloquio venni assunta subito, l’avevo già fatto e mi bastò poco per imparare a destreggiarmi bene.»

«E dopo cosa successe?» le domanda Amanda.

«Dopo un breve periodo ci fu un grande matrimonio al salone centrale, venimmo chiamate tutte a servire e io diedi una mano con le decorazioni. Furono tutti impressionati dalla mia fantasia e dal mio gusto e partecipai attivamente all’organizzazione, che durò circa due settimane.» Miki sorride appena, al ricordo. «Non sapevo che era il matrimonio della sorella del proprietario, Jonathan Russo.»

«E quindi fu questo a farvi conoscere?»

«Sì, in quell’occasione lui volle sapere chi aveva ideato le decorazioni e si era occupato del salone, così il suo staff lo condusse da me e ci presentammo. Da lì, iniziò tutto e in poco tempo mi ritrovai sposata con lui.»

«Capisco.» Amanda abbassa lo sguardo sul pavimento, con passi lenti percorre l’aula davanti alla teste.

No so cosa stia pensando di fare, questa mattina abbiamo vagliato un milione di possibilità, ma la verità è che non abbiamo nulla in mano.

E non possiamo addentrarci sul terreno di eventuali altri crimini, Morgan ci ha sbarrato la strada ieri.

«E mi dica, signora Russo» esordisce all’improvviso Amanda. «Lei e suo marito avete figli?»

Miki deglutisce. «Sì, abbiamo un figlio di quattro anni.»

«Come si chiama?»

«Lucas Russo.»

«Dev’essere il vostro orgoglio, immagino. Ho due figli anch’io e so come ci si sente. Daremmo la vita per loro» sibila Amanda con parole dure. «Non è vero, signora Russo?»

«Obiezione, Vostro Onore!» esclama Morgan. «Questo è troppo! La strategia del procuratore è quella di parlare della vita della teste?»

«Ci arrivo subito, Vostro Onore» dichiara Amanda. «Giusto una domanda o due e ho finito.»

«Stia attenta, procuratore. Ho dimostrato pazienza, ma non mi faccia pentire di averlo fatto. Se nel giro di pochi minuti non sarà arrivata a una conclusione…»

«Glielo prometto, ci arriverò a breve» lo rassicura decisa.

«L’obiezione è respinta, la teste può rispondere. Ma è l’ultima volta.»

«Allora, signora Russo» la incita Amanda. «Non darebbe la vita per suo figlio?»

«Certo, sicuramente» risponde Miki. «Senza pensarci farei qualsiasi cosa per lui.»

«Bene» annuisce Amanda. «So che lei si è allontanata da Detroit per circa un anno e so che ha lasciato qui suo figlio, non è vero? Perché lo ha fatto se darebbe la vita per lui e farebbe qualsiasi cosa?»

«Oh, io…» tentenna Miki.

Mi irrigidisco sulla sedia, ora ho capito il gioco di Amanda. Vuole farle tirar fuori la storia dell’omicidio aggirando l’ostacolo e utilizzando un’altra strada. Grande.

«Allontanarsi dal proprio figlio per un anno è una cosa impensabile per una madre, oltretutto un bimbo così piccolo…» Amanda si avvicina a lei, la voce le diventa dura. «Immagino che Lucas abbia sofferto.»

«Sì» annuisce Miki, ormai stremata.

«E perché l’ha fatto, può dirmelo? Aveva tre anni, allora, ma nonostante questo lei ha preso le sue cose e se n’è andata. Come ha potuto?»

Miki inizia a piangere e a me si spezza il cuore. Vederla in quello stato e non poterla aiutare, mi fa letteralmente impazzire.

Un tocco sulla spalla mi fa trasalire, mi giro e vedo il Capitano dell’FBI di Detroit che mi guarda in viso, serio.

«Che succede?» gli chiedo preoccupato.

«Novità, Steve» mi dice soltanto lui.

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Mikaela

Ormai le lacrime mi offuscano la vista, a malapena sento la voce di quella donna che mi sta interrogando. Sta cercando di punzecchiarmi, sta cercando di tirarmi fuori cose che metterebbero a rischio la mia vita e quella delle persone che amo.

Lucas.

Steve.

«Allora? Come ha potuto, signora Russo?» mi chiede di nuovo, di fronte a me.

«Aspetti un momento, io…» riesco soltanto a dire.

«Vuole interrompere un attimo, signora Russo?» mi domanda il giudice, comprensivo. «Le faccio portare un bicchier d’acqua.»

Annuisco, mi chino appena ed estraggo dalla borsetta un fazzoletto. Mi tampono gli occhi e mi sfrego appena il naso, le immagini di ciò che mi circonda mi tornano di nuovo nitide.

La prima cosa che noto è che Steve sta parlando con una persona e Amanda si sta dirigendo verso di loro. Si china, parlano insieme tutti e tre in modo concitato.

Steve sorride come non l’ho mai visto fare da tempo e mi guarda.

Nei suoi occhi c’è tutta la felicità possibile, e in quell’istante comprendo che sta per accadere qualcosa. Corro con lo sguardo intorno a me e non vedo nulla di cambiato, solo quella donna che si dirige di nuovo verso di me e che sorride, anche lei.

Il cuore mi impazzisce nel petto.

«Possiamo riprendere, signora Russo?» mi chiede di nuovo il giudice.

Annuisco e inspiro profondamente. «Certo, Vostro Onore.»

«Benissimo, signora Russo» esordisce lei. «Le stavo domandando, e la prego di rispondermi, come ha potuto abbandonare qui suo figlio per andarsene chissà dove, per un anno.»

«Sono stata costretta a farlo» le rispondo io.

«Cos’è accaduto, vuole raccontarlo?» mi domanda la donna.

In quel preciso istante la porta sul fondo dell’aula si apre.

E vedo chiaramente il Capitano Mitchell con il mio Lucas tra le braccia. Ha una fasciatura su una gamba, ma sta bene e sorride.

Sta bene ed è tra le braccia di una delle persone di cui mi fido di più al mondo.

Solo questo conta.

Il capitano Mitchell gli dice qualcosa in un orecchio e lui mi fa un cenno di saluto con la manina, prima di sparire di nuovo dietro la porta. Mi faccio forza, perché vederlo sparire ancora è un dolore per me, ma è giusto che lui non assista a quello che sta per accadere.

Perché ora accadrà tutto quanto, e finalmente questa maledetta storia finirà.

«Signora Russo» mi sprona la donna davanti a me. «Cos’è accaduto? Risponda alla mia domanda.»

«Sono dovuta fuggire, un anno fa. Ho lasciato mio figlio qui perché nonostante tutto conosco suo padre e non gli avrebbe torto un capello. Di questo ne ero certa.»

«E perché è dovuta fuggire? Le ricordo che è sotto giuramento, risponda.»

«Ho visto mio marito, Jonathan Russo, uccidere un uomo con un colpo di pistola, a sangue freddo.»

Un brusio assordante si leva dalla sala, alcune persone presenti lasciano l’aula, alcuni si alzano in piedi, John e il suo avvocato restano seduti e mi guardano inferociti.

Il giudice richiama tutti all’ordine, di nuovo cala il silenzio intorno a me.

Guardo Steve, con gli occhi gonfi di lacrime ancora da versare, le labbra che mi tremano.

Sta per finire tutto davvero, stavolta, e mancano solo pochi attimi perché accada.

«È sicura di ciò che dice?» mi domanda la donna. «È pronta a testimoniare in un processo a carico di suo marito quanto ha appena detto?»

«Sì, certo» la rassicuro io. «Sono più che pronta.»

«Vostro Onore, chiedo che il processo per furto venga interrotto e che il capo d’accusa per l’imputato venga cambiato in omicidio di primo grado, che il signor Russo venga immediatamente messo agli arresti e trasferito in un carcere di massima sicurezza.»

«Accolgo la sua richiesta, procuratore» sentenzia il giudice. «Visti i nuovi fatti che sono emersi il signor Russo verrà condotto in carcere e verrà istruito un nuovo processo. Portatelo via.»

Gli agenti in uniforme lo prelevano, mentre lui senza lasciar trasparire nulla continua solo a guardarmi. Spietato, crudele e glaciale.

Lo osservo lasciare l’aula, ancora seduta dietro il banco dei testimoni.

«Può andare, signora Russo» mi dice il giudice.

Mi scuoto e mi volto a guardarlo, come inebetita. «Grazie» mormoro soltanto.

Mi alzo e con passi barcollanti vedo Steve che mi raggiunge e mi prende tra le braccia. Mi stringe a lui, inspiro il suo profumo inconfondibile, sento la sua pelle calda che mi avvolge, anche attraverso i vestiti. Sento le lacrime che mi inondano le guance, ormai senza più freni.

«Amore, amore mio» mi mormora. «È finita, finita!»

«Sì, è finita…» riesco solo a dire. Mi distacco da lui e lo guardo. «Dov’è Lucas?»

Mi sorride, pieno d’amore. «Vieni, andiamo.»

Mi prende per mano e mi trascina fuori, tra la folla che brulica nell’aula e tra i giornalisti che cercano di farmi decine di domande.

Ci guardiamo intorno, ma di lui e del capitano nessuna traccia. I flash dei fotografi ci disturbano la vista, non riusciamo a guardarci intorno, cerchiamo di sgusciare via da quel formicaio di persone che ci sta stringendo sempre di più.

«Venite, andiamo!» la voce della donna che mi interrogava ci arriva di fianco, all’improvviso. «So dov’è, mi ha appena chiamato il capitano Mitchell.»

La seguiamo facendoci strada tra le persone, con passi svelti usciamo dal tribunale, andiamo con lei verso una berlina nera, che ci attende.

Saliamo a bordo e sul sedile posteriore mio figlio mi accoglie in un abbraccio che mi ridona la vita.

«Mamma!» scoppia in lacrime, il mio piccolo angelo.

Come del resto anch’io. Dall’altra parte sale Steve, sento la sua mano sulla mia, calda e sicura.

«Non ci lasceremo più, vero?» mi chiede mio figlio, disperato.

«No, amore… mai più. Te lo prometto» lo rassicuro io. «Da oggi si inizia una nuova vita, sai?»

Alzo lo sguardo verso l’uomo di fronte a me, mentre la donna sale davanti e il capitano Mitchell, che era alla guida dell’auto, parte subito.

«Appena ho visto i giornalisti arrivare sono uscito immediatamente, ho preso l’auto e vi ho aspettato qui. Ho mandato un messaggio a te, Steve, e uno ad Amanda. Per fortuna lei ha visto» ci spiega il capitano.

Ma noi non lo stiamo più ascoltando.

Sono persa negli occhi azzurri e magnetici dell’uomo che ho davanti a me.

Senza più segreti, senza più verità non dette o nascoste.

Con una vita che ci aspetta, luminosa e felice.

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Steve

Miki si sistema Lucas sulle ginocchia, che si è addormentato.

È stata una giornata davvero dura per lui.

Come per tutti noi.

«Avevamo lasciato quattro agenti sul posto, in perlustrazione» ci spiega il capitano Mitchell. «Eravamo convinti che prima o poi qualcuno sarebbe dovuto tornare alla barca, e lo aspettavamo al varco. Quando hanno visto quella donna con il bambino in braccio non riuscivano a crederci.»

«Ancora non mi sembra vero» commento io e scuoto la testa. Mi volto a guardare Miki, seduta sulla sedia di fianco a me, che posa un leggero bacio sui capelli di suo figlio.

«Sì, Russo aveva un’amante come ti ha detto la tua informatrice, Steve» afferma lui «e interrogando quella donna, Charlotte Williams, abbiamo anche scoperto che la storia andava avanti da parecchio, da prima che Mikaela se ne andasse.»

«E allora perché era così concentrato sul fatto di riavermi?» domanda lei con scherno. «Aveva un’altra, perché non mi ha lasciato dov’ero?»

«Eri un pericolo per lui, doveva trovarti per forza» commento io. «E ha provato a convincerti con le buone, all’inizio. Ma poi non ha esitato a farlo con le cattive.»

«Già, i suoi progetti ora ci sono ben chiari» prosegue il capitano «aveva promesso a quella donna che l’avrebbe sposata dopo che tu saresti morta, ce l’ha confessato lei.»

Miki impallidisce. «E Lucas?» domanda soltanto.

«Lucas faceva parte del suo progetto. Non aveva intenzione di sbarazzarsi di lui, è ancora piccolo e già si stava affezionando alla sua amante, per quello lo ha fatto nascondere a lei.»

«E come li avete trovati?» chiede ancora Miki.

«Abbiamo esaminato tutte le proprietà di Russo e vi erano un paio di yacht, di cui anche tu conoscerai l’esistenza» spiega lui, mentre lei annuisce. «E una barca è un buon modo per nascondersi, se ti senti braccato puoi sempre andare al largo e sparire dalla circolazione, così hanno fatto. E quella barca non era intestata a lui, a maggior ragione si sentiva al sicuro.»

«E a chi era intestata?»

«Quella barca era intestata a te, Mikaela.»

«Cosa?» guarda il capitano e poi me, incredula. «Io non sapevo della sua esistenza!»

«Lo sappiamo, le firme sono tutte false» conferma lui con un sorriso sarcastico. «Probabile che l’abbia acquistata per poi simulare l’incidente, per te.»

Un brivido mi percorre la schiena.

Un vero calcolatore, come l’ha sempre definito Miki.

«Una volta individuata, siamo giunti sul posto, ma abbiamo trovato disordine e del sangue per terra. C’erano i vestiti di tuo figlio e quelli di una donna, ma non c’era nessuno a bordo» spiega il capitano. «Ho lasciato quattro agenti sul posto e questa mattina quella donna è tornata. Lucas si era ferito sul ponte, era scivolato e si era procurato una profonda lacerazione al polpaccio. Lei lo ha portato da un medico in una clinica privata e ha dichiarato che si trattava di suo figlio, gli hanno messo dei punti, ha pagato e nessuno ha fatto troppe domande.»

Miki stringe gli occhi e annuisce.

«Ma al suo ritorno c’eravamo noi» sibila il capitano.

«Per fortuna» mormora lei. «Non smetterò mai di ringraziarvi, capitano.»

«Devi ringraziare soprattutto Sophie, senza di lei non saremmo mai arrivati a quella donna, sai?»

«Lo farò» gli risponde Miki decisa.

«Ehi, qualcuno ha fame?» la voce di Amanda ci arriva allegra, finalmente. «Ho un pranzo che ci aspetta a casa, mio marito ha cucinato per un reggimento di soldati.»

Rido, anche Miki lo fa. «Che ne dici, amore? Andiamo?» le domando con un sorriso.

«Vieni, Mikaela. Ho due figli di quattro e sei anni, Lucas starà bene, e anche noi.»

Lei mi sorride, serena. «Per me va bene.»

«Perfetto, allora vi aspettiamo» ci dice mentre si allontana, con un gesto della mano. «Anche lei, capitano! Steve conosce la strada.»

Guardo Miki, che mi fissa incuriosita. «Lo prendo io?» le chiedo in modo di farla alzare dalla sedia.

«Sì, grazie» annuisce lei.

Prendo Lucas tra le braccia, so come si fa con i bambini. Sono abituato con mia sorella, ogni volta che la vedo mi coccolo per ore i miei nipoti. Lo stringo e lo cullo, lui si sistema contro il mio torace e si rimette a dormire.

Ci avviamo piano, insieme al capitano Mitchell.

«Che significa Steve conosce la strada?» mi domanda lei all’improvviso. «Devi dirmi qualcosa, procuratore Marshall?»

Noto con la coda dell’occhio che il capitano soffoca una risata.

«Più tardi ti spiegherò tutto, amore» mi avvicino al suo orecchio, in modo che lui non senta. «Non appena saremo in albergo ti spiegherò tutto. Molto bene

Le sue meravigliose labbra si curvano in un sorriso.

E io non posso che pensare che ora ho tutto, tutto quello che mi serve e che ho sempre desiderato.

Saliamo in auto, sistemo Lucas sulle sue ginocchia sul sedile dietro e avvio il motore, controllando che il capitano Mitchell ci stia seguendo.

Allungo la mano verso lo stereo e accendo la radio, le note di Lovesong dei The Cure ci avvolgono, abbasso in fretta il volume per non svegliare Lucas.

Guardo nello specchietto, Miki mi rivolge uno sguardo strano. «Vuoi che spenga?» le domando.

Lei mi sorride con dolcezza. «No.»

«Sicura? Non ti dà fastidio?»

«No, anzi… questa sì che è musica.»

E il sorriso che mi regala subito dopo è pieno di promesse.

 

– ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO – 

Questo racconto inedito a puntate è un’opera di fantasia scritta in esclusiva per Stella e pubblicato per gentile concessione dell’autrice solo ed esclusivamente sul sito Free Passion.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

 

1 Comment on Nuovo racconto inedito – “Verità Nascoste” – #1 Love&Law Series By Samy – 15° Capitolo

  1. Valentina
    marzo 24, 2018 at 5:25 am (4 mesi ago)

    Siiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!
    Bye bye Russo! Grande Samy, che colpo di scena!
    Ammetto che mi hai fatto tremare lo scorso venerdì, ma oggi ti sei fatta perdonare alla grande.
    A venerdì, mia cara

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